non ne sono sicuro, però concediamoci il beneficio del dubbio 
Il diavolo a volte ci mette la coda, e pure lo sterco. E così accade che la supertassa sui redditi oltre i 90mila euro sia chiamata "contributo di solidarietà", che sa di chiesa più che di fisco; e succede pure che si scateni sui giornali e in rete una dura polemica contro il Vaticano che la sua "solidarietà" alla manovra potrebbe anche darla, magari accettando finalmente di pagare l'Ici almeno su una parte dell'ingentissimo patrimonio immobiliare di vescovadi e ordini religiosi, pii sodalizi e congregazioni, comunità e arciconfraternite.blackblizzard82 ha scritto:non ne sono sicuro, però concediamoci il beneficio del dubbio![]()
bumper morgan ha scritto:Il diavolo a volte ci mette la coda, e pure lo sterco. E così accade che la supertassa sui redditi oltre i 90mila euro sia chiamata "contributo di solidarietà", che sa di chiesa più che di fisco; e succede pure che si scateni sui giornali e in rete una dura polemica contro il Vaticano che la sua "solidarietà" alla manovra potrebbe anche darla, magari accettando finalmente di pagare l'Ici almeno su una parte dell'ingentissimo patrimonio immobiliare di vescovadi e ordini religiosi, pii sodalizi e congregazioni, comunità e arciconfraternite.blackblizzard82 ha scritto:non ne sono sicuro, però concediamoci il beneficio del dubbio![]()
Tanto più che venerdì 19 agosto, dai microfoni di "Radio Anch'io", il numero uno dei vescovi Angelo Bagnasco, predicava con grande efficacia mediatica contro l'evasione fiscale ("cifre impressionanti"), e anzi s'augurava che "il dovere di pagare le tasse possa essere assolto da tutti per la propria giusta parte". Bravo. Ma l'invito dovrebbe valere pure per l'elusione, in cui la Santa Sede storicamente (e legalmente) brilla: se tutti hanno da fare la loro parte...
Scavando nella memoria, poi, ci si è ricordati anche di altri aiuti, sconti e agevolazioni di cui gode la Chiesa, e di tutte le volte che il tentativo di modificare in Parlamento qualche regalìa, concordataria e non, si sia infranto contro un solido muro di "no" rigorosamente bipartisan. E Dio ci perdoni se questo rosario di piccoli e grandi privilegi ci ha dettato l'irriverente copertina "La santa evasione" e il titolo qui sopra che rimanda a un'altra casta ben più celebre e processata.
La verità è che anche in questo caso, come in tanti altri della vicenda italica, concessioni sacrosante e limitate sono divenute quando non arbitrio, certo altro da sé. Si pensi all'8 per mille, introdotto nel 1985 dal governo Craxi con l'impegno che se ne sarebbe via via valutata l'entità: è passato un quarto di secolo, il gettito si è moltiplicato, ma di quella correzione non s'è più parlato. E certo pesa che l'istituto sostituisca l'assegno di congrua, lo stipendio che lo Stato pagava ai sacerdoti a mo' di risarcimento dopo la breccia di Porta Pia e la caduta del Papa re. Il Tevere non è più largo di centoquaranta anni fa.
Si pensi poi agli immobili vaticani, esclusi da tassazione o per ragioni di extraterritorialità o perché destinati al culto, all'assistenza, al volontariato. Giusto. Ma negli anni, dal primo al secondo Concordato a oggi, quel patrimonio immobiliare è cresciuto a dismisura e spesso la destinazione è cambiata: ville trasformate in case di cura; appartamenti nei centri storici delle città ieri destinati alle famiglie bisognose e oggi ambìti da manager, politici, ministri; immobili diventati asili e scuole a pagamento; negozi e botteghe, garage e capannoni.
La beneficenza, è vero, nasce sovente dallo sterco del diavolo. Ma che c'entrano queste attività imprenditoriali con il culto e l'assistenza? E a quanto ammonta questo patrimonio parcheggiato in un'indefinibile zona grigia? Basterebbe un'operazione trasparenza, avviare almeno un censimento di beni e proprietà, se non altro per capire come davvero stanno le cose. Facile a dirsi, impossibile finora a farsi: non ne ha sentito l'esigenza il Parlamento, figuriamoci il Vaticano. E così si preferisce urlare e blaterare di cose di cui si sa poco o nulla.
Forse all'origine di tutto c'è un patto non scritto tra Stato e Chiesa in virtù del quale le mille braccia del mondo cattolico provvedono lì dove lo Stato non può arrivare: sanità, assistenza, istruzione. Prestazioni in qualche modo ripagate con vaste regalìe di elusione (e di evasione). Se così stanno le cose, forse è arrivato il momento di chiedersi, complice la straordinaria e inedita crisi che viviamo, se un equilibrio di tal fatta sia ancora equo e sostenibile. E se non sia opportuno cominciare a vivere la solidarietà in forme nuove. Parlando al meeting di Cl, il socialista Giuliano Amato si è chiesto come mai "abbiamo perduto la fiducia in un futuro comune". Noi più modestamente ci chiediamo perché questa fiducia mostri di averla persa perfino la Chiesa di Pietro.
bumper morgan ha scritto:Il diavolo a volte ci mette la coda, e pure lo sterco. E così accade che la supertassa sui redditi oltre i 90mila euro sia chiamata "contributo di solidarietà", che sa di chiesa più che di fisco; e succede pure che si scateni sui giornali e in rete una dura polemica contro il Vaticano che la sua "solidarietà" alla manovra potrebbe anche darla, magari accettando finalmente di pagare l'Ici almeno su una parte dell'ingentissimo patrimonio immobiliare di vescovadi e ordini religiosi, pii sodalizi e congregazioni, comunità e arciconfraternite.blackblizzard82 ha scritto:non ne sono sicuro, però concediamoci il beneficio del dubbio![]()
Tanto più che venerdì 19 agosto, dai microfoni di "Radio Anch'io", il numero uno dei vescovi Angelo Bagnasco, predicava con grande efficacia mediatica contro l'evasione fiscale ("cifre impressionanti"), e anzi s'augurava che "il dovere di pagare le tasse possa essere assolto da tutti per la propria giusta parte". Bravo. Ma l'invito dovrebbe valere pure per l'elusione, in cui la Santa Sede storicamente (e legalmente) brilla: se tutti hanno da fare la loro parte...
Scavando nella memoria, poi, ci si è ricordati anche di altri aiuti, sconti e agevolazioni di cui gode la Chiesa, e di tutte le volte che il tentativo di modificare in Parlamento qualche regalìa, concordataria e non, si sia infranto contro un solido muro di "no" rigorosamente bipartisan. E Dio ci perdoni se questo rosario di piccoli e grandi privilegi ci ha dettato l'irriverente copertina "La santa evasione" e il titolo qui sopra che rimanda a un'altra casta ben più celebre e processata.
La verità è che anche in questo caso, come in tanti altri della vicenda italica, concessioni sacrosante e limitate sono divenute quando non arbitrio, certo altro da sé. Si pensi all'8 per mille, introdotto nel 1985 dal governo Craxi con l'impegno che se ne sarebbe via via valutata l'entità: è passato un quarto di secolo, il gettito si è moltiplicato, ma di quella correzione non s'è più parlato. E certo pesa che l'istituto sostituisca l'assegno di congrua, lo stipendio che lo Stato pagava ai sacerdoti a mo' di risarcimento dopo la breccia di Porta Pia e la caduta del Papa re. Il Tevere non è più largo di centoquaranta anni fa.
Si pensi poi agli immobili vaticani, esclusi da tassazione o per ragioni di extraterritorialità o perché destinati al culto, all'assistenza, al volontariato. Giusto. Ma negli anni, dal primo al secondo Concordato a oggi, quel patrimonio immobiliare è cresciuto a dismisura e spesso la destinazione è cambiata: ville trasformate in case di cura; appartamenti nei centri storici delle città ieri destinati alle famiglie bisognose e oggi ambìti da manager, politici, ministri; immobili diventati asili e scuole a pagamento; negozi e botteghe, garage e capannoni.
La beneficenza, è vero, nasce sovente dallo sterco del diavolo. Ma che c'entrano queste attività imprenditoriali con il culto e l'assistenza? E a quanto ammonta questo patrimonio parcheggiato in un'indefinibile zona grigia? Basterebbe un'operazione trasparenza, avviare almeno un censimento di beni e proprietà, se non altro per capire come davvero stanno le cose. Facile a dirsi, impossibile finora a farsi: non ne ha sentito l'esigenza il Parlamento, figuriamoci il Vaticano. E così si preferisce urlare e blaterare di cose di cui si sa poco o nulla.
Forse all'origine di tutto c'è un patto non scritto tra Stato e Chiesa in virtù del quale le mille braccia del mondo cattolico provvedono lì dove lo Stato non può arrivare: sanità, assistenza, istruzione. Prestazioni in qualche modo ripagate con vaste regalìe di elusione (e di evasione). Se così stanno le cose, forse è arrivato il momento di chiedersi, complice la straordinaria e inedita crisi che viviamo, se un equilibrio di tal fatta sia ancora equo e sostenibile. E se non sia opportuno cominciare a vivere la solidarietà in forme nuove. Parlando al meeting di Cl, il socialista Giuliano Amato si è chiesto come mai "abbiamo perduto la fiducia in un futuro comune". Noi più modestamente ci chiediamo perché questa fiducia mostri di averla persa perfino la Chiesa di Pietro.
fabiologgia ha scritto:bumper morgan ha scritto:Il diavolo a volte ci mette la coda, e pure lo sterco. E così accade che la supertassa sui redditi oltre i 90mila euro sia chiamata "contributo di solidarietà", che sa di chiesa più che di fisco; e succede pure che si scateni sui giornali e in rete una dura polemica contro il Vaticano che la sua "solidarietà" alla manovra potrebbe anche darla, magari accettando finalmente di pagare l'Ici almeno su una parte dell'ingentissimo patrimonio immobiliare di vescovadi e ordini religiosi, pii sodalizi e congregazioni, comunità e arciconfraternite.blackblizzard82 ha scritto:non ne sono sicuro, però concediamoci il beneficio del dubbio![]()
Tanto più che venerdì 19 agosto, dai microfoni di "Radio Anch'io", il numero uno dei vescovi Angelo Bagnasco, predicava con grande efficacia mediatica contro l'evasione fiscale ("cifre impressionanti"), e anzi s'augurava che "il dovere di pagare le tasse possa essere assolto da tutti per la propria giusta parte". Bravo. Ma l'invito dovrebbe valere pure per l'elusione, in cui la Santa Sede storicamente (e legalmente) brilla: se tutti hanno da fare la loro parte...
Scavando nella memoria, poi, ci si è ricordati anche di altri aiuti, sconti e agevolazioni di cui gode la Chiesa, e di tutte le volte che il tentativo di modificare in Parlamento qualche regalìa, concordataria e non, si sia infranto contro un solido muro di "no" rigorosamente bipartisan. E Dio ci perdoni se questo rosario di piccoli e grandi privilegi ci ha dettato l'irriverente copertina "La santa evasione" e il titolo qui sopra che rimanda a un'altra casta ben più celebre e processata.
La verità è che anche in questo caso, come in tanti altri della vicenda italica, concessioni sacrosante e limitate sono divenute quando non arbitrio, certo altro da sé. Si pensi all'8 per mille, introdotto nel 1985 dal governo Craxi con l'impegno che se ne sarebbe via via valutata l'entità: è passato un quarto di secolo, il gettito si è moltiplicato, ma di quella correzione non s'è più parlato. E certo pesa che l'istituto sostituisca l'assegno di congrua, lo stipendio che lo Stato pagava ai sacerdoti a mo' di risarcimento dopo la breccia di Porta Pia e la caduta del Papa re. Il Tevere non è più largo di centoquaranta anni fa.
Si pensi poi agli immobili vaticani, esclusi da tassazione o per ragioni di extraterritorialità o perché destinati al culto, all'assistenza, al volontariato. Giusto. Ma negli anni, dal primo al secondo Concordato a oggi, quel patrimonio immobiliare è cresciuto a dismisura e spesso la destinazione è cambiata: ville trasformate in case di cura; appartamenti nei centri storici delle città ieri destinati alle famiglie bisognose e oggi ambìti da manager, politici, ministri; immobili diventati asili e scuole a pagamento; negozi e botteghe, garage e capannoni.
La beneficenza, è vero, nasce sovente dallo sterco del diavolo. Ma che c'entrano queste attività imprenditoriali con il culto e l'assistenza? E a quanto ammonta questo patrimonio parcheggiato in un'indefinibile zona grigia? Basterebbe un'operazione trasparenza, avviare almeno un censimento di beni e proprietà, se non altro per capire come davvero stanno le cose. Facile a dirsi, impossibile finora a farsi: non ne ha sentito l'esigenza il Parlamento, figuriamoci il Vaticano. E così si preferisce urlare e blaterare di cose di cui si sa poco o nulla.
Forse all'origine di tutto c'è un patto non scritto tra Stato e Chiesa in virtù del quale le mille braccia del mondo cattolico provvedono lì dove lo Stato non può arrivare: sanità, assistenza, istruzione. Prestazioni in qualche modo ripagate con vaste regalìe di elusione (e di evasione). Se così stanno le cose, forse è arrivato il momento di chiedersi, complice la straordinaria e inedita crisi che viviamo, se un equilibrio di tal fatta sia ancora equo e sostenibile. E se non sia opportuno cominciare a vivere la solidarietà in forme nuove. Parlando al meeting di Cl, il socialista Giuliano Amato si è chiesto come mai "abbiamo perduto la fiducia in un futuro comune". Noi più modestamente ci chiediamo perché questa fiducia mostri di averla persa perfino la Chiesa di Pietro.
Altro che 5 stelle...... meriteresti una costellazione!
Saluti
Vedi te se un prete ti molla un malocchio come si deve...non moriresti neanche a spararti in bocca :twisted:bandieratricolore ha scritto:Immagino sappiate che i religiosi hanno sconti particolari dalle case automobilistiche,trattamenti di favore,e tutto cio' che è correlato tipo i vari balzelli.
Il perche' non lo riesco a capire........................capisco invece le agevolazioni per i portatori di handicap ma ci sono certe caste che bisognerebbe eliminare.............idem privilegi..........................................
ciao si parla di sacrifici?bene allora.....dato che cercheremo in tutti i modi di eliminare caste e privilegi.....nessuno dovra' averne fosse solo per principio per il rispetto di tutti!fabiologgia ha scritto:bandieratricolore ha scritto:Immagino sappiate che i religiosi hanno sconti particolari dalle case automobilistiche,trattamenti di favore,e tutto cio' che è correlato tipo i vari balzelli.
Il perche' non lo riesco a capire........................capisco invece le agevolazioni per i portatori di handicap ma ci sono certe caste che bisognerebbe eliminare.............idem privilegi..........................................
Anche gli agenti di commercio,, i poliziotti, i militari, i medici, addirittura i giornalisti e gli impiegati di banca, un tempo l'Alfa Romeo (quando era IRI) faceva lo sconto indistintamente a tutti i lavoratori statali...... In tutti i casi si tratta di sconti e facilitazioni che gravano solo su chi le fa, ossia sulle Concessionarie, non vedo proprio in che modo tu ti possa sentire danneggiato da questo tipo di privilegi, non ti stanno togliendo proprio nulla.
Saluti
bandieratricolore ha scritto:ciao si parla di sacrifici?bene allora.....dato che cercheremo in tutti i modi di eliminare caste e privilegi.....nessuno dovra' averne fosse solo per principio per il rispetto di tutti!fabiologgia ha scritto:bandieratricolore ha scritto:Immagino sappiate che i religiosi hanno sconti particolari dalle case automobilistiche,trattamenti di favore,e tutto cio' che è correlato tipo i vari balzelli.
Il perche' non lo riesco a capire........................capisco invece le agevolazioni per i portatori di handicap ma ci sono certe caste che bisognerebbe eliminare.............idem privilegi..........................................
Anche gli agenti di commercio,, i poliziotti, i militari, i medici, addirittura i giornalisti e gli impiegati di banca, un tempo l'Alfa Romeo (quando era IRI) faceva lo sconto indistintamente a tutti i lavoratori statali...... In tutti i casi si tratta di sconti e facilitazioni che gravano solo su chi le fa, ossia sulle Concessionarie, non vedo proprio in che modo tu ti possa sentire danneggiato da questo tipo di privilegi, non ti stanno togliendo proprio nulla.
Saluti
A meno che chi li difende non sia di parte......![]()
bandieratricolore ha scritto:Immagino sappiate che i religiosi hanno sconti particolari dalle case automobilistiche,trattamenti di favore,e tutto cio' che è correlato tipo i vari balzelli.
Il perche' non lo riesco a capire........................capisco invece le agevolazioni per i portatori di handicap ma ci sono certe caste che bisognerebbe eliminare.............idem privilegi..........................................
bandieratricolore ha scritto:Beh allora visto che gli sconti al clero incidono poco che vengano estesi a tutti gli acquirenti......cosi' non si parlera' piu' di agevolazioni a certe categorie.....il venditore dipende dalla casa per cui lavora e non ci rimette nulla di suo e se questi tagli al clero sono giustificati dalla casa madre lo siano per tutti e in egual misura........non figli e figliastri.................e stiamo parlando di sconti alle auto..........................figuriamoci poi tutto il resto!!!!!!
passerotti ha scritto:bandieratricolore ha scritto:Immagino sappiate che i religiosi hanno sconti particolari dalle case automobilistiche,trattamenti di favore,e tutto cio' che è correlato tipo i vari balzelli.
Il perche' non lo riesco a capire........................capisco invece le agevolazioni per i portatori di handicap ma ci sono certe caste che bisognerebbe eliminare.............idem privilegi..........................................
Da dove hai desunto questi sconti?
agricolo - 1 giorno fa
Carloantonio70 - 8 ore fa
quicktake - 3 anni fa
Suby01 - 11 mesi fa