<img height="1" width="1" style="display:none" src="https://www.facebook.com/tr?id=1500520490268011&amp;ev=PageView&amp;noscript=1"> perche' preti suore pagano meno? | Page 2 | Il Forum di Quattroruote

perche' preti suore pagano meno?

blackblizzard82 ha scritto:
non ne sono sicuro, però concediamoci il beneficio del dubbio :D
Il diavolo a volte ci mette la coda, e pure lo sterco. E così accade che la supertassa sui redditi oltre i 90mila euro sia chiamata "contributo di solidarietà", che sa di chiesa più che di fisco; e succede pure che si scateni sui giornali e in rete una dura polemica contro il Vaticano che la sua "solidarietà" alla manovra potrebbe anche darla, magari accettando finalmente di pagare l'Ici almeno su una parte dell'ingentissimo patrimonio immobiliare di vescovadi e ordini religiosi, pii sodalizi e congregazioni, comunità e arciconfraternite.
Tanto più che venerdì 19 agosto, dai microfoni di "Radio Anch'io", il numero uno dei vescovi Angelo Bagnasco, predicava con grande efficacia mediatica contro l'evasione fiscale ("cifre impressionanti"), e anzi s'augurava che "il dovere di pagare le tasse possa essere assolto da tutti per la propria giusta parte". Bravo. Ma l'invito dovrebbe valere pure per l'elusione, in cui la Santa Sede storicamente (e legalmente) brilla: se tutti hanno da fare la loro parte...

Scavando nella memoria, poi, ci si è ricordati anche di altri aiuti, sconti e agevolazioni di cui gode la Chiesa, e di tutte le volte che il tentativo di modificare in Parlamento qualche regalìa, concordataria e non, si sia infranto contro un solido muro di "no" rigorosamente bipartisan. E Dio ci perdoni se questo rosario di piccoli e grandi privilegi ci ha dettato l'irriverente copertina "La santa evasione" e il titolo qui sopra che rimanda a un'altra casta ben più celebre e processata.

La verità è che anche in questo caso, come in tanti altri della vicenda italica, concessioni sacrosante e limitate sono divenute quando non arbitrio, certo altro da sé. Si pensi all'8 per mille, introdotto nel 1985 dal governo Craxi con l'impegno che se ne sarebbe via via valutata l'entità: è passato un quarto di secolo, il gettito si è moltiplicato, ma di quella correzione non s'è più parlato. E certo pesa che l'istituto sostituisca l'assegno di congrua, lo stipendio che lo Stato pagava ai sacerdoti a mo' di risarcimento dopo la breccia di Porta Pia e la caduta del Papa re. Il Tevere non è più largo di centoquaranta anni fa.

Si pensi poi agli immobili vaticani, esclusi da tassazione o per ragioni di extraterritorialità o perché destinati al culto, all'assistenza, al volontariato. Giusto. Ma negli anni, dal primo al secondo Concordato a oggi, quel patrimonio immobiliare è cresciuto a dismisura e spesso la destinazione è cambiata: ville trasformate in case di cura; appartamenti nei centri storici delle città ieri destinati alle famiglie bisognose e oggi ambìti da manager, politici, ministri; immobili diventati asili e scuole a pagamento; negozi e botteghe, garage e capannoni.

La beneficenza, è vero, nasce sovente dallo sterco del diavolo. Ma che c'entrano queste attività imprenditoriali con il culto e l'assistenza? E a quanto ammonta questo patrimonio parcheggiato in un'indefinibile zona grigia? Basterebbe un'operazione trasparenza, avviare almeno un censimento di beni e proprietà, se non altro per capire come davvero stanno le cose. Facile a dirsi, impossibile finora a farsi: non ne ha sentito l'esigenza il Parlamento, figuriamoci il Vaticano. E così si preferisce urlare e blaterare di cose di cui si sa poco o nulla.

Forse all'origine di tutto c'è un patto non scritto tra Stato e Chiesa in virtù del quale le mille braccia del mondo cattolico provvedono lì dove lo Stato non può arrivare: sanità, assistenza, istruzione. Prestazioni in qualche modo ripagate con vaste regalìe di elusione (e di evasione). Se così stanno le cose, forse è arrivato il momento di chiedersi, complice la straordinaria e inedita crisi che viviamo, se un equilibrio di tal fatta sia ancora equo e sostenibile. E se non sia opportuno cominciare a vivere la solidarietà in forme nuove. Parlando al meeting di Cl, il socialista Giuliano Amato si è chiesto come mai "abbiamo perduto la fiducia in un futuro comune". Noi più modestamente ci chiediamo perché questa fiducia mostri di averla persa perfino la Chiesa di Pietro.
 
bumper morgan ha scritto:
blackblizzard82 ha scritto:
non ne sono sicuro, però concediamoci il beneficio del dubbio :D
Il diavolo a volte ci mette la coda, e pure lo sterco. E così accade che la supertassa sui redditi oltre i 90mila euro sia chiamata "contributo di solidarietà", che sa di chiesa più che di fisco; e succede pure che si scateni sui giornali e in rete una dura polemica contro il Vaticano che la sua "solidarietà" alla manovra potrebbe anche darla, magari accettando finalmente di pagare l'Ici almeno su una parte dell'ingentissimo patrimonio immobiliare di vescovadi e ordini religiosi, pii sodalizi e congregazioni, comunità e arciconfraternite.
Tanto più che venerdì 19 agosto, dai microfoni di "Radio Anch'io", il numero uno dei vescovi Angelo Bagnasco, predicava con grande efficacia mediatica contro l'evasione fiscale ("cifre impressionanti"), e anzi s'augurava che "il dovere di pagare le tasse possa essere assolto da tutti per la propria giusta parte". Bravo. Ma l'invito dovrebbe valere pure per l'elusione, in cui la Santa Sede storicamente (e legalmente) brilla: se tutti hanno da fare la loro parte...

Scavando nella memoria, poi, ci si è ricordati anche di altri aiuti, sconti e agevolazioni di cui gode la Chiesa, e di tutte le volte che il tentativo di modificare in Parlamento qualche regalìa, concordataria e non, si sia infranto contro un solido muro di "no" rigorosamente bipartisan. E Dio ci perdoni se questo rosario di piccoli e grandi privilegi ci ha dettato l'irriverente copertina "La santa evasione" e il titolo qui sopra che rimanda a un'altra casta ben più celebre e processata.

La verità è che anche in questo caso, come in tanti altri della vicenda italica, concessioni sacrosante e limitate sono divenute quando non arbitrio, certo altro da sé. Si pensi all'8 per mille, introdotto nel 1985 dal governo Craxi con l'impegno che se ne sarebbe via via valutata l'entità: è passato un quarto di secolo, il gettito si è moltiplicato, ma di quella correzione non s'è più parlato. E certo pesa che l'istituto sostituisca l'assegno di congrua, lo stipendio che lo Stato pagava ai sacerdoti a mo' di risarcimento dopo la breccia di Porta Pia e la caduta del Papa re. Il Tevere non è più largo di centoquaranta anni fa.

Si pensi poi agli immobili vaticani, esclusi da tassazione o per ragioni di extraterritorialità o perché destinati al culto, all'assistenza, al volontariato. Giusto. Ma negli anni, dal primo al secondo Concordato a oggi, quel patrimonio immobiliare è cresciuto a dismisura e spesso la destinazione è cambiata: ville trasformate in case di cura; appartamenti nei centri storici delle città ieri destinati alle famiglie bisognose e oggi ambìti da manager, politici, ministri; immobili diventati asili e scuole a pagamento; negozi e botteghe, garage e capannoni.

La beneficenza, è vero, nasce sovente dallo sterco del diavolo. Ma che c'entrano queste attività imprenditoriali con il culto e l'assistenza? E a quanto ammonta questo patrimonio parcheggiato in un'indefinibile zona grigia? Basterebbe un'operazione trasparenza, avviare almeno un censimento di beni e proprietà, se non altro per capire come davvero stanno le cose. Facile a dirsi, impossibile finora a farsi: non ne ha sentito l'esigenza il Parlamento, figuriamoci il Vaticano. E così si preferisce urlare e blaterare di cose di cui si sa poco o nulla.

Forse all'origine di tutto c'è un patto non scritto tra Stato e Chiesa in virtù del quale le mille braccia del mondo cattolico provvedono lì dove lo Stato non può arrivare: sanità, assistenza, istruzione. Prestazioni in qualche modo ripagate con vaste regalìe di elusione (e di evasione). Se così stanno le cose, forse è arrivato il momento di chiedersi, complice la straordinaria e inedita crisi che viviamo, se un equilibrio di tal fatta sia ancora equo e sostenibile. E se non sia opportuno cominciare a vivere la solidarietà in forme nuove. Parlando al meeting di Cl, il socialista Giuliano Amato si è chiesto come mai "abbiamo perduto la fiducia in un futuro comune". Noi più modestamente ci chiediamo perché questa fiducia mostri di averla persa perfino la Chiesa di Pietro.

Altro che 5 stelle...... meriteresti una costellazione!

Saluti
 
Il prete del nostro paese 3 anni fa ha fatto un incidente che lo sa solo lui come ne è uscito vivo... i miei compaesani hanno fatto una colletta per comperargli un'altra macchina. Per come guida sarebbe stato meglio per tutti comperargli una bicicletta..
 
bumper morgan ha scritto:
blackblizzard82 ha scritto:
non ne sono sicuro, però concediamoci il beneficio del dubbio :D
Il diavolo a volte ci mette la coda, e pure lo sterco. E così accade che la supertassa sui redditi oltre i 90mila euro sia chiamata "contributo di solidarietà", che sa di chiesa più che di fisco; e succede pure che si scateni sui giornali e in rete una dura polemica contro il Vaticano che la sua "solidarietà" alla manovra potrebbe anche darla, magari accettando finalmente di pagare l'Ici almeno su una parte dell'ingentissimo patrimonio immobiliare di vescovadi e ordini religiosi, pii sodalizi e congregazioni, comunità e arciconfraternite.
Tanto più che venerdì 19 agosto, dai microfoni di "Radio Anch'io", il numero uno dei vescovi Angelo Bagnasco, predicava con grande efficacia mediatica contro l'evasione fiscale ("cifre impressionanti"), e anzi s'augurava che "il dovere di pagare le tasse possa essere assolto da tutti per la propria giusta parte". Bravo. Ma l'invito dovrebbe valere pure per l'elusione, in cui la Santa Sede storicamente (e legalmente) brilla: se tutti hanno da fare la loro parte...

Scavando nella memoria, poi, ci si è ricordati anche di altri aiuti, sconti e agevolazioni di cui gode la Chiesa, e di tutte le volte che il tentativo di modificare in Parlamento qualche regalìa, concordataria e non, si sia infranto contro un solido muro di "no" rigorosamente bipartisan. E Dio ci perdoni se questo rosario di piccoli e grandi privilegi ci ha dettato l'irriverente copertina "La santa evasione" e il titolo qui sopra che rimanda a un'altra casta ben più celebre e processata.

La verità è che anche in questo caso, come in tanti altri della vicenda italica, concessioni sacrosante e limitate sono divenute quando non arbitrio, certo altro da sé. Si pensi all'8 per mille, introdotto nel 1985 dal governo Craxi con l'impegno che se ne sarebbe via via valutata l'entità: è passato un quarto di secolo, il gettito si è moltiplicato, ma di quella correzione non s'è più parlato. E certo pesa che l'istituto sostituisca l'assegno di congrua, lo stipendio che lo Stato pagava ai sacerdoti a mo' di risarcimento dopo la breccia di Porta Pia e la caduta del Papa re. Il Tevere non è più largo di centoquaranta anni fa.

Si pensi poi agli immobili vaticani, esclusi da tassazione o per ragioni di extraterritorialità o perché destinati al culto, all'assistenza, al volontariato. Giusto. Ma negli anni, dal primo al secondo Concordato a oggi, quel patrimonio immobiliare è cresciuto a dismisura e spesso la destinazione è cambiata: ville trasformate in case di cura; appartamenti nei centri storici delle città ieri destinati alle famiglie bisognose e oggi ambìti da manager, politici, ministri; immobili diventati asili e scuole a pagamento; negozi e botteghe, garage e capannoni.

La beneficenza, è vero, nasce sovente dallo sterco del diavolo. Ma che c'entrano queste attività imprenditoriali con il culto e l'assistenza? E a quanto ammonta questo patrimonio parcheggiato in un'indefinibile zona grigia? Basterebbe un'operazione trasparenza, avviare almeno un censimento di beni e proprietà, se non altro per capire come davvero stanno le cose. Facile a dirsi, impossibile finora a farsi: non ne ha sentito l'esigenza il Parlamento, figuriamoci il Vaticano. E così si preferisce urlare e blaterare di cose di cui si sa poco o nulla.

Forse all'origine di tutto c'è un patto non scritto tra Stato e Chiesa in virtù del quale le mille braccia del mondo cattolico provvedono lì dove lo Stato non può arrivare: sanità, assistenza, istruzione. Prestazioni in qualche modo ripagate con vaste regalìe di elusione (e di evasione). Se così stanno le cose, forse è arrivato il momento di chiedersi, complice la straordinaria e inedita crisi che viviamo, se un equilibrio di tal fatta sia ancora equo e sostenibile. E se non sia opportuno cominciare a vivere la solidarietà in forme nuove. Parlando al meeting di Cl, il socialista Giuliano Amato si è chiesto come mai "abbiamo perduto la fiducia in un futuro comune". Noi più modestamente ci chiediamo perché questa fiducia mostri di averla persa perfino la Chiesa di Pietro.

purtroppo senza di loro
NON SI GOVERNA :!: :!:
 
fabiologgia ha scritto:
bumper morgan ha scritto:
blackblizzard82 ha scritto:
non ne sono sicuro, però concediamoci il beneficio del dubbio :D
Il diavolo a volte ci mette la coda, e pure lo sterco. E così accade che la supertassa sui redditi oltre i 90mila euro sia chiamata "contributo di solidarietà", che sa di chiesa più che di fisco; e succede pure che si scateni sui giornali e in rete una dura polemica contro il Vaticano che la sua "solidarietà" alla manovra potrebbe anche darla, magari accettando finalmente di pagare l'Ici almeno su una parte dell'ingentissimo patrimonio immobiliare di vescovadi e ordini religiosi, pii sodalizi e congregazioni, comunità e arciconfraternite.
Tanto più che venerdì 19 agosto, dai microfoni di "Radio Anch'io", il numero uno dei vescovi Angelo Bagnasco, predicava con grande efficacia mediatica contro l'evasione fiscale ("cifre impressionanti"), e anzi s'augurava che "il dovere di pagare le tasse possa essere assolto da tutti per la propria giusta parte". Bravo. Ma l'invito dovrebbe valere pure per l'elusione, in cui la Santa Sede storicamente (e legalmente) brilla: se tutti hanno da fare la loro parte...

Scavando nella memoria, poi, ci si è ricordati anche di altri aiuti, sconti e agevolazioni di cui gode la Chiesa, e di tutte le volte che il tentativo di modificare in Parlamento qualche regalìa, concordataria e non, si sia infranto contro un solido muro di "no" rigorosamente bipartisan. E Dio ci perdoni se questo rosario di piccoli e grandi privilegi ci ha dettato l'irriverente copertina "La santa evasione" e il titolo qui sopra che rimanda a un'altra casta ben più celebre e processata.

La verità è che anche in questo caso, come in tanti altri della vicenda italica, concessioni sacrosante e limitate sono divenute quando non arbitrio, certo altro da sé. Si pensi all'8 per mille, introdotto nel 1985 dal governo Craxi con l'impegno che se ne sarebbe via via valutata l'entità: è passato un quarto di secolo, il gettito si è moltiplicato, ma di quella correzione non s'è più parlato. E certo pesa che l'istituto sostituisca l'assegno di congrua, lo stipendio che lo Stato pagava ai sacerdoti a mo' di risarcimento dopo la breccia di Porta Pia e la caduta del Papa re. Il Tevere non è più largo di centoquaranta anni fa.

Si pensi poi agli immobili vaticani, esclusi da tassazione o per ragioni di extraterritorialità o perché destinati al culto, all'assistenza, al volontariato. Giusto. Ma negli anni, dal primo al secondo Concordato a oggi, quel patrimonio immobiliare è cresciuto a dismisura e spesso la destinazione è cambiata: ville trasformate in case di cura; appartamenti nei centri storici delle città ieri destinati alle famiglie bisognose e oggi ambìti da manager, politici, ministri; immobili diventati asili e scuole a pagamento; negozi e botteghe, garage e capannoni.

La beneficenza, è vero, nasce sovente dallo sterco del diavolo. Ma che c'entrano queste attività imprenditoriali con il culto e l'assistenza? E a quanto ammonta questo patrimonio parcheggiato in un'indefinibile zona grigia? Basterebbe un'operazione trasparenza, avviare almeno un censimento di beni e proprietà, se non altro per capire come davvero stanno le cose. Facile a dirsi, impossibile finora a farsi: non ne ha sentito l'esigenza il Parlamento, figuriamoci il Vaticano. E così si preferisce urlare e blaterare di cose di cui si sa poco o nulla.

Forse all'origine di tutto c'è un patto non scritto tra Stato e Chiesa in virtù del quale le mille braccia del mondo cattolico provvedono lì dove lo Stato non può arrivare: sanità, assistenza, istruzione. Prestazioni in qualche modo ripagate con vaste regalìe di elusione (e di evasione). Se così stanno le cose, forse è arrivato il momento di chiedersi, complice la straordinaria e inedita crisi che viviamo, se un equilibrio di tal fatta sia ancora equo e sostenibile. E se non sia opportuno cominciare a vivere la solidarietà in forme nuove. Parlando al meeting di Cl, il socialista Giuliano Amato si è chiesto come mai "abbiamo perduto la fiducia in un futuro comune". Noi più modestamente ci chiediamo perché questa fiducia mostri di averla persa perfino la Chiesa di Pietro.

Altro che 5 stelle...... meriteresti una costellazione!

Saluti

sì, ci mancava solo un bel porcone così da coronare l'articolo :rolleyes:
 
bandieratricolore ha scritto:
Immagino sappiate che i religiosi hanno sconti particolari dalle case automobilistiche,trattamenti di favore,e tutto cio' che è correlato tipo i vari balzelli.
Il perche' non lo riesco a capire........................capisco invece le agevolazioni per i portatori di handicap ma ci sono certe caste che bisognerebbe eliminare.............idem privilegi..........................................
Vedi te se un prete ti molla un malocchio come si deve...non moriresti neanche a spararti in bocca :twisted:
 
fabiologgia ha scritto:
bandieratricolore ha scritto:
Immagino sappiate che i religiosi hanno sconti particolari dalle case automobilistiche,trattamenti di favore,e tutto cio' che è correlato tipo i vari balzelli.
Il perche' non lo riesco a capire........................capisco invece le agevolazioni per i portatori di handicap ma ci sono certe caste che bisognerebbe eliminare.............idem privilegi..........................................

Anche gli agenti di commercio,, i poliziotti, i militari, i medici, addirittura i giornalisti e gli impiegati di banca, un tempo l'Alfa Romeo (quando era IRI) faceva lo sconto indistintamente a tutti i lavoratori statali...... In tutti i casi si tratta di sconti e facilitazioni che gravano solo su chi le fa, ossia sulle Concessionarie, non vedo proprio in che modo tu ti possa sentire danneggiato da questo tipo di privilegi, non ti stanno togliendo proprio nulla.

Saluti
ciao si parla di sacrifici?bene allora.....dato che cercheremo in tutti i modi di eliminare caste e privilegi.....nessuno dovra' averne fosse solo per principio per il rispetto di tutti!
A meno che chi li difende non sia di parte...... :D
 
Scusate questa mia frase che non ha attinenza e l'ha........"Dio è ovunque"....tutti lo sappiamo....per cui perche' lo STATO.........gia' il termine VATICANO......e tutto quel ben di.........non viende devoluto ai poveri del mondo?
Io ci starei eccome a mantenere il Papa ma non la congrega!
Non credo di essere irriverente scrivendolo!
Se ai tempi di Gesu' ci fossero state le auto sicuramente avrebbe optato per la bicicletta..............oggi anche il parroco di campana NECESSITA di 4 ruote sotto il "pane'"!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
E' tutto cosi' artificiosamente costruito che sarebbe il momento di SMANTELLARE!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
 
bandieratricolore ha scritto:
fabiologgia ha scritto:
bandieratricolore ha scritto:
Immagino sappiate che i religiosi hanno sconti particolari dalle case automobilistiche,trattamenti di favore,e tutto cio' che è correlato tipo i vari balzelli.
Il perche' non lo riesco a capire........................capisco invece le agevolazioni per i portatori di handicap ma ci sono certe caste che bisognerebbe eliminare.............idem privilegi..........................................

Anche gli agenti di commercio,, i poliziotti, i militari, i medici, addirittura i giornalisti e gli impiegati di banca, un tempo l'Alfa Romeo (quando era IRI) faceva lo sconto indistintamente a tutti i lavoratori statali...... In tutti i casi si tratta di sconti e facilitazioni che gravano solo su chi le fa, ossia sulle Concessionarie, non vedo proprio in che modo tu ti possa sentire danneggiato da questo tipo di privilegi, non ti stanno togliendo proprio nulla.

Saluti
ciao si parla di sacrifici?bene allora.....dato che cercheremo in tutti i modi di eliminare caste e privilegi.....nessuno dovra' averne fosse solo per principio per il rispetto di tutti!
A meno che chi li difende non sia di parte...... :D

I privilegi che vanno eliminati sono quelli pagati dallo Stato, ossia da tutti i contribuenti.
Questi sconti invece sono pagati esclusivamente da chi li fa, non incidono minimamente su chi non ne usufruisce.
Non faccio parte di nessuna delle cosiddette "caste" che ho nominato, non usufruisco di alcuno sconto "corporativo" quando acquisto un'auto ma solo di quello che mi vuol fare in quel momento il venditore e che solo lui in quel momento sta pagando. Per questo non mi tange minimamente sotto nessun punto di vista (tantomeno economico) se un prete riesce a pagare 90 la stessa auto che io pago 100, e non deve tangere nemmeno te visto che nessuno ti sta addebitando quella differenza.
Non c'entrano nulla i favoritismi di Stato, quelli sì che li paghiamo tutti e giustamente vanno aboliti.

Spero che stavolta lo abbia capito....................

Saluti
 
bandieratricolore ha scritto:
Immagino sappiate che i religiosi hanno sconti particolari dalle case automobilistiche,trattamenti di favore,e tutto cio' che è correlato tipo i vari balzelli.
Il perche' non lo riesco a capire........................capisco invece le agevolazioni per i portatori di handicap ma ci sono certe caste che bisognerebbe eliminare.............idem privilegi..........................................

Da dove hai desunto questi sconti?
 
Beh allora visto che gli sconti al clero incidono poco che vengano estesi a tutti gli acquirenti......cosi' non si parlera' piu' di agevolazioni a certe categorie.....il venditore dipende dalla casa per cui lavora e non ci rimette nulla di suo e se questi tagli al clero sono giustificati dalla casa madre lo siano per tutti e in egual misura........non figli e figliastri.................e stiamo parlando di sconti alle auto..........................figuriamoci poi tutto il resto!!!!!!
 
bandieratricolore ha scritto:
Beh allora visto che gli sconti al clero incidono poco che vengano estesi a tutti gli acquirenti......cosi' non si parlera' piu' di agevolazioni a certe categorie.....il venditore dipende dalla casa per cui lavora e non ci rimette nulla di suo e se questi tagli al clero sono giustificati dalla casa madre lo siano per tutti e in egual misura........non figli e figliastri.................e stiamo parlando di sconti alle auto..........................figuriamoci poi tutto il resto!!!!!!

Se io sono un venditore (o una Casa, non cambia nulla) e voglio fare il 10% di sconto a chi ha gli occhi verdi ed è nato in giorno dispari, a te che te ne frega?
Te ne potrebbe fregare se per fare lo sconto a loro facessi pagare di più te e gli altri come te, ma se così non è, ripeto, che te ne frega?
Finchè ci rimetto del mio, posso fare gli sconti a chi meglio credo, senza ledere i diritti di nessuno e non c'è alcun diritto degli altri ad averli.
Lo vuoi capire che quegli sconti non sono elargiti dalle casse comuni?
Che i venditori dipendano dalle Case poi è una grossissima baggianata da almeno trent'anni, lo sanno anche i tredicenni che i Concessionari sono imprenditori indipendenti e che i listini sono solo suggeriti dalle Case, in altre parole che ognuno può fare i prezzi che vuole.

Mi sa che tu, come al solito, vuoi solo fare polemica oltretutto su argomenti di cui hai sentito dire due parole ma peraltro sai molto poco.

Saluti
 
passerotti ha scritto:
bandieratricolore ha scritto:
Immagino sappiate che i religiosi hanno sconti particolari dalle case automobilistiche,trattamenti di favore,e tutto cio' che è correlato tipo i vari balzelli.
Il perche' non lo riesco a capire........................capisco invece le agevolazioni per i portatori di handicap ma ci sono certe caste che bisognerebbe eliminare.............idem privilegi..........................................

Da dove hai desunto questi sconti?

se li è sognati la notte, tra una froggata e l'altra.

please, keep the battlefront clean.
don't feed the troll.
 
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