renatom
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Alla luce della mia ultima considerazione (autocritica) è vero che non si fa la gara di accelerazione usando metà contagiri. Siccome mi sono sempre basato sulla seconda legge di newton ho fatto confusione tra coppia motore e coppia alle ruote . Comunque sono riuscito a trovare la soluzione di interpretazione che cercavo.
Il modo più semplice, ma, contemporaneamente, abbastanza esaustivo di guardare le cose, secondo me, è quello che segue.
Proprio usando la legge di Newton o, meglio ancora la sua estensione che è il principio di D'Alambert, si può scrivere :
a=(Fm-Fr)/m
dove
a=accelerazione
Fm=forza motrice. Senza stare ad ammattire in calcoli con coppie, rapporti di trasmissione, raggi, è semplicemente P/v dove P è la potenza disponibile alla ruota e v la velocità. Quindi Fm decrescerã via via che il veicolo aumenta la velocità.
Teniamo pure presente che nelle fasi iniziali della prova, tale forza non potrà comunque eccedere quella trasmissibile per attrito e cioè il prodotto del peso gravante sulle ruote motrici per il coefficiente di attrito, anche se quella formula darebbe forza motrice infinita allo spunto.
Fr=Forze resistenti cioé attrito rotolamento è resistenza aerodinamica.
mi=massa veicolo
Quindi, tra l'altro, via via che la velocità aumenta, Fm cala e Fr aumenta, quindi l'accelerazione, inevitabilmente, diminuisce.
Sensazione diversa si ha, ad esempio, con i motori a reazione, come sa chiunque sia andato in aereo. Con quelli, la spinta è costante, quindi in fase di partenza, tipo decollo si sente una accelerazione senza cali.
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