<img height="1" width="1" style="display:none" src="https://www.facebook.com/tr?id=1500520490268011&amp;ev=PageView&amp;noscript=1"> Per Octane (e gli altri): accelerazione, coppia e potenza | Page 2 | Il Forum di Quattroruote

Per Octane (e gli altri): accelerazione, coppia e potenza

cognizionezerozero ha scritto:
renatom ha scritto:
Avvio questo topiic per chiarire i rapporti tra le grandezze di cui al soggetto in quanto mi sembra che molte volte si siano generati degli equivoci riguardo all'argomento; per molti, invece, sarà ovvio quello che scrivo. (è semplicemente il concetto del cambio di velocità e P = M x omega)

Negli ultimi tempi, spesso è stato affermato che l'accelerazione dipende dalla coppia, volevo però chiarire che dipende dalla coppia disponibile alla ruota, per cui alla fine, relativamente al motore, la grandezza che più interessa è la potenza.

Poi se volessimo essere ancora più precisi non dipende neanche dalla coppia alla ruota, ma dalla forza tangenziale sulla ruota, ma non mettiamo troppa carne al fuoco e facciamo finta che le ruote abbiano tutte lo stesso diametro.

Il valore di coppia massima, in sé, può anche essere considerato ininfluente, mentre è invece importante l'andamento della curva di coppia (edi potenza, tanto sono legate tra loro).

Mi spiego con un esempio:

Consideriamo di avere due motori di caratteristiche diverse con cui fare una prova di accelerazione, montati sullo stesso veicolo, trascurando attriti e slittamenti vari.

Il motore A, lento e di clindrata più elevata durante la prova eroga una coppia costante di 300 Nm fino ad un regime massimo di 4500 giri/min (Pmax= 141 KW)

Il motore B, veloce e di clindrata più bassa durante la prova eroga una coppia costante di 200 Nm fino ad un regime massimo di 9000 giri/min (Pmax= 188 KW)

Dunque il motore B è più potente, ma ha meno coppia.

Chi accelererà più efficacemente l'auto?

La risposta è che sarè il motore B.
Infatti andiamo a vedere quale è la coppia disponibile alla ruota alla stessa velocità, per semplicità quello in cui le ruote girano a 10 giri/s (circa 75 km/h) e supponendo che entrambi i motori siano al regome massimo.

Il motore A dovrà lavorare con un rapporto di trasmissione di 4500/(60x10) = 7,5 quindi sarà disponibile alla ruota una coppia di 300 x 7,5 = 2250 Nm.

Il motore B potrà lavorare con un rapporto di trasmissione di 9000/(60x10) = 15 quindi sarà disponibile alla ruota una coppia di 200 x 15 = 3000 Nm.

Il ragionamento è ripetibile per qualsiasi velocità dell'auto.
Quindi il motore B, pur avendo una coppia inferiore, ruotando ad un numero di giri superiore, può utilizzare rapporti di trasmissione superiori e quindi portare alle ruote una coppia superiore.

Estremizzando il discorso, potrei anche usare una turbina a gas da 80 Nm a 50.000 giri/min e dare la paga a entrambi.

Quindi ciò che fa la differenza è la potenza e l'andamento delle curve, il valore di coppia massima, in sé, non dice granché, relativamente alla capacità di accelerare.

Il concetto si deve tenere presente anche quando si confronta la coppia di un TD, costretto a rapporti molto lunghi, con un benzina che, detta in termini ciclistici, spinge rapporti un po' più agili.

se tu avessi un cambio con numero infinito di rapporti (un CVT ideale) e tenessi il motore a giri costanti nel punto di massima potenza, vincerebbe senza dubbio il motore più potente.

nella realtà di tutti i giorni avendo invece un certo set di rapporti è meno facile capire quale è l'influenza della curva di erogazione sulle prestazioni.

banalizzando molto ed utilizzando termini nontroppo specialistici, iniziamo a dire che nelle prestazioni di transitorio motore al variare della velocità del veicolo ovviamente si ha anche un variare della velocità del motore. visto che istante per istante lavori a potenza motore massima, è abbastanza intuitivo che un motore che abbia un valore di potenza "medio" nel range spazzato abbia prestazioni migliori di uno che abbia magari un picco molto maggiore ma quasi istantaneo. ipotizzando una rapportatura del cambio ben fatta per entrambi, avere una potenza mediamente maggiore si traduce nell'avere un valore di coppia mediamente maggiore (o distribuito su di un range più ampio).

ovviamente, nelle competizioni sportive questo si traduce nell'avere una spaziatura di rapporti ravvicinata che porti il motore a lavorare nelle zone di massima coppia, a loro volta concentrate ad alti regimi per avere anche potenze elevate.

ciao!

Ti ho evidenziato la parte in cui avevo scritto che l'andamento della curva è importante, ciò che è invece poco importante è il valore massimo della curva di coppia del motore.

Ciò che conta è la coppia disponibile alla ruota, che è il prodotto della coppia del motore per il rapporto di trasmissione e quindi, alla fine, dipende dal valore della potenza.

Possiamo anche esaminare la questione dal punto di vista energetico:
durante una accelerazione l'energia prodotta dal power-train dell'auto si trasforma in energia cinetica dell'auto.

Per un accelerazione da fermo fino a velocità v possiamo quindi scrivere:

Pm x t = 1/2 x m xv^2

da cui

t = 2 x Pm / (m x v^2)

quindi si torna sempre alla potenza.

Ho scritto Pm non per caso perché dobbiamo considerare la potenza media trasmissibile a terra considerando che:

- durante la prova il regime del motore è variabile e quindi non sempre è disponibile la potenza massima.

- ci sono degli slittamenti sulle ruote e/o sulla frizione che diminuiscono la potenza disponibile, in particolare nelle fasi iniziali.

Ripeto: quello che volevo dimostrare è che il valore della coppia massima del motore conta relativamente poco, al contrario, è molto importante l'andamento della curva, sia prima che dopo il regime di potenza massima.
 
renatom ha scritto:
Ripeto: quello che volevo dimostrare è che il valore della coppia massima del motore conta relativamente poco, al contrario, è molto importante l'andamento della curva, sia prima che dopo il regime di potenza massima.

scusami, ma avevo letto distrattamente: sono d'accordo con quanto ho messo in grassetto.

ciao!
 
...ci stai dicendo che il motore B con 50hp (+33%) in più, ha più accelerazione del motore A...
ah guarda se non me lo dicevi tu non ci sarei mai arrivato
 
cognizionezerozero ha scritto:
renatom ha scritto:
Ripeto: quello che volevo dimostrare è che il valore della coppia massima del motore conta relativamente poco, al contrario, è molto importante l'andamento della curva, sia prima che dopo il regime di potenza massima.

scusami, ma avevo letto distrattamente: sono d'accordo con quanto ho messo in grassetto.

ciao!

Quoto.
 
Immaginiamo un motore ideale, che non fa rumore ne ha vibrazioni e dotato di un cambio automatico con infiniti rapporti (tipo multitronic).

In questo caso una buona coppia non servirebbe a nulla...
 
mafalda ha scritto:
...ci stai dicendo che il motore B con 50hp (+33%) in più, ha più accelerazione del motore A...
ah guarda se non me lo dicevi tu non ci sarei mai arrivato

Ho premesso al primo post che per molti sarebbe stato ovvio, ma siccome molti sostengono che l'accelerazione dipende dalla coppia massima del motore, ho ritenuto opportuno cercare di chiarire.
 
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