Come nel 2007 anche nel 2008 i paesi che hanno fatto ricorso alle esecuzioni capitali sono stati 26. Le esecuzioni sono state almeno 5.727 a fronte delle almeno 5.851 del 2007.
La Cina - con almeno 5.000 esecuzioni stimate - si conferma il paese dove si pratica la maggior parte di condanne a morte, ma tra i principali "paesi-boia" figurano anche Iran (346 esecuzioni), Arabia Saudita (102), Corea del Nord (almeno 63), Stati Uniti (37), Pakistan (almeno 36) e Iraq (almeno 34). Di fatto, "dei 46 mantenitori della pena di morte, 36 sono paesi dittatoriali, autoritari o illiberali" - nota il rapporto.
Si stima che nel 2008 siano state effettuate in Cina almeno 5.000 esecuzioni, più o meno come nel 2007 e, comunque, in calo rispetto agli anni precedenti
Anche nel 2008, l?Iran si è piazzato al secondo posto quanto a numero di esecuzioni. "La situazione non sembra mostrare segni di una inversione di rotta, considerato che nel 2009, al 31 maggio, erano già state effettuate almeno 200 esecuzioni" - nota il rapporto evidenziando che "i dati reali potrebbero essere ancora più alti, perché le autorità iraniane non forniscono statistiche ufficiali e i numeri riportati sono relativi alle notizie pubblicate dai giornali iraniani e a quelle fornite da organizzazioni umanitarie, che evidentemente non riportano tutte le esecuzioni". L?Iran, inoltre, è stato l?unico paese al mondo in cui risulta sia stata praticata nel 2008 la pena di morte nei confronti di persone che avevano meno di 18 anni al momento del reato: almeno 13 minori sono stati giustiziati in aperta violazione della Convenzione sui Diritti del Fanciullo che l?Iran pure ha ratificato. A riprova della recrudescenza del regime iraniano, anche nel 2008 sono continuate le esecuzioni di massa.
L?Arabia Saudita ha un numero di esecuzioni tra i più alti al mondo in termini assoluti, ma risulta il primo in percentuale sulla popolazione. Le esecuzioni nel 2008 sono state almeno 102, in netta diminuzione rispetto al 2007, quando erano state 166, ma sono il quadruplo rispetto alle 39 effettuate nel 2006. Nel 2009, al 30 giugno, erano state effettuate almeno 45 esecuzioni, tra cui quelle di tre minorenni. Le esecuzioni avvengono in pubblico e tramite decapitazione: sono effettuate in cortili fuori le moschee più frequentate delle principali città dopo la preghiera del venerdì. Quasi i due terzi delle persone giustiziate sono stranieri, provenienti quasi tutti dai paesi poveri del Medio Oriente, dell?Africa e dell?Asia.
Cina , Iran , Arabia Saudita se anche l'Europa come alcuni incivili vorrebbero ripristinasse la pena di morte sarebbe in buona compagnia e ,invece di essere ad esempio per quei pochi stati liberali che ancora mantengono questo retaggio medioevale,si equiparerebbe a quei regimi antidemocratici ,fondamentalisti e dittatoriali e in ogni caso rozzi e violenti che in qualche caso minacciano pure, alcuni anche con bombe atomiche e terrorismo ,la pace mondiale. Tutto ciò senza migliorare di un centimetro la tranquillità interna e l'ordine pubblico ,anzi aggravando il pericolo di rimanere vittime di delitti.