tafano67 ha scritto:
99octane ha scritto:
CinghialeMannaro ha scritto:
99octane ha scritto:
Io parlo per Milano, che e' la citta' in cui vivo da sempre. Non so come sia la situazione altrove.
A Milano vale quanto dicevo: le moto e gli scooter si parcheggiano sul marciapiede, a meno che non esistano le apposite strisce per motoveicoli... o a meno che non sei uno stronzo.
Io credevo che i codici della strada alternativi fossero prerogativa solo di certi utenti, non di un ragazzo assennato come te.
Se lasciano la moto sul marciapiede, gli fanno la multa. Io ad esempio a Viareggio l'ho presa: tutti i posteggi nella zona (e intendo un viale lungo due chilometri, eh, non un isolato) erano posti a pagamento per auto, lasciai lo scooter sul marciapiede e multa.
Piuttosto, vogliamo parlare di quelli che cquando vedono i posti per moto ci infilano l'auto? ricorda: ogni volta chje vedi una moto parcheggiata sul "tuo" posto auto invece che a prendersi la multa per farTi parcheggiare con comodo, da qualche parte nel mondo c'è un coglione che ha appena posteggiato con l'auto in cinque-sei stalli per motocicli.
Non e' questione di "codici alternativi" ma di differenza tra teoria e realta' a Milano funziona cosi'. In moltissime citta' (quasi tutte, a occhio) e' vietato parcheggiare sul marciapiede. A Milano e' consentito (al punto che la cosa e' addirittura ufficializzata da strisce tracciate dal comune stesso) per motivi pratici imnediatamente evidenti a chiunque ci viva, cosi' come e' consentito parcheggiare i motocicli sul marciapiede
purche' non rechino intralcio.
Se uno mette la moto a bloccare strisce pedonali, accesso o transito a carrozzelle e simili ti becchi (giustamente) la multa.
Sul parcheggiare l'auto nei posti moto concordo, ma per fortuna di solito la multa e' quasi garantita.
Consentito una sega....
Visto l'edotto e civile tono tenuto, ritengo futile proseguire oltre, anche perche' si scadrebbe nella sterile ripetizione. Come stan le cose a Milano e' gia' stato chiarito in modo inequivocabile, se uno preferisce fingere di non aver letto, o fare capziosi equilibrismi semantici, la sostanza non cambia.
Che il tizio sia nel suo diritto legale di farlo e' chiarito fin dal primo post, cosi' come il fatto che "diritto legale" e "civilta'" o "cortesia" sono spesso e volentieri due cose molto diverse. Ma l'Italia e' nota per i furbetti che fan le peggio cose appigliandosi al fatto che, se anche moralmente ed eticamente discutibile, e' legale.
Le chiacchiere stanno a zero: la SOSTANZA e' che c'e' chi fa quel cazzo che gli pare sbattendosene degli altri se trova l'appiglio legale, e chi cerca di avere un minimo di considerazione per il prossimo e di rispetto per gli altri. E direi che abbiamo capito a quale categoria appartengono alcuni dei presenti, pronti a fregarsene degli altri, basta che sia "legale"...