Molto banalmente, fino ad alcuni mesi fa c'era eccedenza sia di greggio che di raffinati (nonostante le sanzioni contro la Russia). Ora (nonostante l'aggiumta dei fastidi a Hormuz) continua ad esserci discreta eccedenza di greggio (occhio che il prezzo del barile è espresso in USD, ovvero in una valuta soggetta a forte inflazione e tacita svalutazione ...), ma c'è una (leggera) carenza di raffinati, dovuta alla combinazione tra la crisi delle raffinerie russe (colpite dagli ucraini, e che prima esportavano allegramente anche in UE "giocando" sui documenti di carico) e le raffinerie del Golfo (che sono oggettivamente fuori servizio causa gli strike iraniani).
Chiaramente la parte debole del mondo, quella che ha gli spicci contati, è quella cui vengono tagliate le formiture per dirottarle verso i paesi ricchi che possono pagare le cifre richieste. Ai raffinatori (quelli ancora in vita) non pare vero poter recuperare gli anni di magra e applicano ricarichi mostruosi. E gli indiani (importanti raffinatori e fornitori EU) ovviamente non fanno beneficienza e preferiscono vendere a prezzo pieno a noi che a prezzo scontato ai russi (ecco, in Russia c'è una vera carenza di raffinati, affogano nel petrolio ma la benzina è razionata e con code assurde alle pompe). Idem le raffinerie americane, perché scontare la produzione destinata al mercato interno quando possono imbarcarla a prezzo pieno vero Rotterdam o Genova?
ti ringrazio per i link che hai riportato del Corriere.
Secondo la tua tesi l'aumento prezzi alla pompa è per lo più speculativa.
C'è il prodotto petrolio e c'è il prodotto raffinato.
Tuttavia se leggo per bene il link che hai riportato non dice proprio così
Secondo S&P Global Energy, la capacità di raffinazione in Europa scenderà del 20% entro il 2035. Qual è la situazione in Italia e quanto pesa la crisi in Medio Oriente
www.corriere.it
Dobbiamo ragionare sul fatto che tutto il sistema di produzione e raffinazione è interconesso e tenuto con la produzione "a filo" di quella che è la richiesta mondiale.
La distruzione di una grossa parte della capacità di raffinazione russa con gli attacchi Ucraini e la diminuizione della produzione di prodotti raffinati su Hormuz ha fatto si che a livello globale la produzione di prodotto raffinato non sia la stessa ma sia calata. Si stima di un circa 6 milioni di barili di prodotto raffinato per giorno su 100milioni circa di produzione totale.
Sempre dall'articolo:
Nelle scorse settimane i ceo di Exxon Mobil e Chevron hanno avvertito che le raffinerie stanno già lavorando a pieno regime e la loro capacità non può essere incrementata ulteriormente per compensare la carenza globale di prodotti raffinati.
Quindi , correggimi se sbaglio, in realtà a livello globale assistiamo già ad una diminuzione di prodotto raffinato disponibile rispetto alla richiesta. Quindi il rialzo dei prezzi è motivato.
La diminuzione dell'offerta ha messo sotto pressione le aziende che fanno raffinazione alzando i prezzi e quindi i margini di guadagno , da 10-20 dollari circa a 60 dollari circa a barile. Essere in un sistema globalizzato impone come effetto collaterale che se un ingranaggio non fa il suo lavoro al 100% il danno si scarica anche sui vicini. Anche quelli che magari non avrebbero problemi. Nel nostro caso si parla di comparti produttivi.
Tu oggi paghi di più perché puoi andare sul mercato e comprare prodotto raffinato togliendolo in sostanza ad altri.
Le compagnie ti fanno pagare questo bilanciando domanda e offerta. Poi su questo bilanciamento ci si puo' interrogare quanto sia anche speculativo.