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Osservatorio costo carburanti, rifornimenti, ricariche, report consumi forumers QR

ero rimasto a questa mappa:
e mi pare copra le zone con maggior densità.
Appunto, prendevo ad esempio l'Alta Pusteria (che non è affatto disabitata)

naturalmente in valli dalla scarsa densità (e di valli laterali della val pusteria ce ne sono diverse con 4 gatti e un asinello) il costo per far arrivare la rete di distribuzione è fuori mercato.

Sempre fidandomi della rete, i costi erano di 500€ di costo a metro lineare di scavo.
Non conosco i costi della posa, ma considera che oltre il 30% delle famiglie non usa il gas per cucinare e/o riscaldare e che ancora 10 anni fa c'erano circa 1.300 comuni italiani non raggiunti o raggiunti parzialmente dai metanodotti.


 
Appunto, prendevo ad esempio l'Alta Pusteria (che non è affatto disabitata)


Non conosco i costi della posa, ma considera che oltre il 30% delle famiglie non usa il gas per cucinare e/o riscaldare e che ancora 10 anni fa c'erano circa 1.300 comuni italiani non raggiunti o raggiunti parzialmente dai metanodotti.


Come giustamente dici, è un dato vecchio di 10 anni, quindi mi aspetto un valore inferiore. E dei 1300 comuni, 400 sono in Sardegna.
Ogni anno diversi comuni vengono connessi (l'anno scorso leggo 16 comuni, nel 2017 una 50ina, basandomi sui decreti in gazzetta ufficiale chiamati "Decreto 14 aprile 2025 - Riduzioni di costo sul gasolio e sui GPL da riscaldamento"
 
Non pensavo che continuassero ad espandere la rete gas, viste le normative che di fatto mettono al bando i fossili sulle nuove costruzioni e ristrutturazioni importanti.
 
Non pensavo che continuassero ad espandere la rete gas, viste le normative che di fatto mettono al bando i fossili sulle nuove costruzioni e ristrutturazioni importanti.
Credo dipenda che nei luoghi non raggiunti dal gas metano, sono in atto degli sconti per il carburante per il riscaldamento e la cottura.
Quindi sono investimenti sul medio lungo periodo vantaggiosi (per lo stato).
 
Credo dipenda che nei luoghi non raggiunti dal gas metano, sono in atto degli sconti per il carburante per il riscaldamento e la cottura.
Quindi sono investimenti sul medio lungo periodo vantaggiosi (per lo stato).
Lo so bene, per la casa di montagna il gasolio lo paghiamo meno (non sarà mai raggiunta dal metano, ed il gpl per quei climi, nonostante il riscaldamento globale, semplicemente non funziona)
 
ed il gpl per quei climi, nonostante il riscaldamento globale, semplicemente non funziona)
ma che problemi ha il gpl con il freddo?

qui vanno a gpl gli alberghi e gli impianti sciistici sul monte cimone, i serbatoi sono anche lontani dai punti di utilizzo.

noi, che siamo a 800 msl, andavamo con due serbatoi da 5000 litri che riempivamo un giorno sì e uno no negli anni fine 80 e 90 e freddo ne faceva un bel po', non abbiamo mai avuto problemi malgrado sui tubi si formassero blocchi di molti kg di ghiaccio dato l'assorbimento.
 
tra l'altro ora che me lo si è fatto notare, ci sono molte zone qua attorno senza metano e fino ai rifugi o gli impianti di tutto l'appennino, ma si vedono dei gran serbatoi di gpl, gasolio che io sappia non lo usa più nessuno, nemmeno gli stalloni agricoli.

uno dei rifornitori, che è anche rimasto amico da quando eravamo uno dei principali clienti in quegli anni di cui sopra, mi ha parlato spesso di catene per il camion e difficoltà ad arrivare con la neve
 
Molto banalmente, fino ad alcuni mesi fa c'era eccedenza sia di greggio che di raffinati (nonostante le sanzioni contro la Russia). Ora (nonostante l'aggiumta dei fastidi a Hormuz) continua ad esserci discreta eccedenza di greggio (occhio che il prezzo del barile è espresso in USD, ovvero in una valuta soggetta a forte inflazione e tacita svalutazione ...), ma c'è una (leggera) carenza di raffinati, dovuta alla combinazione tra la crisi delle raffinerie russe (colpite dagli ucraini, e che prima esportavano allegramente anche in UE "giocando" sui documenti di carico) e le raffinerie del Golfo (che sono oggettivamente fuori servizio causa gli strike iraniani).
Chiaramente la parte debole del mondo, quella che ha gli spicci contati, è quella cui vengono tagliate le formiture per dirottarle verso i paesi ricchi che possono pagare le cifre richieste. Ai raffinatori (quelli ancora in vita) non pare vero poter recuperare gli anni di magra e applicano ricarichi mostruosi. E gli indiani (importanti raffinatori e fornitori EU) ovviamente non fanno beneficienza e preferiscono vendere a prezzo pieno a noi che a prezzo scontato ai russi (ecco, in Russia c'è una vera carenza di raffinati, affogano nel petrolio ma la benzina è razionata e con code assurde alle pompe). Idem le raffinerie americane, perché scontare la produzione destinata al mercato interno quando possono imbarcarla a prezzo pieno vero Rotterdam o Genova?
ti ringrazio per i link che hai riportato del Corriere.
Secondo la tua tesi l'aumento prezzi alla pompa è per lo più speculativa.
C'è il prodotto petrolio e c'è il prodotto raffinato.
Tuttavia se leggo per bene il link che hai riportato non dice proprio così
Dobbiamo ragionare sul fatto che tutto il sistema di produzione e raffinazione è interconesso e tenuto con la produzione "a filo" di quella che è la richiesta mondiale.
La distruzione di una grossa parte della capacità di raffinazione russa con gli attacchi Ucraini e la diminuizione della produzione di prodotti raffinati su Hormuz ha fatto si che a livello globale la produzione di prodotto raffinato non sia la stessa ma sia calata. Si stima di un circa 6 milioni di barili di prodotto raffinato per giorno su 100milioni circa di produzione totale.
Sempre dall'articolo:
Nelle scorse settimane i ceo di Exxon Mobil e Chevron hanno avvertito che le raffinerie stanno già lavorando a pieno regime e la loro capacità non può essere incrementata ulteriormente per compensare la carenza globale di prodotti raffinati.
Quindi , correggimi se sbaglio, in realtà a livello globale assistiamo già ad una diminuzione di prodotto raffinato disponibile rispetto alla richiesta. Quindi il rialzo dei prezzi è motivato.
La diminuzione dell'offerta ha messo sotto pressione le aziende che fanno raffinazione alzando i prezzi e quindi i margini di guadagno , da 10-20 dollari circa a 60 dollari circa a barile. Essere in un sistema globalizzato impone come effetto collaterale che se un ingranaggio non fa il suo lavoro al 100% il danno si scarica anche sui vicini. Anche quelli che magari non avrebbero problemi. Nel nostro caso si parla di comparti produttivi.
Tu oggi paghi di più perché puoi andare sul mercato e comprare prodotto raffinato togliendolo in sostanza ad altri.
Le compagnie ti fanno pagare questo bilanciando domanda e offerta. Poi su questo bilanciamento ci si puo' interrogare quanto sia anche speculativo.
 
La diminuzione dell'offerta ha messo sotto pressione le aziende che fanno raffinazione alzando i prezzi e quindi i margini di guadagno , da 10-20 dollari circa a 60 dollari circa a barile. Essere in un sistema globalizzato impone come effetto collaterale che se un ingranaggio non fa il suo lavoro al 100% il danno si scarica anche sui vicini. Anche quelli che magari non avrebbero problemi. Nel nostro caso si parla di comparti produttivi.
Tu oggi paghi di più perché puoi andare sul mercato e comprare prodotto raffinato togliendolo in sostanza ad altri.
Le compagnie ti fanno pagare questo bilanciando domanda e offerta. Poi su questo bilanciamento ci si puo' interrogare quanto sia anche speculativo.
per quale motivo una raffineria dovrebbe quintuplicare o sestuplicare i prezzi quando lavora al 100%?:emoji_thinking:
ANZI, le raffinerie appartengono proprio a quelle tipologie di impianti che se non funzionano a ciclo continuo e al massimo diventa un problema sia di costi che di buon funzionamento, quindi dovrebbe essere l'esatto contrario...peccato che quando tutto è tranquillo non ci sono scuse per alzare indiscriminatamente i prezzi
 

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