<img height="1" width="1" style="display:none" src="https://www.facebook.com/tr?id=1500520490268011&amp;ev=PageView&amp;noscript=1"> Onorari ridicoli comportano prestazioni professionali ridicole | Il Forum di Quattroruote

Onorari ridicoli comportano prestazioni professionali ridicole

Ex Batri

0
Membro dello Staff
Togliere le tariffe professionali ha comportato sicuramente una maggiore competizione tra i professionisti con il conseguente calo dei prezzi.
Ma togliere i minimi tariffari ha comportato un problema:
Chi GARANTISCE LA QUALITA' DEL SERVIZIO OFFERTO a fronte di una prezzo irrisorio?

In pratica quando fai un lavoro sotto costo devi tagliare il servizio.

Vi porto un esempio concreto:
Oggi mi ha chiamato un cliente chiedendo le planimetrie quotate (con tutte le misure) dell'appartamento da dare al tecnico che farà la Certificazione energetica.
Voi direte e allora?
Allora il tecnico, per stare nei costi, farà la certificazione a tavolino senza uscire in sopralluogo quindi senza verificare e rilevare di persona un bel niente :shock: ...

Questo è solo un esempio perchè su internet si trovano altri colleghi che promettono delle prestazioni a dei prezzi ridicoli... Il risultato di queste promesse fasulle saranno prestazioni ampiamente sotto le aspettative da cui nasceranno solo CONTENZIOSI. :shock:

Diciamo che i contenziosi saranno lavoro per il nostro Belpietro e i suoi colleghi, ma il prezzo che vi farà l'avvocato gli permetterà di TUTELARVI ADEGUATAMENTE :twisted: :twisted:
 
Guarda, io faccio parte di una delle "sottocaste" :rolleyes: :? :twisted: che da anni ed anni di fatto ha abolito le tariffe (ci sono, ma indicative salvo liti, e ciascuno si regola a modo proprio).
Il preventivo è una cosa che faccio da sempre, mai assunto un incarico senza preventivo (sono 19 anni oramai). Spesso, quasi sempre anzi, si tratta, e so già che in certi casi devo sparare un po' di più per arrivare ad uno sconto che dia soddisfazione al potenziale cliente, mentre in altri casi è meglio essere rigido.
Le "tariffe" le fa il mercato (locale), ci sono quelli che fanno proposte troppo basse per garantire un servizio serio e quelli che esagerano (ma se uno glieli dà affari suoi e beato il collega che riesce a spuntare certi onorari)
Alla fine ci sono servizi "standard" e servizi "ad elevato contenuto professionale"
I primi per me possono essere la contabilità come per te la certificazione energetica, ovvero servizi che sono percepiti dal cliente come servizi "a basso valore aggiunto e facilmente fungibili"
In questo caso va adottata una logica prettamente industriale (sui costi) e commerciale (sulla vendita del servizio): sono servizi che non devi fare te ma devi delegare a personale/collaboratori di cui devi avere ben chiaro il costo orario effettivo completo (che non èassolutamente quello che ti indica il consulente del lavoro nelle sue statistiche) e su cui devi marginare un tot (variabile a seconda del tuo contributo). Quando uno mi chiede un preventivo per la contabilità, mi faccio tra me e me questi conti e gli propongo "tot": Se mi dice che è troppo caro (siamo nell'ipotesi che non vedo utile fare una trattativa) gli dico "se vuole le posso fare il 50% di sconto" e di soilito il potenziale cliente strabuzza gli occhi, io rincaro "ma guardi, posso arrivare anche al 60 e forse 70% di sconto"
Ma come?
Semplice, lavoro per quel che mi paga ... scelga lei (di solito questa strategia paga)
In realtà io rifiuto lavori sottopagati di fronte ai quali dovrei abbassare gli standard qualitativi (da giovane ci ho provato ed ho visto che non merita assolutamente)

Diverso è sui lavori ad alto contenuto professionali, in cui cerchi di capire quanto vale la tua prestazione per il cliente e sostanzialmente vai a percentuale (esempio classico gestione di contributi in conto investimenti o contenzioso, fisso per le spese più tot per cento)

Ultima ipotesi in cui lavori ad ora, il cliente di solito si scandalizza, al che gli chiedo "ma quanto paga all'ora la concessionaria per i tagliandi oltre al margine che si prendono su olio e filtri?"

In ogni caso è un mondo difficile, però personalmente trovo le tariffe professionali, specie per come sono strutturate, un fastidioso impiccio (come la maggioranza dei miei colleghi, perlomeno quelli che operano nel mercato setterntrionale, perché vi sono parecche differenze operative nei vari contesti geografici di questo Paese)

P.S. conosco la giungla sulle certificazioni energetiche, creata anche dai troppi corsi formativi organizzati da troppi enti locali. Non è che il dottore te le imponga, tu fai il tuo preventivo per un lavoro fatto secondo coscienza, ovvero oper un lavoro che un domani sarai eventualmente in grado di difendere in caso di eventuali controlli e/o contenziosi, se il potenziale cliente dice "ma è troppo caro" gli spieghi sinteticamenet che tu per quel "prezzo" il sopralluogo lo fai, per fare di meno dovresti lavorarla a tavolino ma il cliente non ti pagherebbe certo l'avvocato. Il problema non è assolutamente la "tariffa" ma il mancato controllo da parte di chi dovrebbe verificare le certificazioni.
Fossero fatti i conjtrolli non girerebbero più certe proposte indecenti.
 
Tra qualche anno gli avvocati avranno altro bel materiale di lavoro sulle responsabilità professionali cui sono chiamati i professionisti.

Il vero cancro, secondo me, è stato introdotto dalla nascita delle società professionali dove un qualsiasi imprenditore può assumere professionisti per svolgere determinate mansioni senza preoccuparsi di favorire una certa ampia platea. In questo modo, si è data la possibilità di monopolizzare alcuni mercati dando un potere contrattuale a grandi società penalizzando i liberi professionisti. Il mondo dimostra che si può fare ma, al solito, in Italia si è reso il peggio ed infatti, le certificazioni energetiche hanno costi ridicoli poiché il prezzo lo fanno grandi società di consulenza che hanno in portafogli accordi per migliaia di certificazioni stipulati con enti, banche, categorie di lavoro escluse le professionali. Lo capisce anche uno stolto che il prezzo dozzinale praticato da una società che ha in portafoglio fatturati annui da centinaia di migliaia di euro può assumere alcuni professionisti a stipendio per gestire quelle pratiche. Un singolo, non può farcela a meno di lavorare a rimessa. Tutto questo ha il solo scopo di indirizzare le professioni ad uscire dall'ambito delle attività libero professionali per entrare in quello delle attività imprenditoriali.
 
Sicuramente alla lunga i prezzi li farà il mercato.
Chi farà i prezzi "farlocchi" è destinato a scomparire. (vedi il negozio giuridico della Promessa al Pubblico da Codice civile). Però al momento su internet fioccano proposte "farlocche" di miei colleghi che si fanno pubblicità promettendo cose improponibili :shock:
 
nafnlaus ha scritto:
Tutto questo ha il solo scopo di indirizzare le professioni ad uscire dall'ambito delle attività libero professionali per entrare in quello delle attività imprenditoriali.
Io lo sto già facendo, oltre a tutto si guadagna di più ;)
Non sono un missionario, a me interessa portare a casa la pagnotta. Anche se "industrializzi" un processo professionale, alla fine contano sempre le competenze, che sono personali e non "industrializzabili"
Pensa all'idraulico ... non è mai stata una "professione", ma ha un contenuto professionale tale che si paga quello che chiede (più o meno)
 
nafnlaus ha scritto:
Tra qualche anno gli avvocati avranno altro bel materiale di lavoro sulle responsabilità professionali cui sono chiamati i professionisti.

Il vero cancro, secondo me, è stato introdotto dalla nascita delle società professionali dove un qualsiasi imprenditore può assumere professionisti per svolgere determinate mansioni senza preoccuparsi di favorire una certa ampia platea. In questo modo, si è data la possibilità di monopolizzare alcuni mercati dando un potere contrattuale a grandi società penalizzando i liberi professionisti. Il mondo dimostra che si può fare ma, al solito, in Italia si è reso il peggio ed infatti, le certificazioni energetiche hanno costi ridicoli poiché il prezzo lo fanno grandi società di consulenza che hanno in portafogli accordi per migliaia di certificazioni stipulati con enti, banche, categorie di lavoro escluse le professionali. Lo capisce anche uno stolto che il prezzo dozzinale praticato da una società che ha in portafoglio fatturati annui da centinaia di migliaia di euro può assumere alcuni professionisti a stipendio per gestire quelle pratiche. Un singolo, non può farcela a meno di lavorare a rimessa. Tutto questo ha il solo scopo di indirizzare le professioni ad uscire dall'ambito delle attività libero professionali per entrare in quello delle attività imprenditoriali.

Purtroppo hai centrato il problema, via le piccole partite iva a favore di società teoricamente più facilmente controllabili fiscalmente e oltre certi numeri dai sindacati.
 
la penso come Mauro mancano i controlli tra i lavori eseguiti cosi' cosi' e quelli buoni, d'altra parte certe leggi sono fatte per le carte non per un effettivo miglioramento degli ambienti-servizi...

poi ci sarebbe da dirimere la questione "stagista"...
se io ti pago perche' tu faccia un lavoro lo devi fare tu non il primo studente che passa con co.co.pro, pagato a 2 euro l'ora, che abbia in mano i miei dati "sensibili"...
 
SpiritOfEcstasy ha scritto:
il vero problema è di chi fa un servizio ridicolo a fronte di prezzi elevati :evil:
Be in questo caso puoi fare ricorso e in ogni caso da quel professionista non ci andrai più.
 
Aerei Italiani ha scritto:
la penso come Mauro mancano i controlli tra i lavori eseguiti cosi' cosi' e quelli buoni, d'altra parte certe leggi sono fatte per le carte non per un effettivo miglioramento degli ambienti-servizi...

poi ci sarebbe da dirimere la questione "stagista"...
se io ti pago perche' tu faccia un lavoro lo devi fare tu non il primo studente che passa con co.co.pro, pagato a 2 euro l'ora, che abbia in mano i miei dati "sensibili"...
E qui entra la qualità che ti puo offrire un piccolo studio rispetto a uno grande o società. Con il piccolo studio sai esattamente chi ti farà il lavoro (il titolare), in quello grande anche cioè un "sottoposto" non certo il titolare :twisted:
 
Mauro 65 ha scritto:
Pensa all'idraulico ... non è mai stata una "professione", ma ha un contenuto professionale tale che si paga quello che chiede (più o meno)
Infatti se rinasco farò l'idraulico :-o
 
Mauro 65 ha scritto:
nafnlaus ha scritto:
Tutto questo ha il solo scopo di indirizzare le professioni ad uscire dall'ambito delle attività libero professionali per entrare in quello delle attività imprenditoriali.
Io lo sto già facendo, oltre a tutto si guadagna di più ;)
Non sono un missionario, a me interessa portare a casa la pagnotta. Anche se "industrializzi" un processo professionale, alla fine contano sempre le competenze, che sono personali e non "industrializzabili"
Pensa all'idraulico ... non è mai stata una "professione", ma ha un contenuto professionale tale che si paga quello che chiede (più o meno)

In parte è così.
Resto dell'idea che il fatto stesso che un ereditiere di buona famiglia con contatti in alto possa costruire una società senza specifiche competenze e assumere di professionisti al fine di monopolizzare un mercato non sia una buona risposta a quanti pensano che le opportunità ci devono essere per tutti e non solo per quelli che hanno soldi e coperture.
 
nafnlaus ha scritto:
[Resto dell'idea che il fatto stesso che un ereditiere di buona famiglia con contatti in alto possa costruire una società senza specifiche competenze e assumere di professionisti al fine di monopolizzare un mercato non sia una buona risposta a quanti pensano che le opportunità ci devono essere per tutti e non solo per quelli che hanno soldi e coperture.
Ti posso portare un esempio molto concreto trattato di recente.
Un "giovin signore" esattamente (quasi, vah :twisted: ) come da te descritto si trova in mano "senza arte né parte" una società di servizi che, sostanzialmente, rivende a grossi committenti privati e pubblici, con congruo margine, una serie si prestazioni professionali svolte da iscritti ad un certo ordine.
I vari professionisti coinvolti (parliamo degli "anni buoni") inizialmente ci stanno, zitti e lavorare, i compensi non sono ottimali ma comunque buoni.
Nel frattempo, dato che sono loro, i professionistii intendo, ad andare sul campo e "sporcarsi le mani", le figure tecniche chiave dei committenti imparano a conoscerli di persona ... arriva la grande crisi e si iniza a guiardare dove e cosa tagliare ... e guarda caso questi committenti (più o meno sempre gli stessi, è un mercato ristretto) propongono ai vari profesisonisti di assumere direttamente gli incarichi ... con compensi preconcordati che rendono ben soddisfatti entrambe le parti. La società di servizi in oggetto sta chiudendo ...

Morale: se "vendi" competenze qualificate e specifiche, alla fine non cadi prigioniero dei grandi gruppi o, tutt'alpiù, cadi in una cella con doppi servizi e sollazzi vari e pure con l'uscita di emergenza ;)
 
Mauro 65 ha scritto:
nafnlaus ha scritto:
[Resto dell'idea che il fatto stesso che un ereditiere di buona famiglia con contatti in alto possa costruire una società senza specifiche competenze e assumere di professionisti al fine di monopolizzare un mercato non sia una buona risposta a quanti pensano che le opportunità ci devono essere per tutti e non solo per quelli che hanno soldi e coperture.
Ti posso portare un esempio molto concreto trattato di recente.
Un "giovin signore" esattamente (quasi, vah :twisted: ) come da te descritto si trova in mano "senza arte né parte" una società di servizi che, sostanzialmente, rivende a grossi committenti privati e pubblici, con congruo margine, una serie si prestazioni professionali svolte da iscritti ad un certo ordine.
I vari professionisti coinvolti (parliamo degli "anni buoni") inizialmente ci stanno, zitti e lavorare, i compensi non sono ottimali ma comunque buoni.
Nel frattempo, dato che sono loro, i professionistii intendo, ad andare sul campo e "sporcarsi le mani", le figure tecniche chiave dei committenti imparano a conoscerli di persona ... arriva la grande crisi e si iniza a guiardare dove e cosa tagliare ... e guarda caso questi committenti (più o meno sempre gli stessi, è un mercato ristretto) propongono ai vari profesisonisti di assumere direttamente gli incarichi ... con compensi preconcordati che rendono ben soddisfatti entrambe le parti. La società di servizi in oggetto sta chiudendo ...

Morale: se "vendi" competenze qualificate e specifiche, alla fine non cadi prigioniero dei grandi gruppi o, tutt'alpiù, cadi in una cella con doppi servizi e sollazzi vari e pure con l'uscita di emergenza ;)

Può essere che sia così ma intanto per qualche lustro hai rovinato un mercato.
 
Back
Alto