L'omeopatia fu postulata nel 1796 da un medico tedesco, Samuel Hahnemann.
Questi stabili' la scala centesimale C per le duluizioni: il principio attivo viene diluita per un fattore di 1 a 100. Questo soluto viene a sua volta diluito alla stessa maniera: 1 a 100.
Si tratta di una scala logaritmica.
2C vuol dire ripetere 2 volte questa diluizione, arrivando a una parte per 10.000.
6C significa ripetere 6 volte l'operazione, arrivando a una parte su mille miliardi o, come si direbbe in chimica, 0,0001 ppm.
Hahnemann sosteneva che piu' la soluzione viene diluita, piu' potente diventa! Aspettate a cominciare a ridere, il bello deve ancora venire: per l'effetto migliore Hahnemann suggeriva una diluizione di 30C... Ai tempi di Hahnemann era legittimo presumere che una soluzione potesse venire diluita a oltranza: il concetto di atomo quale unita' piu' piccola possibile di un elemento chimico, infatti, era agli albori della sua concezione. La realta' e' che a una simile diluizione e' fisicamente impossibile trovare alcuna traccia del principio attivo nella soluzione, essendo infatti 12C il livello di diluizione a cui e' ancora ragionevolmente probabile trovarne almeno una molecola, se una mole di sostanza originale e' stata inizialmente usata (vedere Numero di Avogadro).
Considerate che 6C e' una concentrazione alla quale e' assolutamente innocuo persino il cianuro, e che la normativa americana sull'acqua potabile ammette concentrazioni di arsenico a 4C.
Per capire materialmente di cosa si sta parlando, una concentrazione di 12C equivale a mettere due presine di sale nell'oceano atlantico.
Un popolare farmaco omeopatico contro l'influenza (detto Oscillococcinum) e' costituito da fegato d'anatra a una diluizione di 200C.
Siccome ci sono solo 10^80 atomi nell'universo osservabile, un singolo atomo posto nell'universo avrebbe una diluizione di 40C. Ossia: servono altri 10^320 universi per poter avere un singolo atomo in una soluzione 200C.
Ora: a chiunque e' evidente che si tratta di una frode.
Ma entra in gioco la fantomatica "memoria dell'acqua". Un principio tirato fuori dal cappello dagli omeopati, che non e' mai stato dimostrato (perche' non esiste, non piu' di quanto esista la polvere di fata o qualsiasi altro frutto dell'immaginazione).
MA, per amor di discussione, ammettiamo pure che sia vero, e che funzioni come affermano i sostenitori dell'omeopatia: che l'acqua "mantenga" nella sua struttura la "vibrazione" della sostanza con cui e' venuta a contatto (soprassediamo sulla palese assurdita' del tutto).
Ora: alla diluizione di 30C consigliata da Hahnemann, un paziente dovrebbe ingoiare una massa di pillole pari a un miliardo di volte la massa della terra per poter assumere anche solo una singola molecola di principio attivo... ma c'e' la memoria dell'acqua!
Peccato che a gia' a 15C, come abbiamo visto, non vi sarebbero tracce della sostanza originale, e quindi a 30C la soluzione conterrebbe molecole d'acqua che non hanno mai nemmeno avuto l'occasione di incontrare molecole d'acqua che siano mai venute in contatto con il principio attivo! Il che liquida (scusate il gioco di parole
) la questione della "memoria dell'acqua", persino se fosse vera.
Verrebbe da pensare che dopo le piu' recenti scoperte della Scienza (chesso', l'atomo!) gli omeopati abbiano corretto il tiro per rendere un filo piu' plausibile la cosa. Invece no: sebbene sia stata introdotta la scala D o X (dove invece che un rateo 1:100 si usa un rateo 1:10), e' anche stata inseguito inserita la scala Q... Diluizione per ogni grado Q?
1:50.000!!!
Inutile anche solo commentare.
Morale: l'Omeopatia contiene nella sua stessa definizione la prova della sua assoluta inefficacia, ed e' una frode che illude gente realmente malata di poter trovare una cura inesistente.
Se nel caso di malattie in cui la medicina non ha alcuna cura non c'e' nulla di male in questo (un placebo e la speranza possono in effetti dimostrarsi medicine piuttosto potenti), la cosa diventa estremamente nociva e pericolosa quando esistano farmaci efficaci per il trattamento della patologia, che non vengono assunti a favore di... acqua fresca.

Questi stabili' la scala centesimale C per le duluizioni: il principio attivo viene diluita per un fattore di 1 a 100. Questo soluto viene a sua volta diluito alla stessa maniera: 1 a 100.
Si tratta di una scala logaritmica.
2C vuol dire ripetere 2 volte questa diluizione, arrivando a una parte per 10.000.
6C significa ripetere 6 volte l'operazione, arrivando a una parte su mille miliardi o, come si direbbe in chimica, 0,0001 ppm.
Hahnemann sosteneva che piu' la soluzione viene diluita, piu' potente diventa! Aspettate a cominciare a ridere, il bello deve ancora venire: per l'effetto migliore Hahnemann suggeriva una diluizione di 30C... Ai tempi di Hahnemann era legittimo presumere che una soluzione potesse venire diluita a oltranza: il concetto di atomo quale unita' piu' piccola possibile di un elemento chimico, infatti, era agli albori della sua concezione. La realta' e' che a una simile diluizione e' fisicamente impossibile trovare alcuna traccia del principio attivo nella soluzione, essendo infatti 12C il livello di diluizione a cui e' ancora ragionevolmente probabile trovarne almeno una molecola, se una mole di sostanza originale e' stata inizialmente usata (vedere Numero di Avogadro).
Considerate che 6C e' una concentrazione alla quale e' assolutamente innocuo persino il cianuro, e che la normativa americana sull'acqua potabile ammette concentrazioni di arsenico a 4C.
Per capire materialmente di cosa si sta parlando, una concentrazione di 12C equivale a mettere due presine di sale nell'oceano atlantico.
Un popolare farmaco omeopatico contro l'influenza (detto Oscillococcinum) e' costituito da fegato d'anatra a una diluizione di 200C.
Siccome ci sono solo 10^80 atomi nell'universo osservabile, un singolo atomo posto nell'universo avrebbe una diluizione di 40C. Ossia: servono altri 10^320 universi per poter avere un singolo atomo in una soluzione 200C.
Ora: a chiunque e' evidente che si tratta di una frode.
Ma entra in gioco la fantomatica "memoria dell'acqua". Un principio tirato fuori dal cappello dagli omeopati, che non e' mai stato dimostrato (perche' non esiste, non piu' di quanto esista la polvere di fata o qualsiasi altro frutto dell'immaginazione).
MA, per amor di discussione, ammettiamo pure che sia vero, e che funzioni come affermano i sostenitori dell'omeopatia: che l'acqua "mantenga" nella sua struttura la "vibrazione" della sostanza con cui e' venuta a contatto (soprassediamo sulla palese assurdita' del tutto).
Ora: alla diluizione di 30C consigliata da Hahnemann, un paziente dovrebbe ingoiare una massa di pillole pari a un miliardo di volte la massa della terra per poter assumere anche solo una singola molecola di principio attivo... ma c'e' la memoria dell'acqua!
Peccato che a gia' a 15C, come abbiamo visto, non vi sarebbero tracce della sostanza originale, e quindi a 30C la soluzione conterrebbe molecole d'acqua che non hanno mai nemmeno avuto l'occasione di incontrare molecole d'acqua che siano mai venute in contatto con il principio attivo! Il che liquida (scusate il gioco di parole
Verrebbe da pensare che dopo le piu' recenti scoperte della Scienza (chesso', l'atomo!) gli omeopati abbiano corretto il tiro per rendere un filo piu' plausibile la cosa. Invece no: sebbene sia stata introdotta la scala D o X (dove invece che un rateo 1:100 si usa un rateo 1:10), e' anche stata inseguito inserita la scala Q... Diluizione per ogni grado Q?
1:50.000!!!
Inutile anche solo commentare.
Morale: l'Omeopatia contiene nella sua stessa definizione la prova della sua assoluta inefficacia, ed e' una frode che illude gente realmente malata di poter trovare una cura inesistente.
Se nel caso di malattie in cui la medicina non ha alcuna cura non c'e' nulla di male in questo (un placebo e la speranza possono in effetti dimostrarsi medicine piuttosto potenti), la cosa diventa estremamente nociva e pericolosa quando esistano farmaci efficaci per il trattamento della patologia, che non vengono assunti a favore di... acqua fresca.