spartacodaitri ha scritto:
...anch'io ho smesso da una ventina anni ... una delle poche cose intelligenti che ho fatto.
Fumare è dannoso per la salute. Il nostro apparato respiratorio non è stato certamente progettato per essere alimentato a fumo. Fumare è una delle
tante cose che non ci fanno affatto bene e che quindi non dovremmo fare.
Da un lato, quindi, verrebbe da dire
"ben venga qualsivoglia obbligo o divieto che possa allontanarci da ciò che ci fa male". Però è anche vero che non siamo immortali e che prima o poi, morte violenta a parte, arriverà una qualche malattia a portarci via, più o meno lentamente e dolorosamente. Senz'altro ci diranno che la malattia ci è venuta per questa e quella ragione e che se
prima avessimo (o non avessimo) fatto certe cose avremmo potuto evitarla.
Quindi,
anche se assumessimo un atteggiamento esasperato (tentazione sempre in agguato), adottando uno stile di vita per certi versi monacale e lontano da qualsivoglia piacere "carnale", facendo
tutte le cose buone e
nessuna delle cose cattive, seguendo tutti i consigli sanitari e quindi andando specie dopo i 45anni di età ogni 15gg a fare una qualche visita specialistica, inseguendo il sogno di una vita esente da malanni e di lunghezza indeterminata,
non potremmo evitare di ammalarci gravemente e morire. Oltre tutto avendo trascorso negli ambulatori una grande quantità di tempo (anche quelli, tra parentesi, sono costi per la sanità nazionale) che avremmo potuto usare in altra maniera.
Questo ovviamente non significa che sia intelligente adottare l'atteggiamento opposto, altrettanto esasperato, ignorando qualsivoglia precauzione in base all'assai comodo
"tanto se deve capitare capiterà".
Si cerca di fare meglio che si può; ognuno trova un suo compromesso tra il desiderio di stare bene il più a lungo possibile e quello, non meno umano e dignitoso, di vivere la vita assaporando ciò che essa ha di buono da offrire.
Ragion per cui personalmente non condivido affatto le sdegnate crociate di disprezzo e condanna contro il fumatore o il bevitore (che non significa alcolizzato) o il mangiatore di carne e così via. A dire il vero, non condivido le crociate di qualsiasi tipo e le trovo anche assai ipocrite; potrei rispettarle, pur disapprovandole, se venissero promosse e attuate da gente che davvero vive quotidianamente la vita monacale di cui sopra.
In fondo è un discorso molto simile a quello della "sicurezza", nel cui nome guarda caso si introducono sempre nuovi e più capillari ed esasperati ed assurdi obblighi e divieti, anche qui nella pia illusione che essi possano
da soli garantirci chissà quali garanzie, tanto più ampie quanto più esasperati gli obblighi e i divieti. Un po' come uno che prendesse 3 aspirine al giorno per poi passare a 4 e poi a 5 e poi a 6, nella convinzione di fare "sempre meglio". Che fanno dalle vostre parti i tratti di strada con linea continua, in occasione di ogni rifacimento della segnaletica? Aumentano o diminuiscono?