Aerei Italiani ha scritto:
doloroso è quando la dieta la fanno sempre e solo le stesse persone...
Il fatto è qui ad essere "obeso" è il macro-organismo, quello formato dall'
insieme di
tutti noi, che la cosa ci piaccia o meno.
L'obesità che oggi lo affligge non è nata in sei mesi e nemmeno in un anno o in un decennio, ma in numerosi consecutivi decenni e grazie alla collaborazione più o meno consistente di TUTTI, compresi coloro che semplicemente hanno lasciato fare.
Adesso va di gran moda pensare (e ripetere più o meno agguerritamente, al prossimo e anche a sé stessi, magari fino a convincersene) che il debito pubblico non è affar nostro, che non siamo stati noi cittadini a crearlo e che quindi non dobbiamo essere noi a pagarlo, che se lo paghino "loro" ecc. ecc.
Un atteggiamento forse consolante, forse utile a sfogare la rabbia, ma secondo me parecchio lontano dall'oggettività, specie in un paese in cui, fino a prova contraria, da più di sessant'anni si tengono democratiche elezioni che gradualmente dal livello nazionale sono arrivate al regionale, provinciale, comunale.
Io, per esempio, pur non essendo affatto persona speciale o superiore (?) a chiunque altro, mi rendevo benissimo conto, negli anni scorsi, che certe cose non funzionavano, che certe "crescite" e certi "sviluppi" e certe "conquiste" e certi "nuovi" posti di lavoro erano un bluff e si basavano su un costante aumento dei debiti e su un sempre più massiccio ricorso alla... logica del
"tutto e subito, poi in futuro in qualche modo si farà". Tante volte, parlando con appartenenti ai ceti medi e operai, li ho sentiti ammettere (non che ci volesse grande intuito) che effettivamente per molti anni il loro lavoro era stato tenuto in piedi quasi esclusivamente da denaro pubblico più o meno direttamente e generosamente riversato (incentivi al tal settore, speculazioni immobiliari, intrallazzi politici...).
Io stesso mi sono trovato talora coinvolto in talune attività "allegramente" finanziate che mi hanno dato da lavorare;
capivo benissimo che quei quattrini arrivavano dalle tasche (vuote) dello stato e che erano quindi segnale concreto di come la rotta fosse pericolosa, eppure
non mi sono rifiutato di fare quei lavori, non ho protestato, non ho "rotto le scatole" ma, per il quieto vivere e per mio tornaconto, ho fatto il mio lavoro e ho preso i soldi.
In fin dei conti, nulla di illegale stavo facendo; se le cose stavano così, se quello era il lavoro e quello era il compenso previsto...
"cosa altro potevo fare"?
Oggi, però,
NON mi sento proprio di considerarmi immacolato e inconsapevole e totalmente estraneo, come se improvvisamente mi fosse piombata in testa una tegola di cui nemmeno sospettavo l'esistenza. Certo, non sono stato personalmente organizzatore o promotore o complice di alcun tipo di truffa o speculazione o intrallazzo e mi sono sempre tenuto alla larga da qualsivoglia debito, adattando il mio tenore di vita alle mie reali possibilità economiche, MA nel mio piccolo anch'io in qualche occasione ho
tratto consapevolmente beneficio dalle speculazioni ecc. organizzate da terzi, ragion per cui NON posso dire di non aver avuto a che fare in alcun modo con quelle speculazioni e NON posso dire di non aver "contribuito", magari solo "colposamente", magari solo "lasciando correre", alla costruzione della situazione attuale.
Ho
sempre sospettato (per non dire "saputo"), però, che il meccanismo sarebbe arrivato prima o poi a incepparsi a causa delle sue intrinseche contraddizioni. Per sospettarlo non serviva gran che: un po' di logica e di occhi aperti. O no?
La
stessa cosa vale ovviamente per
tutti coloro che negli anni scorsi hanno vissuto esperienze analoghe.
Mi chiedo però:
quanti possono dire, senza mentire, di
non averle vissute affatto?