<img height="1" width="1" style="display:none" src="https://www.facebook.com/tr?id=1500520490268011&amp;ev=PageView&amp;noscript=1"> Nonni vs genitori vs figli | Page 4 | Il Forum di Quattroruote

Nonni vs genitori vs figli

stone1958 ha scritto:
renatom ha scritto:
Vorrei anche aggiungere che forse non vi rendete conto di ciò che vuol dire andare in pensione di anzianità con il calcolo retributivo della pensione a 55-58 anni o anche prima in passato.

Scisate la crudezza, ma sono diverse centinaia di migliaia di Euro regalate che poi dovranno essere pagate dalle nuove generazioni a cui vengono lasciate come debito.

Per rendersene conto basta prendere le tabelle di conversione e guardare quale è il montante necessario ad avere una pensione di 1500 ? al mese (per non esagerare) a 55 anni.
Nessuno ha pagato effettivamente quell'ammontare di contributi.

E, come ricordano sempre gli economisti, non ci sono pasti gratis, se qualcuno percepisce un reddito che non ha prodotto, c'è qualcun altro che deve pagare al suo posto.

Quindi, secondo il tuo ragionamento, uno come ad esempio mio suocero, che ha lavorato dai 15 ai 55 anni come marmista, minimo 10/12 ore al giorno per 40 anni, in condizioni disagiate, sempre con mani e piedi nell'acqua, con le mani rovinate dall'artrite, non e' giusto che se ne sia andato in pensione con 1200 euro al mese? Cerchiamo di non cadere sempre nell'italica abitudine di fare di ogni erba un fascio. Sono d'accordo che oggi questo tipo di situazioni sono difficilmente riproducibili ma casi come quello di mio suocero, nell'Italia degli anni passati, ce ne sono a migliaia.
Saluti

No, renatom è uno preciso e credo abbia inteso scrivere che tuo suocero forse non ha versato i contributi sufficienti ad ottenere quella pensione dopo quel periodo. Il lavoro non è stato nominato, lavorare è una cosa, pagare i contributi è un'altra. La pensione, oggi, non deriva da quanto hai lavorato ma da quanto hai versato. Una volta non era così ed il conto è stato presentato ai posteri coi risultati che vediamo.
Tornando alle case, faccio notare che la casa era a volte l'unico risultato dell'intera vita di lavoro dei genitori. Fa ancora schifo ereditarne una o si può almeno considerare di venderla, se non piace, e ricavarne dell'onesto denaro?
 
stone1958 ha scritto:
renatom ha scritto:
Vorrei anche aggiungere che forse non vi rendete conto di ciò che vuol dire andare in pensione di anzianità con il calcolo retributivo della pensione a 55-58 anni o anche prima in passato.

Scisate la crudezza, ma sono diverse centinaia di migliaia di Euro regalate che poi dovranno essere pagate dalle nuove generazioni a cui vengono lasciate come debito.

Per rendersene conto basta prendere le tabelle di conversione e guardare quale è il montante necessario ad avere una pensione di 1500 ? al mese (per non esagerare) a 55 anni.
Nessuno ha pagato effettivamente quell'ammontare di contributi.

E, come ricordano sempre gli economisti, non ci sono pasti gratis, se qualcuno percepisce un reddito che non ha prodotto, c'è qualcun altro che deve pagare al suo posto.

Quindi, secondo il tuo ragionamento, uno come ad esempio mio suocero, che ha lavorato dai 15 ai 55 anni come marmista, minimo 10/12 ore al giorno per 40 anni, in condizioni disagiate, sempre con mani e piedi nell'acqua, con le mani rovinate dall'artrite, non e' giusto che se ne sia andato in pensione con 1200 euro al mese? Cerchiamo di non cadere sempre nell'italica abitudine di fare di ogni erba un fascio. Sono d'accordo che oggi questo tipo di situazioni sono difficilmente riproducibili ma casi come quello di mio suocero, nell'Italia degli anni passati, ce ne sono a migliaia.
Saluti

Qualcuno ha già risposto per me, non ne faccio una questione di giusto o sbagliato, però la questione è questa:
per pagarsi realmente la pensione a 57 anni, devi avere un montante pari a circa 22-23 volte la pensione che prenderai, quindi se si prendono 30.000 ? lordi di pensione (credo circa 1500 al mese netti), servirebbe un montante di di 6-700.000 ?.
E' stato generato quel montante dai contributi versati? Non credo. E in tal caso qualcun altro deve pagare al posto di chi percepisce la pensione.

Quel qualcuno è stato individuato nelle nuove generazioni.

Può piacere o no, ma questo è!
 
belpietro ha scritto:
stone1958 ha scritto:
ha lavorato dai 15 ai 55 anni come marmista, minimo 10/12 ore al giorno per 40 anni, in condizioni disagiate, sempre con mani e piedi nell'acqua, con le mani rovinate dall'artrite, non e' giusto che se ne sia andato in pensione con 1200 euro al mese?

nessuno ha fato un questione di giusto o sbagliato.
il punto è se i denari per erogare quella pensione sono il frutto dei contributi che il lavoratore ha versato, oppure se quei contributi devono essere integrati da altro.
nel secondo caso, il meccanismo è come la catena di s.antonio: il 2 paga per l1, il 3 per il 2, ma alla fine la catena finisce perché una progressione infinita non è possibile

Il meccanismo reggeva fino a quando c'è stata espansione demografica, le nuove genrazioni erano più numerose di quelle che andavano in pensione, che tra l'altro campavano poco dopo il pensionamento, adesso non regge più.
 
renatom ha scritto:
stone1958 ha scritto:
renatom ha scritto:
Vorrei anche aggiungere che forse non vi rendete conto di ciò che vuol dire andare in pensione di anzianità con il calcolo retributivo della pensione a 55-58 anni o anche prima in passato.

Scisate la crudezza, ma sono diverse centinaia di migliaia di Euro regalate che poi dovranno essere pagate dalle nuove generazioni a cui vengono lasciate come debito.

Per rendersene conto basta prendere le tabelle di conversione e guardare quale è il montante necessario ad avere una pensione di 1500 ? al mese (per non esagerare) a 55 anni.
Nessuno ha pagato effettivamente quell'ammontare di contributi.

E, come ricordano sempre gli economisti, non ci sono pasti gratis, se qualcuno percepisce un reddito che non ha prodotto, c'è qualcun altro che deve pagare al suo posto.

Quindi, secondo il tuo ragionamento, uno come ad esempio mio suocero, che ha lavorato dai 15 ai 55 anni come marmista, minimo 10/12 ore al giorno per 40 anni, in condizioni disagiate, sempre con mani e piedi nell'acqua, con le mani rovinate dall'artrite, non e' giusto che se ne sia andato in pensione con 1200 euro al mese? Cerchiamo di non cadere sempre nell'italica abitudine di fare di ogni erba un fascio. Sono d'accordo che oggi questo tipo di situazioni sono difficilmente riproducibili ma casi come quello di mio suocero, nell'Italia degli anni passati, ce ne sono a migliaia.
Saluti

Qualcuno ha già risposto per me, non ne faccio una questione di giusto o sbagliato, però la questione è questa:
per pagarsi realmente la pensione a 57 anni, devi avere un montante pari a circa 22-23 volte la pensione che prenderai, quindi se si prendono 30.000 ? lordi di pensione (credo circa 1500 al mese netti), servirebbe un montante di di 6-700.000 ?.
E' stato generato quel montante dai contributi versati? Non credo. E in tal caso qualcun altro deve pagare al posto di chi percepisce la pensione.

Quel qualcuno è stato individuato nelle nuove generazioni.

Può piacere o no, ma questo è!

Il tuo discorso vale per l'oggi, non penso possa valere per uno come mio suocero che e' in pensione da circa 17 anni, avendo lavorato e versato i contributi per 40 anni (lavorando e facendo sempre straordinari prendeva netti in busta circa 2 milioni di lire al momento in cui ando'in pensione). Oggi prende a malapena 1200 euro netti, secondo te non ha versato abbastanza contributi? Non pensi che se avesse versato indipendentemente quello che gli hanno trattenuto per 40 anni con gli interessi che maturavano all'epoca oggi avrebbe una pensione o un capitale maggiore?
Come ti ho gia'detto nell'altro post oggi questo non e'piu' sostenibile.
 
Si possono mandare in pensione prima i lavoratori che, a causa del lavoro usurante svolto, non possono continuare a lavorare fino e oltre i 65 anni. Come? Facendo lavorare e/o pagare un po' di più quelli che -come me- lavorano in ufficio o comunque in condizioni meno stressanti e ce la faranno benissimo ad arrivare a 66-67 anni lavorando.
Un tempo questa era la solidarietà, oggi come potremmo chiamarla?
 
belpietro ha scritto:
G5 ha scritto:
belpietro ha scritto:
G5 ha scritto:
Ma logico sarebbe se un figlio aiutasse il genitore.

un padre mantiene dieci figli
ma dieci figli difficilmente mantengono un padre.

Questo è un ragionamento che può valere sino all'adolescenza ... oltre c'è un problema ed è bello grosso!

purtroppo è un proverbio che nasce da una constatazione.
e non riguarda figli adolescenti...

(ho avuto professionalmente una esperienza tristemente illuminante)

So che è un proverbio .... probabilmente nato ai tempi della mezzadria o forse prima. Nel nostro contesto sociale vale ma fino ad un certo punto perché poi si schianta!
Anche io dico che dove si mangia in due si mangia anche in quattro ...... ma se penso al quinto già inizio ad avere dei dubbi, qualche remora e più di una preoccupazione!
 
Grattaballe ha scritto:
Tornando alle case, faccio notare che la casa era a volte l'unico risultato dell'intera vita di lavoro dei genitori. Fa ancora schifo ereditarne una o si può almeno considerare di venderla, se non piace, e ricavarne dell'onesto denaro?

Va che siete fantastici. Secondo voi dovrei:
1- ambire ad avere un eredità (vai a capire quelli che seccano i genitori) invece che farmi una posizione;
2- auspicare che i genitori schiantino intorno ai 55-60 anni (meglio prima?) in modo da poter capitalizzare le fatiche della loro vita, ricavandone un gruzzolo da far "fruttare" in altro modo;
3- attendere di avere 60-70 anni per dirmi finalmente realizzato avendo una casa tutta mia e poter sposare finalmente la badante del mio vicino!
 
elancia ha scritto:
capperi ha scritto:
elancia ha scritto:
capperi ha scritto:
elancia ha scritto:
Ero in palestra con un dirigente in pensione a 4.500 euro al mese, con moglie dirigente e padre di figlio unico.
Pareva cadesse dalla Luna quando gli ho detto quanto prendo al mese (per poco ancora suppongo).
Quando gli ho spiegato la faccenda delle false partite iva degli schiavetti (anche 40enni) laureati/masterizzati/esperienzati che se va bene prendono 800 euro netti al mese, se non 500... ... per 12 mensilità, pagati ogni tanto... ...era allibito.
Il figlio (unico) di 20 anni sta studiando scienze comunicazione, e lui è in trattativa per prendergli una MINI John Cooper Works nuova da 211 cv.

Questo quadretto che hai rappresentato è un mondo che andrà a sparire....

Probabilmente sì... ...ma ancora più probabilmente sparirò prima io... :(

Ti auguro di no !!! comunque ho capito quello che volevi dire ;)

Comunque la perla è il cugino di mia madre che a 50 anni è andato in pensione con 8000 euro al mese... ...era un segretario della Camera dei Deputati. :x è il caso di affermare "IPSIS DOCENT" ???

Questo è un articolo pescato che riporta esattamente quelle pensioni rilasciate a 50 anni o poco più.
La novità per me sono PURE le 15 mensilità.
E questi sono i "commessi".

http://www.corriere.it/cronache/09_...lo_6324d704-3a00-11de-9bf9-00144f02aabc.shtml
 
Eureka , dopo lungo pensare , ho trovato cosa mi ricorda
Nonni vs genitori vs figli
al di là della logica stringente dei numeri contributivi :
un detto latino , "divide et impera" Motto latino («dividi e conquista»), con cui si vuole significare che la divisione, la rivalità, la discordia dei popoli soggetti giova a chi vuol dominarli; attribuito a Filippo il Macedone, è stato ripetuto soprattutto con allusione ai metodi politici seguiti, nel 19° sec., dalla casa d?Austria (ma anche Luigi XI di Francia usava dire diviser pour régner)... Da Treccani.iti

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stone1958 ha scritto:
renatom ha scritto:
stone1958 ha scritto:
renatom ha scritto:
Vorrei anche aggiungere che forse non vi rendete conto di ciò che vuol dire andare in pensione di anzianità con il calcolo retributivo della pensione a 55-58 anni o anche prima in passato.

Scisate la crudezza, ma sono diverse centinaia di migliaia di Euro regalate che poi dovranno essere pagate dalle nuove generazioni a cui vengono lasciate come debito.

Per rendersene conto basta prendere le tabelle di conversione e guardare quale è il montante necessario ad avere una pensione di 1500 ? al mese (per non esagerare) a 55 anni.
Nessuno ha pagato effettivamente quell'ammontare di contributi.

E, come ricordano sempre gli economisti, non ci sono pasti gratis, se qualcuno percepisce un reddito che non ha prodotto, c'è qualcun altro che deve pagare al suo posto.

Quindi, secondo il tuo ragionamento, uno come ad esempio mio suocero, che ha lavorato dai 15 ai 55 anni come marmista, minimo 10/12 ore al giorno per 40 anni, in condizioni disagiate, sempre con mani e piedi nell'acqua, con le mani rovinate dall'artrite, non e' giusto che se ne sia andato in pensione con 1200 euro al mese? Cerchiamo di non cadere sempre nell'italica abitudine di fare di ogni erba un fascio. Sono d'accordo che oggi questo tipo di situazioni sono difficilmente riproducibili ma casi come quello di mio suocero, nell'Italia degli anni passati, ce ne sono a migliaia.
Saluti

Qualcuno ha già risposto per me, non ne faccio una questione di giusto o sbagliato, però la questione è questa:
per pagarsi realmente la pensione a 57 anni, devi avere un montante pari a circa 22-23 volte la pensione che prenderai, quindi se si prendono 30.000 ? lordi di pensione (credo circa 1500 al mese netti), servirebbe un montante di di 6-700.000 ?.
E' stato generato quel montante dai contributi versati? Non credo. E in tal caso qualcun altro deve pagare al posto di chi percepisce la pensione.

Quel qualcuno è stato individuato nelle nuove generazioni.

Può piacere o no, ma questo è!

Il tuo discorso vale per l'oggi, non penso possa valere per uno come mio suocero che e' in pensione da circa 17 anni, avendo lavorato e versato i contributi per 40 anni (lavorando e facendo sempre straordinari prendeva netti in busta circa 2 milioni di lire al momento in cui ando'in pensione). Oggi prende a malapena 1200 euro netti, secondo te non ha versato abbastanza contributi? Non pensi che se avesse versato indipendentemente quello che gli hanno trattenuto per 40 anni con gli interessi che maturavano all'epoca oggi avrebbe una pensione o un capitale maggiore?
Come ti ho gia'detto nell'altro post oggi questo non e'piu' sostenibile.

Parlando in maniera schietta, il discorso vale, sostanzialmente per tutti quelli che sono andati e stanno continuando ad andare in pensione, relativamente giovani, con il sistema retributivo: nessuno di loro ha versato a sufficienza per pagarsi la pensione. Non c'entra niente i quando è stata liquidata la pensione.

Basta guardarsi i coefficienti di conversione delle pensioni contributive o di quelle private, fondi pensione e simili.

L'unica differenza è che qualche decennio fa per varie situazioni ci se lo poteva permettere e adesso non più.

Poi sul fatto che esistano lavori usuranti che non si possono più esercitare oltre una certa età, nessuno obietta, e può essere socialmente giusto intervenire per integrare la pensione a queste persone anche se, secondo me, non è comunque giusto farne ricadere l'onere sulle future generazioni.
Sarebbe più giusto che le aziende che adibiscono i lavoratori a questo tipo di mansioni gli pagassero dei contributi maggiorati, oppure, in seconda battuta, se si ritiene strategico l'investimento, farli gravare sulla fiscalità generale, ma riferita al periodo in cui devono essere versati i contributi e non trasferendo l'onere alle future generazioni, come si è fatto in passato e si continua a fare.
 
G5 ha scritto:
Grattaballe ha scritto:
Tornando alle case, faccio notare che la casa era a volte l'unico risultato dell'intera vita di lavoro dei genitori. Fa ancora schifo ereditarne una o si può almeno considerare di venderla, se non piace, e ricavarne dell'onesto denaro?

Va che siete fantastici. Secondo voi dovrei:
1- ambire ad avere un eredità (vai a capire quelli che seccano i genitori) invece che farmi una posizione;
2- auspicare che i genitori schiantino intorno ai 55-60 anni (meglio prima?) in modo da poter capitalizzare le fatiche della loro vita, ricavandone un gruzzolo da far "fruttare" in altro modo;
3- attendere di avere 60-70 anni per dirmi finalmente realizzato avendo una casa tutta mia e poter sposare finalmente la badante del mio vicino!

Queste sono conclusioni (l'evidenziato è una minchiata, più che una conclusione...) che tu trai per tuo conto, applicando abbastanza allegramente la proprietà transitiva tra le varie risposte. Io intendevo rispondere a coloro che hanno scritto che non ce la fanno perchè i loro genitori non li aiutano, a quelli che si lamentano di non avere una prospettiva ma "solo" la casa dei genitori e a quelli che questa casa la considerano un peso perchè eventualmente bisognosa di manutenzione.
Estiquaatsi...
 
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