Colgo l'invito alla discussione del buon Pandemonio per chiarire meglio le ragioni che mi spingono a schierarmi a favore di unioni civili e stepchild adoption.
In fondo sono le stesse che mi spinsero in un lontano passato a votare sì al divorzio ed all'aborto.
Soprattutto per quest'ultimo mi feci violenza e fu solo la consapevolezza che da sempre era esistita la pratica clandestina ancor più riprovevole e che una legge avrebbe potuto stroncarla sia aumentando la contraccezione sia garantendo comunque la salute alle povere donne che avessero dovuto farvi ugualmente ricorso.
In modo analogo cerco di ragionare per unioni civili ed adozione del figlio del partner in una coppia omosessuale.
È evidente che un figlio, a tutt'oggi almeno, è figlio di uomo e donna eppure la famiglia che ne deriva non è necessaria, è solo un'istituzione culturale ed è importante per il supporto alla crescita che fornisce ai figli e non per altro e purtroppo abbiamo quotidianamente sotto gli occhi gli esempi di come tante, troppe, famiglie etero perpetuino forme di violenza al loro interno nonostante la supposta "sacralità " di tale tipo di famiglia tradizionale.
Il principio poi che mi ha sempre ispirato credo che sia alla base di ogni società liberale e democratica, cioè l'accettazione delle diversità del comportamento altrui se tale comportamento non arreca danno alla collettività.
Insomma non ti consento di guidare contromano perché potresti arrecare danno, ti consento invece di formare un legame affettivo riconosciuto anche omosessuale perché l'ipotetico danno sarebbe soltanto alla morale corrente predominante e non ai singoli costituenti la società stessa che non vedono intaccati i loro diritti.
Riguardo le adozioni del figlio del partner infine trovo inaccettabile per tutti la pratica dell'utero in affitto, ma fuorviante legarla alle unioni civili, in vita mia ho conosciuto due casi di uomini regolarmente sposati e con prole lasciare la famiglia ed iniziare una convivenza da gay. Nel caso di morte dell'ex moglie non sarebbe comunque meglio per i figli una vita comunque all'interno di un nucleo famigliare pur se non convenzionale.
O se una donna fuggisse dal marito violento e violentatore che già ha iniziato a rivolgere le attenzioni sulla figlia ancora bambina ed iniziasse una convivenza con un'altra nelle sue stesse condizioni non credete che sarebbe meglio per le figlie crescere con due mamme anziché con un orco?
Al riguardo vorrei anche far presente che ciò che non è stato ancora previsto per legge viene comunque disposto dai tribunali dei minori in virtù della tutela dei bambini che sono in fin dei conti i veri soggetti da tutelare.