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No comment..

http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=190983&sez=HOME_SPORT

http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=191007&sez=HOME_SPORT

R.I.P. :(
 
L'ambulanza avrebbe però tardato qualche minuto prima di poter entrare in campo. Bloccata all'ingresso dello stadio di Pescara perché un'auto dei vigili urbani ostruiva il passaggio. Per spostarla i vigili del fuoco hanno dovuto rompere il deflettore, rimuovere il freno a mano, e spingerla lontano: «L'ambulanza in ritardo? - ha raccontato a Sky l'ad del Pescara, Danilo Iannascoli -. Non so, ma so che l'ingresso in campo era ostruito da una vettura».
http://www.corriere.it/sport/12_aprile_14/polemiche-soccorsi-ritardo_de5b49e0-8646-11e1-a210-601cc21801c2.shtml

tutto regolare...
 
grandecapo-estiqaatsi ha scritto:
un peccato....RIP :cry:
certo che inizia a capitare abbastanza spesso. strano.
e poi i ?bombati? sarebbero i ciclisti.

Non so in questo caso, ma negli altri casi erano difetti cardiaci.
 
grandecapo-estiqaatsi ha scritto:
un peccato....RIP :cry:
certo che inizia a capitare abbastanza spesso. strano.
e poi i ?bombati? sarebbero i ciclisti.
é quello che ho pensato anch'io, ultimamente un pò in tutti gli sport "non sospetti" si sentono casi simili... :?
 
vint72 ha scritto:
grandecapo-estiqaatsi ha scritto:
un peccato....RIP :cry:
certo che inizia a capitare abbastanza spesso. strano.
e poi i ?bombati? sarebbero i ciclisti.
é quello che ho pensato anch'io, ultimamente un pò in tutti gli sport "non sospetti" si sentono casi simili... :?

giorni fa mori' anche un grande della pallavolo
 
Casualità ... nulla di più che una tragica fatalità.
Quanti atleti scendono in campo, parlando solo del calcio, ogni weekend?
Non ho numeri ma penso siano tantissimi.

Riposa in pace ragazzo.
 
ilSagittario ha scritto:
Casualità ... nulla di più che una tragica fatalità.
Quanti atleti scendono in campo, parlando solo del calcio, ogni weekend?
Non ho numeri ma penso siano tantissimi.

Riposa in pace ragazzo.
La medicina sportiva si occupa di certificare l'idoneità allo sport.
Test mirati eseguiti correttamente mettono in evidenza eventuali problematiche.
 
Trotto@81 ha scritto:
ilSagittario ha scritto:
Casualità ... nulla di più che una tragica fatalità.
Quanti atleti scendono in campo, parlando solo del calcio, ogni weekend?
Non ho numeri ma penso siano tantissimi.

Riposa in pace ragazzo.
La medicina sportiva si occupa di certificare l'idoneità allo sport.
Test mirati eseguiti correttamente mettono in evidenza eventuali problematiche.

Non tutte e non sempre....purtroppo! Nell'ultimo anno di attività ho trovato 3 atleti inidonei durante la visita; uno di essi, buon maratoneta, ha ora 2 PTCA (angioplastiche coronariche) e ha ripreso progressivamente ad allenarsi.
Per gli altri 2 si è trattato di allarmi poi svaniti alle indagini successive.
Ma la MI (morte improvvisa) è una realtà tutt'ora presente, non solo ovviamente nella medicina dello Sport, con un'incidenza all'incirca di 1/200000 praticanti, ed ha cause e genesi complesse, nonchè in parte non ancora chiarite.
Tutto ciò nonostante l' Italia sia uno dei paesi + attenti e severi in questo campo.
Certo che la storia familiare e personale di Morosini è stata davvero drammatica, povero ragazzo! :( !
Saluti
 
Il calcio come ragione di vita, come sfondo a tutte le sue vicende personali. Come risposta a episodi strazianti: prima la morte della madre, poi la scomparsa del padre e il suicidio fratello. Piermario Morosini conosceva perfettamente il significato della parole dolore. Non quello fisico ma quello che fa più male, quello della scomparsa delle persone a te più care e che mai può del tutto scomparire.

Episodi incancellabili che lui era riuscito addirittura a trasformare in un'ulteriore carica per quello che fin da piccolo era stato il suo grande sogno: diventare calciatore professionista. "Vorrei diventare un buon calciatore soprattutto per i miei genitori, è un qualcosa che li farebbe felici. Per questo so di avere degli stimoli in più", ha dichiarato in una recente intervista.

Diventare qualcuno per loro, per quei genitori che l'hanno cresciuto tra mille difficoltà, al fianco di un fratellino e di una sorellina entrambi affetti da handicap fisici. Problema insormontabili per tutti, ma non per lui che grazie a un animo nobilissimo ha sempre tirato avanti tra mille difficoltà: "E' cresciuto all'Atalanta con me, l'ho visto giocare da piccolissimo. Era un ragazzo fantastico, che aiutava tutti. In primis la famiglia, viveva per la sua famiglia. Eppure, che ragazzo sfortunato. I genitori persi entrambi prematuramente, il fratello e la sorella con handicap fisici. Il fratellino si è tolto la vita quando lui aveva appena 16 anni. Insomma, una vita davvero sfortunata", ha dichiarato a QN Mino Favini, colui che da anni gestisce il settore giovanile dell'Atalanta e che lo conosceva benissimo.

"E le senti le vene, piene di ciò che sei. E ti attacchi alla vita che hai". Lui, parafrasando Ligabue, la sua vita era riuscito a tenersela stretta tra ostacoli grandi come montagne, portandola avanti passettino dopo passettino con una forza e un orgoglio fuori dal comune. Oggi, però, non ce l'ha fatta. Ironia della sorte, proprio durante una partita di calcio, il rifugio di sempre da ogni problema personale. Il mondo del calcio rimpiange l'uomo prima che il calciatore e, francamente, sorvoliamo a piedi pari qualsiasi abbozzo di polemica sul fatto che rinviare tutte le partite sia stata una decisione giusta o errata.

Questo è il momento del dolore e del ricordo di un grande uomo che ora non c'è più: riposa in pace Piermario Morosini.
 
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