Matteo__ ha scritto:
EdoMC ha scritto:
jaccos ha scritto:
pi_greco ha scritto:
siamo dei barbari indegni del nostro passato
Concordo... camminiamo sull'oro e non ce ne rendiamo conto, l'ho sempre detto.
Una valorizzazione seria del nostro patrimonio artistico e culturale, associato alle bellezze naturalistiche, alla genuinità dei prodotti della nostra terra ed alla sapienza nel lavorarli, tutto questo se ripulito dello schifo che li appanna ci farebbe vivere da nababbi, sud in primis, non se ne rendono conto di ciò che hanno... non solo non lo valorizzano, lo distruggono... mi piange il cuore...
Ci lavoro su questo: fare un progetto di valorizzazione è complesso, bisogna cercare di proporre qualcosa di originale, che sia divertente per il fruitore ma allo stesso tempo non deve svilire il patrimonio e, ovviamente, bisogna avere più di un occhio ai costi. Purtroppo gestire qualsiasi cosa di culturale richiede grossi capitali, finanziamenti pubblici, e non sempre si riesce ad andare a pari. Certo, l'indotto è notevole, il turista straniero o l'italiano fuori sede spendono ben oltre il biglietto d'ingresso, tra souvenir, pranzi al ristorante/trattoria, consumazioni al bar, albergo: detta in parole povere, i privati ci guadagnano a spese dello Stato.
Lo dici come se fosse sbagliato. Il concetto di Stato nasce anche per cose del genere, anche quella è redistribuzione. Altro discorso è invece gestire il patrimonio con efficienza e lungimiranza, su quello c'è da lavorare di brutto. E poi sono convintissimo che se si iniziasse davvero a valorizzare il patrimonio il resto verrebbe da se: un privato proprietario di albergo sensibilizzato sul fatto che vive grazie ai tesori artistici che gli sono intorno sono convintissimo non ci penserebbe due volte a darsi da fare (non necessariamente profondendo quattrini) per preservarli. Il fatto è che non tutti arrivano anche solo a fare determinate apparentemente scontate associazioni di idee, qualche volta si ha bisogno di un aiutino......

:twisted:
In linea teorica sarebbe giustissimo, altro che sbagliato! Lo Stato valorizza il patrimonio artistico, lo pubblicizza, e attira i turisti. Questi spendono all'interno e, soprattutto, all'esterno della struttura, e sui proventi dei privati ci sono IVA e imposte varie: si crea un circolo virtuoso, per cui tutti ci guadagnano, dai privati, allo Stato, all'ambiente, all'occupazione. Così sarebbe in teoria: in pratica, invece, almeno qui in Veneto, molti imprenditori non sanno vedere oltre il domani, vogliono tutto e subito e sono incapaci di fare un progetto a medio-lungo termine (una delle cause perchè, solitamente, la ditta fallisce alla terza generazione). Molti commercianti fanno i furbi, anche per la concorrenza sleale di paninari abusivi, bancarelle, vucumprà, centurioni e gentaglia simile. Quindi, morale della favola, lo stato deve impiegare nella cultura soldi che scarseggiano senza averne un ritorno. I privati, salvo le fondazioni onlus e bancarie, non cacciano una lira per "le quatro piere" o "i ruinssi".