<img height="1" width="1" style="display:none" src="https://www.facebook.com/tr?id=1500520490268011&amp;ev=PageView&amp;noscript=1"> Museo Alfa Romeo: finalmente il TAR ha respinto il vergognoso ricorso contro il vincolo. | Page 18 | Il Forum di Quattroruote

Museo Alfa Romeo: finalmente il TAR ha respinto il vergognoso ricorso contro il vincolo.

Gordon Murray e l'Alfa Romeo.
Ecco una intervista a Gordon Murray (ex progettista di F1, 3 mondiali vinti con la Brabham), che parla in generale di auto, e loda la tecnica Alfa:

http://www.alfaromeo75.it/file/Gordon%20Murray%20racconta.htm
 
automoto3 ha scritto:
Bellissimo 3D .. grazie a tutti !
8) 8) 8) 8)

Ciao. :D

Sono io che ringrazio tutti voi che avete la pazienza di leggermi. :D

@ KREN = L'Ing. Chiti era considerato una formidabile forchetta.

Nel Friuli si mangia benissimo e si beve meglio e se tu sei Friulano sicuramente me lo insegni. :D Niente niente che si scegliesse i luoghi migliori ove svolgere il suo lavoro , in previsione di ottimi pranzetti ??

D'altra parte lui non ha mai fatto mistero che durante la II° guerra mondiale lui ha sofferto la fame , nonostante provenisse da famiglia abbastanza agiata.

Ciao a tutti quanti. :D
 
fpaol68 ha scritto:
Gordon Murray e l'Alfa Romeo.
Ecco una intervista a Gordon Murray (ex progettista di F1, 3 mondiali vinti con la Brabham), che parla in generale di auto, e loda la tecnica Alfa:

http://www.alfaromeo75.it/file/Gordon%20Murray%20racconta.htm

E' un piacere rileggerti. :D

Bravo "ing.paolo ". :D
 
Avrei sul computer un documentario sull'alfa romeo con molte vetture storche del marchio ma dovrei dividerlo perche ne fb ne youtube mi permettono di caricare video cosi lunghi. Problema, col pinguino non riesco a trovare un programma che partizioni il video senza sfalzare l'audio perche non so come ma dall'inizio i vari prog che ho provato partono con l'audio mangiato di alcune decine di secondi. C'è qualche sito che permette di caricare video da 700 mb oltre 1h di durata?
 
Una domanda?

E' reperibile un elenco con tutti i modelli contenuti nel museo?

Più che altro, vorrei sapere se tutta la produzione Alfa vi è rappresentata
 
vecchioAlfista ha scritto:
Una domanda?

E' reperibile un elenco con tutti i modelli contenuti nel museo?

Più che altro, vorrei sapere se tutta la produzione Alfa vi è rappresentata

Nessun altro costruttore di automobili può vantare una storia così straordinaria come quella dell´Alfa Romeo: unica e affascinante, ricca di uomini eccellenti, di un´epopea sportiva che ha caratterizzato anni ormai irripetibili, di auto entrate nell´immaginario collettivo, di un´evoluzione tecnica e ingegneristica che ha sempre fatto la differenza, di turbolenze più o meno profonde che hanno indelebilmente segnato i suoi quasi cent´anni di vita.

Il Museo Storico Alfa Romeo di Arese è il depositario di questa leggenda, che dal 18 dicembre del 1976 offre agli occhi del pubblico, degli appassionati dell´automobile e degli amanti del marchio milanese la splendida e suggestiva collezione di 110 vetture - pezzi unici, da corsa, di produzione, prototipi e concept - che va dalla prima vettura A.L.F.A., la ?24 HP´, alle leggendarie vincitrici delle ?Mille Miglia´ come la ?6C 1750 Gran Sport´ di Tazio Nuvolari, dalle mitiche ?8C´ carrozzate da Touring alla ?Alfetta 159´ da Gran Premio, campione del Mondo di Formula 1 con Juan Manuel Fangio, dalla ?Giulietta´, vettura iconica degli anni ´50 alla ?33 TT 12´ Sport Prototipi dei successivi anni ?70.

Alle vetture si aggiungono 15 motori d´aviazione e 25 propulsori automobilistici che testimoniano l´evoluzione tecnologica dell´ingegneria Alfa Romeo e circa un migliaio di modellini di auto realizzati in differenti dimensioni, esposti in apposite teche.

Senato della Repubblica

Interrogazione a risposta orale


Premesso che:
?si ventila l?ipotesi di trasferimento, o addirittura di chiusura del Museo e dell?Archivio storico Alfa Romeo, patrimonio del territorio, oltre che dell?umanità tutta;
?sin dal lontano 18 dicembre del 1976, Il Museo e l?Archivio storico Alfa Romeo di Arese offre agli occhi del pubblico, degli appassionati dell?automobile e degli amanti del marchio milanese la splendida e suggestiva collezione di 110 vetture;
si tratta di pezzi unici, da corsa, di produzione, prototipi e concept, quali: la prima vettura A.L.F.A., la ?24 HP?, le leggendarie vincitrici delle ?Mille Miglia? ( per es. 6C 1750 Gran Sport? di Tazio Nuvolari), le mitiche ?8C? carrozzate da Touring alla ?Alfetta 159? da Gran Premio, campione del Mondo di Formula 1 con Juan Manuel Fangio, dalla ?Giulietta?( vettura iconica degli anni ?50), la ?33 TT 12? Sport, e molti altri Prototipi dei successivi anni ?70;
?alle vetture si aggiungono 15 motori d?aviazione e 25 propulsori automobilistici che testimoniano l?evoluzione tecnologica dell?ingegneria Alfa Romeo e circa un migliaio di modellini di auto realizzati in differenti dimensioni, esposti in apposite teche;
?oltre il 60% delle vetture esposte nelle sale del Museo sono completamente efficienti e funzionanti, svolgendo il ruolo di protagoniste nell?ambito di importanti eventi e manifestazioni nazionali e internazionali, statiche e dinamiche: dalle strade italiane della rievocazione della Mille Miglia ai paesaggi inglesi del ?Festival of Speed? di Goodwood, dal bagno di folla dei visitatori della mostra ?Bellezza Necessaria? di Tokyo all?entusiastico ed eterno love affair degli Stati Uniti per il Biscione, come si è visto al ?Concorso d´Eleganza di Pebble Beach?;
?ogni anno il Museo Storico accoglie un pubblico eterogeneo fatto di 11.500 visitatori (consuntivo relativo al 2007), il 60% dei quali provenienti da Paesi esteri e promuove iniziative di carattere culturale legate al mondo dell?automobile e a tutto ciò che ruota attorno a esso;
?l?Archivio Storico, ugualmente posto nel complesso del Centro Direzionale, nei pressi del Museo e ad esso collegato, raccoglie un patrimonio di 50 mila immagini digitalizzate, 5 mila pubblicazioni tecniche, 3 mila disegni, un migliaio di filmati, i registri degli &lt&lt;chassis&gt;&gt delle vetture, a partire dal 1938, e tutti i vari fondi aziendali;
l?attività, particolarmente attiva (circa 4 mila contatti annuali), è oggetto d?interesse della stampa, editoria, collezionisti, ricercatori e tesisti;

la Soprintendenza per i Beni Culturali della Lombardia ha recentemente definito l?insieme del complesso Alfa Romeo (Museo, Archivio e palazzine ospitanti, ossia il Centro Direzionale Alfa) di ?straordinaria importanza? poiché sono ?testimonianza della produzione della casa automobilistica, del design in Italia e nel mondo?, considerando che ?la raccolta del Museo Storico Alfa Romeo, oltre all?intrinseco eccezionale valore culturale, presenti uno stretto legame con l?edificio che la ospita, configurandosi come ragione stessa dell?esistenza di questo. Essa costituisce un insieme unitario ed inscindibile dell?immobile contenitore, che a sua volta ne è a un tempo integrazione e l?inseparabile ambiente?, sottolineando che: ?l?Archivio Storico Alfa Romeo, oltre all?intrinseco valore storico particolarmente importante, presenta uno stretto legame con l?edificio che lo ospita, una delle palazzine del Centro Direzionale oggi adibita a sede del Centro Documentazione del settore Automobilistico Storico Alfa Romeo, in ragione del nesso con l?ente produttore, da un lato, e con la raccolta del Museo Storico, dall?altro. Tale Archivio costituisce dunque un insieme unitario ed inscindibile dell?immobile contenitore, che a sua volta ne è a suo tempo l?integrazione e l?inseparabile ambiente?;
?lo scorso luglio, la Soprintendenza per i Beni Culturali e Paesaggistici della Lombardia, su richiesta motivata del Comune di Arese, avrebbe proposto alla competente Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici della Lombardia l?adozione di un provvedimento di tutela intersettoriale ai sensi del Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio, comprensivo: &#9702;di dichiarazione di interesse storico particolarmente importante (ai sensi degli articoli 10, comma 3, lettera d) e 13 del Decreto Legislativo 22 gennaio 2004 n. 42, così come modificato dal Decreto Legislativo 24 marzo 2006 n. 42, in relazione ai beni culturali) per il compendio immobiliare costituito da Centro Direzionale e Museo Storico Alfa Romeo;
&#9702;di dichiarazione di eccezionale interesse (ai sensi degli articoli 10, comma 3, lettere d) e e) e 13 del Codice) per la raccolta del Museo Storico, da pertinenziarsi all?edificio contenitore;
&#9702;di rinnovo della dichiarazione di interesse storico particolarmente importante (ai sensi degli articoli 128 comma 3 e 10 comma 3 lettera b) del Codice) dell?Archivio Storico Alfa Romeo, da pertinenziarsi all?edificio contenitore;

?contestualmente all?inoltro della proposta di vincolo di cui sopra, la Soprintendenza per i Beni Culturali avrebbe proceduto alla notifica dell?inizio del procedimento alle parti interessate. Ciò comporterebbe l?applicazione in via cautelare delle disposizioni del citato Codice (Capo II, alla Sezione I del capo III, e alla Sezione I del Capo IV del Titolo I, tutela, della parte II, beni culturali) che dettano prescrizioni in materia di esercizio da parte dell?Amministrazione dei poteri di vigilanza e ispezione, di adozione di misure di protezione e di controllo in caso di alienazione o di altri modi di trasmissione della cosa;
?i fondatori del «Comitato amici del Museo alfa Romeo di Arese» hanno promosso una serie di azioni, dando vita all? ?Associazione Amici del Museo Alfa Romeo di Arese?.,
?la predetta «Associazione», alla quale avrebbero già aderito una serie di Club e 60 soggetti privati, si prefigge di essere partner privilegiato della struttura che gestirà il complesso museale e di avere quindi, in sintonia e coordinamento con i suoi amministratori, compiti operativi di difesa, valorizzazione e promozione dello sviluppo dello stesso;
?gli scopi principali dell?attuale Comitato sono infatti i seguenti: a.allacciare relazioni e rapporti operativi con altri centri di cultura italiani e stranieri e con personalità di livello internazionale, così da contribuire a realizzare l?arricchimento dell?istituzione sia per quanto riguarda il patrimonio documentale che la valorizzazione culturale;
b.promuovere programmi di attività con l?organizzazione di ?stage?, laboratori, visite, eventi vari, conferenze, mostre e rassegne illustranti la storia, gli esiti e le tendenze nel campo dell?automobilismo, limitatamente al marchio Alfa Romeo. Prestare altresì collaborazione in iniziative particolari di studio, ricerca e promozione in campo artistico e documentario al fine della piena attuazione dei compiti statutari del Museo;
c.promuovere studi e documentazione che possano generare un arricchimento dell?attività del Museo Alfa di Arese;
d.compiere tutte le operazioni mobiliari, immobiliari e finanziarie funzionalmente connesse con la realizzazione del predetto scopo sociale;
e.promuovere e curare la raccolta di mezzi finanziari onde sovvenire direttamente alle necessità ed ai programmi di incremento delle collezioni del Museo;
f.sostenere iniziative concernenti il tema stesso del Museo, contribuire alla stampa di pubblicazioni nonché promuovere ed intraprendere direttamente ogni iniziativa atta al conseguimento dell?oggetto sociale stesso, compresa la pubblicazione e l?edizione di periodici, numeri unici, volumi o collane;
g.aderire ad altre iniziative o strutture associative o societarie che hanno finalità simili.

Gli Interroganti si rivolgono al Ministro in indirizzo per chiedere:
?se non ritenga opportuno intervenire presso le citate gerarchie periferiche per sollecitare la definizione del procedimento relativo alla formalizzazione del vincolo sulle palazzine del Centro Direzionale Alfa e del materiale in esse ospitato, in modo anche da realizzare, in tempi brevi:
?l? inventario completo di quanto è attualmente custodito nel Museo di Arese, nonché del materiale (veicoli o altro) dato in prestito ad altri Musei, mostre ed altri eventi organizzati per gli amatori delle automobili d?interesse storico;
?la verifica dello stato di manutenzione del patrimonio del complesso museale Alfa, con la stesura di una dettagliata relazione tecnica onde procedere alla eventuale contestazione, ai sensi del decreto Legislativo 22 gennaio 2004 n. 42, di inadempienze o carenze o altro, a carico degli attuali proprietari dei beni e/o dei responsabili della loro custodia e gestione;
?se non ritenga altresì importante sollecitare l?attivazione di azioni di vigilanza e di ispezione da parte della stessa Soprintendenza, da realizzarsi con le adeguate misure di protezione e di controllo in caso di alienazione o di altre modalità di trasmissione dei beni
.


Sen. Massimo Garavaglia
Sen. Cesarino Monti
 
fpaol68 ha scritto:
Gordon Murray e l'Alfa Romeo.
Ecco una intervista a Gordon Murray (ex progettista di F1, 3 mondiali vinti con la Brabham), che parla in generale di auto, e loda la tecnica Alfa:

http://www.alfaromeo75.it/file/Gordon%20Murray%20racconta.htm
Bellissimo,fpaol queste sono le testimonianze che contano. ;)
 
Bravissimi !!!!!!!!!!!!!!!!!
Questo é un bellissimo thread, molto interessante, caspita, leggo cose che manco sapevo :oops:
Qualche libro di Alfa Romeo me lo sono pure "mangiato", ma é proprio vero: Alfa Romeo ha una storia molto ampia, importante e gloriosa!!

Grazie Ragazzi !!!!

:thumbup: :thumbup:
 
Mi sembra giusto ricordare Luraghi, che oltre a tutti i meriti che ha avuto per Alfa, ha anche fondato il museo che stiamo così appassionatamente difendendo.

Il ricordo è sempre tratto dall'ottimo sito www.alfaromeo75.it

"Esiste un cavalcavia - piuttosto spoglio, in verità - nella periferia Ovest di Milano, che il Comune ha voluto intitolare a «Giuseppe Luraghi - dirigente d?azienda». La piccola targa in marmo, già deturpata da macchie di spray colorati, ricorda così al distratto passante Giuseppe Eugenio Luraghi, un personaggio che, se certo fu di grande spicco nell?industria italiana del dopoguerra, ebbe però un ruolo tutt?altro che secondario anche nel mondo letterario dell?epoca.
Entrato giovanissimo alla Pirelli, come direttore della filiale spagnola dell?azienda a Barcellona, nel corso della sua carriera ha ricoperto incarichi manageriali presso la Linoleum, la Lanerossi, la Finmeccanica; è stato presidente dell?Alfa Romeo (il suo nome è determinante nel periodo della creazione dell?Alfasud) e, più tardi, della Mondadori, dal 1977 al 1983. Questo il manager. Ma di sera, quando gli uffici delle industrie chiudevano, Giuseppe Luraghi si ritrovava con alcuni amici nel salotto di casa sua a gestire una piccola, prestigiosa casa editrice, la Meridiana, attiva a Milano dal 1947 al 1956.
Letterato raffinato e intenditore d?arte, Luraghi ha saputo coniugare i due grandi interessi della sua vita facendoli convivere, ma anche amalgamandoli in alcune esperienze rimaste basilari. È lui, insieme a Leonardo Sinisgalli (altro «tecnico»-letterato), a fondare e a dirigere nel 1948 la rivista bimestrale Pirelli che, nata come organo di pubblicità aziendale, si è posta come terreno di dialogo tra personalità dei differenti ambiti tecnico-scientifico e artistico-letterario. Sempre a quattro mani con Sinisgalli è poi l?analoga esperienza di Civiltà delle macchine, legata a Finmeccanica, sulle cui pagine la vita di fabbrica, con i suoi capannoni e i suoi macchinari, è stata descritta e raccontata da poeti e pittori.
Ed è lui, soprattutto, ad aver dato vita alle citate edizioni della Meridiana e ad aver dato voce a giovani autori di poesia, esordienti o comunque poco noti, con l?intento di divulgare idee spesso innovative. Un?impresa difficile ed economicamente gravosa. Ma le edizioni della Meridiana si ponevano in opposizione con gli editori maggiori che pubblicavano opere già votate al successo, di nomi famosi che «facevano cassetta» e accompagnate da un adeguato corredo pubblicitario. Per sostenere lo sforzo economico non indifferente, tra i volumi della Meridiana compaiono anche i nomi di poeti affermati. I più famosi come sostegno per i giovani. E la formula ha funzionato per quasi dieci anni, facendo conoscere - tra gli altri - autori come Tobino, Zanzotto, Cattafi, Risi.
In questi giorni (e fino al 15 gennaio) a Pavia una mostra organizzata dal Fondo Manoscritti dell?Università e ospitata presso le scuderie del Castello Visconteo ripercorre le tappe di questa figura eclettica e in particolare proprio della sua esperienza come editore. Nel Fondo pavese sono infatti conservati (dono della figlia di Luraghi) i documenti e le lettere relativi alla sua attività letteraria, mentre i documenti legati alla vita aziendale sono conservati presso l?Istituto di Storia Economica dell?Università Bocconi. Questa mostra ripercorre l?intera attività artistico-letteraria di Luraghi, soffermandosi anche sulle altre passioni: è ad esempio testimoniato il suo interesse per le arti figurative che tra il 1950 e il 1960 lo portò a far conoscere in Italia il pittore brasiliano di origine italiana Candido Portinari. La mostra ospita inoltre alcuni suoi acquerelli risalenti agli anni Ottanta.
Un capitolo a parte merita la passione di Luraghi per la poesia spagnola e in particolare per la produzione di Rafael Alberti di cui, nel 1947, presso la Meridiana uscì la prima raccolta in lingua italiana. La traduzione dei versi è dello stesso Luraghi, che li ha resi «con la luminosa precisión a esa hermosa lengua», come gli scrive lo stesso Alberti nella prima lettera indirizzata al suo traduttore ed editore subito dopo l?uscita del volume, il 20 luglio 1949. Tutto l?epistolario intercorso tra i due letterati, arricchitosi negli anni di altri contatti professionali, come pure di un?amicizia sempre più intensa, è stato recentemente pubblicato da Gabriele Morelli per viennepierre edizioni di Milano (pagg. 294, euro 25). La raccolta attinge ancora in modo massiccio alle carte del Fondo Manoscritti di Pavia, ma è anche arricchita da lettere conservate alla Fondacion Rafael Alberti e in fondi privati.
Non va infine dimenticato il Luraghi scrittore e poeta. Dopo un precoce esordio con alcune raccolte in versi (una della quali, Stagioni, del 1947, inaugura i volumi della Meridiana), l?intensissima attività manageriale, l?editoria, la direzione delle riviste hanno soffocato in lui la vena compositiva. Ma un grande successo attendeva Luraghi dietro l?angolo quando, nel 1966, pubblicò presso Mondadori Due milanesi alle piramidi, romanzo che inaugurò la breve ma fortunata saga del Pepp Girella. Calato nei panni di un illetterato borghesuccio milanese, Luraghi ha scritto un romanzo fresco, di un umorismo saporito e con un?originalissima lingua - quella del Pepp - a metà fra il dialetto e l?italiano in una commistione spontanea tipica «di una persona che ha sempre parlato dialetto, e che nelle sue aspirazioni di ascesa sociale , si sforza di acquistare un mezzo ancora sfuggente», come scrive Maria Teresa Giannelli, funzionario della Mondadori, nel giudizio editoriale relativo al volume. Il libro ebbe ben undici edizioni e un notevole successo di pubblico. Negli ultimi anni, poi, ci fu un ritorno alla pittura e alla poesia, i primi amori.
«Giuseppe Luraghi - dirigente d?azienda», dice la targa. No, signor sindaco, non solo. Nella Milano degli anni della ricostruzione, quando si respirava un?aria ricca di vitalità culturale che si apriva a nuove esperienze e ad argomenti mai affrontati prima, Giuseppe Luraghi ha impresso un?orma profonda. L?uomo di lettere è stato certamente travolto dalla fama della professione «ufficiale», ma merita il suo spazio nella storia letteraria ed editoriale della seconda metà del Novecento."
 
fpaol68 ha scritto:
Mi sembra giusto ricordare Luraghi, che oltre a tutti i meriti che ha avuto per Alfa, ha anche fondato il museo che stiamo così appassionatamente difendendo.

Il ricordo è sempre tratto dall'ottimo sito www.alfaromeo75.it

"Esiste un cavalcavia - piuttosto spoglio, in verità - nella periferia Ovest di Milano, che il Comune ha voluto intitolare a «Giuseppe Luraghi - dirigente d?azienda». La piccola targa in marmo, già deturpata da macchie di spray colorati, ricorda così al distratto passante Giuseppe Eugenio Luraghi, un personaggio che, se certo fu di grande spicco nell?industria italiana del dopoguerra, ebbe però un ruolo tutt?altro che secondario anche nel mondo letterario dell?epoca.
Entrato giovanissimo alla Pirelli, come direttore della filiale spagnola dell?azienda a Barcellona, nel corso della sua carriera ha ricoperto incarichi manageriali presso la Linoleum, la Lanerossi, la Finmeccanica; è stato presidente dell?Alfa Romeo (il suo nome è determinante nel periodo della creazione dell?Alfasud) e, più tardi, della Mondadori, dal 1977 al 1983. Questo il manager. Ma di sera, quando gli uffici delle industrie chiudevano, Giuseppe Luraghi si ritrovava con alcuni amici nel salotto di casa sua a gestire una piccola, prestigiosa casa editrice, la Meridiana, attiva a Milano dal 1947 al 1956.
Letterato raffinato e intenditore d?arte, Luraghi ha saputo coniugare i due grandi interessi della sua vita facendoli convivere, ma anche amalgamandoli in alcune esperienze rimaste basilari. È lui, insieme a Leonardo Sinisgalli (altro «tecnico»-letterato), a fondare e a dirigere nel 1948 la rivista bimestrale Pirelli che, nata come organo di pubblicità aziendale, si è posta come terreno di dialogo tra personalità dei differenti ambiti tecnico-scientifico e artistico-letterario. Sempre a quattro mani con Sinisgalli è poi l?analoga esperienza di Civiltà delle macchine, legata a Finmeccanica, sulle cui pagine la vita di fabbrica, con i suoi capannoni e i suoi macchinari, è stata descritta e raccontata da poeti e pittori.
Ed è lui, soprattutto, ad aver dato vita alle citate edizioni della Meridiana e ad aver dato voce a giovani autori di poesia, esordienti o comunque poco noti, con l?intento di divulgare idee spesso innovative. Un?impresa difficile ed economicamente gravosa. Ma le edizioni della Meridiana si ponevano in opposizione con gli editori maggiori che pubblicavano opere già votate al successo, di nomi famosi che «facevano cassetta» e accompagnate da un adeguato corredo pubblicitario. Per sostenere lo sforzo economico non indifferente, tra i volumi della Meridiana compaiono anche i nomi di poeti affermati. I più famosi come sostegno per i giovani. E la formula ha funzionato per quasi dieci anni, facendo conoscere - tra gli altri - autori come Tobino, Zanzotto, Cattafi, Risi.
In questi giorni (e fino al 15 gennaio) a Pavia una mostra organizzata dal Fondo Manoscritti dell?Università e ospitata presso le scuderie del Castello Visconteo ripercorre le tappe di questa figura eclettica e in particolare proprio della sua esperienza come editore. Nel Fondo pavese sono infatti conservati (dono della figlia di Luraghi) i documenti e le lettere relativi alla sua attività letteraria, mentre i documenti legati alla vita aziendale sono conservati presso l?Istituto di Storia Economica dell?Università Bocconi. Questa mostra ripercorre l?intera attività artistico-letteraria di Luraghi, soffermandosi anche sulle altre passioni: è ad esempio testimoniato il suo interesse per le arti figurative che tra il 1950 e il 1960 lo portò a far conoscere in Italia il pittore brasiliano di origine italiana Candido Portinari. La mostra ospita inoltre alcuni suoi acquerelli risalenti agli anni Ottanta.
Un capitolo a parte merita la passione di Luraghi per la poesia spagnola e in particolare per la produzione di Rafael Alberti di cui, nel 1947, presso la Meridiana uscì la prima raccolta in lingua italiana. La traduzione dei versi è dello stesso Luraghi, che li ha resi «con la luminosa precisión a esa hermosa lengua», come gli scrive lo stesso Alberti nella prima lettera indirizzata al suo traduttore ed editore subito dopo l?uscita del volume, il 20 luglio 1949. Tutto l?epistolario intercorso tra i due letterati, arricchitosi negli anni di altri contatti professionali, come pure di un?amicizia sempre più intensa, è stato recentemente pubblicato da Gabriele Morelli per viennepierre edizioni di Milano (pagg. 294, euro 25). La raccolta attinge ancora in modo massiccio alle carte del Fondo Manoscritti di Pavia, ma è anche arricchita da lettere conservate alla Fondacion Rafael Alberti e in fondi privati.
Non va infine dimenticato il Luraghi scrittore e poeta. Dopo un precoce esordio con alcune raccolte in versi (una della quali, Stagioni, del 1947, inaugura i volumi della Meridiana), l?intensissima attività manageriale, l?editoria, la direzione delle riviste hanno soffocato in lui la vena compositiva. Ma un grande successo attendeva Luraghi dietro l?angolo quando, nel 1966, pubblicò presso Mondadori Due milanesi alle piramidi, romanzo che inaugurò la breve ma fortunata saga del Pepp Girella. Calato nei panni di un illetterato borghesuccio milanese, Luraghi ha scritto un romanzo fresco, di un umorismo saporito e con un?originalissima lingua - quella del Pepp - a metà fra il dialetto e l?italiano in una commistione spontanea tipica «di una persona che ha sempre parlato dialetto, e che nelle sue aspirazioni di ascesa sociale , si sforza di acquistare un mezzo ancora sfuggente», come scrive Maria Teresa Giannelli, funzionario della Mondadori, nel giudizio editoriale relativo al volume. Il libro ebbe ben undici edizioni e un notevole successo di pubblico. Negli ultimi anni, poi, ci fu un ritorno alla pittura e alla poesia, i primi amori.
«Giuseppe Luraghi - dirigente d?azienda», dice la targa. No, signor sindaco, non solo. Nella Milano degli anni della ricostruzione, quando si respirava un?aria ricca di vitalità culturale che si apriva a nuove esperienze e ad argomenti mai affrontati prima, Giuseppe Luraghi ha impresso un?orma profonda. L?uomo di lettere è stato certamente travolto dalla fama della professione «ufficiale», ma merita il suo spazio nella storia letteraria ed editoriale della seconda metà del Novecento."

UP
 
Ora potrà essere più chiara la famosa affermazione di Orazio satta puliga "l'alta Romeo non e' una semplice fabbrica di automobili..."
Appunto e' un modo si sentire il mondo che si esprime anche nel mondo delle auto. Un sentire poetico appunto, fatto di emozioni, ricordi, sensazioni
 
Ottimi post, si, 75.it è un sito ottimo e con molte info.
A proposito, qualche novità sul fatto della chiusura del museo? Come stanno procedendo? non ho potuto leggere tutte le pagine.
 
valvonauta_distratto ha scritto:
Ottimi post, si, 75.it è un sito ottimo e con molte info.
A proposito, qualche novità sul fatto della chiusura del museo? Come stanno procedendo? non ho potuto leggere tutte le pagine.

Nessuna nuova notizia. Il museo è chiuso per lavori che non ci sono. Dell'esito del ricorso ancora non si sa niente.
 
fpaol68 ha scritto:
valvonauta_distratto ha scritto:
Ottimi post, si, 75.it è un sito ottimo e con molte info.
A proposito, qualche novità sul fatto della chiusura del museo? Come stanno procedendo? non ho potuto leggere tutte le pagine.

Nessuna nuova notizia. Il museo è chiuso per lavori che non ci sono. Dell'esito del ricorso ancora non si sa niente.
L'esito lo dovremo aspettare a lungo. I tempi della giustizia sono quelli che sono...
 
Fantasia: trovare il modo di abbinare l'attività museale statica con una decisamente più attiva, ovvero un circuito dove effettuare prove su pista di modelli vecchi e nuovi.
Il tutto però sotto l'egida di privati.
Chissà se potrebbe funzionare ?

Certo che così .. aspetta oggi e aspetta domani .. le tenebre dell'oblio sono praticamente una certezza.

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