<img height="1" width="1" style="display:none" src="https://www.facebook.com/tr?id=1500520490268011&amp;ev=PageView&amp;noscript=1"> Museo Alfa Romeo: finalmente il TAR ha respinto il vergognoso ricorso contro il vincolo. | Page 12 | Il Forum di Quattroruote

Museo Alfa Romeo: finalmente il TAR ha respinto il vergognoso ricorso contro il vincolo.

Due auto - l?Alfetta 158 e l?Alfetta 159 - occupano un posto di primissimo piano nella storia dell?automobilismo sportivo.
Dal 1938 al 1951, fatta eccezione per il periodo bellico, dominarono su tutte le piste del mondo. Nessun?altra vettura da corsa ha avuto vita così lunga e, forse, ha mai concluso imbattuta una stagione sportiva.
 
75TURBO-TP ha scritto:
Due auto - l?Alfetta 158 e l?Alfetta 159 - occupano un posto di primissimo piano nella storia dell?automobilismo sportivo.
Dal 1938 al 1951, fatta eccezione per il periodo bellico, dominarono su tutte le piste del mondo. Nessun?altra vettura da corsa ha avuto vita così lunga e, forse, ha mai concluso imbattuta una stagione sportiva.

se vogliamo, un UNICUM magnifico!! :!:
 
Il De Dion della Alfetta 158-159 poi usato nelle Alfetta stradali fino alla SZ,e'un po' diverso ma il nome fu anche ispirato da questo particolare comune.

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75TURBO-TP ha scritto:
Il De Dion della Alfetta 158-159 poi usato nelle Alfetta stradali fino alla SZ,e'un po' diverso ma il nome fu anche ispirato da questo particolare comune.

La differenza tra il De Dion 159 e Alfetta berlina sta:

1: nel sistema di guida verticale del ponte: nell'Alfetta berlina è affidato al parallelogramma di Watt, nella 159 ad un trapezio incernierato al telaio. Si vede nella foto sopra il differenziale.

2: i tiranti che vincolano anteriormente il ponte al telaio nella 159 sono quasi paralleli tra loro ed ancorati al lato del telaio, nell'Alfetta berlina sono molto convergenti, formano quasi un triangolo ed ancorati centralmente al telaio.
 
vecchioAlfista ha scritto:
qualcuno ha dato dei monostella a post interessantissimi come i tre qui sopra.

Adesso anche la storia spaventa :?: :lol:
La storia spaventa sempre. Se poi è ingombrante come quella di Alfa....
Molti vorrebbero semplicemente che venisse dimenticata.
 
vecchioAlfista ha scritto:
qualcuno ha dato dei monostella a post interessantissimi come i tre qui sopra.

Adesso anche la storia spaventa :?: :lol:
Appunto perche' interessanti,prova a dire che le Alfa Romeo prefiat facevano schifo e vedrai come ti becchi la pentastella. :lol:
 
75TURBO-TP ha scritto:
fpaol68 ha scritto:
Kren ha scritto:
75TURBO-TP ha scritto:
Alla fine del 1977 l?addio: l?Alfa Romeo 33 SC 12, ultimo sviluppo del progetto nato da Luraghi, lascia i circuiti per entrare nel Museo di Arese, testimone di un?epoca gloriosa, fatta di successi e sconfitte. Ma sempre, nelle undici stagioni disputate, alla ricerca di nuove idee e di soluzioni utili anche alle auto di serie. Grandi piloti si sono alternati al volante delle ?rosse? del Biscione: da Mario Andretti a Jacky Ickx, da Ronnie Peterson a Carlos Reutemann, da Vittorio Brambilla ad Arturo Merzario, Henri Pescarolo, Jacques Laffitte, Vic Elford, Piers Courage, Lucien Bianchi, Rolf Stommelen, Helmut Marko, Peter Revson, Derek Bell. Per finire con altri, meno noti al grande pubblico, ma di valore assoluto come Nino Vaccarella, Andrea de Adamich, Nanni Galli, Ignazio Giunti, Carlo Facetti, Mario Casoni, Teodoro Zeccoli. Tanti campioni che con classe e audacia hanno dato luogo a competizioni esaltanti, belle da vedere, entusiasmanti nella spettacolarità dei duelli, dei colori del tramonto riflessi sull?asfalto, delle scie luminose dei fari che sciabolano nella notte, dei tergicristalli che spazzano la pioggia martellante sul parabrezza, lungo rettilinei dove si sfiorano i 400 orari.
Grazie anche da parte mia

Ragazzi, il grande 75 mi ha fatto venire una idea:
perchè ognuno di noi, a turno non pubblica su questo topic 2 righe dedicate ad un capolavoro del museo? Così lo teniamo vivo e sempre in prima pagina.
La goccia d'acqua scava le rocce e chissà che alla fine anche qualcuno in redazione non si decida ad intervenire.
Come per il centenario di Merosi,alla fine ci siamo arrivati. ;)

158, come tanti numeri di progetto nel mondo dell?auto, non è un numero progressivo. Le prime due cifre significano 1500cc. L?8 sta per otto cilindri. L?Alfa Romeo 158 è la vettura più longeva del mondo delle corse. Progettata nel 1937, finì il suo ciclo nel 1950. Corse per 13 anni. Un record, pur tenendo conto dello stop imposto dalla seconda guerra mondiale a tutte le attività sportive.

Il telaio della macchina fu progettato da Orazio Satta Puliga, il propulsore da Gioachino Colombo. Alberto Massimino si occupò delle sospensioni e del cambio. Quest?ultimo fu posizionato in un unico blocco nel retrotreno, come nelle Lancia. Furono utilizzati i migliori materiali dell?epoca, a volta addirittura futuristici. Il monoblocco era realizzato in elektron, una speciale lega ultraleggera al magnesio. L?albero motore era costruito con acciaio ad alto tenore di nichel e cromo. La distribuzione, a cascata di ingranaggi, era a quattro valvole per cilindro. Il motore era sovralimentato con un compressone volumetrico Roots monostadio. Sviluppava 158 cavalli, a 6500 giri/minuto. Si giunse poi a 195 cavalli, a 7000 giri/minuto. Niente male, se si considera che la vettura era dotata di impianto frenante a tamburo e di strettissime ruote a raggi nelle quali venivano montati pneumatici Pirelli Stelvio.

IL DEBUTTO. L? Alfa Corse, all?epoca diretta da Enzo Ferrari, il 7 agosto 1938 porta la vettura al circuito del Montenero di Livorno: un percorso cittadino di 5800 metri da ripetere 25 volte (145 km). Conquista il primo e il secondo posto nella Coppa Ciano riservata alle ?voiturette? con Emilio Villoresi e Clemente Biondetti. Nel 1939 l?evoluzione: il motore dell?Alfetta (così chiamata perché compatta, in linea coi nuovi regolamenti della categoria vetturette) sviluppa 225 cavalli a 7500 giri/minuto. Giuseppe Farina si aggiudica la Coppa Ciano (Livorno) e Clemente Biondetti la Coppa Acerbo. Nel 1940 Farina vince la gara per vetturette al Gran Premio di Tripoli.

LA GUERRA. Scoppia il secondo conflitto mondiale e chi può ricovera le vetture in un luogo sicuro e soprattutto lontano dai centri abitati. Le Alfette vengono nascoste nelle campagne attorno a Milano ed in alcuni granai della Toscana.

SI RIPARTE. Nel 1946 la federazione automobilistica internazionale autorizza la ripresa delle competizioni. All?Alfetta viene ritoccato il motore, che raggiunge la potenza di 250 cavalli. Già in quell?anno la 158 vince il GP delle Nazioni a Ginevra. Il team è diretto da Gian Paolo Garcea, responsabile del reparto esprienze della casa milanese. Il podio è monopolizzato dai piloti Alfa: 1. Giuseppe Farina, 2. Carlo Felice Trossi, 3. Jean Pierre Wimille. Alla gara partecipa anche Tazio Nuvolari, che è quarto al termine su Maserati. La stampa esalta la giornata come una riscossa del lavoro italiano dopo la sconfitta bellica. Le Alfa avevano già precedentemente debuttato in una gara svoltasi a St. Cloud (vincitore Raymond Sommer su Maserati), ritirandosi per problemi al cambio. Varzi e Wimille sono poi primo e secondo al GP del Valentino di Torino. Al GP di Milano vince invece Carlo Felice Trossi, seguito da Varzi e da Consalvo Sanesi.

3 STADI. Nel 1947 arriva il nuovo compressore Roots a 3 stadi. La potenza è di 275 cavalli. L?annata internazionale vede ben 4 vittorie della casa del quadrifoglio. Sul terribile Bremgarten (GP di Svizzera) ed al GP del Belgio si impone Wimille. Il GP di Bari vede la vittoria di Varzi e il 17esimo GP d?Italia (disputatosi a Milano, attorno al Parco Sempione) vede vincere Carlo Felice Trossi.

1948. Achille Varzi perde la vita durante le prove del GP di Svizzera al Bremgarten. Poche ore prima era morto il motociclista Omobono Tenni. La gara viene vinta da Carlo Felice Trossi. Wimille vince invece il 35esimo GP di Francia a Reims davanti ai compagni di squadra Sanesi ed Alberto Ascari. A fine stagione si corre a Monza il tradizionale GP dell?Autodromo, vinto ancora da Wimille. Dietro a lui, Trossi, Sanesi e Piero Taruffi. Tutti, ovviamente, su Alfetta.

1949 TRAGICO. All?inizio dela stagione Jean Pierre Wimille, che è ormai il pilota di punta della squadra milanese, perde la vita alla Temporada Argentina di Buenos Aires. Il conte Trossi si spegne a causa di un cancro.

1950. La Fia organizza il primo campionato mondiale di F1. L? Alfa Corse partecipa con Giuseppe Farina (Foto, durante il GP del Belgio a Spa), Juan Manuel Fangio e Luigi Fagioli (un vero veterano: nato nel 1898 ) ma soprattutto ancora con l?imbattibile 158, che verrà sostituita a fine stagione con l?appena appena modificata 159. Il propulsore raggiunge oramai i 350 cavalli. L?Alfetta vince tutte le gare europee del campionato. La Fia aveva messo nel calendario iridato anche la 500 Miglia di Indianapolis (vi rimarrà sino al 1960) nell?inutile speranza di gettare un ponte verso le anarchiche federazioni sportive americane. Ma il tentativo di osmosi non avrà alcun successo. Fangio vince 3 gare (Monaco, Belgio, Francia) e Farina le altre 3 (Gran Bretagna, Svizzera, Italia) laureandosi campione del mondo. Il pilota torinese, all?ultima gara di Monza, farà debuttare - vincendo - la 159 che l?anno successivo consentirà a Fangio di vincere il primo dei suoi 5 titoli di campione del mondo.

Grazie 75 per il tuo contributo al forum ;)
 
fpaol68 ha scritto:
75TURBO-TP ha scritto:
Il De Dion della Alfetta 158-159 poi usato nelle Alfetta stradali fino alla SZ,e'un po' diverso ma il nome fu anche ispirato da questo particolare comune.

La differenza tra il De Dion 159 e Alfetta berlina sta:

1: nel sistema di guida verticale del ponte: nell'Alfetta berlina è affidato al parallelogramma di Watt, nella 159 ad un trapezio incernierato al telaio. Si vede nella foto sopra il differenziale.

2: i tiranti che vincolano anteriormente il ponte al telaio nella 159 sono quasi paralleli tra loro ed ancorati al lato del telaio, nell'Alfetta berlina sono molto convergenti, formano quasi un triangolo ed ancorati centralmente al telaio.

Molto interessante! :D

Avrei una domanda: il De Dion dell'Alfetta berlina è una sospensione "tutta nuova" o si è presa, adattandola, quella della 159 di Fangio? Voglio dire: si può parlare di evoluzione, di due schemi che nascono diversi perchè progettati per usi diversi, oppure di una combinazione delle due cose?
 
reu.c.cio ha scritto:
fpaol68 ha scritto:
75TURBO-TP ha scritto:
Il De Dion della Alfetta 158-159 poi usato nelle Alfetta stradali fino alla SZ,e'un po' diverso ma il nome fu anche ispirato da questo particolare comune.

La differenza tra il De Dion 159 e Alfetta berlina sta:

1: nel sistema di guida verticale del ponte: nell'Alfetta berlina è affidato al parallelogramma di Watt, nella 159 ad un trapezio incernierato al telaio. Si vede nella foto sopra il differenziale.

2: i tiranti che vincolano anteriormente il ponte al telaio nella 159 sono quasi paralleli tra loro ed ancorati al lato del telaio, nell'Alfetta berlina sono molto convergenti, formano quasi un triangolo ed ancorati centralmente al telaio.

Molto interessante! :D

Avrei una domanda: il De Dion dell'Alfetta berlina è una sospensione "tutta nuova" o si è presa, adattandola, quella della 159 di Fangio? Voglio dire: si può parlare di evoluzione, di due schemi che nascono diversi perchè progettati per usi diversi, oppure di una combinazione delle due cose?
Il de Dion era usato anche sulla Alfa 6,progettata alla fine degli anni 60 ma messa in commercio per la crisi petrolifera e l'Alfasud nel 1979 anche se non era transaxle ma con cambio in blocco.

Il De Dion fu usato anche prima della Alfetta per esempio sulla 2000 sportiva con De Dion tipo Mille miglia 1953,con questa furono fatte prove comparative con una Giulia GTA con due diverse configurazioni di Quadrilatero sul passo della Futa con l'Ing Fanti e il famoso collaudatore Consalvo Sanesi che decretarono il De Dion il migliore perche' riusciva a mantenere le ruote sempre perfettamente perpendicolari al terreno anche con elevati scuotimenti.

Dalla 158 alla Alfetta ci sono stati anni di prove ed evoluzioni. ;)
 
In queta pubblicita',stupenda,della 75 si puo notare come le ruote anteriori anche con un qudrilatero vero Alfa non riescono a mantenere il contatto con tutto il battistrada,guarda invece quelle posteriori.

http://www.youtube.com/watch?v=V6u5B-LW6Q8
 
Se poi ci aggiungi il peso perfettamente bilanciato al 50/50 e l'Autobloccante a lamelle ci si rende conto,forse,del perche'non riusciamo a dimenticarla.
 
75TURBO-TP ha scritto:
In queta pubblicita',stupenda,della 75 si puo notare come le ruote anteriori anche con un qudrilatero vero Alfa non riescono a mantenere il contatto con tutto il battistrada,guarda invece quelle posteriori.

http://www.youtube.com/watch?v=V6u5B-LW6Q8

Si, ma a parte pochi esemplari tenuti bene da appassionati, non se ne producono più dalla notte dei tempi e comunque, oggi, non potrebbe neanche circolare.

Quindi, qual'è la morale ??? ;)
 
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