<img height="1" width="1" style="display:none" src="https://www.facebook.com/tr?id=1500520490268011&amp;ev=PageView&amp;noscript=1"> Museo Alfa Romeo: finalmente il TAR ha respinto il vergognoso ricorso contro il vincolo. | Page 11 | Il Forum di Quattroruote

Museo Alfa Romeo: finalmente il TAR ha respinto il vergognoso ricorso contro il vincolo.

BelliCapelli3 ha scritto:
BARON SAMEDI X ha scritto:
fpaol68 ha scritto:
valvonauta_distratto ha scritto:

UP UP

passati oltre 10 minuti..

down down

Vanguard, si è capito che l'argomento non ti interessa, non ti tratteniamo oltre. Sei libero di andare. ;-)
Lo sospettavo ,ogni tanto si vede il suo ultimo Nick connesso,almeno quelli che conosciamo se non sbaglio 30v6....dopo aver dato dei mafiosi ai forumisti non era stato bannato :rolleyes:....essi che accadevano cose strane ful forum. ;)
 
Alla fine del 1977 l?addio: l?Alfa Romeo 33 SC 12, ultimo sviluppo del progetto nato da Luraghi, lascia i circuiti per entrare nel Museo di Arese, testimone di un?epoca gloriosa, fatta di successi e sconfitte. Ma sempre, nelle undici stagioni disputate, alla ricerca di nuove idee e di soluzioni utili anche alle auto di serie. Grandi piloti si sono alternati al volante delle ?rosse? del Biscione: da Mario Andretti a Jacky Ickx, da Ronnie Peterson a Carlos Reutemann, da Vittorio Brambilla ad Arturo Merzario, Henri Pescarolo, Jacques Laffitte, Vic Elford, Piers Courage, Lucien Bianchi, Rolf Stommelen, Helmut Marko, Peter Revson, Derek Bell. Per finire con altri, meno noti al grande pubblico, ma di valore assoluto come Nino Vaccarella, Andrea de Adamich, Nanni Galli, Ignazio Giunti, Carlo Facetti, Mario Casoni, Teodoro Zeccoli. Tanti campioni che con classe e audacia hanno dato luogo a competizioni esaltanti, belle da vedere, entusiasmanti nella spettacolarità dei duelli, dei colori del tramonto riflessi sull?asfalto, delle scie luminose dei fari che sciabolano nella notte, dei tergicristalli che spazzano la pioggia martellante sul parabrezza, lungo rettilinei dove si sfiorano i 400 orari.
 
75TURBO-TP ha scritto:
Alla fine del 1977 l?addio: l?Alfa Romeo 33 SC 12, ultimo sviluppo del progetto nato da Luraghi, lascia i circuiti per entrare nel Museo di Arese, testimone di un?epoca gloriosa, fatta di successi e sconfitte. Ma sempre, nelle undici stagioni disputate, alla ricerca di nuove idee e di soluzioni utili anche alle auto di serie. Grandi piloti si sono alternati al volante delle ?rosse? del Biscione: da Mario Andretti a Jacky Ickx, da Ronnie Peterson a Carlos Reutemann, da Vittorio Brambilla ad Arturo Merzario, Henri Pescarolo, Jacques Laffitte, Vic Elford, Piers Courage, Lucien Bianchi, Rolf Stommelen, Helmut Marko, Peter Revson, Derek Bell. Per finire con altri, meno noti al grande pubblico, ma di valore assoluto come Nino Vaccarella, Andrea de Adamich, Nanni Galli, Ignazio Giunti, Carlo Facetti, Mario Casoni, Teodoro Zeccoli. Tanti campioni che con classe e audacia hanno dato luogo a competizioni esaltanti, belle da vedere, entusiasmanti nella spettacolarità dei duelli, dei colori del tramonto riflessi sull?asfalto, delle scie luminose dei fari che sciabolano nella notte, dei tergicristalli che spazzano la pioggia martellante sul parabrezza, lungo rettilinei dove si sfiorano i 400 orari.

Grazie!
 
75TURBO-TP ha scritto:
Alla fine del 1977 l?addio: l?Alfa Romeo 33 SC 12, ultimo sviluppo del progetto nato da Luraghi, lascia i circuiti per entrare nel Museo di Arese, testimone di un?epoca gloriosa, fatta di successi e sconfitte. Ma sempre, nelle undici stagioni disputate, alla ricerca di nuove idee e di soluzioni utili anche alle auto di serie. Grandi piloti si sono alternati al volante delle ?rosse? del Biscione: da Mario Andretti a Jacky Ickx, da Ronnie Peterson a Carlos Reutemann, da Vittorio Brambilla ad Arturo Merzario, Henri Pescarolo, Jacques Laffitte, Vic Elford, Piers Courage, Lucien Bianchi, Rolf Stommelen, Helmut Marko, Peter Revson, Derek Bell. Per finire con altri, meno noti al grande pubblico, ma di valore assoluto come Nino Vaccarella, Andrea de Adamich, Nanni Galli, Ignazio Giunti, Carlo Facetti, Mario Casoni, Teodoro Zeccoli. Tanti campioni che con classe e audacia hanno dato luogo a competizioni esaltanti, belle da vedere, entusiasmanti nella spettacolarità dei duelli, dei colori del tramonto riflessi sull?asfalto, delle scie luminose dei fari che sciabolano nella notte, dei tergicristalli che spazzano la pioggia martellante sul parabrezza, lungo rettilinei dove si sfiorano i 400 orari.
Grazie anche da parte mia
 
Kren ha scritto:
75TURBO-TP ha scritto:
Alla fine del 1977 l?addio: l?Alfa Romeo 33 SC 12, ultimo sviluppo del progetto nato da Luraghi, lascia i circuiti per entrare nel Museo di Arese, testimone di un?epoca gloriosa, fatta di successi e sconfitte. Ma sempre, nelle undici stagioni disputate, alla ricerca di nuove idee e di soluzioni utili anche alle auto di serie. Grandi piloti si sono alternati al volante delle ?rosse? del Biscione: da Mario Andretti a Jacky Ickx, da Ronnie Peterson a Carlos Reutemann, da Vittorio Brambilla ad Arturo Merzario, Henri Pescarolo, Jacques Laffitte, Vic Elford, Piers Courage, Lucien Bianchi, Rolf Stommelen, Helmut Marko, Peter Revson, Derek Bell. Per finire con altri, meno noti al grande pubblico, ma di valore assoluto come Nino Vaccarella, Andrea de Adamich, Nanni Galli, Ignazio Giunti, Carlo Facetti, Mario Casoni, Teodoro Zeccoli. Tanti campioni che con classe e audacia hanno dato luogo a competizioni esaltanti, belle da vedere, entusiasmanti nella spettacolarità dei duelli, dei colori del tramonto riflessi sull?asfalto, delle scie luminose dei fari che sciabolano nella notte, dei tergicristalli che spazzano la pioggia martellante sul parabrezza, lungo rettilinei dove si sfiorano i 400 orari.
Grazie anche da parte mia

Ragazzi, il grande 75 mi ha fatto venire una idea:
perchè ognuno di noi, a turno non pubblica su questo topic 2 righe dedicate ad un capolavoro del museo? Così lo teniamo vivo e sempre in prima pagina.
La goccia d'acqua scava le rocce e chissà che alla fine anche qualcuno in redazione non si decida ad intervenire.
 
fpaol68 ha scritto:
Kren ha scritto:
75TURBO-TP ha scritto:
Alla fine del 1977 l?addio: l?Alfa Romeo 33 SC 12, ultimo sviluppo del progetto nato da Luraghi, lascia i circuiti per entrare nel Museo di Arese, testimone di un?epoca gloriosa, fatta di successi e sconfitte. Ma sempre, nelle undici stagioni disputate, alla ricerca di nuove idee e di soluzioni utili anche alle auto di serie. Grandi piloti si sono alternati al volante delle ?rosse? del Biscione: da Mario Andretti a Jacky Ickx, da Ronnie Peterson a Carlos Reutemann, da Vittorio Brambilla ad Arturo Merzario, Henri Pescarolo, Jacques Laffitte, Vic Elford, Piers Courage, Lucien Bianchi, Rolf Stommelen, Helmut Marko, Peter Revson, Derek Bell. Per finire con altri, meno noti al grande pubblico, ma di valore assoluto come Nino Vaccarella, Andrea de Adamich, Nanni Galli, Ignazio Giunti, Carlo Facetti, Mario Casoni, Teodoro Zeccoli. Tanti campioni che con classe e audacia hanno dato luogo a competizioni esaltanti, belle da vedere, entusiasmanti nella spettacolarità dei duelli, dei colori del tramonto riflessi sull?asfalto, delle scie luminose dei fari che sciabolano nella notte, dei tergicristalli che spazzano la pioggia martellante sul parabrezza, lungo rettilinei dove si sfiorano i 400 orari.
Grazie anche da parte mia

Ragazzi, il grande 75 mi ha fatto venire una idea:
perchè ognuno di noi, a turno non pubblica su questo topic 2 righe dedicate ad un capolavoro del museo? Così lo teniamo vivo e sempre in prima pagina.
La goccia d'acqua scava le rocce e chissà che alla fine anche qualcuno in redazione non si decida ad intervenire.
Io, intanto, riporto un articolo precedente al ricorso presentato da fiat.
Le domande che si fa la giornalista sono le stesse di tantissimi appassionati del Biscione.

UN MISTERO CHIAMATO ALFA ROMEO
Il museo di Arese è stato abbandonato

Mentre Torino inaugura il Museo Nazionale dell?Automobile, ad Arese il Museo Alfa Romeo rimane chiuso. Da una parte c?è il presidente della Repubblica a tagliare il nastro, dall?altra una struttura che ha una collezione preziosissima ma un futuro incerto. Il Museo Storico ha un?area espositiva di 4.800 metri quadri su più livelli ed ospita 130 macchine, più della metà funzionanti. Altrettante sono in un caveux sotterraneo. Il museo è stato inaugurato nel 1976, in un edificio costruito appositamente per ospitare i modelli storici dell?Alfa. Attualmente è chiuso per lavori. Almeno questa è la spiegazione ufficiale ma qualcosa non quadra. Non ci sono operai in giro. Non esiste un progetto. Abbiamo cercato di capire cosa sta succedendo.

Ministero dei Beni Culturali
Lo scorso anno voci ricorrenti sul destino incerto del Museo Alfa hanno allarmato il Comune di Arese, che ha deciso di chiedere la tutela del Ministero dei Beni Culturali. Il Ministero ha avviato la pratica e il 31 gennaio di quest?anno ha posto il vincolo sulla collezione, ma anche sugli immobili. Ciò significa che la Fiat mantiene i diritti di proprietà ma deve chiedere l?assenso del Ministero per fare lavori, per spostare o vendere la collezione.

Fiat
Contro il vincolo la Fiat potrebbe fare ricorso al Tar, ha tempo 60 giorni, ovvero fino alla fine di marzo. In seconda istanza può chiedere il giudizio del Consiglio di Stato. Non risulta al momento che sia stato avanzato ricorso.

Chiuso per lavori
L?unico atto della proprietà Fiat, conseguente alla tutela del Ministero, è stato chiudere il Museo. Dal 7 febbraio, ovvero soltanto una settimana dopo il vincolo, le porte sono chiuse. La spiegazione ufficiale è ?lavori di manutenzione?. Un mese dopo la chiusura non risulta che ci siano lavori in corso. E nemmeno sarebbero concessi dal momento che la Fiat avrebbe dovuto fare richiesta al Ministero, senza la cui approvazione non ha libertà d?azione.

I dubbi
Che la struttura sia stata chiusa in maniera affrettata è testimoniato dai blog di appassionati, soprattutto stranieri, che in rete fanno sapere di aver dovuto cancellare visite già concordate. La domanda è: che interessi sono in gioco? La collezione ha un valore complessivo che si aggira fra i 50 e i 60 milioni di euro. Nel 2010 il Museo ha staccato 24.000 biglietti, 8.000 soltanto a giugno per il centenario Alfa. Una cifra sorprendente se si considera che non esiste una campagna adeguata per pubblicizzarlo e la struttura è a 18 chilometri da Milano, vale a dire fuori dai percorsi turistici. Ogni anno le macchine vengono spedite in tutto il mondo per partecipare a manifestazioni, Negli ultimi 12 mesi gli eventi sono stati 60, fra Europa, Australia e Stati Uniti. Il museo è affiancato dall?officina e dal Centro Documentazione con un patrimonio di 80.000 fra progetti, documenti e immagini.

E il futuro?
Quali siano le motivazioni reali della chiusura non è chiaro ma il fatto che sia avvenuta contestualmente al vincolo rende sospetta l?operazione. Di mezzo potrebbero esserci le numerose offerte che arrivano dagli Stati Uniti per l?acquisto dei pezzi più pregiati come la 159 con cui Fangio ha vinto il mondiale del 1951, che può valere fino a 20 milioni. Ci sono voci che affermano che la Fiat avrebbe intenzione di capitalizzare vendendo alcuni esemplari per reinvestire nella ristrutturazione del Museo. Operazione che l?entrata in scena del Ministero rende ormai impossibile. Dunque perché tenere duro visto che proprio il Ministero è disposto a finanziare parte della ristrutturazione? Resta da capire che cosa vuole fare questa Fiat di un patrimonio che pare a loro non interessi ma che resta un patrimonio della storia nazionale. A quanto pare del tutto escluso dalle celebrazioni per i 150 anni dell?Unità d?Italia.
 
Museo storico Alfa RomeoDa Wikipedia, l'enciclopedia libera.(Reindirizzamento da Museo Storico Alfa Romeo)
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Museo storico dell?Alfa Romeo

Il centro tecnico dell?Alfa Romeo ad Arese
Tipo Automobili
Data fondazione {{{Data di fondazione}}}
Data chiusura {{{Data di chiusura}}}
Fondatori {{{Fondatori}}}
Indirizzo Viale Alfa Romeo, 225 - Arese (MI), Italia
Direttore {{{Direttore}}}
Visitatori {{{Visitatori}}} ([[{{{Anno visitatori}}}]])
Sito

Il museo storico dell?Alfa Romeo di Arese è un museo di automobili e si trova all?interno dell?ex stabilimento Alfa Romeo. È localizzato in un?area in cui la produzione di vetture terminò nel 2003 e quella dei motori nel 2005. Il museo aprì il 18 dicembre 1976.

Il museo è dedicato alla produzione dell?Alfa Romeo, che fabbricò vari prodotti come automobili, veicoli commerciali, locomotive, trattori, autobus, tram, marini, e aeronautici.

Si estende per 4800 m2. I suoi sei piani sono divisi quattro aree tematiche, compresa una galleria di automobili da strada dell?Alfa Romeo prodotte dal 1910 ed i prototipi.

Al museo sono esposte oltre 100 automobili originali Alfa Romeo, molti dei quali sono completamente funzionanti. Le auto sono anche mostrate al pubblico in relazione agli eventi in cui sono state coinvolte. Dall?inizio del 2011 il museo è chiuso al pubblico.

Indice [nascondi]
1 Scuderia del Portello
2 Galleria fotografica
3 Altri progetti
4 Collegamenti esterni

[modifica] Scuderia del PortelloLa Scuderia Portello è stata fondata nel 1982 da guidatori di auto storiche Alfa Romeo con l?intento di partecipare a rappresentazioni storiche utilizzando le auto della casa automobilistica del biscione provenienti dal museo storico. La squadra partecipa a differenti esibizioni come il Goodwood of Festival of Speed ed il Carrera Panamerica.
 
fpaol68 ha scritto:
Kren ha scritto:
75TURBO-TP ha scritto:
Alla fine del 1977 l?addio: l?Alfa Romeo 33 SC 12, ultimo sviluppo del progetto nato da Luraghi, lascia i circuiti per entrare nel Museo di Arese, testimone di un?epoca gloriosa, fatta di successi e sconfitte. Ma sempre, nelle undici stagioni disputate, alla ricerca di nuove idee e di soluzioni utili anche alle auto di serie. Grandi piloti si sono alternati al volante delle ?rosse? del Biscione: da Mario Andretti a Jacky Ickx, da Ronnie Peterson a Carlos Reutemann, da Vittorio Brambilla ad Arturo Merzario, Henri Pescarolo, Jacques Laffitte, Vic Elford, Piers Courage, Lucien Bianchi, Rolf Stommelen, Helmut Marko, Peter Revson, Derek Bell. Per finire con altri, meno noti al grande pubblico, ma di valore assoluto come Nino Vaccarella, Andrea de Adamich, Nanni Galli, Ignazio Giunti, Carlo Facetti, Mario Casoni, Teodoro Zeccoli. Tanti campioni che con classe e audacia hanno dato luogo a competizioni esaltanti, belle da vedere, entusiasmanti nella spettacolarità dei duelli, dei colori del tramonto riflessi sull?asfalto, delle scie luminose dei fari che sciabolano nella notte, dei tergicristalli che spazzano la pioggia martellante sul parabrezza, lungo rettilinei dove si sfiorano i 400 orari.
Grazie anche da parte mia

Ragazzi, il grande 75 mi ha fatto venire una idea:
perchè ognuno di noi, a turno non pubblica su questo topic 2 righe dedicate ad un capolavoro del museo? Così lo teniamo vivo e sempre in prima pagina.
La goccia d'acqua scava le rocce e chissà che alla fine anche qualcuno in redazione non si decida ad intervenire.
Come per il centenario di Merosi,alla fine ci siamo arrivati. ;)

158, come tanti numeri di progetto nel mondo dell?auto, non è un numero progressivo. Le prime due cifre significano 1500cc. L?8 sta per otto cilindri. L?Alfa Romeo 158 è la vettura più longeva del mondo delle corse. Progettata nel 1937, finì il suo ciclo nel 1950. Corse per 13 anni. Un record, pur tenendo conto dello stop imposto dalla seconda guerra mondiale a tutte le attività sportive.

Il telaio della macchina fu progettato da Orazio Satta Puliga, il propulsore da Gioachino Colombo. Alberto Massimino si occupò delle sospensioni e del cambio. Quest?ultimo fu posizionato in un unico blocco nel retrotreno, come nelle Lancia. Furono utilizzati i migliori materiali dell?epoca, a volta addirittura futuristici. Il monoblocco era realizzato in elektron, una speciale lega ultraleggera al magnesio. L?albero motore era costruito con acciaio ad alto tenore di nichel e cromo. La distribuzione, a cascata di ingranaggi, era a quattro valvole per cilindro. Il motore era sovralimentato con un compressone volumetrico Roots monostadio. Sviluppava 158 cavalli, a 6500 giri/minuto. Si giunse poi a 195 cavalli, a 7000 giri/minuto. Niente male, se si considera che la vettura era dotata di impianto frenante a tamburo e di strettissime ruote a raggi nelle quali venivano montati pneumatici Pirelli Stelvio.

IL DEBUTTO. L? Alfa Corse, all?epoca diretta da Enzo Ferrari, il 7 agosto 1938 porta la vettura al circuito del Montenero di Livorno: un percorso cittadino di 5800 metri da ripetere 25 volte (145 km). Conquista il primo e il secondo posto nella Coppa Ciano riservata alle ?voiturette? con Emilio Villoresi e Clemente Biondetti. Nel 1939 l?evoluzione: il motore dell?Alfetta (così chiamata perché compatta, in linea coi nuovi regolamenti della categoria vetturette) sviluppa 225 cavalli a 7500 giri/minuto. Giuseppe Farina si aggiudica la Coppa Ciano (Livorno) e Clemente Biondetti la Coppa Acerbo. Nel 1940 Farina vince la gara per vetturette al Gran Premio di Tripoli.

LA GUERRA. Scoppia il secondo conflitto mondiale e chi può ricovera le vetture in un luogo sicuro e soprattutto lontano dai centri abitati. Le Alfette vengono nascoste nelle campagne attorno a Milano ed in alcuni granai della Toscana.

SI RIPARTE. Nel 1946 la federazione automobilistica internazionale autorizza la ripresa delle competizioni. All?Alfetta viene ritoccato il motore, che raggiunge la potenza di 250 cavalli. Già in quell?anno la 158 vince il GP delle Nazioni a Ginevra. Il team è diretto da Gian Paolo Garcea, responsabile del reparto esprienze della casa milanese. Il podio è monopolizzato dai piloti Alfa: 1. Giuseppe Farina, 2. Carlo Felice Trossi, 3. Jean Pierre Wimille. Alla gara partecipa anche Tazio Nuvolari, che è quarto al termine su Maserati. La stampa esalta la giornata come una riscossa del lavoro italiano dopo la sconfitta bellica. Le Alfa avevano già precedentemente debuttato in una gara svoltasi a St. Cloud (vincitore Raymond Sommer su Maserati), ritirandosi per problemi al cambio. Varzi e Wimille sono poi primo e secondo al GP del Valentino di Torino. Al GP di Milano vince invece Carlo Felice Trossi, seguito da Varzi e da Consalvo Sanesi.

3 STADI. Nel 1947 arriva il nuovo compressore Roots a 3 stadi. La potenza è di 275 cavalli. L?annata internazionale vede ben 4 vittorie della casa del quadrifoglio. Sul terribile Bremgarten (GP di Svizzera) ed al GP del Belgio si impone Wimille. Il GP di Bari vede la vittoria di Varzi e il 17esimo GP d?Italia (disputatosi a Milano, attorno al Parco Sempione) vede vincere Carlo Felice Trossi.

1948. Achille Varzi perde la vita durante le prove del GP di Svizzera al Bremgarten. Poche ore prima era morto il motociclista Omobono Tenni. La gara viene vinta da Carlo Felice Trossi. Wimille vince invece il 35esimo GP di Francia a Reims davanti ai compagni di squadra Sanesi ed Alberto Ascari. A fine stagione si corre a Monza il tradizionale GP dell?Autodromo, vinto ancora da Wimille. Dietro a lui, Trossi, Sanesi e Piero Taruffi. Tutti, ovviamente, su Alfetta.

1949 TRAGICO. All?inizio dela stagione Jean Pierre Wimille, che è ormai il pilota di punta della squadra milanese, perde la vita alla Temporada Argentina di Buenos Aires. Il conte Trossi si spegne a causa di un cancro.

1950. La Fia organizza il primo campionato mondiale di F1. L? Alfa Corse partecipa con Giuseppe Farina (Foto, durante il GP del Belgio a Spa), Juan Manuel Fangio e Luigi Fagioli (un vero veterano: nato nel 1898 ) ma soprattutto ancora con l?imbattibile 158, che verrà sostituita a fine stagione con l?appena appena modificata 159. Il propulsore raggiunge oramai i 350 cavalli. L?Alfetta vince tutte le gare europee del campionato. La Fia aveva messo nel calendario iridato anche la 500 Miglia di Indianapolis (vi rimarrà sino al 1960) nell?inutile speranza di gettare un ponte verso le anarchiche federazioni sportive americane. Ma il tentativo di osmosi non avrà alcun successo. Fangio vince 3 gare (Monaco, Belgio, Francia) e Farina le altre 3 (Gran Bretagna, Svizzera, Italia) laureandosi campione del mondo. Il pilota torinese, all?ultima gara di Monza, farà debuttare - vincendo - la 159 che l?anno successivo consentirà a Fangio di vincere il primo dei suoi 5 titoli di campione del mondo.


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