<img height="1" width="1" style="display:none" src="https://www.facebook.com/tr?id=1500520490268011&amp;ev=PageView&amp;noscript=1"> Museo Alfa Romeo: finalmente il TAR ha respinto il vergognoso ricorso contro il vincolo. | Page 213 | Il Forum di Quattroruote

Museo Alfa Romeo: finalmente il TAR ha respinto il vergognoso ricorso contro il vincolo.

giampi47 ha scritto:
giampi47 ha scritto:
Un grazie all' amico TRANSAXLE ed un CIAO: :D

Andiamo avanti=

Per questa vettura di Bertone e disegnata da Gandini e che fu esposta in Canada, fu usato il telaio di una normale GIULIA SPRINT- 1600 GT.
Quindi , il classico Ponte Rigido ALFA.

Ricordo ancora una volta che il motore adottato inizialmente fu della GIULIA T.I. da 92 Cv.Din.
Per i successivi motori ne parliamo più avanti.

Circa la scelta del brand ALFA ROMEO quale rappresentante costruttrice di auto per l' Expo canadese forse la più veritiera è che la CASA negli anni '60 dimostrò una vèrve che risultava inusitata in altri brand e secondariamente perchè aveva sempre proposto e costruito vetture che sempre avevano fatto spasimare gli automobilisti vuoi per bellezza e per prestazioni.

Per i detrattori del marchio ALFA , invece , per essi parve che l' invito fu rivolto solo perchè fu tenuto conto che il marchio ALFA adottava la prima lettera
dell' alfabeto. :oops:

Inoltre proprio l' anno prima fu presentato lo Spider DUETTO 1600 di Pininfarina che per il suo fascino preoccupò non poco gli altri costruttori
di vetture scoperte.

E' pur vero che in larghissima misura l' adozione della DUETTO 1600 nel film IL LAUREATO con Dustin Hoffmann contribuì alla sua diffusione e soprattutto a " sbavare " per la purezza delle linee e per le grandissime prestazioni offerte da un motore di soli 1600 cc., ma se la memoria non mi inganna , questo film fu proiettato verso fine 1967 o primi 1968.

E poi, comunque , la vettura di Bertone / Gandini presentata a Montreal fu studiata ed assemblata nella seconda metà dell' anno 1966 - ( mi pare ) e per essere pronta in primavera 1967.

Stante la ristrettezza di tempo utile per deliberare questa vettura per l' Expo,
ecco perchè si dovette ripiegare sull ' uso del solito e collaudato e "sincero " Ponte Rigido.

L ' apparizione della vettura fece scalpore prima ancora di essere inviata in Canada e tantissimi già speravano che essa un giorno ( molto presto ) si sarebbe potuto vederla in listino ALFA per l' acquisto.

Di ciò se ne resero conto anche i Dirigenti ALFA che un pensierino per eleggere questa auto a futura sostituta della GIULIA SPRINT GT , lo fecero.
Ma decisero anche di dare tempo al tempo e di attendere il termine dell' Expo.

In concomitanza con questo avvenimento all' estero, da noi il progetto della
ALFA - 33 - 2000 - V8 da corsa aveva rotto il guscio e si assistette alle primissime vittorie di questa 33 " racing car " voluta da tutto lo staff ( anche dirigenziale ) e con la più che costruttiva e fondamentale partecipazione di BUSSO ( in prima battuta ) e di CHITI ( successivamente quando prese possesso dell' AUTODELTA ).

La bontà del prodotto ALFA 33 -2000- V8 da corsa ed i positivi risultati che otteneva man mano, fecero scattare la scintilla ai più lungimiranti.

Pensarono allora che , al ritorno delle vetture da Montreal , sarebbe stato utile sviluppare la vettura di Bertone / Gandini con quel magnifico motore V8 che già esisteva e che dava complete garanzie.

Del resto, la ormai vecchia ALFA 2600 Sprint di Bertone col suo comunque ottimo 6 cilindri in linea da165 Cv-Sae - ( 145 Cv.Din ) era sicuramente da sostituire. Quale migliore occasione ?? ;)

A vetture tornate in Italia verso fine anno 1967 , ad 1 di queste vetture fu montato il classico motore ALFA 4 cil. in linea però maggiorato a 2000 cc. -

Divenne vettura di laboratorio.

Ma non finì quì, perchè in alternativa si dice che le fu montato anche altro
motore ALFA 4 cil. da 2000 cc. ma con Doppia Accensione.

Preludio - quanto meno questo nuovo motore - della futura GT Am da corsa ?? :D

Sempre nel frattempo , constatata la bontà dell' idea di montare il V8 su questa auto , Bertone e l' ALFA lavoravano di gran lena per modificare un po' la vettura per permetterle di essere equipaggiata col motore " più nobile ".

Ma non fu semplice perchè il tutto richiedeva tante variazioni e tanto tempo e così si arrivò all ' anno 1968.

Si era pensato - già che si era in ballo - di fare adottare alla vettura ( che nel frattempo tutti -stampa compresa- denominarono MONTREAL ) un retrotreno differente e più sofisticato.

Per la verità il Sig. BUSSO dicono abbia iniziato lo studio e la sperimentazione del suo DeDion ( per la futura 116-Alfetta del 1972 ) proprio nel 1967 ma non poteva distogliere tempo da questa futura auto per dedicarsi alla Montreal.

Anche perchè pare che la messa a punto del DeDion di Busso fu veramente tanto laboriosa anche negli anni a venire ; tant ' è che ( così avevo letto ed anche saputo ) si era rischiato di non potere presentare l' ALFETTA col DeDion nel Giugno del 1972 in quanto ancora nell' inverno 1971 pare avessero ancora qualche problemuccio ( che risolsero in primavera 1972 poco prima della presentazione della 116).

Quindi per tornare alla MONTREAL, il DeDion era da escludere proprio per problemi di tempo.

E non si poteva nemmeno montare un qualcosa simile allo " Slittone " delle
GIULIA GTA da corsa perchè evidentemente era un artificio, un espediente ma validissimo ed idoneo per vetture da corsa.

Si dirà che si sarebbe potuto trovare un espediente in alternativa. Vero, ma mancava il tempo.

Si pensò allora di montare un retrotreno sul tipo delle TZ 1 e TZ 2 ma sempre per problemi di tempo e per altri validi motivi anche questa soluzione fu esclusa.

Si ripiegò allora sul solito Ponte Rigido Alfa ma " notevolmente " irrobustito e perfettamente rivisto in tutte le sue componenti per adeguare la vettura al grande aumento di potenza che la vettura avrebbe dovuto "digerire".

E comunque, sino a pochissimi anni prima anche le Ferrari con 240-260-280 Cv. ecc. ( non parlo della GTB ) avevano ponte rigido.

E così , finalmente dopo tanto tempo e tante modifiche e l' adozione del motore V8 , iniziarono i collaudi.

Ne parleremo presto.

Per ora un caro saluto. :D :thumbup:

Un saluto anche a GENLEE. :D

Si era quindi nel 1968 ed a causa delle pesanti modifiche cui venne sottoposta la macchina da parte della Bertone ( su segnalazione ed ordine dell' ALFA ) per ( soprattutto ) potere ospitare il motore V 8 , la vettura definitiva latitava.

Iniziarono allora nel 1968 " avanzato " con 2 prototipi come da foto che posto ancora una volta.

Per la verità 1 dei 2 prototipi era simile alla foto che la fa sembrare una mezza S.W. mentre l'altro si differenziava solo nella parte posteriore poichè munito di una specie di " cassone " che la facevano sembrare ( con un po' di fantasia ) ad un Pick-Up con il telone e purtroppo non ho foto da postare ma ho bene in mente come era fatta.

Ma ne parleremo dopo perchè io 1 di queste auto ho avuto l' opportunità di vederla dal vivo su strada :D

Di questi primissimi 2 prototipi , quello tipo S.W. inizialmente fu mandato in pianta stabile a girare presso la pista di Balocco giorno e notte.

L' altro ( il Pick-Up ) a volte restava nelle officine del Portello per aggiornamenti vari ed usciva solo di sera e per tutta la notte per effettuare un percorso in Lombardia di cui parleremo.
Oppure alcune volte veniva inviato su Cisa e Futa ed altre località ben conosciute ai Collaudatori.

A volte però ( ma ben poche volte ) si scambiavano i percorsi.

Resta comunque il fatto che il primissimo Prototipo della Montreal di Bertone / Gandini che fu esposta all' Expo poteva essere considerata un 2 + 2 posti.
Dopo tutte le modifiche apportate anche per volere inserire il meraviglioso
V 8 , questa vettura Montreal - 105-64 divenne " quasi " una 2 posti secchi.

Continuerò ancora domani con altre notizie. Grazie. Ciao. :thumbup:

Ancora una volta un grazie a tutti x gli auguri. :D :D

Arriviamo quindi nel 1969.

Si susseguono varie foto della futura " belva " su periodici specializzati e su
rotocalchi.

Le foto più veritiere furono ovviamente quelle pubblicate da Quattroruote e che io Vi ripropongo ancora.

Attached files /attachments/1670410=29260-DSCF6269-Prototipo MONTREAL- Balocco-Gennaio 1969.JPG /attachments/1670410=29259-DSCF6273- Prototipo MONTREAL-Balocco-Gennaio 1969.JPG /attachments/1670410=29261-secondo prototipo Montreal 1969.JPG
 
giampi47 ha scritto:
giampi47 ha scritto:
giampi47 ha scritto:
Un grazie all' amico TRANSAXLE ed un CIAO: :D

Andiamo avanti=

Per questa vettura di Bertone e disegnata da Gandini e che fu esposta in Canada, fu usato il telaio di una normale GIULIA SPRINT- 1600 GT.
Quindi , il classico Ponte Rigido ALFA.

Ricordo ancora una volta che il motore adottato inizialmente fu della GIULIA T.I. da 92 Cv.Din.
Per i successivi motori ne parliamo più avanti.

Circa la scelta del brand ALFA ROMEO quale rappresentante costruttrice di auto per l' Expo canadese forse la più veritiera è che la CASA negli anni '60 dimostrò una vèrve che risultava inusitata in altri brand e secondariamente perchè aveva sempre proposto e costruito vetture che sempre avevano fatto spasimare gli automobilisti vuoi per bellezza e per prestazioni.

Per i detrattori del marchio ALFA , invece , per essi parve che l' invito fu rivolto solo perchè fu tenuto conto che il marchio ALFA adottava la prima lettera
dell' alfabeto. :oops:

Inoltre proprio l' anno prima fu presentato lo Spider DUETTO 1600 di Pininfarina che per il suo fascino preoccupò non poco gli altri costruttori
di vetture scoperte.

E' pur vero che in larghissima misura l' adozione della DUETTO 1600 nel film IL LAUREATO con Dustin Hoffmann contribuì alla sua diffusione e soprattutto a " sbavare " per la purezza delle linee e per le grandissime prestazioni offerte da un motore di soli 1600 cc., ma se la memoria non mi inganna , questo film fu proiettato verso fine 1967 o primi 1968.

E poi, comunque , la vettura di Bertone / Gandini presentata a Montreal fu studiata ed assemblata nella seconda metà dell' anno 1966 - ( mi pare ) e per essere pronta in primavera 1967.

Stante la ristrettezza di tempo utile per deliberare questa vettura per l' Expo,
ecco perchè si dovette ripiegare sull ' uso del solito e collaudato e "sincero " Ponte Rigido.

L ' apparizione della vettura fece scalpore prima ancora di essere inviata in Canada e tantissimi già speravano che essa un giorno ( molto presto ) si sarebbe potuto vederla in listino ALFA per l' acquisto.

Di ciò se ne resero conto anche i Dirigenti ALFA che un pensierino per eleggere questa auto a futura sostituta della GIULIA SPRINT GT , lo fecero.
Ma decisero anche di dare tempo al tempo e di attendere il termine dell' Expo.

In concomitanza con questo avvenimento all' estero, da noi il progetto della
ALFA - 33 - 2000 - V8 da corsa aveva rotto il guscio e si assistette alle primissime vittorie di questa 33 " racing car " voluta da tutto lo staff ( anche dirigenziale ) e con la più che costruttiva e fondamentale partecipazione di BUSSO ( in prima battuta ) e di CHITI ( successivamente quando prese possesso dell' AUTODELTA ).

La bontà del prodotto ALFA 33 -2000- V8 da corsa ed i positivi risultati che otteneva man mano, fecero scattare la scintilla ai più lungimiranti.

Pensarono allora che , al ritorno delle vetture da Montreal , sarebbe stato utile sviluppare la vettura di Bertone / Gandini con quel magnifico motore V8 che già esisteva e che dava complete garanzie.

Del resto, la ormai vecchia ALFA 2600 Sprint di Bertone col suo comunque ottimo 6 cilindri in linea da165 Cv-Sae - ( 145 Cv.Din ) era sicuramente da sostituire. Quale migliore occasione ?? ;)

A vetture tornate in Italia verso fine anno 1967 , ad 1 di queste vetture fu montato il classico motore ALFA 4 cil. in linea però maggiorato a 2000 cc. -

Divenne vettura di laboratorio.

Ma non finì quì, perchè in alternativa si dice che le fu montato anche altro
motore ALFA 4 cil. da 2000 cc. ma con Doppia Accensione.

Preludio - quanto meno questo nuovo motore - della futura GT Am da corsa ?? :D

Sempre nel frattempo , constatata la bontà dell' idea di montare il V8 su questa auto , Bertone e l' ALFA lavoravano di gran lena per modificare un po' la vettura per permetterle di essere equipaggiata col motore " più nobile ".

Ma non fu semplice perchè il tutto richiedeva tante variazioni e tanto tempo e così si arrivò all ' anno 1968.

Si era pensato - già che si era in ballo - di fare adottare alla vettura ( che nel frattempo tutti -stampa compresa- denominarono MONTREAL ) un retrotreno differente e più sofisticato.

Per la verità il Sig. BUSSO dicono abbia iniziato lo studio e la sperimentazione del suo DeDion ( per la futura 116-Alfetta del 1972 ) proprio nel 1967 ma non poteva distogliere tempo da questa futura auto per dedicarsi alla Montreal.

Anche perchè pare che la messa a punto del DeDion di Busso fu veramente tanto laboriosa anche negli anni a venire ; tant ' è che ( così avevo letto ed anche saputo ) si era rischiato di non potere presentare l' ALFETTA col DeDion nel Giugno del 1972 in quanto ancora nell' inverno 1971 pare avessero ancora qualche problemuccio ( che risolsero in primavera 1972 poco prima della presentazione della 116).

Quindi per tornare alla MONTREAL, il DeDion era da escludere proprio per problemi di tempo.

E non si poteva nemmeno montare un qualcosa simile allo " Slittone " delle
GIULIA GTA da corsa perchè evidentemente era un artificio, un espediente ma validissimo ed idoneo per vetture da corsa.

Si dirà che si sarebbe potuto trovare un espediente in alternativa. Vero, ma mancava il tempo.

Si pensò allora di montare un retrotreno sul tipo delle TZ 1 e TZ 2 ma sempre per problemi di tempo e per altri validi motivi anche questa soluzione fu esclusa.

Si ripiegò allora sul solito Ponte Rigido Alfa ma " notevolmente " irrobustito e perfettamente rivisto in tutte le sue componenti per adeguare la vettura al grande aumento di potenza che la vettura avrebbe dovuto "digerire".

E comunque, sino a pochissimi anni prima anche le Ferrari con 240-260-280 Cv. ecc. ( non parlo della GTB ) avevano ponte rigido.

E così , finalmente dopo tanto tempo e tante modifiche e l' adozione del motore V8 , iniziarono i collaudi.

Ne parleremo presto.

Per ora un caro saluto. :D :thumbup:

Un saluto anche a GENLEE. :D

Si era quindi nel 1968 ed a causa delle pesanti modifiche cui venne sottoposta la macchina da parte della Bertone ( su segnalazione ed ordine dell' ALFA ) per ( soprattutto ) potere ospitare il motore V 8 , la vettura definitiva latitava.

Iniziarono allora nel 1968 " avanzato " con 2 prototipi come da foto che posto ancora una volta.

Per la verità 1 dei 2 prototipi era simile alla foto che la fa sembrare una mezza S.W. mentre l'altro si differenziava solo nella parte posteriore poichè munito di una specie di " cassone " che la facevano sembrare ( con un po' di fantasia ) ad un Pick-Up con il telone e purtroppo non ho foto da postare ma ho bene in mente come era fatta.

Ma ne parleremo dopo perchè io 1 di queste auto ho avuto l' opportunità di vederla dal vivo su strada :D

Di questi primissimi 2 prototipi , quello tipo S.W. inizialmente fu mandato in pianta stabile a girare presso la pista di Balocco giorno e notte.

L' altro ( il Pick-Up ) a volte restava nelle officine del Portello per aggiornamenti vari ed usciva solo di sera e per tutta la notte per effettuare un percorso in Lombardia di cui parleremo.
Oppure alcune volte veniva inviato su Cisa e Futa ed altre località ben conosciute ai Collaudatori.

A volte però ( ma ben poche volte ) si scambiavano i percorsi.

Resta comunque il fatto che il primissimo Prototipo della Montreal di Bertone / Gandini che fu esposta all' Expo poteva essere considerata un 2 + 2 posti.
Dopo tutte le modifiche apportate anche per volere inserire il meraviglioso
V 8 , questa vettura Montreal - 105-64 divenne " quasi " una 2 posti secchi.

Continuerò ancora domani con altre notizie. Grazie. Ciao. :thumbup:

Ancora una volta un grazie a tutti x gli auguri. :D :D

Arriviamo quindi nel 1969.

Si susseguono varie foto della futura " belva " su periodici specializzati e su
rotocalchi.

Le foto più veritiere furono ovviamente quelle pubblicate da Quattroruote e che io Vi ripropongo ancora.

Piccolo excursus : A 30 mt. da casa mia c' era - e c' è ancora - un bel ristorante che allora mediamente per 2 sere la settimana era frequentato da una coppia che possedeva una meravigliosa MASERATI GHIBLI - 4700-
di colore Giallo ( identica alla foto che sotto Vi posto ) .

Alla fine della cena ed in sede di ripartenza, colui che guidava scaldava ben bene la vettura e poi si improvvisava in notevoli accelerazioni e che comunque per le mie orecchie era veramente musica sublime.

Sfido ancora oggi chiunque di noi a non doversi esaltare nel sentire scatenarsi tanta potenza dal V8 di quella vettura che - allora - aveva gi scarichi non " tarpati " come le auto di oggi.

Questa felice situazione bisettimanale di riflesso mi portava immediatamente a pensare al V8 delle MONTREAL in prova a Balocco.

Per la verità io ero informato comunque a " spizzichi e bocconi " dagli amici
dell' ALFA sul prosieguo delle prove, ma ciò non mi bastava.

Attached files /attachments/1670423=29262-DSCF6972.JPG
 
giampi47 ha scritto:
giampi47 ha scritto:
giampi47 ha scritto:
giampi47 ha scritto:
Un grazie all' amico TRANSAXLE ed un CIAO: :D

Andiamo avanti=

Per questa vettura di Bertone e disegnata da Gandini e che fu esposta in Canada, fu usato il telaio di una normale GIULIA SPRINT- 1600 GT.
Quindi , il classico Ponte Rigido ALFA.

Ricordo ancora una volta che il motore adottato inizialmente fu della GIULIA T.I. da 92 Cv.Din.
Per i successivi motori ne parliamo più avanti.

Circa la scelta del brand ALFA ROMEO quale rappresentante costruttrice di auto per l' Expo canadese forse la più veritiera è che la CASA negli anni '60 dimostrò una vèrve che risultava inusitata in altri brand e secondariamente perchè aveva sempre proposto e costruito vetture che sempre avevano fatto spasimare gli automobilisti vuoi per bellezza e per prestazioni.

Per i detrattori del marchio ALFA , invece , per essi parve che l' invito fu rivolto solo perchè fu tenuto conto che il marchio ALFA adottava la prima lettera
dell' alfabeto. :oops:

Inoltre proprio l' anno prima fu presentato lo Spider DUETTO 1600 di Pininfarina che per il suo fascino preoccupò non poco gli altri costruttori
di vetture scoperte.

E' pur vero che in larghissima misura l' adozione della DUETTO 1600 nel film IL LAUREATO con Dustin Hoffmann contribuì alla sua diffusione e soprattutto a " sbavare " per la purezza delle linee e per le grandissime prestazioni offerte da un motore di soli 1600 cc., ma se la memoria non mi inganna , questo film fu proiettato verso fine 1967 o primi 1968.

E poi, comunque , la vettura di Bertone / Gandini presentata a Montreal fu studiata ed assemblata nella seconda metà dell' anno 1966 - ( mi pare ) e per essere pronta in primavera 1967.

Stante la ristrettezza di tempo utile per deliberare questa vettura per l' Expo,
ecco perchè si dovette ripiegare sull ' uso del solito e collaudato e "sincero " Ponte Rigido.

L ' apparizione della vettura fece scalpore prima ancora di essere inviata in Canada e tantissimi già speravano che essa un giorno ( molto presto ) si sarebbe potuto vederla in listino ALFA per l' acquisto.

Di ciò se ne resero conto anche i Dirigenti ALFA che un pensierino per eleggere questa auto a futura sostituta della GIULIA SPRINT GT , lo fecero.
Ma decisero anche di dare tempo al tempo e di attendere il termine dell' Expo.

In concomitanza con questo avvenimento all' estero, da noi il progetto della
ALFA - 33 - 2000 - V8 da corsa aveva rotto il guscio e si assistette alle primissime vittorie di questa 33 " racing car " voluta da tutto lo staff ( anche dirigenziale ) e con la più che costruttiva e fondamentale partecipazione di BUSSO ( in prima battuta ) e di CHITI ( successivamente quando prese possesso dell' AUTODELTA ).

La bontà del prodotto ALFA 33 -2000- V8 da corsa ed i positivi risultati che otteneva man mano, fecero scattare la scintilla ai più lungimiranti.

Pensarono allora che , al ritorno delle vetture da Montreal , sarebbe stato utile sviluppare la vettura di Bertone / Gandini con quel magnifico motore V8 che già esisteva e che dava complete garanzie.

Del resto, la ormai vecchia ALFA 2600 Sprint di Bertone col suo comunque ottimo 6 cilindri in linea da165 Cv-Sae - ( 145 Cv.Din ) era sicuramente da sostituire. Quale migliore occasione ?? ;)

A vetture tornate in Italia verso fine anno 1967 , ad 1 di queste vetture fu montato il classico motore ALFA 4 cil. in linea però maggiorato a 2000 cc. -

Divenne vettura di laboratorio.

Ma non finì quì, perchè in alternativa si dice che le fu montato anche altro
motore ALFA 4 cil. da 2000 cc. ma con Doppia Accensione.

Preludio - quanto meno questo nuovo motore - della futura GT Am da corsa ?? :D

Sempre nel frattempo , constatata la bontà dell' idea di montare il V8 su questa auto , Bertone e l' ALFA lavoravano di gran lena per modificare un po' la vettura per permetterle di essere equipaggiata col motore " più nobile ".

Ma non fu semplice perchè il tutto richiedeva tante variazioni e tanto tempo e così si arrivò all ' anno 1968.

Si era pensato - già che si era in ballo - di fare adottare alla vettura ( che nel frattempo tutti -stampa compresa- denominarono MONTREAL ) un retrotreno differente e più sofisticato.

Per la verità il Sig. BUSSO dicono abbia iniziato lo studio e la sperimentazione del suo DeDion ( per la futura 116-Alfetta del 1972 ) proprio nel 1967 ma non poteva distogliere tempo da questa futura auto per dedicarsi alla Montreal.

Anche perchè pare che la messa a punto del DeDion di Busso fu veramente tanto laboriosa anche negli anni a venire ; tant ' è che ( così avevo letto ed anche saputo ) si era rischiato di non potere presentare l' ALFETTA col DeDion nel Giugno del 1972 in quanto ancora nell' inverno 1971 pare avessero ancora qualche problemuccio ( che risolsero in primavera 1972 poco prima della presentazione della 116).

Quindi per tornare alla MONTREAL, il DeDion era da escludere proprio per problemi di tempo.

E non si poteva nemmeno montare un qualcosa simile allo " Slittone " delle
GIULIA GTA da corsa perchè evidentemente era un artificio, un espediente ma validissimo ed idoneo per vetture da corsa.

Si dirà che si sarebbe potuto trovare un espediente in alternativa. Vero, ma mancava il tempo.

Si pensò allora di montare un retrotreno sul tipo delle TZ 1 e TZ 2 ma sempre per problemi di tempo e per altri validi motivi anche questa soluzione fu esclusa.

Si ripiegò allora sul solito Ponte Rigido Alfa ma " notevolmente " irrobustito e perfettamente rivisto in tutte le sue componenti per adeguare la vettura al grande aumento di potenza che la vettura avrebbe dovuto "digerire".

E comunque, sino a pochissimi anni prima anche le Ferrari con 240-260-280 Cv. ecc. ( non parlo della GTB ) avevano ponte rigido.

E così , finalmente dopo tanto tempo e tante modifiche e l' adozione del motore V8 , iniziarono i collaudi.

Ne parleremo presto.

Per ora un caro saluto. :D :thumbup:

Un saluto anche a GENLEE. :D

Si era quindi nel 1968 ed a causa delle pesanti modifiche cui venne sottoposta la macchina da parte della Bertone ( su segnalazione ed ordine dell' ALFA ) per ( soprattutto ) potere ospitare il motore V 8 , la vettura definitiva latitava.

Iniziarono allora nel 1968 " avanzato " con 2 prototipi come da foto che posto ancora una volta.

Per la verità 1 dei 2 prototipi era simile alla foto che la fa sembrare una mezza S.W. mentre l'altro si differenziava solo nella parte posteriore poichè munito di una specie di " cassone " che la facevano sembrare ( con un po' di fantasia ) ad un Pick-Up con il telone e purtroppo non ho foto da postare ma ho bene in mente come era fatta.

Ma ne parleremo dopo perchè io 1 di queste auto ho avuto l' opportunità di vederla dal vivo su strada :D

Di questi primissimi 2 prototipi , quello tipo S.W. inizialmente fu mandato in pianta stabile a girare presso la pista di Balocco giorno e notte.

L' altro ( il Pick-Up ) a volte restava nelle officine del Portello per aggiornamenti vari ed usciva solo di sera e per tutta la notte per effettuare un percorso in Lombardia di cui parleremo.
Oppure alcune volte veniva inviato su Cisa e Futa ed altre località ben conosciute ai Collaudatori.

A volte però ( ma ben poche volte ) si scambiavano i percorsi.

Resta comunque il fatto che il primissimo Prototipo della Montreal di Bertone / Gandini che fu esposta all' Expo poteva essere considerata un 2 + 2 posti.
Dopo tutte le modifiche apportate anche per volere inserire il meraviglioso
V 8 , questa vettura Montreal - 105-64 divenne " quasi " una 2 posti secchi.

Continuerò ancora domani con altre notizie. Grazie. Ciao. :thumbup:

Ancora una volta un grazie a tutti x gli auguri. :D :D

Arriviamo quindi nel 1969.

Si susseguono varie foto della futura " belva " su periodici specializzati e su
rotocalchi.

Le foto più veritiere furono ovviamente quelle pubblicate da Quattroruote e che io Vi ripropongo ancora.

Piccolo excursus : A 30 mt. da casa mia c' era - e c' è ancora - un bel ristorante che allora mediamente per 2 sere la settimana era frequentato da una coppia che possedeva una meravigliosa MASERATI GHIBLI - 4700-
di colore Giallo ( identica alla foto che sotto Vi posto ) .

Alla fine della cena ed in sede di ripartenza, colui che guidava scaldava ben bene la vettura e poi si improvvisava in notevoli accelerazioni e che comunque per le mie orecchie era veramente musica sublime.

Sfido ancora oggi chiunque di noi a non doversi esaltare nel sentire scatenarsi tanta potenza dal V8 di quella vettura che - allora - aveva gli scarichi non " tarpati " come le auto di oggi.

Questa felice situazione bisettimanale di riflesso mi portava immediatamente a pensare al V8 delle MONTREAL in prova a Balocco.

Per la verità io ero informato comunque a " spizzichi e bocconi " dagli amici
dell' ALFA sul prosieguo delle prove, ma ciò non mi bastava.

Pertanto , ed a seguito anche delle ultimissime foto che pubblicò Quattroruote,
decisi - una sera dopo cena - di sfidare l ' imprevedibile e di partire per la pista di Balocco per verificare de visu ............quel certo non so che.......... :rolleyes:

Era la seconda metà di Febbraio 1969. Autostrada Milano - Torino ed esco al casello di Balocco.
Chiedo al casellante la strada per la pista e mi indica : Al I° stop posto a 20 mt. dall' uscita Lei vada a sinistra e poi a destra e poi ancora tenere la sinistra seguendo la strada che porta ad una specie di altipiano e che sale gradatamente.

Quindi avanti per un rettilineo che costeggia la pista per circa 1,5 Km. fino a trovare un cancello posto quasi alla fine della pista e a circa 200-250 mt. prima di un curvone oltre il quale la strada normale porta od al paese di Buronzo oppure sino a S.Giacomo Vercellese.

Vedendomi a bordo di un' ALFA , forse il casellante aveva creduto che io fossi uno dello staff della CASA.

Ringrazio, saluto e seguo le sue istruzioni procedendo molto molto adagio e , nonostante il freddo , col finestrino totalmente abbassato per percepire eventuali suoni o rombi di motore.

Man mano procedevo - complice anche il non vedere alcuna luce che lasciava presagire ad una abitazione qualsiasi - mi chiedevo in quale posto isolato e fuori dal mondo io fossi finito ma soprattutto chi glielo aveva fatto fare all' ALFA di mettere un simile impianto in un luogo così atipico.

Intanto, verificavo ( sulla sinistra ) che la pista era comunque nascosta da tutto un unico filare ( per tutta la sua lunghezza ) di alberi. Che a quei tempi erano ancora bassi e/o piccoli ma che comunque il loro servizio lo facevano egregiamente mentre invece sulla destra si stagliava una enorme distesa di campi ( risaie ) che non terminava mai.

Procedo comunque ed arrivo al cancello illuminato da una lucina veramente fioca fioca ed ivi noto l'entrata con una ripida salita e comunque da quella posizione NULLA si vede all' interno.

Non capisco e vado avanti. Percorro la grande curva e mi accorgo che mi sto allontanando progressivamente dalla pista.

Decido allora di andare in uno dei 2 paesi vicini e mi avvio per S.Giacomo Vercellese.
Mi domando e mi conforto = Troverò magari una osteria , un piccolo bar per bere magari un caffè e domandare lumi a qualcuno ?

Arrivo a S. Giacomo e........tutto chiuso !!! Nessuno in giro....!!! Ed erano le
ore 21 di sera.

Torno indietro e mi accosto e mi fermo 300-400 mt. dopo il famoso cancellone.

Lascio le luci di posizione accese e scendo dalla macchina.

Mi avvolgono subito un Silenzio ASSORDANTE , una sensazione di freddo
( in effetti la serata era la tipica nottata tersa e gelida ) ma soprattutto mi assale un senso di abbandono e tanta paura. :shock:

Gettavo lo sguardo verso le risaie e mi chiedevo = Ma chi me lo ha fatto fare ?
Quì con questo silenzio e con questo freddo ed in questa landa con nessuno in giro.

Mancano solo i lupi affamati ed io " sono fatto come una gallina " :shock:

Quasi non termino questi esagerati pensieri che si ode in lontananza e proveniente dall' interno della pista l' inconfondibile melodioso suono di un motore V8 che si avanza.

Stupore e gioia. Soprattutto quando inizia a percorrere il tratto misto con varie curve ove gli " sgasamenti " e gli " sgommamenti " ( perdonate se mi esprimo in simil modo ) - uniti ai bagliori dei fari abbaglianti che si percepivano nonostante gli alberi e che davano l' idea di quale tour de force fosse sottoposta la vettura - si susseguivano.

La vettura ( di cui ovviamente non si riusciva a vedere la carrozzeria ) si allontana ed io, felice come una pasqua , decido di restare sul posto . In quel momento del freddo e della paura non me ne fregava piu' niente.
Mi sentivo appagato. ;)

Dopo circa mezzo minuto si sente arrivare vettura col classico sound del classico 4 cilindri ALFA.
Non so quale macchina lo montasse ma le evoluzioni che faceva era le medesime ( ovviamente un po' inferiori a quelle del V 8 ) . Grande gioia.

Mi chiesi però = Come mai ancora collaudi con il 4 cilindri ?
Mi risposi = vuoi vedere che già collaudano il futuro 2000 cc. della futura
ALFA 2000 ? In effetti non era quasi più un segreto che l' ALFA avrebbe
commercializzato a breve una 2000 per cercare di contrapporsi alla concorrenza che aveva iniziato in quegli anni la scalata alle cilindrate più alte.

Dagi amici dell' ALFA successivamente ebbi conferma.

Rimasi oltre mezz' ora in quel luogo a bearmi ogni 3 o 4 o 5 minuti ( il tempo che le vetture impiegavano a fare un giro ) di quella melodia e poi me ne andai.

Siccome volevo ulteriori informazioni e magari più esurienti, decisi di tentare di volere disturbare il casellante di Balocco prima di intraprendere il ritorno.

Ve lo scrivo domani assieme ad altre cosette.

PS= La Pista di Balocco nel 1969 era molto differente dall' attuale. Compresa l'entrata che una volta era più verso il termine della stessa- verso Nord-.

Posto una foto di come era la pista tanti anni fa.
La parte bassa della foto è il NORD.

Un saluto. :D :D

Attached files
 
giampi47 ha scritto:
fpaol68 ha scritto:
giampi47 ha scritto:
A completamento articolo su 1750 - 2000 GT Am :

Trovato documento che dice :

-- 01 Gennaio 1970 -- Peso Omologato con Fiche F.I.A. - n° 1576 = Libbre 2030.

A conti fatti sono 920 Kg.

P.S.= Con riferimento alla foto ove appare lo " Slittone " al ponte posteriore, è bene ricordare che già le GIULIA GTA - 1600 lo adottarono.

Ciò rese possibile quella " funambolica " e perfetta tenuta di strada delle ALFA da corsa per la categoria Turismo che le altre vetture avevano sempre invidiato e mai erano riuscite ad eguagliare.

Lo " Slittone " fu una ideazione dell' Ing. CHITI e di tutto il suo " entourage " .

Ciao. :D

Ciao Giampi,
grazie per aver sottolineato lo "slittone", mi era quasi sfuggito.
Sono andato a leggermi per bene il testo e guardare la foto che hai postato.
Ho visto che grazie alla modifica dello slittone Chiti ed i suoi hanno in pratica realizzato lo stesso cinematismo di guida verticale che si ha sul De Dion Alfetta con il parallelogramma di Watt. In sostanza, a parte il differenziale che rimane sul ponte nelle giulia, il cinematismo dell'asse posteriore è lo stesso tra le Giulia GT e la futura Alfetta.
Del resto gli anni sono quelli dello sviluppo del progetto Alfetta e mi immagino che tra Autodelta ed Alfa uno scambio di esperienze ci sia stato.

PS
Inizio già a pregustare la tua storia sulla Montreal, il ritorno dalle ferie sarà più allegro sapendo cosa ci aspetta ;)
Buone ferie!!

Ciao carissimo FRA :D

Infiniti ringraziamenti e sentiti complimenti per la Tua perfetta e raffinata esposizione circa il cinematismo dello " slittone " .

Solo da un Ingegnere esperto ed appassionato come Te potevano arrivare chiarimenti così precisi.

Per parte mia Ti posso solo riferire che la mia GTA ( pur con motore preparato) non adottava lo slittone in quanto io non ho mai partecipato a gare; Ti posso riferire però che una domenica di quegli anni ' 60 presso il circuito di Monza - aperto alle vetture dei privati - ho avuto occasione di provarne 1 dotata di " slittone ".

La differenza ?? Dall' argento all' oro o se vuoi dall' oro al platino.

Molto più piatta e di una stabilità enormemente superiore e quando entravi in curva ............faceva tutto la vettura........

Una vera " cavalletta " ma di una sicurezza estrema sia che Tu la conducessi con tanta linearità e sia che Tu cercassi di guidarla con la solita guida che si riservava alle ALFA = Cioè " di forza " !!

Ti chiederai = ma avrà avuto un difetto ? Ebbene, sulla vettura da me provata nell' entrare in una curva in modo un po' impegnativo si percepivano degli
" sbattimenti " nel sottoscocca quasi come se il " cinematismo " come giustamente dici Tu , avesse tante escursioni verticali sino a darti l' impressione che cozzasse ( con forza ) con il sottoscocca.

Sinceramente non mi sono mai preoccupato di capire e / o chiedere del perchè di tutto ciò. Quel giorno compresi perchè le GTA da corsa erano vetture imbattibili. ;) ..............e come sai lo furono per tanti anni a venire......... :D

Circa lo scambio di info e vieppiù di esperienze tra ALFA Portello ed AUTODELTA , esse c'erano giornalmente e Te lo dice il sottoscritto che
- seppure in qualità di cliente - ha potuto tastare in prima persona di ciò.

Di più = lavoravano in simbiosi , anche se a volte alcune idee. alcuni risultati restavano difficili da digerire e dall' una e dall' altra parte............... del resto come in tutte le buone famiglie........ ;)

Comunque, pare che oltre l ' Ing. CHITI e la sua Equipe , anche il buon
Sig. BUSSO ci mise un po' di " zampino " per lo slittone - lo avevo letto recentemente - .

A presto. Ciao. :D :thumbup:

Tantissimi auguri anche da parte mia, anche se in ritardo :oops:

Scusami se torno un attimo sullo "slittone", interrompendo il racconto Montreal, che mi sta immensamente appassionando, ma mi ha molto incuriosito la tua sensazione degli sbattimenti nel sottoscocca e mi piacerebbe approfondire.

Lo sbattimento che hai sentito era diciamo così "verticale", nel senso che lo slittone arrivava a "tampone", tipo ammortizzatore a fondo corsa, e la cosa un pò mi stupirebbe, o "trasversale" nel senso che entrando in curva in modo molto deciso, con il repentino trasferimento di carico, a causa di magari giochi un pò troppo ampi nell'auto da te provata, lo slittone tendesse a "sbattere" nelle guide laterali?
 
fpaol68 ha scritto:
giampi47 ha scritto:
fpaol68 ha scritto:
giampi47 ha scritto:
A completamento articolo su 1750 - 2000 GT Am :

Trovato documento che dice :

-- 01 Gennaio 1970 -- Peso Omologato con Fiche F.I.A. - n° 1576 = Libbre 2030.

A conti fatti sono 920 Kg.

P.S.= Con riferimento alla foto ove appare lo " Slittone " al ponte posteriore, è bene ricordare che già le GIULIA GTA - 1600 lo adottarono.

Ciò rese possibile quella " funambolica " e perfetta tenuta di strada delle ALFA da corsa per la categoria Turismo che le altre vetture avevano sempre invidiato e mai erano riuscite ad eguagliare.

Lo " Slittone " fu una ideazione dell' Ing. CHITI e di tutto il suo " entourage " .

Ciao. :D

Ciao Giampi,
grazie per aver sottolineato lo "slittone", mi era quasi sfuggito.
Sono andato a leggermi per bene il testo e guardare la foto che hai postato.
Ho visto che grazie alla modifica dello slittone Chiti ed i suoi hanno in pratica realizzato lo stesso cinematismo di guida verticale che si ha sul De Dion Alfetta con il parallelogramma di Watt. In sostanza, a parte il differenziale che rimane sul ponte nelle giulia, il cinematismo dell'asse posteriore è lo stesso tra le Giulia GT e la futura Alfetta.
Del resto gli anni sono quelli dello sviluppo del progetto Alfetta e mi immagino che tra Autodelta ed Alfa uno scambio di esperienze ci sia stato.

PS
Inizio già a pregustare la tua storia sulla Montreal, il ritorno dalle ferie sarà più allegro sapendo cosa ci aspetta ;)
Buone ferie!!

Ciao carissimo FRA :D

Infiniti ringraziamenti e sentiti complimenti per la Tua perfetta e raffinata esposizione circa il cinematismo dello " slittone " .

Solo da un Ingegnere esperto ed appassionato come Te potevano arrivare chiarimenti così precisi.

Per parte mia Ti posso solo riferire che la mia GTA ( pur con motore preparato) non adottava lo slittone in quanto io non ho mai partecipato a gare; Ti posso riferire però che una domenica di quegli anni ' 60 presso il circuito di Monza - aperto alle vetture dei privati - ho avuto occasione di provarne 1 dotata di " slittone ".

La differenza ?? Dall' argento all' oro o se vuoi dall' oro al platino.

Molto più piatta e di una stabilità enormemente superiore e quando entravi in curva ............faceva tutto la vettura........

Una vera " cavalletta " ma di una sicurezza estrema sia che Tu la conducessi con tanta linearità e sia che Tu cercassi di guidarla con la solita guida che si riservava alle ALFA = Cioè " di forza " !!

Ti chiederai = ma avrà avuto un difetto ? Ebbene, sulla vettura da me provata nell' entrare in una curva in modo un po' impegnativo si percepivano degli
" sbattimenti " nel sottoscocca quasi come se il " cinematismo " come giustamente dici Tu , avesse tante escursioni verticali sino a darti l' impressione che cozzasse ( con forza ) con il sottoscocca.

Sinceramente non mi sono mai preoccupato di capire e / o chiedere del perchè di tutto ciò. Quel giorno compresi perchè le GTA da corsa erano vetture imbattibili. ;) ..............e come sai lo furono per tanti anni a venire......... :D

Circa lo scambio di info e vieppiù di esperienze tra ALFA Portello ed AUTODELTA , esse c'erano giornalmente e Te lo dice il sottoscritto che
- seppure in qualità di cliente - ha potuto tastare in prima persona di ciò.

Di più = lavoravano in simbiosi , anche se a volte alcune idee. alcuni risultati restavano difficili da digerire e dall' una e dall' altra parte............... del resto come in tutte le buone famiglie........ ;)

Comunque, pare che oltre l ' Ing. CHITI e la sua Equipe , anche il buon
Sig. BUSSO ci mise un po' di " zampino " per lo slittone - lo avevo letto recentemente - .

A presto. Ciao. :D :thumbup:

Tantissimi auguri anche da parte mia, anche se in ritardo :oops:

Scusami se torno un attimo sullo "slittone", interrompendo il racconto Montreal, che mi sta immensamente appassionando, ma mi ha molto incuriosito la tua sensazione degli sbattimenti nel sottoscocca e mi piacerebbe approfondire.

Lo sbattimento che hai sentito era diciamo così "verticale", nel senso che lo slittone arrivava a "tampone", tipo ammortizzatore a fondo corsa, e la cosa un pò mi stupirebbe, o "trasversale" nel senso che entrando in curva in modo molto deciso, con il repentino trasferimento di carico, a causa di magari giochi un pò troppo ampi nell'auto da te provata, lo slittone tendesse a "sbattere" nelle guide laterali?

Ciao FRA e grazie per gli auguri. :D

La sensazione che ebbi io era quella di un " martellamento " in senso verticale quando in curva esageravi un po' e ti ritrovavi con la ruota anteriore interna notevolmente rialzata ( e sottolineo Notevolmente ) - simile alle classiche foto delle GTA in versione " cavalletta ".

Ti ho sottolineato la parola Notevolmente perchè quand ' anche si riusciva a fare alzare la ruota ant. interna ma NON in maniera esagerata - cioè NON al limite - il martellamento non compariva.

Comunque sia, nell' un caso o nell' altro accennati, tutto il retrotreno manteneva un appoggio ed una stabilità invidiabile e mai provata prima .

Nessuna sgradevole reazione o movimenti strani. Anzi, era veramente incredibile come riuscisse a " stare giu' " bello piatto e pronto ad ogni tua eventuale leggera correzione. ;)

Però FRA , può essere che la mia sensazione si fosse focalizzata solo sul
" martellamento " verticale e senza tenere conto di eventuali ripercussioni anche laterali che probabilmente la mia sensibilità in quel momento non aveva percepito.

Altro non so cosa dirti e sarò lieto di leggere cosa ne pensi.

CIAO. :D :D
 
giampi47 ha scritto:
fpaol68 ha scritto:
giampi47 ha scritto:
fpaol68 ha scritto:
giampi47 ha scritto:
A completamento articolo su 1750 - 2000 GT Am :

Trovato documento che dice :

-- 01 Gennaio 1970 -- Peso Omologato con Fiche F.I.A. - n° 1576 = Libbre 2030.

A conti fatti sono 920 Kg.

P.S.= Con riferimento alla foto ove appare lo " Slittone " al ponte posteriore, è bene ricordare che già le GIULIA GTA - 1600 lo adottarono.

Ciò rese possibile quella " funambolica " e perfetta tenuta di strada delle ALFA da corsa per la categoria Turismo che le altre vetture avevano sempre invidiato e mai erano riuscite ad eguagliare.

Lo " Slittone " fu una ideazione dell' Ing. CHITI e di tutto il suo " entourage " .

Ciao. :D

Ciao Giampi,
grazie per aver sottolineato lo "slittone", mi era quasi sfuggito.
Sono andato a leggermi per bene il testo e guardare la foto che hai postato.
Ho visto che grazie alla modifica dello slittone Chiti ed i suoi hanno in pratica realizzato lo stesso cinematismo di guida verticale che si ha sul De Dion Alfetta con il parallelogramma di Watt. In sostanza, a parte il differenziale che rimane sul ponte nelle giulia, il cinematismo dell'asse posteriore è lo stesso tra le Giulia GT e la futura Alfetta.
Del resto gli anni sono quelli dello sviluppo del progetto Alfetta e mi immagino che tra Autodelta ed Alfa uno scambio di esperienze ci sia stato.

PS
Inizio già a pregustare la tua storia sulla Montreal, il ritorno dalle ferie sarà più allegro sapendo cosa ci aspetta ;)
Buone ferie!!

Ciao carissimo FRA :D

Infiniti ringraziamenti e sentiti complimenti per la Tua perfetta e raffinata esposizione circa il cinematismo dello " slittone " .

Solo da un Ingegnere esperto ed appassionato come Te potevano arrivare chiarimenti così precisi.

Per parte mia Ti posso solo riferire che la mia GTA ( pur con motore preparato) non adottava lo slittone in quanto io non ho mai partecipato a gare; Ti posso riferire però che una domenica di quegli anni ' 60 presso il circuito di Monza - aperto alle vetture dei privati - ho avuto occasione di provarne 1 dotata di " slittone ".

La differenza ?? Dall' argento all' oro o se vuoi dall' oro al platino.

Molto più piatta e di una stabilità enormemente superiore e quando entravi in curva ............faceva tutto la vettura........

Una vera " cavalletta " ma di una sicurezza estrema sia che Tu la conducessi con tanta linearità e sia che Tu cercassi di guidarla con la solita guida che si riservava alle ALFA = Cioè " di forza " !!

Ti chiederai = ma avrà avuto un difetto ? Ebbene, sulla vettura da me provata nell' entrare in una curva in modo un po' impegnativo si percepivano degli
" sbattimenti " nel sottoscocca quasi come se il " cinematismo " come giustamente dici Tu , avesse tante escursioni verticali sino a darti l' impressione che cozzasse ( con forza ) con il sottoscocca.

Sinceramente non mi sono mai preoccupato di capire e / o chiedere del perchè di tutto ciò. Quel giorno compresi perchè le GTA da corsa erano vetture imbattibili. ;) ..............e come sai lo furono per tanti anni a venire......... :D

Circa lo scambio di info e vieppiù di esperienze tra ALFA Portello ed AUTODELTA , esse c'erano giornalmente e Te lo dice il sottoscritto che
- seppure in qualità di cliente - ha potuto tastare in prima persona di ciò.

Di più = lavoravano in simbiosi , anche se a volte alcune idee. alcuni risultati restavano difficili da digerire e dall' una e dall' altra parte............... del resto come in tutte le buone famiglie........ ;)

Comunque, pare che oltre l ' Ing. CHITI e la sua Equipe , anche il buon
Sig. BUSSO ci mise un po' di " zampino " per lo slittone - lo avevo letto recentemente - .

A presto. Ciao. :D :thumbup:

Tantissimi auguri anche da parte mia, anche se in ritardo :oops:

Scusami se torno un attimo sullo "slittone", interrompendo il racconto Montreal, che mi sta immensamente appassionando, ma mi ha molto incuriosito la tua sensazione degli sbattimenti nel sottoscocca e mi piacerebbe approfondire.

Lo sbattimento che hai sentito era diciamo così "verticale", nel senso che lo slittone arrivava a "tampone", tipo ammortizzatore a fondo corsa, e la cosa un pò mi stupirebbe, o "trasversale" nel senso che entrando in curva in modo molto deciso, con il repentino trasferimento di carico, a causa di magari giochi un pò troppo ampi nell'auto da te provata, lo slittone tendesse a "sbattere" nelle guide laterali?

Ciao FRA e grazie per gli auguri. :D

La sensazione che ebbi io era quella di un " martellamento " in senso verticale quando in curva esageravi un po' e ti ritrovavi con la ruota anteriore interna notevolmente rialzata ( e sottolineo Notevolmente ) - simile alle classiche foto delle GTA in versione " cavalletta ".

Ti ho sottolineato la parola Notevolmente perchè quand ' anche si riusciva a fare alzare la ruota ant. interna ma NON in maniera esagerata - cioè NON al limite - il martellamento non compariva.

Comunque sia, nell' un caso o nell' altro accennati, tutto il retrotreno manteneva un appoggio ed una stabilità invidiabile e mai provata prima .

Nessuna sgradevole reazione o movimenti strani. Anzi, era veramente incredibile come riuscisse a " stare giu' " bello piatto e pronto ad ogni tua eventuale leggera correzione. ;)

Però FRA , può essere che la mia sensazione si fosse focalizzata solo sul
" martellamento " verticale e senza tenere conto di eventuali ripercussioni anche laterali che probabilmente la mia sensibilità in quel momento non aveva percepito.

Altro non so cosa dirti e sarò lieto di leggere cosa ne pensi.

CIAO. :D :D

Auguri in ritardissimo :D
 
giampi47 ha scritto:
giampi47 ha scritto:
giampi47 ha scritto:
giampi47 ha scritto:
giampi47 ha scritto:
Un grazie all' amico TRANSAXLE ed un CIAO: :D

Andiamo avanti=

Per questa vettura di Bertone e disegnata da Gandini e che fu esposta in Canada, fu usato il telaio di una normale GIULIA SPRINT- 1600 GT.
Quindi , il classico Ponte Rigido ALFA.

Ricordo ancora una volta che il motore adottato inizialmente fu della GIULIA T.I. da 92 Cv.Din.
Per i successivi motori ne parliamo più avanti.

Circa la scelta del brand ALFA ROMEO quale rappresentante costruttrice di auto per l' Expo canadese forse la più veritiera è che la CASA negli anni '60 dimostrò una vèrve che risultava inusitata in altri brand e secondariamente perchè aveva sempre proposto e costruito vetture che sempre avevano fatto spasimare gli automobilisti vuoi per bellezza e per prestazioni.

Per i detrattori del marchio ALFA , invece , per essi parve che l' invito fu rivolto solo perchè fu tenuto conto che il marchio ALFA adottava la prima lettera
dell' alfabeto. :oops:

Inoltre proprio l' anno prima fu presentato lo Spider DUETTO 1600 di Pininfarina che per il suo fascino preoccupò non poco gli altri costruttori
di vetture scoperte.

E' pur vero che in larghissima misura l' adozione della DUETTO 1600 nel film IL LAUREATO con Dustin Hoffmann contribuì alla sua diffusione e soprattutto a " sbavare " per la purezza delle linee e per le grandissime prestazioni offerte da un motore di soli 1600 cc., ma se la memoria non mi inganna , questo film fu proiettato verso fine 1967 o primi 1968.

E poi, comunque , la vettura di Bertone / Gandini presentata a Montreal fu studiata ed assemblata nella seconda metà dell' anno 1966 - ( mi pare ) e per essere pronta in primavera 1967.

Stante la ristrettezza di tempo utile per deliberare questa vettura per l' Expo,
ecco perchè si dovette ripiegare sull ' uso del solito e collaudato e "sincero " Ponte Rigido.

L ' apparizione della vettura fece scalpore prima ancora di essere inviata in Canada e tantissimi già speravano che essa un giorno ( molto presto ) si sarebbe potuto vederla in listino ALFA per l' acquisto.

Di ciò se ne resero conto anche i Dirigenti ALFA che un pensierino per eleggere questa auto a futura sostituta della GIULIA SPRINT GT , lo fecero.
Ma decisero anche di dare tempo al tempo e di attendere il termine dell' Expo.

In concomitanza con questo avvenimento all' estero, da noi il progetto della
ALFA - 33 - 2000 - V8 da corsa aveva rotto il guscio e si assistette alle primissime vittorie di questa 33 " racing car " voluta da tutto lo staff ( anche dirigenziale ) e con la più che costruttiva e fondamentale partecipazione di BUSSO ( in prima battuta ) e di CHITI ( successivamente quando prese possesso dell' AUTODELTA ).

La bontà del prodotto ALFA 33 -2000- V8 da corsa ed i positivi risultati che otteneva man mano, fecero scattare la scintilla ai più lungimiranti.

Pensarono allora che , al ritorno delle vetture da Montreal , sarebbe stato utile sviluppare la vettura di Bertone / Gandini con quel magnifico motore V8 che già esisteva e che dava complete garanzie.

Del resto, la ormai vecchia ALFA 2600 Sprint di Bertone col suo comunque ottimo 6 cilindri in linea da165 Cv-Sae - ( 145 Cv.Din ) era sicuramente da sostituire. Quale migliore occasione ?? ;)

A vetture tornate in Italia verso fine anno 1967 , ad 1 di queste vetture fu montato il classico motore ALFA 4 cil. in linea però maggiorato a 2000 cc. -

Divenne vettura di laboratorio.

Ma non finì quì, perchè in alternativa si dice che le fu montato anche altro
motore ALFA 4 cil. da 2000 cc. ma con Doppia Accensione.

Preludio - quanto meno questo nuovo motore - della futura GT Am da corsa ?? :D

Sempre nel frattempo , constatata la bontà dell' idea di montare il V8 su questa auto , Bertone e l' ALFA lavoravano di gran lena per modificare un po' la vettura per permetterle di essere equipaggiata col motore " più nobile ".

Ma non fu semplice perchè il tutto richiedeva tante variazioni e tanto tempo e così si arrivò all ' anno 1968.

Si era pensato - già che si era in ballo - di fare adottare alla vettura ( che nel frattempo tutti -stampa compresa- denominarono MONTREAL ) un retrotreno differente e più sofisticato.

Per la verità il Sig. BUSSO dicono abbia iniziato lo studio e la sperimentazione del suo DeDion ( per la futura 116-Alfetta del 1972 ) proprio nel 1967 ma non poteva distogliere tempo da questa futura auto per dedicarsi alla Montreal.

Anche perchè pare che la messa a punto del DeDion di Busso fu veramente tanto laboriosa anche negli anni a venire ; tant ' è che ( così avevo letto ed anche saputo ) si era rischiato di non potere presentare l' ALFETTA col DeDion nel Giugno del 1972 in quanto ancora nell' inverno 1971 pare avessero ancora qualche problemuccio ( che risolsero in primavera 1972 poco prima della presentazione della 116).

Quindi per tornare alla MONTREAL, il DeDion era da escludere proprio per problemi di tempo.

E non si poteva nemmeno montare un qualcosa simile allo " Slittone " delle
GIULIA GTA da corsa perchè evidentemente era un artificio, un espediente ma validissimo ed idoneo per vetture da corsa.

Si dirà che si sarebbe potuto trovare un espediente in alternativa. Vero, ma mancava il tempo.

Si pensò allora di montare un retrotreno sul tipo delle TZ 1 e TZ 2 ma sempre per problemi di tempo e per altri validi motivi anche questa soluzione fu esclusa.

Si ripiegò allora sul solito Ponte Rigido Alfa ma " notevolmente " irrobustito e perfettamente rivisto in tutte le sue componenti per adeguare la vettura al grande aumento di potenza che la vettura avrebbe dovuto "digerire".

E comunque, sino a pochissimi anni prima anche le Ferrari con 240-260-280 Cv. ecc. ( non parlo della GTB ) avevano ponte rigido.

E così , finalmente dopo tanto tempo e tante modifiche e l' adozione del motore V8 , iniziarono i collaudi.

Ne parleremo presto.

Per ora un caro saluto. :D :thumbup:

Un saluto anche a GENLEE. :D

Si era quindi nel 1968 ed a causa delle pesanti modifiche cui venne sottoposta la macchina da parte della Bertone ( su segnalazione ed ordine dell' ALFA ) per ( soprattutto ) potere ospitare il motore V 8 , la vettura definitiva latitava.

Iniziarono allora nel 1968 " avanzato " con 2 prototipi come da foto che posto ancora una volta.

Per la verità 1 dei 2 prototipi era simile alla foto che la fa sembrare una mezza S.W. mentre l'altro si differenziava solo nella parte posteriore poichè munito di una specie di " cassone " che la facevano sembrare ( con un po' di fantasia ) ad un Pick-Up con il telone e purtroppo non ho foto da postare ma ho bene in mente come era fatta.

Ma ne parleremo dopo perchè io 1 di queste auto ho avuto l' opportunità di vederla dal vivo su strada :D

Di questi primissimi 2 prototipi , quello tipo S.W. inizialmente fu mandato in pianta stabile a girare presso la pista di Balocco giorno e notte.

L' altro ( il Pick-Up ) a volte restava nelle officine del Portello per aggiornamenti vari ed usciva solo di sera e per tutta la notte per effettuare un percorso in Lombardia di cui parleremo.
Oppure alcune volte veniva inviato su Cisa e Futa ed altre località ben conosciute ai Collaudatori.

A volte però ( ma ben poche volte ) si scambiavano i percorsi.

Resta comunque il fatto che il primissimo Prototipo della Montreal di Bertone / Gandini che fu esposta all' Expo poteva essere considerata un 2 + 2 posti.
Dopo tutte le modifiche apportate anche per volere inserire il meraviglioso
V 8 , questa vettura Montreal - 105-64 divenne " quasi " una 2 posti secchi.

Continuerò ancora domani con altre notizie. Grazie. Ciao. :thumbup:

Ancora una volta un grazie a tutti x gli auguri. :D :D

Arriviamo quindi nel 1969.

Si susseguono varie foto della futura " belva " su periodici specializzati e su
rotocalchi.

Le foto più veritiere furono ovviamente quelle pubblicate da Quattroruote e che io Vi ripropongo ancora.

Piccolo excursus : A 30 mt. da casa mia c' era - e c' è ancora - un bel ristorante che allora mediamente per 2 sere la settimana era frequentato da una coppia che possedeva una meravigliosa MASERATI GHIBLI - 4700-
di colore Giallo ( identica alla foto che sotto Vi posto ) .

Alla fine della cena ed in sede di ripartenza, colui che guidava scaldava ben bene la vettura e poi si improvvisava in notevoli accelerazioni e che comunque per le mie orecchie era veramente musica sublime.

Sfido ancora oggi chiunque di noi a non doversi esaltare nel sentire scatenarsi tanta potenza dal V8 di quella vettura che - allora - aveva gli scarichi non " tarpati " come le auto di oggi.

Questa felice situazione bisettimanale di riflesso mi portava immediatamente a pensare al V8 delle MONTREAL in prova a Balocco.

Per la verità io ero informato comunque a " spizzichi e bocconi " dagli amici
dell' ALFA sul prosieguo delle prove, ma ciò non mi bastava.

Pertanto , ed a seguito anche delle ultimissime foto che pubblicò Quattroruote,
decisi - una sera dopo cena - di sfidare l ' imprevedibile e di partire per la pista di Balocco per verificare de visu ............quel certo non so che.......... :rolleyes:

Era la seconda metà di Febbraio 1969. Autostrada Milano - Torino ed esco al casello di Balocco.
Chiedo al casellante la strada per la pista e mi indica : Al I° stop posto a 20 mt. dall' uscita Lei vada a sinistra e poi a destra e poi ancora tenere la sinistra seguendo la strada che porta ad una specie di altipiano e che sale gradatamente.

Quindi avanti per un rettilineo che costeggia la pista per circa 1,5 Km. fino a trovare un cancello posto quasi alla fine della pista e a circa 200-250 mt. prima di un curvone oltre il quale la strada normale porta od al paese di Buronzo oppure sino a S.Giacomo Vercellese.

Vedendomi a bordo di un' ALFA , forse il casellante aveva creduto che io fossi uno dello staff della CASA.

Ringrazio, saluto e seguo le sue istruzioni procedendo molto molto adagio e , nonostante il freddo , col finestrino totalmente abbassato per percepire eventuali suoni o rombi di motore.

Man mano procedevo - complice anche il non vedere alcuna luce che lasciava presagire ad una abitazione qualsiasi - mi chiedevo in quale posto isolato e fuori dal mondo io fossi finito ma soprattutto chi glielo aveva fatto fare all' ALFA di mettere un simile impianto in un luogo così atipico.

Intanto, verificavo ( sulla sinistra ) che la pista era comunque nascosta da tutto un unico filare ( per tutta la sua lunghezza ) di alberi. Che a quei tempi erano ancora bassi e/o piccoli ma che comunque il loro servizio lo facevano egregiamente mentre invece sulla destra si stagliava una enorme distesa di campi ( risaie ) che non terminava mai.

Procedo comunque ed arrivo al cancello illuminato da una lucina veramente fioca fioca ed ivi noto l'entrata con una ripida salita e comunque da quella posizione NULLA si vede all' interno.

Non capisco e vado avanti. Percorro la grande curva e mi accorgo che mi sto allontanando progressivamente dalla pista.

Decido allora di andare in uno dei 2 paesi vicini e mi avvio per S.Giacomo Vercellese.
Mi domando e mi conforto = Troverò magari una osteria , un piccolo bar per bere magari un caffè e domandare lumi a qualcuno ?

Arrivo a S. Giacomo e........tutto chiuso !!! Nessuno in giro....!!! Ed erano le
ore 21 di sera.

Torno indietro e mi accosto e mi fermo 300-400 mt. dopo il famoso cancellone.

Lascio le luci di posizione accese e scendo dalla macchina.

Mi avvolgono subito un Silenzio ASSORDANTE , una sensazione di freddo
( in effetti la serata era la tipica nottata tersa e gelida ) ma soprattutto mi assale un senso di abbandono e tanta paura. :shock:

Gettavo lo sguardo verso le risaie e mi chiedevo = Ma chi me lo ha fatto fare ?
Quì con questo silenzio e con questo freddo ed in questa landa con nessuno in giro.

Mancano solo i lupi affamati ed io " sono fatto come una gallina " :shock:

Quasi non termino questi esagerati pensieri che si ode in lontananza e proveniente dall' interno della pista l' inconfondibile melodioso suono di un motore V8 che si avanza.

Stupore e gioia. Soprattutto quando inizia a percorrere il tratto misto con varie curve ove gli " sgasamenti " e gli " sgommamenti " ( perdonate se mi esprimo in simil modo ) - uniti ai bagliori dei fari abbaglianti che si percepivano nonostante gli alberi e che davano l' idea di quale tour de force fosse sottoposta la vettura - si susseguivano.

La vettura ( di cui ovviamente non si riusciva a vedere la carrozzeria ) si allontana ed io, felice come una pasqua , decido di restare sul posto . In quel momento del freddo e della paura non me ne fregava piu' niente.
Mi sentivo appagato. ;)

Dopo circa mezzo minuto si sente arrivare vettura col classico sound del classico 4 cilindri ALFA.
Non so quale macchina lo montasse ma le evoluzioni che faceva era le medesime ( ovviamente un po' inferiori a quelle del V 8 ) . Grande gioia.

Mi chiesi però = Come mai ancora collaudi con il 4 cilindri ?
Mi risposi = vuoi vedere che già collaudano il futuro 2000 cc. della futura
ALFA 2000 ? In effetti non era quasi più un segreto che l' ALFA avrebbe
commercializzato a breve una 2000 per cercare di contrapporsi alla concorrenza che aveva iniziato in quegli anni la scalata alle cilindrate più alte.

Dagi amici dell' ALFA successivamente ebbi conferma.

Rimasi oltre mezz' ora in quel luogo a bearmi ogni 3 o 4 o 5 minuti ( il tempo che le vetture impiegavano a fare un giro ) di quella melodia e poi me ne andai.

Siccome volevo ulteriori informazioni e magari più esurienti, decisi di tentare di volere disturbare il casellante di Balocco prima di intraprendere il ritorno.

Ve lo scrivo domani assieme ad altre cosette.

PS= La Pista di Balocco nel 1969 era molto differente dall' attuale. Compresa l'entrata che una volta era più verso il termine della stessa- verso Nord-.

Posto una foto di come era la pista tanti anni fa.
La parte bassa della foto è il NORD.

Un saluto. :D :D

E quindi mentre mi avvicinavo al casello dell' autostrada per il rientro a casa,
ripensando a quanto di melodioso le mie orecchie avevano potuto sentire,
posi a me stesso una domanda :
---Che strano : come mai quel rumore , quelle " pulsazioni " del V8 ALFA
così strane, quasi sfalsate e così differenti dagli altri V8 che normalmente sentiamo ?

In effetti ricordando il caratteristico suono delle MASERATI ma anche di una vettura del papà di un mio amico - una ormai anzianotta ma sempre con discreto fascino SIMCA CHAMBORD - 2445 cc. - motore V8 - Aste e Bilanceri e di tutti gli altri V8 che a volte ci capitava di ascoltare, quello della futura Montreal dava una strana sensazione.

Qualche giorno dopo ed a seguito mia visita dai miei amici in ALFA il dubbio si risolse. Furono loro a significarmi che l' albero motore adottato da quel motore era con manovelle a 90° in luogo dei 180° della quasi totalità degli altri motori V8 di altre marche ( Americane e non ).

Raggiungo quindi il casello autostradale e fermo la mia vettura..

Oggigiorno le strutture dei caselli di Balocco sono tutte differenti e poi non sono più ubicati nella stessa posizione ove erano una volta ma un tempo il casello di Balocco era ( se visto dall' alto ) di tipo quasi ovoidale e tutto con intelaiatura in ferro e con tanti vetri fissati ancora con lo stucco - come le salette di attesa delle stazioni ferroviarie di tanti anni fa -.

Scendo e mi presento al casellante che era un signore sulla cinquantina ed iniziando una simpatica conversazione lo informo che io non faccio parte dello staff dell' ALFA e che la mia visita ivi era solo frutto di passione e curiosità e quindi seguitiamo a dialogare sulla pista di Balocco, sulle frequentazioni dei personaggi ALFA ecc.ecc. e qualche notiziola me la snocciola ; compresivo di aneddoti intercorsi tra fotografi e guardie del circuito.
Magari ne parliamo alla prossima.

Noto tra l' altro che teneva a debita distanza una stufetta elettrica perchè anche lì dentro faceva freddo e una radiolina che diffondeva musica.

In altra parte aveva un thermos pieno di caffè che sarebbe dovuto durargli sino a che - al mattino presto - un collega non lo avesse sostituito.

Vedendo che la conversazione si prolungava e vedendomi infreddolito si era offerto di versarmi un po' del suo caffè.

Gentilmente declinai l'offerta pregandolo di non offendersi e motivando che lui con il thermos avrebbe dovuto tirare sino al mattino mentre io avrei - dopo circa 20 minuti - potuto rifocillarmi all ' Autogrill di Novara.

Gli chiesi se eventualmente la sera successiva lo avrei trovato ancora presente nel casello e lui rispose affermativamente.

Gli dissi che l' indomani sarei tornato con un amico " sfegatato Lancista "
ma amante dei bei motori .

Lo ringraziai e me ne tornai a casa.

Ragazzi, a domani. Accenneremo anche " all' ascolto del motore " boxer della futura ALFASUD che la sera dopo era in prova su una vettura proprio lì sulla pista. Ciao. :D :thumbup:
 
giampi47 ha scritto:
giampi47 ha scritto:
giampi47 ha scritto:
giampi47 ha scritto:
giampi47 ha scritto:
giampi47 ha scritto:
Un grazie all' amico TRANSAXLE ed un CIAO: :D

Andiamo avanti=

Per questa vettura di Bertone e disegnata da Gandini e che fu esposta in Canada, fu usato il telaio di una normale GIULIA SPRINT- 1600 GT.
Quindi , il classico Ponte Rigido ALFA.

Ricordo ancora una volta che il motore adottato inizialmente fu della GIULIA T.I. da 92 Cv.Din.
Per i successivi motori ne parliamo più avanti.

Circa la scelta del brand ALFA ROMEO quale rappresentante costruttrice di auto per l' Expo canadese forse la più veritiera è che la CASA negli anni '60 dimostrò una vèrve che risultava inusitata in altri brand e secondariamente perchè aveva sempre proposto e costruito vetture che sempre avevano fatto spasimare gli automobilisti vuoi per bellezza e per prestazioni.

Per i detrattori del marchio ALFA , invece , per essi parve che l' invito fu rivolto solo perchè fu tenuto conto che il marchio ALFA adottava la prima lettera
dell' alfabeto. :oops:

Inoltre proprio l' anno prima fu presentato lo Spider DUETTO 1600 di Pininfarina che per il suo fascino preoccupò non poco gli altri costruttori
di vetture scoperte.

E' pur vero che in larghissima misura l' adozione della DUETTO 1600 nel film IL LAUREATO con Dustin Hoffmann contribuì alla sua diffusione e soprattutto a " sbavare " per la purezza delle linee e per le grandissime prestazioni offerte da un motore di soli 1600 cc., ma se la memoria non mi inganna , questo film fu proiettato verso fine 1967 o primi 1968.

E poi, comunque , la vettura di Bertone / Gandini presentata a Montreal fu studiata ed assemblata nella seconda metà dell' anno 1966 - ( mi pare ) e per essere pronta in primavera 1967.

Stante la ristrettezza di tempo utile per deliberare questa vettura per l' Expo,
ecco perchè si dovette ripiegare sull ' uso del solito e collaudato e "sincero " Ponte Rigido.

L ' apparizione della vettura fece scalpore prima ancora di essere inviata in Canada e tantissimi già speravano che essa un giorno ( molto presto ) si sarebbe potuto vederla in listino ALFA per l' acquisto.

Di ciò se ne resero conto anche i Dirigenti ALFA che un pensierino per eleggere questa auto a futura sostituta della GIULIA SPRINT GT , lo fecero.
Ma decisero anche di dare tempo al tempo e di attendere il termine dell' Expo.

In concomitanza con questo avvenimento all' estero, da noi il progetto della
ALFA - 33 - 2000 - V8 da corsa aveva rotto il guscio e si assistette alle primissime vittorie di questa 33 " racing car " voluta da tutto lo staff ( anche dirigenziale ) e con la più che costruttiva e fondamentale partecipazione di BUSSO ( in prima battuta ) e di CHITI ( successivamente quando prese possesso dell' AUTODELTA ).

La bontà del prodotto ALFA 33 -2000- V8 da corsa ed i positivi risultati che otteneva man mano, fecero scattare la scintilla ai più lungimiranti.

Pensarono allora che , al ritorno delle vetture da Montreal , sarebbe stato utile sviluppare la vettura di Bertone / Gandini con quel magnifico motore V8 che già esisteva e che dava complete garanzie.

Del resto, la ormai vecchia ALFA 2600 Sprint di Bertone col suo comunque ottimo 6 cilindri in linea da165 Cv-Sae - ( 145 Cv.Din ) era sicuramente da sostituire. Quale migliore occasione ?? ;)

A vetture tornate in Italia verso fine anno 1967 , ad 1 di queste vetture fu montato il classico motore ALFA 4 cil. in linea però maggiorato a 2000 cc. -

Divenne vettura di laboratorio.

Ma non finì quì, perchè in alternativa si dice che le fu montato anche altro
motore ALFA 4 cil. da 2000 cc. ma con Doppia Accensione.

Preludio - quanto meno questo nuovo motore - della futura GT Am da corsa ?? :D

Sempre nel frattempo , constatata la bontà dell' idea di montare il V8 su questa auto , Bertone e l' ALFA lavoravano di gran lena per modificare un po' la vettura per permetterle di essere equipaggiata col motore " più nobile ".

Ma non fu semplice perchè il tutto richiedeva tante variazioni e tanto tempo e così si arrivò all ' anno 1968.

Si era pensato - già che si era in ballo - di fare adottare alla vettura ( che nel frattempo tutti -stampa compresa- denominarono MONTREAL ) un retrotreno differente e più sofisticato.

Per la verità il Sig. BUSSO dicono abbia iniziato lo studio e la sperimentazione del suo DeDion ( per la futura 116-Alfetta del 1972 ) proprio nel 1967 ma non poteva distogliere tempo da questa futura auto per dedicarsi alla Montreal.

Anche perchè pare che la messa a punto del DeDion di Busso fu veramente tanto laboriosa anche negli anni a venire ; tant ' è che ( così avevo letto ed anche saputo ) si era rischiato di non potere presentare l' ALFETTA col DeDion nel Giugno del 1972 in quanto ancora nell' inverno 1971 pare avessero ancora qualche problemuccio ( che risolsero in primavera 1972 poco prima della presentazione della 116).

Quindi per tornare alla MONTREAL, il DeDion era da escludere proprio per problemi di tempo.

E non si poteva nemmeno montare un qualcosa simile allo " Slittone " delle
GIULIA GTA da corsa perchè evidentemente era un artificio, un espediente ma validissimo ed idoneo per vetture da corsa.

Si dirà che si sarebbe potuto trovare un espediente in alternativa. Vero, ma mancava il tempo.

Si pensò allora di montare un retrotreno sul tipo delle TZ 1 e TZ 2 ma sempre per problemi di tempo e per altri validi motivi anche questa soluzione fu esclusa.

Si ripiegò allora sul solito Ponte Rigido Alfa ma " notevolmente " irrobustito e perfettamente rivisto in tutte le sue componenti per adeguare la vettura al grande aumento di potenza che la vettura avrebbe dovuto "digerire".

E comunque, sino a pochissimi anni prima anche le Ferrari con 240-260-280 Cv. ecc. ( non parlo della GTB ) avevano ponte rigido.

E così , finalmente dopo tanto tempo e tante modifiche e l' adozione del motore V8 , iniziarono i collaudi.

Ne parleremo presto.

Per ora un caro saluto. :D :thumbup:

Un saluto anche a GENLEE. :D

Si era quindi nel 1968 ed a causa delle pesanti modifiche cui venne sottoposta la macchina da parte della Bertone ( su segnalazione ed ordine dell' ALFA ) per ( soprattutto ) potere ospitare il motore V 8 , la vettura definitiva latitava.

Iniziarono allora nel 1968 " avanzato " con 2 prototipi come da foto che posto ancora una volta.

Per la verità 1 dei 2 prototipi era simile alla foto che la fa sembrare una mezza S.W. mentre l'altro si differenziava solo nella parte posteriore poichè munito di una specie di " cassone " che la facevano sembrare ( con un po' di fantasia ) ad un Pick-Up con il telone e purtroppo non ho foto da postare ma ho bene in mente come era fatta.

Ma ne parleremo dopo perchè io 1 di queste auto ho avuto l' opportunità di vederla dal vivo su strada :D

Di questi primissimi 2 prototipi , quello tipo S.W. inizialmente fu mandato in pianta stabile a girare presso la pista di Balocco giorno e notte.

L' altro ( il Pick-Up ) a volte restava nelle officine del Portello per aggiornamenti vari ed usciva solo di sera e per tutta la notte per effettuare un percorso in Lombardia di cui parleremo.
Oppure alcune volte veniva inviato su Cisa e Futa ed altre località ben conosciute ai Collaudatori.

A volte però ( ma ben poche volte ) si scambiavano i percorsi.

Resta comunque il fatto che il primissimo Prototipo della Montreal di Bertone / Gandini che fu esposta all' Expo poteva essere considerata un 2 + 2 posti.
Dopo tutte le modifiche apportate anche per volere inserire il meraviglioso
V 8 , questa vettura Montreal - 105-64 divenne " quasi " una 2 posti secchi.

Continuerò ancora domani con altre notizie. Grazie. Ciao. :thumbup:

Ancora una volta un grazie a tutti x gli auguri. :D :D

Arriviamo quindi nel 1969.

Si susseguono varie foto della futura " belva " su periodici specializzati e su
rotocalchi.

Le foto più veritiere furono ovviamente quelle pubblicate da Quattroruote e che io Vi ripropongo ancora.

Piccolo excursus : A 30 mt. da casa mia c' era - e c' è ancora - un bel ristorante che allora mediamente per 2 sere la settimana era frequentato da una coppia che possedeva una meravigliosa MASERATI GHIBLI - 4700-
di colore Giallo ( identica alla foto che sotto Vi posto ) .

Alla fine della cena ed in sede di ripartenza, colui che guidava scaldava ben bene la vettura e poi si improvvisava in notevoli accelerazioni e che comunque per le mie orecchie era veramente musica sublime.

Sfido ancora oggi chiunque di noi a non doversi esaltare nel sentire scatenarsi tanta potenza dal V8 di quella vettura che - allora - aveva gli scarichi non " tarpati " come le auto di oggi.

Questa felice situazione bisettimanale di riflesso mi portava immediatamente a pensare al V8 delle MONTREAL in prova a Balocco.

Per la verità io ero informato comunque a " spizzichi e bocconi " dagli amici
dell' ALFA sul prosieguo delle prove, ma ciò non mi bastava.

Pertanto , ed a seguito anche delle ultimissime foto che pubblicò Quattroruote,
decisi - una sera dopo cena - di sfidare l ' imprevedibile e di partire per la pista di Balocco per verificare de visu ............quel certo non so che.......... :rolleyes:

Era la seconda metà di Febbraio 1969. Autostrada Milano - Torino ed esco al casello di Balocco.
Chiedo al casellante la strada per la pista e mi indica : Al I° stop posto a 20 mt. dall' uscita Lei vada a sinistra e poi a destra e poi ancora tenere la sinistra seguendo la strada che porta ad una specie di altipiano e che sale gradatamente.

Quindi avanti per un rettilineo che costeggia la pista per circa 1,5 Km. fino a trovare un cancello posto quasi alla fine della pista e a circa 200-250 mt. prima di un curvone oltre il quale la strada normale porta od al paese di Buronzo oppure sino a S.Giacomo Vercellese.

Vedendomi a bordo di un' ALFA , forse il casellante aveva creduto che io fossi uno dello staff della CASA.

Ringrazio, saluto e seguo le sue istruzioni procedendo molto molto adagio e , nonostante il freddo , col finestrino totalmente abbassato per percepire eventuali suoni o rombi di motore.

Man mano procedevo - complice anche il non vedere alcuna luce che lasciava presagire ad una abitazione qualsiasi - mi chiedevo in quale posto isolato e fuori dal mondo io fossi finito ma soprattutto chi glielo aveva fatto fare all' ALFA di mettere un simile impianto in un luogo così atipico.

Intanto, verificavo ( sulla sinistra ) che la pista era comunque nascosta da tutto un unico filare ( per tutta la sua lunghezza ) di alberi. Che a quei tempi erano ancora bassi e/o piccoli ma che comunque il loro servizio lo facevano egregiamente mentre invece sulla destra si stagliava una enorme distesa di campi ( risaie ) che non terminava mai.

Procedo comunque ed arrivo al cancello illuminato da una lucina veramente fioca fioca ed ivi noto l'entrata con una ripida salita e comunque da quella posizione NULLA si vede all' interno.

Non capisco e vado avanti. Percorro la grande curva e mi accorgo che mi sto allontanando progressivamente dalla pista.

Decido allora di andare in uno dei 2 paesi vicini e mi avvio per S.Giacomo Vercellese.
Mi domando e mi conforto = Troverò magari una osteria , un piccolo bar per bere magari un caffè e domandare lumi a qualcuno ?

Arrivo a S. Giacomo e........tutto chiuso !!! Nessuno in giro....!!! Ed erano le
ore 21 di sera.

Torno indietro e mi accosto e mi fermo 300-400 mt. dopo il famoso cancellone.

Lascio le luci di posizione accese e scendo dalla macchina.

Mi avvolgono subito un Silenzio ASSORDANTE , una sensazione di freddo
( in effetti la serata era la tipica nottata tersa e gelida ) ma soprattutto mi assale un senso di abbandono e tanta paura. :shock:

Gettavo lo sguardo verso le risaie e mi chiedevo = Ma chi me lo ha fatto fare ?
Quì con questo silenzio e con questo freddo ed in questa landa con nessuno in giro.

Mancano solo i lupi affamati ed io " sono fatto come una gallina " :shock:

Quasi non termino questi esagerati pensieri che si ode in lontananza e proveniente dall' interno della pista l' inconfondibile melodioso suono di un motore V8 che si avanza.

Stupore e gioia. Soprattutto quando inizia a percorrere il tratto misto con varie curve ove gli " sgasamenti " e gli " sgommamenti " ( perdonate se mi esprimo in simil modo ) - uniti ai bagliori dei fari abbaglianti che si percepivano nonostante gli alberi e che davano l' idea di quale tour de force fosse sottoposta la vettura - si susseguivano.

La vettura ( di cui ovviamente non si riusciva a vedere la carrozzeria ) si allontana ed io, felice come una pasqua , decido di restare sul posto . In quel momento del freddo e della paura non me ne fregava piu' niente.
Mi sentivo appagato. ;)

Dopo circa mezzo minuto si sente arrivare vettura col classico sound del classico 4 cilindri ALFA.
Non so quale macchina lo montasse ma le evoluzioni che faceva era le medesime ( ovviamente un po' inferiori a quelle del V 8 ) . Grande gioia.

Mi chiesi però = Come mai ancora collaudi con il 4 cilindri ?
Mi risposi = vuoi vedere che già collaudano il futuro 2000 cc. della futura
ALFA 2000 ? In effetti non era quasi più un segreto che l' ALFA avrebbe
commercializzato a breve una 2000 per cercare di contrapporsi alla concorrenza che aveva iniziato in quegli anni la scalata alle cilindrate più alte.

Dagi amici dell' ALFA successivamente ebbi conferma.

Rimasi oltre mezz' ora in quel luogo a bearmi ogni 3 o 4 o 5 minuti ( il tempo che le vetture impiegavano a fare un giro ) di quella melodia e poi me ne andai.

Siccome volevo ulteriori informazioni e magari più esurienti, decisi di tentare di volere disturbare il casellante di Balocco prima di intraprendere il ritorno.

Ve lo scrivo domani assieme ad altre cosette.

PS= La Pista di Balocco nel 1969 era molto differente dall' attuale. Compresa l'entrata che una volta era più verso il termine della stessa- verso Nord-.

Posto una foto di come era la pista tanti anni fa.
La parte bassa della foto è il NORD.

Un saluto. :D :D

E quindi mentre mi avvicinavo al casello dell' autostrada per il rientro a casa,
ripensando a quanto di melodioso le mie orecchie avevano potuto sentire,
posi a me stesso una domanda :
---Che strano : come mai quel rumore , quelle " pulsazioni " del V8 ALFA
così strane, quasi sfalsate e così differenti dagli altri V8 che normalmente sentiamo ?

In effetti ricordando il caratteristico suono delle MASERATI ma anche di una vettura del papà di un mio amico - una ormai anzianotta ma sempre con discreto fascino SIMCA CHAMBORD - 2445 cc. - motore V8 - Aste e Bilanceri e di tutti gli altri V8 che a volte ci capitava di ascoltare, quello della futura Montreal dava una strana sensazione.

Qualche giorno dopo ed a seguito mia visita dai miei amici in ALFA il dubbio si risolse. Furono loro a significarmi che l' albero motore adottato da quel motore era con manovelle a 90° in luogo dei 180° della quasi totalità degli altri motori V8 di altre marche ( Americane e non ).

Raggiungo quindi il casello autostradale e fermo la mia vettura..

Oggigiorno le strutture dei caselli di Balocco sono tutte differenti e poi non sono più ubicati nella stessa posizione ove erano una volta ma un tempo il casello di Balocco era ( se visto dall' alto ) di tipo quasi ovoidale e tutto con intelaiatura in ferro e con tanti vetri fissati ancora con lo stucco - come le salette di attesa delle stazioni ferroviarie di tanti anni fa -.

Scendo e mi presento al casellante che era un signore sulla cinquantina ed iniziando una simpatica conversazione lo informo che io non faccio parte dello staff dell' ALFA e che la mia visita ivi era solo frutto di passione e curiosità e quindi seguitiamo a dialogare sulla pista di Balocco, sulle frequentazioni dei personaggi ALFA ecc.ecc. e qualche notiziola me la snocciola ; compresivo di aneddoti intercorsi tra fotografi e guardie del circuito.
Magari ne parliamo alla prossima.

Noto tra l' altro che teneva a debita distanza una stufetta elettrica perchè anche lì dentro faceva freddo e una radiolina che diffondeva musica.

In altra parte aveva un thermos pieno di caffè che sarebbe dovuto durargli sino a che - al mattino presto - un collega non lo avesse sostituito.

Vedendo che la conversazione si prolungava e vedendomi infreddolito si era offerto di versarmi un po' del suo caffè.

Gentilmente declinai l'offerta pregandolo di non offendersi e motivando che lui con il thermos avrebbe dovuto tirare sino al mattino mentre io avrei - dopo circa 20 minuti - potuto rifocillarmi all ' Autogrill di Novara.

Gli chiesi se eventualmente la sera successiva lo avrei trovato ancora presente nel casello e lui rispose affermativamente.

Gli dissi che l' indomani sarei tornato con un amico " sfegatato Lancista "
ma amante dei bei motori .

Lo ringraziai e me ne tornai a casa.

Ragazzi, a domani. Accenneremo anche " all' ascolto del motore " boxer della futura ALFASUD che la sera dopo era in prova su una vettura proprio lì sulla pista. Ciao. :D :thumbup:

La sera dopo, infatti , col mio amico ed a bordo della sua FULVIA -GT-Berlina
partiamo per Balocco.
L' amico voleva usare la sua vettura per farle fare una bella galoppata in autostrada.

Gli chiedo di fermarsi all' Autogrill di Novara anche per acquistare qualcosa da condividere con l' amico casellante dell' autostrada che la sera precedente si voleva privare del suo caffè per rifocillarmi.

Compero una bottiglia di VOV - lo zabaglione leggerissimamente liquoroso che allora andava tanto di moda ed era squisito. E soprattutto , col freddo , riusciva a scaldare.

Arrivati, lo troviamo all' interno del casello e ci dice che poco prima era appena salita verso la pista una GIULIA color marrone con 2 persone a bordo.

Viene spontaneo fare mentalmente due conti : GIULIA Marrone - 2 persone = Sarà forse l' Ing. CHITI in visita alla pista ed ai prototipi ? Quell' uomo lavorava a tutte le ore.
Forse non aveva alcun significato ma io sapevo che CHITI a quei tempi guidava una GIULIA 1600 Super marrone.

Comunque col mio amico facemmo - sempre con tanta cautela - tutto ciò che feci da solo la sera precedente. Manco fossimo state 2 spie. :shock:
Però quella sera ci " intabarrammo " per bene. ;)

Attesa di pochissimo tempo ed ecco che arriva la belva col suo V8.
Grande Montreal :p - Stesse evoluzioni - medesime fortissime accelerazioni e tanta gioia anche per il mio amico.
Ma egualmente al giorno precedente, solo rumori e le luci dei fari della vettura che volteggiavano e basta. Nessuna possibilità di vedere il prototipo. :evil:
Le piante che impedivano la visuale a suo tempo erano state posizionate a regola d' arte.

Non passa 1 minuto che sentiamo il netto rumore di un motore dalla voce un po' " roca " e strana ma molto "secca " e soprattutto gradevolmente
" metallica " .

Somigliava molto lontanamente al 4 cil. boxer delle LANCIA Flavia ma questo motore ( al contrario del motore FLAVIA che era più " pacioso " ) era di una prontezza di reazione entusiasmante sia in scalata che in ripresa e specialmente quando colui che collaudava lo portava agli alti regimi.

Sapevo che erano iniziati i collaudi per la futura ALFASUD ma questa improvvisata fece piacere perchè dava l' esatta percezione che anche il Boxer
della futura vetturetta era a tutti gli effetti un bel motore ALFA.

Quella sera il classico 4 cilindri in linea ( che udii la sera prima ) non partecipò ai test e così ci " leccammo le orecchie " con il V8 ed il Boxer.

Rimanemmo ivi circa tre quarti d' ora in tutta tranquillità e senza che passasse anima viva e quindi ci dirigemmo dal casellante.

Gli donammo il VOV e lui gentilmente si offrì di farci partecipe di una bevutina tutti assieme, aprendo la bottiglia.
Così iniziammo a trascorrere ancora un po' di tempo con lui.

Ci raccontò del grande movimento di persone e mezzi ( furgoni telonati e furgoni chiusi - camion - camion dell' AUTODELTA - bisarche con vetture coperte da teloni enormi - macchine ) che normalmente nelle ore diurne vi era lì a Balocco.
Ed ancora, a volte qualche pullmino con a bordo probabilmente delegazioni di persone e forse anche estere; ma soprattutto varie vetture guidate da collaudatori e ( probabilmente ) da qualche Ingegnere o responsabile ALFA.

Ci disse anche che era talmente severa la sorveglianza all' impianto da parte di personale addetto che ben pochi fotografi e/o reporter la " facevano franca ".
Però si limitavano a levare il rullino dalla macchina fotografica e nulla più.
Ci disse che normalmente i " curiosi " si appostavano " appollaiandosi " sugli unici alti alberi esistenti che erano posizionati proprio alla fine della pista e nel punto più stretto ( a Sud ) .

Parlammo di altre cose fino a scoprire che anche lui- come il mio amico -
simpatizzava per le LANCIA.

Alla fine, ci salutammo e beati e contenti ce ne tornammo in autostrada.
In auto chiesi al mio amico se anche lui avesse avuto la sensazione che
le " pulsazioni " del motore V8 appena udito non fossero un po' strane e non conforme a quanto si percepiva con altri motori con 8 cilindri a V.
Mi diede ragione. Però dopo qualche tempo riuscii a renderlo edotto del perchè.

Qualche giorno dopo andai a trovare i miei amici in ALFA.

Ma ne parliamo prossimamente. Grazie. Ciao. :D :thumbup:
 
neirin ha scritto:
Oggi ho ricevuto la newsletter di Alfa Romeo che dice che il museo verrà riaperto in occasione dell'Expo...........allora nel 2015?

" Fosse che fosse la volta buona " . :)

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giampi47 ha scritto:
giampi47 ha scritto:
giampi47 ha scritto:
giampi47 ha scritto:
giampi47 ha scritto:
giampi47 ha scritto:
giampi47 ha scritto:
Un grazie all' amico TRANSAXLE ed un CIAO: :D

Andiamo avanti=

Per questa vettura di Bertone e disegnata da Gandini e che fu esposta in Canada, fu usato il telaio di una normale GIULIA SPRINT- 1600 GT.
Quindi , il classico Ponte Rigido ALFA.

Ricordo ancora una volta che il motore adottato inizialmente fu della GIULIA T.I. da 92 Cv.Din.
Per i successivi motori ne parliamo più avanti.

Circa la scelta del brand ALFA ROMEO quale rappresentante costruttrice di auto per l' Expo canadese forse la più veritiera è che la CASA negli anni '60 dimostrò una vèrve che risultava inusitata in altri brand e secondariamente perchè aveva sempre proposto e costruito vetture che sempre avevano fatto spasimare gli automobilisti vuoi per bellezza e per prestazioni.

Per i detrattori del marchio ALFA , invece , per essi parve che l' invito fu rivolto solo perchè fu tenuto conto che il marchio ALFA adottava la prima lettera
dell' alfabeto. :oops:

Inoltre proprio l' anno prima fu presentato lo Spider DUETTO 1600 di Pininfarina che per il suo fascino preoccupò non poco gli altri costruttori
di vetture scoperte.

E' pur vero che in larghissima misura l' adozione della DUETTO 1600 nel film IL LAUREATO con Dustin Hoffmann contribuì alla sua diffusione e soprattutto a " sbavare " per la purezza delle linee e per le grandissime prestazioni offerte da un motore di soli 1600 cc., ma se la memoria non mi inganna , questo film fu proiettato verso fine 1967 o primi 1968.

E poi, comunque , la vettura di Bertone / Gandini presentata a Montreal fu studiata ed assemblata nella seconda metà dell' anno 1966 - ( mi pare ) e per essere pronta in primavera 1967.

Stante la ristrettezza di tempo utile per deliberare questa vettura per l' Expo,
ecco perchè si dovette ripiegare sull ' uso del solito e collaudato e "sincero " Ponte Rigido.

L ' apparizione della vettura fece scalpore prima ancora di essere inviata in Canada e tantissimi già speravano che essa un giorno ( molto presto ) si sarebbe potuto vederla in listino ALFA per l' acquisto.

Di ciò se ne resero conto anche i Dirigenti ALFA che un pensierino per eleggere questa auto a futura sostituta della GIULIA SPRINT GT , lo fecero.
Ma decisero anche di dare tempo al tempo e di attendere il termine dell' Expo.

In concomitanza con questo avvenimento all' estero, da noi il progetto della
ALFA - 33 - 2000 - V8 da corsa aveva rotto il guscio e si assistette alle primissime vittorie di questa 33 " racing car " voluta da tutto lo staff ( anche dirigenziale ) e con la più che costruttiva e fondamentale partecipazione di BUSSO ( in prima battuta ) e di CHITI ( successivamente quando prese possesso dell' AUTODELTA ).

La bontà del prodotto ALFA 33 -2000- V8 da corsa ed i positivi risultati che otteneva man mano, fecero scattare la scintilla ai più lungimiranti.

Pensarono allora che , al ritorno delle vetture da Montreal , sarebbe stato utile sviluppare la vettura di Bertone / Gandini con quel magnifico motore V8 che già esisteva e che dava complete garanzie.

Del resto, la ormai vecchia ALFA 2600 Sprint di Bertone col suo comunque ottimo 6 cilindri in linea da165 Cv-Sae - ( 145 Cv.Din ) era sicuramente da sostituire. Quale migliore occasione ?? ;)

A vetture tornate in Italia verso fine anno 1967 , ad 1 di queste vetture fu montato il classico motore ALFA 4 cil. in linea però maggiorato a 2000 cc. -

Divenne vettura di laboratorio.

Ma non finì quì, perchè in alternativa si dice che le fu montato anche altro
motore ALFA 4 cil. da 2000 cc. ma con Doppia Accensione.

Preludio - quanto meno questo nuovo motore - della futura GT Am da corsa ?? :D

Sempre nel frattempo , constatata la bontà dell' idea di montare il V8 su questa auto , Bertone e l' ALFA lavoravano di gran lena per modificare un po' la vettura per permetterle di essere equipaggiata col motore " più nobile ".

Ma non fu semplice perchè il tutto richiedeva tante variazioni e tanto tempo e così si arrivò all ' anno 1968.

Si era pensato - già che si era in ballo - di fare adottare alla vettura ( che nel frattempo tutti -stampa compresa- denominarono MONTREAL ) un retrotreno differente e più sofisticato.

Per la verità il Sig. BUSSO dicono abbia iniziato lo studio e la sperimentazione del suo DeDion ( per la futura 116-Alfetta del 1972 ) proprio nel 1967 ma non poteva distogliere tempo da questa futura auto per dedicarsi alla Montreal.

Anche perchè pare che la messa a punto del DeDion di Busso fu veramente tanto laboriosa anche negli anni a venire ; tant ' è che ( così avevo letto ed anche saputo ) si era rischiato di non potere presentare l' ALFETTA col DeDion nel Giugno del 1972 in quanto ancora nell' inverno 1971 pare avessero ancora qualche problemuccio ( che risolsero in primavera 1972 poco prima della presentazione della 116).

Quindi per tornare alla MONTREAL, il DeDion era da escludere proprio per problemi di tempo.

E non si poteva nemmeno montare un qualcosa simile allo " Slittone " delle
GIULIA GTA da corsa perchè evidentemente era un artificio, un espediente ma validissimo ed idoneo per vetture da corsa.

Si dirà che si sarebbe potuto trovare un espediente in alternativa. Vero, ma mancava il tempo.

Si pensò allora di montare un retrotreno sul tipo delle TZ 1 e TZ 2 ma sempre per problemi di tempo e per altri validi motivi anche questa soluzione fu esclusa.

Si ripiegò allora sul solito Ponte Rigido Alfa ma " notevolmente " irrobustito e perfettamente rivisto in tutte le sue componenti per adeguare la vettura al grande aumento di potenza che la vettura avrebbe dovuto "digerire".

E comunque, sino a pochissimi anni prima anche le Ferrari con 240-260-280 Cv. ecc. ( non parlo della GTB ) avevano ponte rigido.

E così , finalmente dopo tanto tempo e tante modifiche e l' adozione del motore V8 , iniziarono i collaudi.

Ne parleremo presto.

Per ora un caro saluto. :D :thumbup:

Un saluto anche a GENLEE. :D

Si era quindi nel 1968 ed a causa delle pesanti modifiche cui venne sottoposta la macchina da parte della Bertone ( su segnalazione ed ordine dell' ALFA ) per ( soprattutto ) potere ospitare il motore V 8 , la vettura definitiva latitava.

Iniziarono allora nel 1968 " avanzato " con 2 prototipi come da foto che posto ancora una volta.

Per la verità 1 dei 2 prototipi era simile alla foto che la fa sembrare una mezza S.W. mentre l'altro si differenziava solo nella parte posteriore poichè munito di una specie di " cassone " che la facevano sembrare ( con un po' di fantasia ) ad un Pick-Up con il telone e purtroppo non ho foto da postare ma ho bene in mente come era fatta.

Ma ne parleremo dopo perchè io 1 di queste auto ho avuto l' opportunità di vederla dal vivo su strada :D

Di questi primissimi 2 prototipi , quello tipo S.W. inizialmente fu mandato in pianta stabile a girare presso la pista di Balocco giorno e notte.

L' altro ( il Pick-Up ) a volte restava nelle officine del Portello per aggiornamenti vari ed usciva solo di sera e per tutta la notte per effettuare un percorso in Lombardia di cui parleremo.
Oppure alcune volte veniva inviato su Cisa e Futa ed altre località ben conosciute ai Collaudatori.

A volte però ( ma ben poche volte ) si scambiavano i percorsi.

Resta comunque il fatto che il primissimo Prototipo della Montreal di Bertone / Gandini che fu esposta all' Expo poteva essere considerata un 2 + 2 posti.
Dopo tutte le modifiche apportate anche per volere inserire il meraviglioso
V 8 , questa vettura Montreal - 105-64 divenne " quasi " una 2 posti secchi.

Continuerò ancora domani con altre notizie. Grazie. Ciao. :thumbup:

Ancora una volta un grazie a tutti x gli auguri. :D :D

Arriviamo quindi nel 1969.

Si susseguono varie foto della futura " belva " su periodici specializzati e su
rotocalchi.

Le foto più veritiere furono ovviamente quelle pubblicate da Quattroruote e che io Vi ripropongo ancora.

Piccolo excursus : A 30 mt. da casa mia c' era - e c' è ancora - un bel ristorante che allora mediamente per 2 sere la settimana era frequentato da una coppia che possedeva una meravigliosa MASERATI GHIBLI - 4700-
di colore Giallo ( identica alla foto che sotto Vi posto ) .

Alla fine della cena ed in sede di ripartenza, colui che guidava scaldava ben bene la vettura e poi si improvvisava in notevoli accelerazioni e che comunque per le mie orecchie era veramente musica sublime.

Sfido ancora oggi chiunque di noi a non doversi esaltare nel sentire scatenarsi tanta potenza dal V8 di quella vettura che - allora - aveva gli scarichi non " tarpati " come le auto di oggi.

Questa felice situazione bisettimanale di riflesso mi portava immediatamente a pensare al V8 delle MONTREAL in prova a Balocco.

Per la verità io ero informato comunque a " spizzichi e bocconi " dagli amici
dell' ALFA sul prosieguo delle prove, ma ciò non mi bastava.

Pertanto , ed a seguito anche delle ultimissime foto che pubblicò Quattroruote,
decisi - una sera dopo cena - di sfidare l ' imprevedibile e di partire per la pista di Balocco per verificare de visu ............quel certo non so che.......... :rolleyes:

Era la seconda metà di Febbraio 1969. Autostrada Milano - Torino ed esco al casello di Balocco.
Chiedo al casellante la strada per la pista e mi indica : Al I° stop posto a 20 mt. dall' uscita Lei vada a sinistra e poi a destra e poi ancora tenere la sinistra seguendo la strada che porta ad una specie di altipiano e che sale gradatamente.

Quindi avanti per un rettilineo che costeggia la pista per circa 1,5 Km. fino a trovare un cancello posto quasi alla fine della pista e a circa 200-250 mt. prima di un curvone oltre il quale la strada normale porta od al paese di Buronzo oppure sino a S.Giacomo Vercellese.

Vedendomi a bordo di un' ALFA , forse il casellante aveva creduto che io fossi uno dello staff della CASA.

Ringrazio, saluto e seguo le sue istruzioni procedendo molto molto adagio e , nonostante il freddo , col finestrino totalmente abbassato per percepire eventuali suoni o rombi di motore.

Man mano procedevo - complice anche il non vedere alcuna luce che lasciava presagire ad una abitazione qualsiasi - mi chiedevo in quale posto isolato e fuori dal mondo io fossi finito ma soprattutto chi glielo aveva fatto fare all' ALFA di mettere un simile impianto in un luogo così atipico.

Intanto, verificavo ( sulla sinistra ) che la pista era comunque nascosta da tutto un unico filare ( per tutta la sua lunghezza ) di alberi. Che a quei tempi erano ancora bassi e/o piccoli ma che comunque il loro servizio lo facevano egregiamente mentre invece sulla destra si stagliava una enorme distesa di campi ( risaie ) che non terminava mai.

Procedo comunque ed arrivo al cancello illuminato da una lucina veramente fioca fioca ed ivi noto l'entrata con una ripida salita e comunque da quella posizione NULLA si vede all' interno.

Non capisco e vado avanti. Percorro la grande curva e mi accorgo che mi sto allontanando progressivamente dalla pista.

Decido allora di andare in uno dei 2 paesi vicini e mi avvio per S.Giacomo Vercellese.
Mi domando e mi conforto = Troverò magari una osteria , un piccolo bar per bere magari un caffè e domandare lumi a qualcuno ?

Arrivo a S. Giacomo e........tutto chiuso !!! Nessuno in giro....!!! Ed erano le
ore 21 di sera.

Torno indietro e mi accosto e mi fermo 300-400 mt. dopo il famoso cancellone.

Lascio le luci di posizione accese e scendo dalla macchina.

Mi avvolgono subito un Silenzio ASSORDANTE , una sensazione di freddo
( in effetti la serata era la tipica nottata tersa e gelida ) ma soprattutto mi assale un senso di abbandono e tanta paura. :shock:

Gettavo lo sguardo verso le risaie e mi chiedevo = Ma chi me lo ha fatto fare ?
Quì con questo silenzio e con questo freddo ed in questa landa con nessuno in giro.

Mancano solo i lupi affamati ed io " sono fatto come una gallina " :shock:

Quasi non termino questi esagerati pensieri che si ode in lontananza e proveniente dall' interno della pista l' inconfondibile melodioso suono di un motore V8 che si avanza.

Stupore e gioia. Soprattutto quando inizia a percorrere il tratto misto con varie curve ove gli " sgasamenti " e gli " sgommamenti " ( perdonate se mi esprimo in simil modo ) - uniti ai bagliori dei fari abbaglianti che si percepivano nonostante gli alberi e che davano l' idea di quale tour de force fosse sottoposta la vettura - si susseguivano.

La vettura ( di cui ovviamente non si riusciva a vedere la carrozzeria ) si allontana ed io, felice come una pasqua , decido di restare sul posto . In quel momento del freddo e della paura non me ne fregava piu' niente.
Mi sentivo appagato. ;)

Dopo circa mezzo minuto si sente arrivare vettura col classico sound del classico 4 cilindri ALFA.
Non so quale macchina lo montasse ma le evoluzioni che faceva era le medesime ( ovviamente un po' inferiori a quelle del V 8 ) . Grande gioia.

Mi chiesi però = Come mai ancora collaudi con il 4 cilindri ?
Mi risposi = vuoi vedere che già collaudano il futuro 2000 cc. della futura
ALFA 2000 ? In effetti non era quasi più un segreto che l' ALFA avrebbe
commercializzato a breve una 2000 per cercare di contrapporsi alla concorrenza che aveva iniziato in quegli anni la scalata alle cilindrate più alte.

Dagi amici dell' ALFA successivamente ebbi conferma.

Rimasi oltre mezz' ora in quel luogo a bearmi ogni 3 o 4 o 5 minuti ( il tempo che le vetture impiegavano a fare un giro ) di quella melodia e poi me ne andai.

Siccome volevo ulteriori informazioni e magari più esurienti, decisi di tentare di volere disturbare il casellante di Balocco prima di intraprendere il ritorno.

Ve lo scrivo domani assieme ad altre cosette.

PS= La Pista di Balocco nel 1969 era molto differente dall' attuale. Compresa l'entrata che una volta era più verso il termine della stessa- verso Nord-.

Posto una foto di come era la pista tanti anni fa.
La parte bassa della foto è il NORD.

Un saluto. :D :D

E quindi mentre mi avvicinavo al casello dell' autostrada per il rientro a casa,
ripensando a quanto di melodioso le mie orecchie avevano potuto sentire,
posi a me stesso una domanda :
---Che strano : come mai quel rumore , quelle " pulsazioni " del V8 ALFA
così strane, quasi sfalsate e così differenti dagli altri V8 che normalmente sentiamo ?

In effetti ricordando il caratteristico suono delle MASERATI ma anche di una vettura del papà di un mio amico - una ormai anzianotta ma sempre con discreto fascino SIMCA CHAMBORD - 2445 cc. - motore V8 - Aste e Bilanceri e di tutti gli altri V8 che a volte ci capitava di ascoltare, quello della futura Montreal dava una strana sensazione.

Qualche giorno dopo ed a seguito mia visita dai miei amici in ALFA il dubbio si risolse. Furono loro a significarmi che l' albero motore adottato da quel motore era con manovelle a 90° in luogo dei 180° della quasi totalità degli altri motori V8 di altre marche ( Americane e non ).

Raggiungo quindi il casello autostradale e fermo la mia vettura..

Oggigiorno le strutture dei caselli di Balocco sono tutte differenti e poi non sono più ubicati nella stessa posizione ove erano una volta ma un tempo il casello di Balocco era ( se visto dall' alto ) di tipo quasi ovoidale e tutto con intelaiatura in ferro e con tanti vetri fissati ancora con lo stucco - come le salette di attesa delle stazioni ferroviarie di tanti anni fa -.

Scendo e mi presento al casellante che era un signore sulla cinquantina ed iniziando una simpatica conversazione lo informo che io non faccio parte dello staff dell' ALFA e che la mia visita ivi era solo frutto di passione e curiosità e quindi seguitiamo a dialogare sulla pista di Balocco, sulle frequentazioni dei personaggi ALFA ecc.ecc. e qualche notiziola me la snocciola ; compresivo di aneddoti intercorsi tra fotografi e guardie del circuito.
Magari ne parliamo alla prossima.

Noto tra l' altro che teneva a debita distanza una stufetta elettrica perchè anche lì dentro faceva freddo e una radiolina che diffondeva musica.

In altra parte aveva un thermos pieno di caffè che sarebbe dovuto durargli sino a che - al mattino presto - un collega non lo avesse sostituito.

Vedendo che la conversazione si prolungava e vedendomi infreddolito si era offerto di versarmi un po' del suo caffè.

Gentilmente declinai l'offerta pregandolo di non offendersi e motivando che lui con il thermos avrebbe dovuto tirare sino al mattino mentre io avrei - dopo circa 20 minuti - potuto rifocillarmi all ' Autogrill di Novara.

Gli chiesi se eventualmente la sera successiva lo avrei trovato ancora presente nel casello e lui rispose affermativamente.

Gli dissi che l' indomani sarei tornato con un amico " sfegatato Lancista "
ma amante dei bei motori .

Lo ringraziai e me ne tornai a casa.

Ragazzi, a domani. Accenneremo anche " all' ascolto del motore " boxer della futura ALFASUD che la sera dopo era in prova su una vettura proprio lì sulla pista. Ciao. :D :thumbup:

La sera dopo, infatti , col mio amico ed a bordo della sua FULVIA -GT-Berlina
partiamo per Balocco.
L' amico voleva usare la sua vettura per farle fare una bella galoppata in autostrada.

Gli chiedo di fermarsi all' Autogrill di Novara anche per acquistare qualcosa da condividere con l' amico casellante dell' autostrada che la sera precedente si voleva privare del suo caffè per rifocillarmi.

Compero una bottiglia di VOV - lo zabaglione leggerissimamente liquoroso che allora andava tanto di moda ed era squisito. E soprattutto , col freddo , riusciva a scaldare.

Arrivati, lo troviamo all' interno del casello e ci dice che poco prima era appena salita verso la pista una GIULIA color marrone con 2 persone a bordo.

Viene spontaneo fare mentalmente due conti : GIULIA Marrone - 2 persone = Sarà forse l' Ing. CHITI in visita alla pista ed ai prototipi ? Quell' uomo lavorava a tutte le ore.
Forse non aveva alcun significato ma io sapevo che CHITI a quei tempi guidava una GIULIA 1600 Super marrone.

Comunque col mio amico facemmo - sempre con tanta cautela - tutto ciò che feci da solo la sera precedente. Manco fossimo state 2 spie. :shock:
Però quella sera ci " intabarrammo " per bene. ;)

Attesa di pochissimo tempo ed ecco che arriva la belva col suo V8.
Grande Montreal :p - Stesse evoluzioni - medesime fortissime accelerazioni e tanta gioia anche per il mio amico.
Ma egualmente al giorno precedente, solo rumori e le luci dei fari della vettura che volteggiavano e basta. Nessuna possibilità di vedere il prototipo. :evil:
Le piante che impedivano la visuale a suo tempo erano state posizionate a regola d' arte.

Non passa 1 minuto che sentiamo il netto rumore di un motore dalla voce un po' " roca " e strana ma molto "secca " e soprattutto gradevolmente
" metallica " .

Somigliava molto lontanamente al 4 cil. boxer delle LANCIA Flavia ma questo motore ( al contrario del motore FLAVIA che era più " pacioso " ) era di una prontezza di reazione entusiasmante sia in scalata che in ripresa e specialmente quando colui che collaudava lo portava agli alti regimi.

Sapevo che erano iniziati i collaudi per la futura ALFASUD ma questa improvvisata fece piacere perchè dava l' esatta percezione che anche il Boxer
della futura vetturetta era a tutti gli effetti un bel motore ALFA.

Quella sera il classico 4 cilindri in linea ( che udii la sera prima ) non partecipò ai test e così ci " leccammo le orecchie " con il V8 ed il Boxer.

Rimanemmo ivi circa tre quarti d' ora in tutta tranquillità e senza che passasse anima viva e quindi ci dirigemmo dal casellante.

Gli donammo il VOV e lui gentilmente si offrì di farci partecipe di una bevutina tutti assieme, aprendo la bottiglia.
Così iniziammo a trascorrere ancora un po' di tempo con lui.

Ci raccontò del grande movimento di persone e mezzi ( furgoni telonati e furgoni chiusi - camion - camion dell' AUTODELTA - bisarche con vetture coperte da teloni enormi - macchine ) che normalmente nelle ore diurne vi era lì a Balocco.
Ed ancora, a volte qualche pullmino con a bordo probabilmente delegazioni di persone e forse anche estere; ma soprattutto varie vetture guidate da collaudatori e ( probabilmente ) da qualche Ingegnere o responsabile ALFA.

Ci disse anche che era talmente severa la sorveglianza all' impianto da parte di personale addetto che ben pochi fotografi e/o reporter la " facevano franca ".
Però si limitavano a levare il rullino dalla macchina fotografica e nulla più.
Ci disse che normalmente i " curiosi " si appostavano " appollaiandosi " sugli unici alti alberi esistenti che erano posizionati proprio alla fine della pista e nel punto più stretto ( a Sud ) .

Parlammo di altre cose fino a scoprire che anche lui- come il mio amico -
simpatizzava per le LANCIA.

Alla fine, ci salutammo e beati e contenti ce ne tornammo in autostrada.
In auto chiesi al mio amico se anche lui avesse avuto la sensazione che
le " pulsazioni " del motore V8 appena udito non fossero un po' strane e non conforme a quanto si percepiva con altri motori con 8 cilindri a V.
Mi diede ragione. Però dopo qualche tempo riuscii a renderlo edotto del perchè.

Qualche giorno dopo andai a trovare i miei amici in ALFA.

Ma ne parliamo prossimamente. Grazie. Ciao. :D :thumbup:

Andai dagli amici dell' ALFA e narrai di ciò che feci giorni prima manifestando la mia delusione nel non avere potuto vedere la vettura ma di avere potuto solo udire il canto del possente motore e la "nervosità " del Boxer della futura ALFASUD.

Il loro buon cuore si manifestò quando inaspettatamente mi dissero :
--- " Questa sera verso le 23 trovati tra Rovello Porro e Fino Mornasco e probabilmente la incontrerai. ".

Non ci vollero altre parole per capire in quanto ancora sino dagli anni '30, tutti i collaudi --- le vecchie ALFONE 2300 - 2500 a 6 cilindri , la 1900 e le Giulietta
degli anni ' 50 e perfino le Giulia --- venivano testate su un "circuito particolare"
che comprendeva 2-3-4 curve dalle caratteristiche un po' speciali.
Se ivi la vettura " teneva " bene, allora era stata effettuta la scelta più idonea- la migliore e la più sicura.
Per le auto era un banco di prova micidiale che da anni si era ormai consolidata. Non per nulla era un ' esperienza che -allora - durava da quasi
40 anni.

E di più : Quando fu inaugurata la Pista di Balocco, io ricordo di avere letto forse su Quattroruote od Auto Italiana che all'interno della pista avevano disegnato un percorso che comprendeva pari-pari quelle 2-3-4 curvette di
Fino Mornasco e dando proprio la denominazione di Curve Fino Mornasco.

Resta evidente la comodità di provare - per certe situazioni - sul quel percorso che era molto più vicino allo " Sperimentale del Portello " che non andare sino a Balocco che distava di più.
Del resto, per la futura Montreal , già 1 prototipo ( come già scritto ) girava giorno e notte a Balocco mentre l' altra collaudandola più vicino alla CASA poteva benissimo beneficiare in Sede di sicuri aggiornamenti giornalieri.

Le vetture partivano dalla Sede di Milano e raggiungevano Saronno e quindi la piccola cittadina di Cadorago.
A Cadorago esisteva - ( oggi credo l' abbiano eliminato ) un grande passaggio a livello che durante il giorno-causa grande transito treni - era spesso chiuso ma di notte il traffico ferroviario si rarefaceva notevolmente.
Questa può essere una componente del fatto che i prototipi li facevano viaggiare di notte.

Per quello che concerne il traffico notturno su queste strade , bisogna significare che dopo una certa ora ( sempre in quegli anni ) era praticamente inesistente e sino al mattino successivo.
Nel mio piccolo - dopo questa esperienza - e non solo - lo posso confermare.

Comunque, il passaggio a livello era posizionato ai piedi di una salita che dopo circa 1- 1,5 Km. immetteva su un piccolo altipiano ove si potevano ammirare bellissime entrate di poche ville signorili che sicuramente dovevano essere uno spettacolo !!

Diciamo che da metà salita e sino alla fine del piccolo altipiano c'era questa serie di curvette particolari.
Il tutto poi terminava con una bella curva a destra ( in discesa ) ove subito dopo c'era uno STOP.

Allo Stop si sceglieva se andare a sinistra verso Fino Mornasco (distante 700 mt.) - Como e rientrare a Milano tramite autostrada oppure se andare a destra sulla S.S. 35 detta " dei Giovi " per tornare sempre a Milano passando da Cermenate ( ove esisteva una nota fabbrica di carne in scatola ) - oppure voltare per Carimate ( ed il suo castello ) e quindi la cittadina di Varedo e la città di Muggiò.

La S.S. - 35 dei Giovi è antichissima e collega Genova al Canton Ticino passando per Pavia - Milano e Como.

Comunque mi presento e mi fermo - a tarda ora e con traffico inesistente - vicino all' entrata di uno di questi bei villoni posti sull' altipiano ed attendo.

Ad un tratto il silenzio è lacerato da un boato che si avanzava dalla salita.
Mi sento felice perchè tra poco la vedo......finalmente !!! :D

I fari dell' auto lasciano trasparire che avanza velocissima e con una rabbia in corpo da far tremare i polsi.

Un suono del motore che era uno sparo. E se non era uno sparo era di più.
Era melodia mista a cattiveria e potenza. Tanta tanta potenza :shock:

Mi passa a fianco ed io resto frastornato. Dagli scarichi mancava uscissero lingue di fuoco e poi il tutto si completava.

Riavutomi dalla sorpresa e cercando di analizzare la carrozzeria della vettura
notai che quello non era il prototipo che aveva pubblicato Quattroruote e cioè la vettura tipo S.W., ( che probabilmente era quella che girava a Balocco ) bensì doveva essere il " secondo " dei 2 prototipi e cioè quello
tipo Pick-Up mascherato.

Però era una strana mascheratura. Infatti a me diede l' impressione di avere avuto a che fare con una macchina che fosse appena entrata ed uscita da un " fienile " , tanto era bizzarra la camuffatura.

Ma un' altra cosa mi lasciò basito : la cadenza - le pulsazioni dello scarico non erano le medesime della vettura che avevo sentito a Balocco.
E poi tutta quella potenza, quella rabbia che il motore aveva sprigionato , ad una più attenta analisi mi fece supporre che montasse un motorone di una enorme cubatura e superiore al motore sentito a Balocco.

Comunque immaginate la mia felicita di quella notte :D

Risalii in macchina e me ne tornai a casa ma col proposito di recarmi dagli amici in Via Grosotto a chiedere lumi.

Continua.

Grazie ed a prestissimo per seguitare. CIAO. :D :thumbup:
 
giampi47 ha scritto:
Compero una bottiglia di VOV...........
Scusate ma non resisto ad un piccolo OT: Mitico Giampi, mi hai fatto ritornare in mente la canzone di Elio E Le Storie Tese dal titolo TVUMDB....cito il testo:
"Pensavo di offrirti un sorso di Zabov, ma... cosa leggo? Preferisci del Vov?"
Un saluto a tutti :D
 
giampi47 ha scritto:
La sensazione che ebbi io era quella di un " martellamento " in senso verticale quando in curva esageravi un po' e ti ritrovavi con la ruota anteriore interna notevolmente rialzata ( e sottolineo Notevolmente ) - simile alle classiche foto delle GTA in versione " cavalletta ".

Ti ho sottolineato la parola Notevolmente perchè quand ' anche si riusciva a fare alzare la ruota ant. interna ma NON in maniera esagerata - cioè NON al limite - il martellamento non compariva.

Comunque sia, nell' un caso o nell' altro accennati, tutto il retrotreno manteneva un appoggio ed una stabilità invidiabile e mai provata prima .

Nessuna sgradevole reazione o movimenti strani. Anzi, era veramente incredibile come riuscisse a " stare giu' " bello piatto e pronto ad ogni tua eventuale leggera correzione. ;)

Però FRA , può essere che la mia sensazione si fosse focalizzata solo sul
" martellamento " verticale e senza tenere conto di eventuali ripercussioni anche laterali che probabilmente la mia sensibilità in quel momento non aveva percepito.

Altro non so cosa dirti e sarò lieto di leggere cosa ne pensi.

CIAO. :D :D

Ciao Giampi,
beh da come me lo descrivi si certo che il martellamento lo sentivi in verticale, quindi immagino in fase fine ingresso inizio uscita di curva, dopo aver caricato completamente il retrotreno e in fase di accelerazione per l'uscita. Io avevo capito male, credevo che il martellamento da te evidenziato fosse avvertito in fase iniziale di inserimento in curva quando si ha il trasferimento del carico.
Ho capito bene?
 
fpaol68 ha scritto:
giampi47 ha scritto:
La sensazione che ebbi io era quella di un " martellamento " in senso verticale quando in curva esageravi un po' e ti ritrovavi con la ruota anteriore interna notevolmente rialzata ( e sottolineo Notevolmente ) - simile alle classiche foto delle GTA in versione " cavalletta ".

Ti ho sottolineato la parola Notevolmente perchè quand ' anche si riusciva a fare alzare la ruota ant. interna ma NON in maniera esagerata - cioè NON al limite - il martellamento non compariva.

Comunque sia, nell' un caso o nell' altro accennati, tutto il retrotreno manteneva un appoggio ed una stabilità invidiabile e mai provata prima .

Nessuna sgradevole reazione o movimenti strani. Anzi, era veramente incredibile come riuscisse a " stare giu' " bello piatto e pronto ad ogni tua eventuale leggera correzione. ;)

Però FRA , può essere che la mia sensazione si fosse focalizzata solo sul
" martellamento " verticale e senza tenere conto di eventuali ripercussioni anche laterali che probabilmente la mia sensibilità in quel momento non aveva percepito.

Altro non so cosa dirti e sarò lieto di leggere cosa ne pensi.

CIAO. :D :D

Ciao Giampi,
beh da come me lo descrivi si certo che il martellamento lo sentivi in verticale, quindi immagino in fase fine ingresso inizio uscita di curva, dopo aver caricato completamente il retrotreno e in fase di accelerazione per l'uscita. Io avevo capito male, credevo che il martellamento da te evidenziato fosse avvertito in fase iniziale di inserimento in curva quando si ha il trasferimento del carico.
Ho capito bene?

Carissimo FRA, ciao. :D

Esattamente come hai scritto ;)

Quindi sarebbe da supporre che in simile situazione la vettura ti stesse dando un bell' avvertimento = cioe' : attento che stai arrivando al limite.
Pure se ad onor del vero tutte le ALFA anche di serie, ( ed anche Tu lo sai ) , quand' anche ti capitava ( o Ti capita ) di fare qualche " marachella " ti mettevano sul " chi va là " per avvisarti.

Forse mi ripeto ma la cosa sorprendente era la grande sicurezza che questa vettura munita di " slittone " ti infondeva in ogni condizione.
Incredibile. ;)

Desidero inviarTi un augurio ; mi è gradito sperare che Tu possa avere l 'occasione di provare una GTA con lo " slittone " .

Quando capitò a me oltre 40 fa ne scesi " esaltato " .

Quando capiterà a Te - spero molto presto - ...............mi riferirai. ;) :D

Un carissimo saluto caro FRA. :D :thumbup:
 
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