<img height="1" width="1" style="display:none" src="https://www.facebook.com/tr?id=1500520490268011&amp;ev=PageView&amp;noscript=1"> Museo Alfa Romeo: finalmente il TAR ha respinto il vergognoso ricorso contro il vincolo. | Page 214 | Il Forum di Quattroruote

Museo Alfa Romeo: finalmente il TAR ha respinto il vergognoso ricorso contro il vincolo.

transaxle73 ha scritto:
giampi47 ha scritto:
Compero una bottiglia di VOV...........
Scusate ma non resisto ad un piccolo OT: Mitico Giampi, mi hai fatto ritornare in mente la canzone di Elio E Le Storie Tese dal titolo TVUMDB....cito il testo:
"Pensavo di offrirti un sorso di Zabov, ma... cosa leggo? Preferisci del Vov?"
Un saluto a tutti :D

Erano prodotti da 2 Case diverse ma erano buoni tutti e 2 , vero ??? :D

Un caro saluto ed a presto per seguitare "gossip" sulla Montreal. :D :thumbup:
 
Spero tanto chepartano i lavori per sistemare il museo e la pista.

Sogno un giorno di poter visitare il museo e magari uscendo poter provare una nuova Spider, una 4C o una 6C sulla pista.

Sperando che vi sia anche una ammiraglia e una berlina media in listino.

Spero che l'affare Chrysler si concluda in breve tempo in modo da sboccare gli investimenti per la produzione e per poter sboccare soldi americani da investire qui da noi... speriamo non si debba aspettare troppo!
 
giampi47 ha scritto:
giampi47 ha scritto:
giampi47 ha scritto:
giampi47 ha scritto:
giampi47 ha scritto:
giampi47 ha scritto:
giampi47 ha scritto:
giampi47 ha scritto:
Un grazie all' amico TRANSAXLE ed un CIAO: :D

Andiamo avanti=

Per questa vettura di Bertone e disegnata da Gandini e che fu esposta in Canada, fu usato il telaio di una normale GIULIA SPRINT- 1600 GT.
Quindi , il classico Ponte Rigido ALFA.

Ricordo ancora una volta che il motore adottato inizialmente fu della GIULIA T.I. da 92 Cv.Din.
Per i successivi motori ne parliamo più avanti.

Circa la scelta del brand ALFA ROMEO quale rappresentante costruttrice di auto per l' Expo canadese forse la più veritiera è che la CASA negli anni '60 dimostrò una vèrve che risultava inusitata in altri brand e secondariamente perchè aveva sempre proposto e costruito vetture che sempre avevano fatto spasimare gli automobilisti vuoi per bellezza e per prestazioni.

Per i detrattori del marchio ALFA , invece , per essi parve che l' invito fu rivolto solo perchè fu tenuto conto che il marchio ALFA adottava la prima lettera
dell' alfabeto. :oops:

Inoltre proprio l' anno prima fu presentato lo Spider DUETTO 1600 di Pininfarina che per il suo fascino preoccupò non poco gli altri costruttori
di vetture scoperte.

E' pur vero che in larghissima misura l' adozione della DUETTO 1600 nel film IL LAUREATO con Dustin Hoffmann contribuì alla sua diffusione e soprattutto a " sbavare " per la purezza delle linee e per le grandissime prestazioni offerte da un motore di soli 1600 cc., ma se la memoria non mi inganna , questo film fu proiettato verso fine 1967 o primi 1968.

E poi, comunque , la vettura di Bertone / Gandini presentata a Montreal fu studiata ed assemblata nella seconda metà dell' anno 1966 - ( mi pare ) e per essere pronta in primavera 1967.

Stante la ristrettezza di tempo utile per deliberare questa vettura per l' Expo,
ecco perchè si dovette ripiegare sull ' uso del solito e collaudato e "sincero " Ponte Rigido.

L ' apparizione della vettura fece scalpore prima ancora di essere inviata in Canada e tantissimi già speravano che essa un giorno ( molto presto ) si sarebbe potuto vederla in listino ALFA per l' acquisto.

Di ciò se ne resero conto anche i Dirigenti ALFA che un pensierino per eleggere questa auto a futura sostituta della GIULIA SPRINT GT , lo fecero.
Ma decisero anche di dare tempo al tempo e di attendere il termine dell' Expo.

In concomitanza con questo avvenimento all' estero, da noi il progetto della
ALFA - 33 - 2000 - V8 da corsa aveva rotto il guscio e si assistette alle primissime vittorie di questa 33 " racing car " voluta da tutto lo staff ( anche dirigenziale ) e con la più che costruttiva e fondamentale partecipazione di BUSSO ( in prima battuta ) e di CHITI ( successivamente quando prese possesso dell' AUTODELTA ).

La bontà del prodotto ALFA 33 -2000- V8 da corsa ed i positivi risultati che otteneva man mano, fecero scattare la scintilla ai più lungimiranti.

Pensarono allora che , al ritorno delle vetture da Montreal , sarebbe stato utile sviluppare la vettura di Bertone / Gandini con quel magnifico motore V8 che già esisteva e che dava complete garanzie.

Del resto, la ormai vecchia ALFA 2600 Sprint di Bertone col suo comunque ottimo 6 cilindri in linea da165 Cv-Sae - ( 145 Cv.Din ) era sicuramente da sostituire. Quale migliore occasione ?? ;)

A vetture tornate in Italia verso fine anno 1967 , ad 1 di queste vetture fu montato il classico motore ALFA 4 cil. in linea però maggiorato a 2000 cc. -

Divenne vettura di laboratorio.

Ma non finì quì, perchè in alternativa si dice che le fu montato anche altro
motore ALFA 4 cil. da 2000 cc. ma con Doppia Accensione.

Preludio - quanto meno questo nuovo motore - della futura GT Am da corsa ?? :D

Sempre nel frattempo , constatata la bontà dell' idea di montare il V8 su questa auto , Bertone e l' ALFA lavoravano di gran lena per modificare un po' la vettura per permetterle di essere equipaggiata col motore " più nobile ".

Ma non fu semplice perchè il tutto richiedeva tante variazioni e tanto tempo e così si arrivò all ' anno 1968.

Si era pensato - già che si era in ballo - di fare adottare alla vettura ( che nel frattempo tutti -stampa compresa- denominarono MONTREAL ) un retrotreno differente e più sofisticato.

Per la verità il Sig. BUSSO dicono abbia iniziato lo studio e la sperimentazione del suo DeDion ( per la futura 116-Alfetta del 1972 ) proprio nel 1967 ma non poteva distogliere tempo da questa futura auto per dedicarsi alla Montreal.

Anche perchè pare che la messa a punto del DeDion di Busso fu veramente tanto laboriosa anche negli anni a venire ; tant ' è che ( così avevo letto ed anche saputo ) si era rischiato di non potere presentare l' ALFETTA col DeDion nel Giugno del 1972 in quanto ancora nell' inverno 1971 pare avessero ancora qualche problemuccio ( che risolsero in primavera 1972 poco prima della presentazione della 116).

Quindi per tornare alla MONTREAL, il DeDion era da escludere proprio per problemi di tempo.

E non si poteva nemmeno montare un qualcosa simile allo " Slittone " delle
GIULIA GTA da corsa perchè evidentemente era un artificio, un espediente ma validissimo ed idoneo per vetture da corsa.

Si dirà che si sarebbe potuto trovare un espediente in alternativa. Vero, ma mancava il tempo.

Si pensò allora di montare un retrotreno sul tipo delle TZ 1 e TZ 2 ma sempre per problemi di tempo e per altri validi motivi anche questa soluzione fu esclusa.

Si ripiegò allora sul solito Ponte Rigido Alfa ma " notevolmente " irrobustito e perfettamente rivisto in tutte le sue componenti per adeguare la vettura al grande aumento di potenza che la vettura avrebbe dovuto "digerire".

E comunque, sino a pochissimi anni prima anche le Ferrari con 240-260-280 Cv. ecc. ( non parlo della GTB ) avevano ponte rigido.

E così , finalmente dopo tanto tempo e tante modifiche e l' adozione del motore V8 , iniziarono i collaudi.

Ne parleremo presto.

Per ora un caro saluto. :D :thumbup:

Un saluto anche a GENLEE. :D

Si era quindi nel 1968 ed a causa delle pesanti modifiche cui venne sottoposta la macchina da parte della Bertone ( su segnalazione ed ordine dell' ALFA ) per ( soprattutto ) potere ospitare il motore V 8 , la vettura definitiva latitava.

Iniziarono allora nel 1968 " avanzato " con 2 prototipi come da foto che posto ancora una volta.

Per la verità 1 dei 2 prototipi era simile alla foto che la fa sembrare una mezza S.W. mentre l'altro si differenziava solo nella parte posteriore poichè munito di una specie di " cassone " che la facevano sembrare ( con un po' di fantasia ) ad un Pick-Up con il telone e purtroppo non ho foto da postare ma ho bene in mente come era fatta.

Ma ne parleremo dopo perchè io 1 di queste auto ho avuto l' opportunità di vederla dal vivo su strada :D

Di questi primissimi 2 prototipi , quello tipo S.W. inizialmente fu mandato in pianta stabile a girare presso la pista di Balocco giorno e notte.

L' altro ( il Pick-Up ) a volte restava nelle officine del Portello per aggiornamenti vari ed usciva solo di sera e per tutta la notte per effettuare un percorso in Lombardia di cui parleremo.
Oppure alcune volte veniva inviato su Cisa e Futa ed altre località ben conosciute ai Collaudatori.

A volte però ( ma ben poche volte ) si scambiavano i percorsi.

Resta comunque il fatto che il primissimo Prototipo della Montreal di Bertone / Gandini che fu esposta all' Expo poteva essere considerata un 2 + 2 posti.
Dopo tutte le modifiche apportate anche per volere inserire il meraviglioso
V 8 , questa vettura Montreal - 105-64 divenne " quasi " una 2 posti secchi.

Continuerò ancora domani con altre notizie. Grazie. Ciao. :thumbup:

Ancora una volta un grazie a tutti x gli auguri. :D :D

Arriviamo quindi nel 1969.

Si susseguono varie foto della futura " belva " su periodici specializzati e su
rotocalchi.

Le foto più veritiere furono ovviamente quelle pubblicate da Quattroruote e che io Vi ripropongo ancora.

Piccolo excursus : A 30 mt. da casa mia c' era - e c' è ancora - un bel ristorante che allora mediamente per 2 sere la settimana era frequentato da una coppia che possedeva una meravigliosa MASERATI GHIBLI - 4700-
di colore Giallo ( identica alla foto che sotto Vi posto ) .

Alla fine della cena ed in sede di ripartenza, colui che guidava scaldava ben bene la vettura e poi si improvvisava in notevoli accelerazioni e che comunque per le mie orecchie era veramente musica sublime.

Sfido ancora oggi chiunque di noi a non doversi esaltare nel sentire scatenarsi tanta potenza dal V8 di quella vettura che - allora - aveva gli scarichi non " tarpati " come le auto di oggi.

Questa felice situazione bisettimanale di riflesso mi portava immediatamente a pensare al V8 delle MONTREAL in prova a Balocco.

Per la verità io ero informato comunque a " spizzichi e bocconi " dagli amici
dell' ALFA sul prosieguo delle prove, ma ciò non mi bastava.

Pertanto , ed a seguito anche delle ultimissime foto che pubblicò Quattroruote,
decisi - una sera dopo cena - di sfidare l ' imprevedibile e di partire per la pista di Balocco per verificare de visu ............quel certo non so che.......... :rolleyes:

Era la seconda metà di Febbraio 1969. Autostrada Milano - Torino ed esco al casello di Balocco.
Chiedo al casellante la strada per la pista e mi indica : Al I° stop posto a 20 mt. dall' uscita Lei vada a sinistra e poi a destra e poi ancora tenere la sinistra seguendo la strada che porta ad una specie di altipiano e che sale gradatamente.

Quindi avanti per un rettilineo che costeggia la pista per circa 1,5 Km. fino a trovare un cancello posto quasi alla fine della pista e a circa 200-250 mt. prima di un curvone oltre il quale la strada normale porta od al paese di Buronzo oppure sino a S.Giacomo Vercellese.

Vedendomi a bordo di un' ALFA , forse il casellante aveva creduto che io fossi uno dello staff della CASA.

Ringrazio, saluto e seguo le sue istruzioni procedendo molto molto adagio e , nonostante il freddo , col finestrino totalmente abbassato per percepire eventuali suoni o rombi di motore.

Man mano procedevo - complice anche il non vedere alcuna luce che lasciava presagire ad una abitazione qualsiasi - mi chiedevo in quale posto isolato e fuori dal mondo io fossi finito ma soprattutto chi glielo aveva fatto fare all' ALFA di mettere un simile impianto in un luogo così atipico.

Intanto, verificavo ( sulla sinistra ) che la pista era comunque nascosta da tutto un unico filare ( per tutta la sua lunghezza ) di alberi. Che a quei tempi erano ancora bassi e/o piccoli ma che comunque il loro servizio lo facevano egregiamente mentre invece sulla destra si stagliava una enorme distesa di campi ( risaie ) che non terminava mai.

Procedo comunque ed arrivo al cancello illuminato da una lucina veramente fioca fioca ed ivi noto l'entrata con una ripida salita e comunque da quella posizione NULLA si vede all' interno.

Non capisco e vado avanti. Percorro la grande curva e mi accorgo che mi sto allontanando progressivamente dalla pista.

Decido allora di andare in uno dei 2 paesi vicini e mi avvio per S.Giacomo Vercellese.
Mi domando e mi conforto = Troverò magari una osteria , un piccolo bar per bere magari un caffè e domandare lumi a qualcuno ?

Arrivo a S. Giacomo e........tutto chiuso !!! Nessuno in giro....!!! Ed erano le
ore 21 di sera.

Torno indietro e mi accosto e mi fermo 300-400 mt. dopo il famoso cancellone.

Lascio le luci di posizione accese e scendo dalla macchina.

Mi avvolgono subito un Silenzio ASSORDANTE , una sensazione di freddo
( in effetti la serata era la tipica nottata tersa e gelida ) ma soprattutto mi assale un senso di abbandono e tanta paura. :shock:

Gettavo lo sguardo verso le risaie e mi chiedevo = Ma chi me lo ha fatto fare ?
Quì con questo silenzio e con questo freddo ed in questa landa con nessuno in giro.

Mancano solo i lupi affamati ed io " sono fatto come una gallina " :shock:

Quasi non termino questi esagerati pensieri che si ode in lontananza e proveniente dall' interno della pista l' inconfondibile melodioso suono di un motore V8 che si avanza.

Stupore e gioia. Soprattutto quando inizia a percorrere il tratto misto con varie curve ove gli " sgasamenti " e gli " sgommamenti " ( perdonate se mi esprimo in simil modo ) - uniti ai bagliori dei fari abbaglianti che si percepivano nonostante gli alberi e che davano l' idea di quale tour de force fosse sottoposta la vettura - si susseguivano.

La vettura ( di cui ovviamente non si riusciva a vedere la carrozzeria ) si allontana ed io, felice come una pasqua , decido di restare sul posto . In quel momento del freddo e della paura non me ne fregava piu' niente.
Mi sentivo appagato. ;)

Dopo circa mezzo minuto si sente arrivare vettura col classico sound del classico 4 cilindri ALFA.
Non so quale macchina lo montasse ma le evoluzioni che faceva era le medesime ( ovviamente un po' inferiori a quelle del V 8 ) . Grande gioia.

Mi chiesi però = Come mai ancora collaudi con il 4 cilindri ?
Mi risposi = vuoi vedere che già collaudano il futuro 2000 cc. della futura
ALFA 2000 ? In effetti non era quasi più un segreto che l' ALFA avrebbe
commercializzato a breve una 2000 per cercare di contrapporsi alla concorrenza che aveva iniziato in quegli anni la scalata alle cilindrate più alte.

Dagi amici dell' ALFA successivamente ebbi conferma.

Rimasi oltre mezz' ora in quel luogo a bearmi ogni 3 o 4 o 5 minuti ( il tempo che le vetture impiegavano a fare un giro ) di quella melodia e poi me ne andai.

Siccome volevo ulteriori informazioni e magari più esurienti, decisi di tentare di volere disturbare il casellante di Balocco prima di intraprendere il ritorno.

Ve lo scrivo domani assieme ad altre cosette.

PS= La Pista di Balocco nel 1969 era molto differente dall' attuale. Compresa l'entrata che una volta era più verso il termine della stessa- verso Nord-.

Posto una foto di come era la pista tanti anni fa.
La parte bassa della foto è il NORD.

Un saluto. :D :D

E quindi mentre mi avvicinavo al casello dell' autostrada per il rientro a casa,
ripensando a quanto di melodioso le mie orecchie avevano potuto sentire,
posi a me stesso una domanda :
---Che strano : come mai quel rumore , quelle " pulsazioni " del V8 ALFA
così strane, quasi sfalsate e così differenti dagli altri V8 che normalmente sentiamo ?

In effetti ricordando il caratteristico suono delle MASERATI ma anche di una vettura del papà di un mio amico - una ormai anzianotta ma sempre con discreto fascino SIMCA CHAMBORD - 2445 cc. - motore V8 - Aste e Bilanceri e di tutti gli altri V8 che a volte ci capitava di ascoltare, quello della futura Montreal dava una strana sensazione.

Qualche giorno dopo ed a seguito mia visita dai miei amici in ALFA il dubbio si risolse. Furono loro a significarmi che l' albero motore adottato da quel motore era con manovelle a 90° in luogo dei 180° della quasi totalità degli altri motori V8 di altre marche ( Americane e non ).

Raggiungo quindi il casello autostradale e fermo la mia vettura..

Oggigiorno le strutture dei caselli di Balocco sono tutte differenti e poi non sono più ubicati nella stessa posizione ove erano una volta ma un tempo il casello di Balocco era ( se visto dall' alto ) di tipo quasi ovoidale e tutto con intelaiatura in ferro e con tanti vetri fissati ancora con lo stucco - come le salette di attesa delle stazioni ferroviarie di tanti anni fa -.

Scendo e mi presento al casellante che era un signore sulla cinquantina ed iniziando una simpatica conversazione lo informo che io non faccio parte dello staff dell' ALFA e che la mia visita ivi era solo frutto di passione e curiosità e quindi seguitiamo a dialogare sulla pista di Balocco, sulle frequentazioni dei personaggi ALFA ecc.ecc. e qualche notiziola me la snocciola ; compresivo di aneddoti intercorsi tra fotografi e guardie del circuito.
Magari ne parliamo alla prossima.

Noto tra l' altro che teneva a debita distanza una stufetta elettrica perchè anche lì dentro faceva freddo e una radiolina che diffondeva musica.

In altra parte aveva un thermos pieno di caffè che sarebbe dovuto durargli sino a che - al mattino presto - un collega non lo avesse sostituito.

Vedendo che la conversazione si prolungava e vedendomi infreddolito si era offerto di versarmi un po' del suo caffè.

Gentilmente declinai l'offerta pregandolo di non offendersi e motivando che lui con il thermos avrebbe dovuto tirare sino al mattino mentre io avrei - dopo circa 20 minuti - potuto rifocillarmi all ' Autogrill di Novara.

Gli chiesi se eventualmente la sera successiva lo avrei trovato ancora presente nel casello e lui rispose affermativamente.

Gli dissi che l' indomani sarei tornato con un amico " sfegatato Lancista "
ma amante dei bei motori .

Lo ringraziai e me ne tornai a casa.

Ragazzi, a domani. Accenneremo anche " all' ascolto del motore " boxer della futura ALFASUD che la sera dopo era in prova su una vettura proprio lì sulla pista. Ciao. :D :thumbup:

La sera dopo, infatti , col mio amico ed a bordo della sua FULVIA -GT-Berlina
partiamo per Balocco.
L' amico voleva usare la sua vettura per farle fare una bella galoppata in autostrada.

Gli chiedo di fermarsi all' Autogrill di Novara anche per acquistare qualcosa da condividere con l' amico casellante dell' autostrada che la sera precedente si voleva privare del suo caffè per rifocillarmi.

Compero una bottiglia di VOV - lo zabaglione leggerissimamente liquoroso che allora andava tanto di moda ed era squisito. E soprattutto , col freddo , riusciva a scaldare.

Arrivati, lo troviamo all' interno del casello e ci dice che poco prima era appena salita verso la pista una GIULIA color marrone con 2 persone a bordo.

Viene spontaneo fare mentalmente due conti : GIULIA Marrone - 2 persone = Sarà forse l' Ing. CHITI in visita alla pista ed ai prototipi ? Quell' uomo lavorava a tutte le ore.
Forse non aveva alcun significato ma io sapevo che CHITI a quei tempi guidava una GIULIA 1600 Super marrone.

Comunque col mio amico facemmo - sempre con tanta cautela - tutto ciò che feci da solo la sera precedente. Manco fossimo state 2 spie. :shock:
Però quella sera ci " intabarrammo " per bene. ;)

Attesa di pochissimo tempo ed ecco che arriva la belva col suo V8.
Grande Montreal :p - Stesse evoluzioni - medesime fortissime accelerazioni e tanta gioia anche per il mio amico.
Ma egualmente al giorno precedente, solo rumori e le luci dei fari della vettura che volteggiavano e basta. Nessuna possibilità di vedere il prototipo. :evil:
Le piante che impedivano la visuale a suo tempo erano state posizionate a regola d' arte.

Non passa 1 minuto che sentiamo il netto rumore di un motore dalla voce un po' " roca " e strana ma molto "secca " e soprattutto gradevolmente
" metallica " .

Somigliava molto lontanamente al 4 cil. boxer delle LANCIA Flavia ma questo motore ( al contrario del motore FLAVIA che era più " pacioso " ) era di una prontezza di reazione entusiasmante sia in scalata che in ripresa e specialmente quando colui che collaudava lo portava agli alti regimi.

Sapevo che erano iniziati i collaudi per la futura ALFASUD ma questa improvvisata fece piacere perchè dava l' esatta percezione che anche il Boxer
della futura vetturetta era a tutti gli effetti un bel motore ALFA.

Quella sera il classico 4 cilindri in linea ( che udii la sera prima ) non partecipò ai test e così ci " leccammo le orecchie " con il V8 ed il Boxer.

Rimanemmo ivi circa tre quarti d' ora in tutta tranquillità e senza che passasse anima viva e quindi ci dirigemmo dal casellante.

Gli donammo il VOV e lui gentilmente si offrì di farci partecipe di una bevutina tutti assieme, aprendo la bottiglia.
Così iniziammo a trascorrere ancora un po' di tempo con lui.

Ci raccontò del grande movimento di persone e mezzi ( furgoni telonati e furgoni chiusi - camion - camion dell' AUTODELTA - bisarche con vetture coperte da teloni enormi - macchine ) che normalmente nelle ore diurne vi era lì a Balocco.
Ed ancora, a volte qualche pullmino con a bordo probabilmente delegazioni di persone e forse anche estere; ma soprattutto varie vetture guidate da collaudatori e ( probabilmente ) da qualche Ingegnere o responsabile ALFA.

Ci disse anche che era talmente severa la sorveglianza all' impianto da parte di personale addetto che ben pochi fotografi e/o reporter la " facevano franca ".
Però si limitavano a levare il rullino dalla macchina fotografica e nulla più.
Ci disse che normalmente i " curiosi " si appostavano " appollaiandosi " sugli unici alti alberi esistenti che erano posizionati proprio alla fine della pista e nel punto più stretto ( a Sud ) .

Parlammo di altre cose fino a scoprire che anche lui- come il mio amico -
simpatizzava per le LANCIA.

Alla fine, ci salutammo e beati e contenti ce ne tornammo in autostrada.
In auto chiesi al mio amico se anche lui avesse avuto la sensazione che
le " pulsazioni " del motore V8 appena udito non fossero un po' strane e non conforme a quanto si percepiva con altri motori con 8 cilindri a V.
Mi diede ragione. Però dopo qualche tempo riuscii a renderlo edotto del perchè.

Qualche giorno dopo andai a trovare i miei amici in ALFA.

Ma ne parliamo prossimamente. Grazie. Ciao. :D :thumbup:

Andai dagli amici dell' ALFA e narrai di ciò che feci giorni prima manifestando la mia delusione nel non avere potuto vedere la vettura ma di avere potuto solo udire il canto del possente motore e la "nervosità " del Boxer della futura ALFASUD.

Il loro buon cuore si manifestò quando inaspettatamente mi dissero :
--- " Questa sera verso le 23 trovati tra Rovello Porro e Fino Mornasco e probabilmente la incontrerai. ".

Non ci vollero altre parole per capire in quanto ancora sino dagli anni '30, tutti i collaudi --- le vecchie ALFONE 2300 - 2500 a 6 cilindri , la 1900 e le Giulietta
degli anni ' 50 e perfino le Giulia --- venivano testate su un "circuito particolare"
che comprendeva 2-3-4 curve dalle caratteristiche un po' speciali.
Se ivi la vettura " teneva " bene, allora era stata effettuta la scelta più idonea- la migliore e la più sicura.
Per le auto era un banco di prova micidiale che da anni si era ormai consolidata. Non per nulla era un ' esperienza che -allora - durava da quasi
40 anni.

E di più : Quando fu inaugurata la Pista di Balocco, io ricordo di avere letto forse su Quattroruote od Auto Italiana che all'interno della pista avevano disegnato un percorso che comprendeva pari-pari quelle 2-3-4 curvette di
Fino Mornasco e dando proprio la denominazione di Curve Fino Mornasco.

Resta evidente la comodità di provare - per certe situazioni - sul quel percorso che era molto più vicino allo " Sperimentale del Portello " che non andare sino a Balocco che distava di più.
Del resto, per la futura Montreal , già 1 prototipo ( come già scritto ) girava giorno e notte a Balocco mentre l' altra collaudandola più vicino alla CASA poteva benissimo beneficiare in Sede di sicuri aggiornamenti giornalieri.

Le vetture partivano dalla Sede di Milano e raggiungevano Saronno e quindi la piccola cittadina di Cadorago.
A Cadorago esisteva - ( oggi credo l' abbiano eliminato ) un grande passaggio a livello che durante il giorno-causa grande transito treni - era spesso chiuso ma di notte il traffico ferroviario si rarefaceva notevolmente.
Questa può essere una componente del fatto che i prototipi li facevano viaggiare di notte.

Per quello che concerne il traffico notturno su queste strade , bisogna significare che dopo una certa ora ( sempre in quegli anni ) era praticamente inesistente e sino al mattino successivo.
Nel mio piccolo - dopo questa esperienza - e non solo - lo posso confermare.

Comunque, il passaggio a livello era posizionato ai piedi di una salita che dopo circa 1- 1,5 Km. immetteva su un piccolo altipiano ove si potevano ammirare bellissime entrate di poche ville signorili che sicuramente dovevano essere uno spettacolo !!

Diciamo che da metà salita e sino alla fine del piccolo altipiano c'era questa serie di curvette particolari.
Il tutto poi terminava con una bella curva a destra ( in discesa ) ove subito dopo c'era uno STOP.

Allo Stop si sceglieva se andare a sinistra verso Fino Mornasco (distante 700 mt.) - Como e rientrare a Milano tramite autostrada oppure se andare a destra sulla S.S. 35 detta " dei Giovi " per tornare sempre a Milano passando da Cermenate ( ove esisteva una nota fabbrica di carne in scatola ) - oppure voltare per Carimate ( ed il suo castello ) e quindi la cittadina di Varedo e la città di Muggiò.

La S.S. - 35 dei Giovi è antichissima e collega Genova al Canton Ticino passando per Pavia - Milano e Como.

Comunque mi presento e mi fermo - a tarda ora e con traffico inesistente - vicino all' entrata di uno di questi bei villoni posti sull' altipiano ed attendo.

Ad un tratto il silenzio è lacerato da un boato che si avanzava dalla salita.
Mi sento felice perchè tra poco la vedo......finalmente !!! :D

I fari dell' auto lasciano trasparire che avanza velocissima e con una rabbia in corpo da far tremare i polsi.

Un suono del motore che era uno sparo. E se non era uno sparo era di più.
Era melodia mista a cattiveria e potenza. Tanta tanta potenza :shock:

Mi passa a fianco ed io resto frastornato. Dagli scarichi mancava uscissero lingue di fuoco e poi il tutto si completava.

Riavutomi dalla sorpresa e cercando di analizzare la carrozzeria della vettura
notai che quello non era il prototipo che aveva pubblicato Quattroruote e cioè la vettura tipo S.W., ( che probabilmente era quella che girava a Balocco ) bensì doveva essere il " secondo " dei 2 prototipi e cioè quello
tipo Pick-Up mascherato.

Però era una strana mascheratura. Infatti a me diede l' impressione di avere avuto a che fare con una macchina che fosse appena entrata ed uscita da un " fienile " , tanto era bizzarra la camuffatura.

Ma un' altra cosa mi lasciò basito : la cadenza - le pulsazioni dello scarico non erano le medesime della vettura che avevo sentito a Balocco.
E poi tutta quella potenza, quella rabbia che il motore aveva sprigionato , ad una più attenta analisi mi fece supporre che montasse un motorone di una enorme cubatura e superiore al motore sentito a Balocco.

Comunque immaginate la mia felicita di quella notte :D

Risalii in macchina e me ne tornai a casa ma col proposito di recarmi dagli amici in Via Grosotto a chiedere lumi.

Continua.

Grazie ed a prestissimo per seguitare. CIAO. :D :thumbup:

Nell' anno 1969 già si presumeva - ( tutti supponevano - anche i giornali - ) che il motore definitivo della futura Alfa Montreal avrebbe potuto contare su una cilindrata che spaziava dai 2500 cc. ad un max. di 3000 cc. ma di sicuro c' era proprio nulla.

Qualcosa di definitivo io venni a saperlo verso circa il Maggio-Giugno 1969. Ma lo scriverò .

E quindi dopo qualche giorno da ciò che vidi di notte a Fino Mornasco, vado al Portello e chiedo : " Ma che diavolo di motore avete montato a quel " fulmine di vettura " che pareva un furgoncino appena uscito da un pagliaio e carico di fieno ? Avete installato forse un 5000 cc. ? Aveva talmente tanta rabbia in corpo quel motore che..........roba da esaltarsi e da spaventarsi allo stesso tempo " . :shock:

Per tutta risposta sui volti degli amici si stamparono sorrisi di velata ilarità e quindi la risposta ( un po' elusiva se vogliamo ) : " No dai,un 5000 sarebbe eccessivo........." :D ------ma dopo qualche tempo sia da loro che da altra persona riuscii a carpire altre notizie.
Anche sul tentativo di sperimentazione di un " posteriore indipendente ".

Nel frattempo ( Febbraio-Marzo 1969 ) anche la Mod. 116 - futura Alfetta 1800 con il DeDion che poi fu presentata nel 1972 stava girando a Balocco e nulla di più facile che nelle mie sporadiche presenze ivi, questa vettura facesse parte di quelle auto - che io non sono riuscito a vedere - che lasciavano intendere che montavano il classico 4 cilindri.
Oltre ovviamente al fatto che stavano collaudando il motore 2000 cc. per la vettura sostituta della 1750. Vettura che nel 1971 prese il nome di 2000 Berlina - GT Veloce e Spider Veloce e con 131-132 Cv. DIN oppure 150 SAE.

Tra l' altro ricordo che un giorno al Portello, mentre con gli amici si passava dal cortile ove negli anni ' 50 era adibito a deposito dei Camion 900-950 e
MILLE ed a fine ' 60 era adibito a rimessaggio di alcuni Romeo, vidi parcheggiata un ROVER -2000 T.C. e chiesi per quale motivo tale vettura era posizionata in quel luogo.
Mi si disse - con tutta sincerità - che era servita per comparare il DeDion di quella vettura con il DeDion della futura 116.

Ora posto 3 foto inerenti il cambio ZF - S - 5 - 18 / 3 felicemente adottato dalla Montreal - 2600 cc. di serie e sperimentato in tanti anni ( è proprio il caso di dirlo ) di collaudi sui prototipi.

A presto. :D :thumbup:

Attached files /attachments/1676798=29582-DSCF7022.JPG /attachments/1676798=29580-DSCF7023.JPG /attachments/1676798=29581-DSCF7025.JPG
 
gitizetadue ha scritto:
si legge di qua e la del rilancio del museo di Arese con annessa pista, ma qualcuno sa cosa bolle in pentola?

No, per certo non lo sa nessuno. C'è una richiesta ufficiale della Regione Lombardia per la riapertura del museo, ed un impegno di fiat a farlo:

https://www.facebook.com/photo.php?fbid=10151465655356160&set=a.397148571159.182043.141894056159&type=1&theater

Per quanto riguarda la pista di prova, si è prevista nell'accordo di programma tra la regione ed i vari comuni interessati, così come è previsto che parte dell'area della ex fabbrica rimanga a destinazione industriale. Per farci cosa però è un mistero.
 
giampi47 ha scritto:
giampi47 ha scritto:
giampi47 ha scritto:
giampi47 ha scritto:
giampi47 ha scritto:
giampi47 ha scritto:
giampi47 ha scritto:
giampi47 ha scritto:
giampi47 ha scritto:
Un grazie all' amico TRANSAXLE ed un CIAO: :D

Andiamo avanti=

Per questa vettura di Bertone e disegnata da Gandini e che fu esposta in Canada, fu usato il telaio di una normale GIULIA SPRINT- 1600 GT.
Quindi , il classico Ponte Rigido ALFA.

Ricordo ancora una volta che il motore adottato inizialmente fu della GIULIA T.I. da 92 Cv.Din.
Per i successivi motori ne parliamo più avanti.

Circa la scelta del brand ALFA ROMEO quale rappresentante costruttrice di auto per l' Expo canadese forse la più veritiera è che la CASA negli anni '60 dimostrò una vèrve che risultava inusitata in altri brand e secondariamente perchè aveva sempre proposto e costruito vetture che sempre avevano fatto spasimare gli automobilisti vuoi per bellezza e per prestazioni.

Per i detrattori del marchio ALFA , invece , per essi parve che l' invito fu rivolto solo perchè fu tenuto conto che il marchio ALFA adottava la prima lettera
dell' alfabeto. :oops:

Inoltre proprio l' anno prima fu presentato lo Spider DUETTO 1600 di Pininfarina che per il suo fascino preoccupò non poco gli altri costruttori
di vetture scoperte.

E' pur vero che in larghissima misura l' adozione della DUETTO 1600 nel film IL LAUREATO con Dustin Hoffmann contribuì alla sua diffusione e soprattutto a " sbavare " per la purezza delle linee e per le grandissime prestazioni offerte da un motore di soli 1600 cc., ma se la memoria non mi inganna , questo film fu proiettato verso fine 1967 o primi 1968.

E poi, comunque , la vettura di Bertone / Gandini presentata a Montreal fu studiata ed assemblata nella seconda metà dell' anno 1966 - ( mi pare ) e per essere pronta in primavera 1967.

Stante la ristrettezza di tempo utile per deliberare questa vettura per l' Expo,
ecco perchè si dovette ripiegare sull ' uso del solito e collaudato e "sincero " Ponte Rigido.

L ' apparizione della vettura fece scalpore prima ancora di essere inviata in Canada e tantissimi già speravano che essa un giorno ( molto presto ) si sarebbe potuto vederla in listino ALFA per l' acquisto.

Di ciò se ne resero conto anche i Dirigenti ALFA che un pensierino per eleggere questa auto a futura sostituta della GIULIA SPRINT GT , lo fecero.
Ma decisero anche di dare tempo al tempo e di attendere il termine dell' Expo.

In concomitanza con questo avvenimento all' estero, da noi il progetto della
ALFA - 33 - 2000 - V8 da corsa aveva rotto il guscio e si assistette alle primissime vittorie di questa 33 " racing car " voluta da tutto lo staff ( anche dirigenziale ) e con la più che costruttiva e fondamentale partecipazione di BUSSO ( in prima battuta ) e di CHITI ( successivamente quando prese possesso dell' AUTODELTA ).

La bontà del prodotto ALFA 33 -2000- V8 da corsa ed i positivi risultati che otteneva man mano, fecero scattare la scintilla ai più lungimiranti.

Pensarono allora che , al ritorno delle vetture da Montreal , sarebbe stato utile sviluppare la vettura di Bertone / Gandini con quel magnifico motore V8 che già esisteva e che dava complete garanzie.

Del resto, la ormai vecchia ALFA 2600 Sprint di Bertone col suo comunque ottimo 6 cilindri in linea da165 Cv-Sae - ( 145 Cv.Din ) era sicuramente da sostituire. Quale migliore occasione ?? ;)

A vetture tornate in Italia verso fine anno 1967 , ad 1 di queste vetture fu montato il classico motore ALFA 4 cil. in linea però maggiorato a 2000 cc. -

Divenne vettura di laboratorio.

Ma non finì quì, perchè in alternativa si dice che le fu montato anche altro
motore ALFA 4 cil. da 2000 cc. ma con Doppia Accensione.

Preludio - quanto meno questo nuovo motore - della futura GT Am da corsa ?? :D

Sempre nel frattempo , constatata la bontà dell' idea di montare il V8 su questa auto , Bertone e l' ALFA lavoravano di gran lena per modificare un po' la vettura per permetterle di essere equipaggiata col motore " più nobile ".

Ma non fu semplice perchè il tutto richiedeva tante variazioni e tanto tempo e così si arrivò all ' anno 1968.

Si era pensato - già che si era in ballo - di fare adottare alla vettura ( che nel frattempo tutti -stampa compresa- denominarono MONTREAL ) un retrotreno differente e più sofisticato.

Per la verità il Sig. BUSSO dicono abbia iniziato lo studio e la sperimentazione del suo DeDion ( per la futura 116-Alfetta del 1972 ) proprio nel 1967 ma non poteva distogliere tempo da questa futura auto per dedicarsi alla Montreal.

Anche perchè pare che la messa a punto del DeDion di Busso fu veramente tanto laboriosa anche negli anni a venire ; tant ' è che ( così avevo letto ed anche saputo ) si era rischiato di non potere presentare l' ALFETTA col DeDion nel Giugno del 1972 in quanto ancora nell' inverno 1971 pare avessero ancora qualche problemuccio ( che risolsero in primavera 1972 poco prima della presentazione della 116).

Quindi per tornare alla MONTREAL, il DeDion era da escludere proprio per problemi di tempo.

E non si poteva nemmeno montare un qualcosa simile allo " Slittone " delle
GIULIA GTA da corsa perchè evidentemente era un artificio, un espediente ma validissimo ed idoneo per vetture da corsa.

Si dirà che si sarebbe potuto trovare un espediente in alternativa. Vero, ma mancava il tempo.

Si pensò allora di montare un retrotreno sul tipo delle TZ 1 e TZ 2 ma sempre per problemi di tempo e per altri validi motivi anche questa soluzione fu esclusa.

Si ripiegò allora sul solito Ponte Rigido Alfa ma " notevolmente " irrobustito e perfettamente rivisto in tutte le sue componenti per adeguare la vettura al grande aumento di potenza che la vettura avrebbe dovuto "digerire".

E comunque, sino a pochissimi anni prima anche le Ferrari con 240-260-280 Cv. ecc. ( non parlo della GTB ) avevano ponte rigido.

E così , finalmente dopo tanto tempo e tante modifiche e l' adozione del motore V8 , iniziarono i collaudi.

Ne parleremo presto.

Per ora un caro saluto. :D :thumbup:

Un saluto anche a GENLEE. :D

Si era quindi nel 1968 ed a causa delle pesanti modifiche cui venne sottoposta la macchina da parte della Bertone ( su segnalazione ed ordine dell' ALFA ) per ( soprattutto ) potere ospitare il motore V 8 , la vettura definitiva latitava.

Iniziarono allora nel 1968 " avanzato " con 2 prototipi come da foto che posto ancora una volta.

Per la verità 1 dei 2 prototipi era simile alla foto che la fa sembrare una mezza S.W. mentre l'altro si differenziava solo nella parte posteriore poichè munito di una specie di " cassone " che la facevano sembrare ( con un po' di fantasia ) ad un Pick-Up con il telone e purtroppo non ho foto da postare ma ho bene in mente come era fatta.

Ma ne parleremo dopo perchè io 1 di queste auto ho avuto l' opportunità di vederla dal vivo su strada :D

Di questi primissimi 2 prototipi , quello tipo S.W. inizialmente fu mandato in pianta stabile a girare presso la pista di Balocco giorno e notte.

L' altro ( il Pick-Up ) a volte restava nelle officine del Portello per aggiornamenti vari ed usciva solo di sera e per tutta la notte per effettuare un percorso in Lombardia di cui parleremo.
Oppure alcune volte veniva inviato su Cisa e Futa ed altre località ben conosciute ai Collaudatori.

A volte però ( ma ben poche volte ) si scambiavano i percorsi.

Resta comunque il fatto che il primissimo Prototipo della Montreal di Bertone / Gandini che fu esposta all' Expo poteva essere considerata un 2 + 2 posti.
Dopo tutte le modifiche apportate anche per volere inserire il meraviglioso
V 8 , questa vettura Montreal - 105-64 divenne " quasi " una 2 posti secchi.

Continuerò ancora domani con altre notizie. Grazie. Ciao. :thumbup:

Ancora una volta un grazie a tutti x gli auguri. :D :D

Arriviamo quindi nel 1969.

Si susseguono varie foto della futura " belva " su periodici specializzati e su
rotocalchi.

Le foto più veritiere furono ovviamente quelle pubblicate da Quattroruote e che io Vi ripropongo ancora.

Piccolo excursus : A 30 mt. da casa mia c' era - e c' è ancora - un bel ristorante che allora mediamente per 2 sere la settimana era frequentato da una coppia che possedeva una meravigliosa MASERATI GHIBLI - 4700-
di colore Giallo ( identica alla foto che sotto Vi posto ) .

Alla fine della cena ed in sede di ripartenza, colui che guidava scaldava ben bene la vettura e poi si improvvisava in notevoli accelerazioni e che comunque per le mie orecchie era veramente musica sublime.

Sfido ancora oggi chiunque di noi a non doversi esaltare nel sentire scatenarsi tanta potenza dal V8 di quella vettura che - allora - aveva gli scarichi non " tarpati " come le auto di oggi.

Questa felice situazione bisettimanale di riflesso mi portava immediatamente a pensare al V8 delle MONTREAL in prova a Balocco.

Per la verità io ero informato comunque a " spizzichi e bocconi " dagli amici
dell' ALFA sul prosieguo delle prove, ma ciò non mi bastava.

Pertanto , ed a seguito anche delle ultimissime foto che pubblicò Quattroruote,
decisi - una sera dopo cena - di sfidare l ' imprevedibile e di partire per la pista di Balocco per verificare de visu ............quel certo non so che.......... :rolleyes:

Era la seconda metà di Febbraio 1969. Autostrada Milano - Torino ed esco al casello di Balocco.
Chiedo al casellante la strada per la pista e mi indica : Al I° stop posto a 20 mt. dall' uscita Lei vada a sinistra e poi a destra e poi ancora tenere la sinistra seguendo la strada che porta ad una specie di altipiano e che sale gradatamente.

Quindi avanti per un rettilineo che costeggia la pista per circa 1,5 Km. fino a trovare un cancello posto quasi alla fine della pista e a circa 200-250 mt. prima di un curvone oltre il quale la strada normale porta od al paese di Buronzo oppure sino a S.Giacomo Vercellese.

Vedendomi a bordo di un' ALFA , forse il casellante aveva creduto che io fossi uno dello staff della CASA.

Ringrazio, saluto e seguo le sue istruzioni procedendo molto molto adagio e , nonostante il freddo , col finestrino totalmente abbassato per percepire eventuali suoni o rombi di motore.

Man mano procedevo - complice anche il non vedere alcuna luce che lasciava presagire ad una abitazione qualsiasi - mi chiedevo in quale posto isolato e fuori dal mondo io fossi finito ma soprattutto chi glielo aveva fatto fare all' ALFA di mettere un simile impianto in un luogo così atipico.

Intanto, verificavo ( sulla sinistra ) che la pista era comunque nascosta da tutto un unico filare ( per tutta la sua lunghezza ) di alberi. Che a quei tempi erano ancora bassi e/o piccoli ma che comunque il loro servizio lo facevano egregiamente mentre invece sulla destra si stagliava una enorme distesa di campi ( risaie ) che non terminava mai.

Procedo comunque ed arrivo al cancello illuminato da una lucina veramente fioca fioca ed ivi noto l'entrata con una ripida salita e comunque da quella posizione NULLA si vede all' interno.

Non capisco e vado avanti. Percorro la grande curva e mi accorgo che mi sto allontanando progressivamente dalla pista.

Decido allora di andare in uno dei 2 paesi vicini e mi avvio per S.Giacomo Vercellese.
Mi domando e mi conforto = Troverò magari una osteria , un piccolo bar per bere magari un caffè e domandare lumi a qualcuno ?

Arrivo a S. Giacomo e........tutto chiuso !!! Nessuno in giro....!!! Ed erano le
ore 21 di sera.

Torno indietro e mi accosto e mi fermo 300-400 mt. dopo il famoso cancellone.

Lascio le luci di posizione accese e scendo dalla macchina.

Mi avvolgono subito un Silenzio ASSORDANTE , una sensazione di freddo
( in effetti la serata era la tipica nottata tersa e gelida ) ma soprattutto mi assale un senso di abbandono e tanta paura. :shock:

Gettavo lo sguardo verso le risaie e mi chiedevo = Ma chi me lo ha fatto fare ?
Quì con questo silenzio e con questo freddo ed in questa landa con nessuno in giro.

Mancano solo i lupi affamati ed io " sono fatto come una gallina " :shock:

Quasi non termino questi esagerati pensieri che si ode in lontananza e proveniente dall' interno della pista l' inconfondibile melodioso suono di un motore V8 che si avanza.

Stupore e gioia. Soprattutto quando inizia a percorrere il tratto misto con varie curve ove gli " sgasamenti " e gli " sgommamenti " ( perdonate se mi esprimo in simil modo ) - uniti ai bagliori dei fari abbaglianti che si percepivano nonostante gli alberi e che davano l' idea di quale tour de force fosse sottoposta la vettura - si susseguivano.

La vettura ( di cui ovviamente non si riusciva a vedere la carrozzeria ) si allontana ed io, felice come una pasqua , decido di restare sul posto . In quel momento del freddo e della paura non me ne fregava piu' niente.
Mi sentivo appagato. ;)

Dopo circa mezzo minuto si sente arrivare vettura col classico sound del classico 4 cilindri ALFA.
Non so quale macchina lo montasse ma le evoluzioni che faceva era le medesime ( ovviamente un po' inferiori a quelle del V 8 ) . Grande gioia.

Mi chiesi però = Come mai ancora collaudi con il 4 cilindri ?
Mi risposi = vuoi vedere che già collaudano il futuro 2000 cc. della futura
ALFA 2000 ? In effetti non era quasi più un segreto che l' ALFA avrebbe
commercializzato a breve una 2000 per cercare di contrapporsi alla concorrenza che aveva iniziato in quegli anni la scalata alle cilindrate più alte.

Dagi amici dell' ALFA successivamente ebbi conferma.

Rimasi oltre mezz' ora in quel luogo a bearmi ogni 3 o 4 o 5 minuti ( il tempo che le vetture impiegavano a fare un giro ) di quella melodia e poi me ne andai.

Siccome volevo ulteriori informazioni e magari più esurienti, decisi di tentare di volere disturbare il casellante di Balocco prima di intraprendere il ritorno.

Ve lo scrivo domani assieme ad altre cosette.

PS= La Pista di Balocco nel 1969 era molto differente dall' attuale. Compresa l'entrata che una volta era più verso il termine della stessa- verso Nord-.

Posto una foto di come era la pista tanti anni fa.
La parte bassa della foto è il NORD.

Un saluto. :D :D

E quindi mentre mi avvicinavo al casello dell' autostrada per il rientro a casa,
ripensando a quanto di melodioso le mie orecchie avevano potuto sentire,
posi a me stesso una domanda :
---Che strano : come mai quel rumore , quelle " pulsazioni " del V8 ALFA
così strane, quasi sfalsate e così differenti dagli altri V8 che normalmente sentiamo ?

In effetti ricordando il caratteristico suono delle MASERATI ma anche di una vettura del papà di un mio amico - una ormai anzianotta ma sempre con discreto fascino SIMCA CHAMBORD - 2445 cc. - motore V8 - Aste e Bilanceri e di tutti gli altri V8 che a volte ci capitava di ascoltare, quello della futura Montreal dava una strana sensazione.

Qualche giorno dopo ed a seguito mia visita dai miei amici in ALFA il dubbio si risolse. Furono loro a significarmi che l' albero motore adottato da quel motore era con manovelle a 90° in luogo dei 180° della quasi totalità degli altri motori V8 di altre marche ( Americane e non ).

Raggiungo quindi il casello autostradale e fermo la mia vettura..

Oggigiorno le strutture dei caselli di Balocco sono tutte differenti e poi non sono più ubicati nella stessa posizione ove erano una volta ma un tempo il casello di Balocco era ( se visto dall' alto ) di tipo quasi ovoidale e tutto con intelaiatura in ferro e con tanti vetri fissati ancora con lo stucco - come le salette di attesa delle stazioni ferroviarie di tanti anni fa -.

Scendo e mi presento al casellante che era un signore sulla cinquantina ed iniziando una simpatica conversazione lo informo che io non faccio parte dello staff dell' ALFA e che la mia visita ivi era solo frutto di passione e curiosità e quindi seguitiamo a dialogare sulla pista di Balocco, sulle frequentazioni dei personaggi ALFA ecc.ecc. e qualche notiziola me la snocciola ; compresivo di aneddoti intercorsi tra fotografi e guardie del circuito.
Magari ne parliamo alla prossima.

Noto tra l' altro che teneva a debita distanza una stufetta elettrica perchè anche lì dentro faceva freddo e una radiolina che diffondeva musica.

In altra parte aveva un thermos pieno di caffè che sarebbe dovuto durargli sino a che - al mattino presto - un collega non lo avesse sostituito.

Vedendo che la conversazione si prolungava e vedendomi infreddolito si era offerto di versarmi un po' del suo caffè.

Gentilmente declinai l'offerta pregandolo di non offendersi e motivando che lui con il thermos avrebbe dovuto tirare sino al mattino mentre io avrei - dopo circa 20 minuti - potuto rifocillarmi all ' Autogrill di Novara.

Gli chiesi se eventualmente la sera successiva lo avrei trovato ancora presente nel casello e lui rispose affermativamente.

Gli dissi che l' indomani sarei tornato con un amico " sfegatato Lancista "
ma amante dei bei motori .

Lo ringraziai e me ne tornai a casa.

Ragazzi, a domani. Accenneremo anche " all' ascolto del motore " boxer della futura ALFASUD che la sera dopo era in prova su una vettura proprio lì sulla pista. Ciao. :D :thumbup:

La sera dopo, infatti , col mio amico ed a bordo della sua FULVIA -GT-Berlina
partiamo per Balocco.
L' amico voleva usare la sua vettura per farle fare una bella galoppata in autostrada.

Gli chiedo di fermarsi all' Autogrill di Novara anche per acquistare qualcosa da condividere con l' amico casellante dell' autostrada che la sera precedente si voleva privare del suo caffè per rifocillarmi.

Compero una bottiglia di VOV - lo zabaglione leggerissimamente liquoroso che allora andava tanto di moda ed era squisito. E soprattutto , col freddo , riusciva a scaldare.

Arrivati, lo troviamo all' interno del casello e ci dice che poco prima era appena salita verso la pista una GIULIA color marrone con 2 persone a bordo.

Viene spontaneo fare mentalmente due conti : GIULIA Marrone - 2 persone = Sarà forse l' Ing. CHITI in visita alla pista ed ai prototipi ? Quell' uomo lavorava a tutte le ore.
Forse non aveva alcun significato ma io sapevo che CHITI a quei tempi guidava una GIULIA 1600 Super marrone.

Comunque col mio amico facemmo - sempre con tanta cautela - tutto ciò che feci da solo la sera precedente. Manco fossimo state 2 spie. :shock:
Però quella sera ci " intabarrammo " per bene. ;)

Attesa di pochissimo tempo ed ecco che arriva la belva col suo V8.
Grande Montreal :p - Stesse evoluzioni - medesime fortissime accelerazioni e tanta gioia anche per il mio amico.
Ma egualmente al giorno precedente, solo rumori e le luci dei fari della vettura che volteggiavano e basta. Nessuna possibilità di vedere il prototipo. :evil:
Le piante che impedivano la visuale a suo tempo erano state posizionate a regola d' arte.

Non passa 1 minuto che sentiamo il netto rumore di un motore dalla voce un po' " roca " e strana ma molto "secca " e soprattutto gradevolmente
" metallica " .

Somigliava molto lontanamente al 4 cil. boxer delle LANCIA Flavia ma questo motore ( al contrario del motore FLAVIA che era più " pacioso " ) era di una prontezza di reazione entusiasmante sia in scalata che in ripresa e specialmente quando colui che collaudava lo portava agli alti regimi.

Sapevo che erano iniziati i collaudi per la futura ALFASUD ma questa improvvisata fece piacere perchè dava l' esatta percezione che anche il Boxer
della futura vetturetta era a tutti gli effetti un bel motore ALFA.

Quella sera il classico 4 cilindri in linea ( che udii la sera prima ) non partecipò ai test e così ci " leccammo le orecchie " con il V8 ed il Boxer.

Rimanemmo ivi circa tre quarti d' ora in tutta tranquillità e senza che passasse anima viva e quindi ci dirigemmo dal casellante.

Gli donammo il VOV e lui gentilmente si offrì di farci partecipe di una bevutina tutti assieme, aprendo la bottiglia.
Così iniziammo a trascorrere ancora un po' di tempo con lui.

Ci raccontò del grande movimento di persone e mezzi ( furgoni telonati e furgoni chiusi - camion - camion dell' AUTODELTA - bisarche con vetture coperte da teloni enormi - macchine ) che normalmente nelle ore diurne vi era lì a Balocco.
Ed ancora, a volte qualche pullmino con a bordo probabilmente delegazioni di persone e forse anche estere; ma soprattutto varie vetture guidate da collaudatori e ( probabilmente ) da qualche Ingegnere o responsabile ALFA.

Ci disse anche che era talmente severa la sorveglianza all' impianto da parte di personale addetto che ben pochi fotografi e/o reporter la " facevano franca ".
Però si limitavano a levare il rullino dalla macchina fotografica e nulla più.
Ci disse che normalmente i " curiosi " si appostavano " appollaiandosi " sugli unici alti alberi esistenti che erano posizionati proprio alla fine della pista e nel punto più stretto ( a Sud ) .

Parlammo di altre cose fino a scoprire che anche lui- come il mio amico -
simpatizzava per le LANCIA.

Alla fine, ci salutammo e beati e contenti ce ne tornammo in autostrada.
In auto chiesi al mio amico se anche lui avesse avuto la sensazione che
le " pulsazioni " del motore V8 appena udito non fossero un po' strane e non conforme a quanto si percepiva con altri motori con 8 cilindri a V.
Mi diede ragione. Però dopo qualche tempo riuscii a renderlo edotto del perchè.

Qualche giorno dopo andai a trovare i miei amici in ALFA.

Ma ne parliamo prossimamente. Grazie. Ciao. :D :thumbup:

Andai dagli amici dell' ALFA e narrai di ciò che feci giorni prima manifestando la mia delusione nel non avere potuto vedere la vettura ma di avere potuto solo udire il canto del possente motore e la "nervosità " del Boxer della futura ALFASUD.

Il loro buon cuore si manifestò quando inaspettatamente mi dissero :
--- " Questa sera verso le 23 trovati tra Rovello Porro e Fino Mornasco e probabilmente la incontrerai. ".

Non ci vollero altre parole per capire in quanto ancora sino dagli anni '30, tutti i collaudi --- le vecchie ALFONE 2300 - 2500 a 6 cilindri , la 1900 e le Giulietta
degli anni ' 50 e perfino le Giulia --- venivano testate su un "circuito particolare"
che comprendeva 2-3-4 curve dalle caratteristiche un po' speciali.
Se ivi la vettura " teneva " bene, allora era stata effettuta la scelta più idonea- la migliore e la più sicura.
Per le auto era un banco di prova micidiale che da anni si era ormai consolidata. Non per nulla era un ' esperienza che -allora - durava da quasi
40 anni.

E di più : Quando fu inaugurata la Pista di Balocco, io ricordo di avere letto forse su Quattroruote od Auto Italiana che all'interno della pista avevano disegnato un percorso che comprendeva pari-pari quelle 2-3-4 curvette di
Fino Mornasco e dando proprio la denominazione di Curve Fino Mornasco.

Resta evidente la comodità di provare - per certe situazioni - sul quel percorso che era molto più vicino allo " Sperimentale del Portello " che non andare sino a Balocco che distava di più.
Del resto, per la futura Montreal , già 1 prototipo ( come già scritto ) girava giorno e notte a Balocco mentre l' altra collaudandola più vicino alla CASA poteva benissimo beneficiare in Sede di sicuri aggiornamenti giornalieri.

Le vetture partivano dalla Sede di Milano e raggiungevano Saronno e quindi la piccola cittadina di Cadorago.
A Cadorago esisteva - ( oggi credo l' abbiano eliminato ) un grande passaggio a livello che durante il giorno-causa grande transito treni - era spesso chiuso ma di notte il traffico ferroviario si rarefaceva notevolmente.
Questa può essere una componente del fatto che i prototipi li facevano viaggiare di notte.

Per quello che concerne il traffico notturno su queste strade , bisogna significare che dopo una certa ora ( sempre in quegli anni ) era praticamente inesistente e sino al mattino successivo.
Nel mio piccolo - dopo questa esperienza - e non solo - lo posso confermare.

Comunque, il passaggio a livello era posizionato ai piedi di una salita che dopo circa 1- 1,5 Km. immetteva su un piccolo altipiano ove si potevano ammirare bellissime entrate di poche ville signorili che sicuramente dovevano essere uno spettacolo !!

Diciamo che da metà salita e sino alla fine del piccolo altipiano c'era questa serie di curvette particolari.
Il tutto poi terminava con una bella curva a destra ( in discesa ) ove subito dopo c'era uno STOP.

Allo Stop si sceglieva se andare a sinistra verso Fino Mornasco (distante 700 mt.) - Como e rientrare a Milano tramite autostrada oppure se andare a destra sulla S.S. 35 detta " dei Giovi " per tornare sempre a Milano passando da Cermenate ( ove esisteva una nota fabbrica di carne in scatola ) - oppure voltare per Carimate ( ed il suo castello ) e quindi la cittadina di Varedo e la città di Muggiò.

La S.S. - 35 dei Giovi è antichissima e collega Genova al Canton Ticino passando per Pavia - Milano e Como.

Comunque mi presento e mi fermo - a tarda ora e con traffico inesistente - vicino all' entrata di uno di questi bei villoni posti sull' altipiano ed attendo.

Ad un tratto il silenzio è lacerato da un boato che si avanzava dalla salita.
Mi sento felice perchè tra poco la vedo......finalmente !!! :D

I fari dell' auto lasciano trasparire che avanza velocissima e con una rabbia in corpo da far tremare i polsi.

Un suono del motore che era uno sparo. E se non era uno sparo era di più.
Era melodia mista a cattiveria e potenza. Tanta tanta potenza :shock:

Mi passa a fianco ed io resto frastornato. Dagli scarichi mancava uscissero lingue di fuoco e poi il tutto si completava.

Riavutomi dalla sorpresa e cercando di analizzare la carrozzeria della vettura
notai che quello non era il prototipo che aveva pubblicato Quattroruote e cioè la vettura tipo S.W., ( che probabilmente era quella che girava a Balocco ) bensì doveva essere il " secondo " dei 2 prototipi e cioè quello
tipo Pick-Up mascherato.

Però era una strana mascheratura. Infatti a me diede l' impressione di avere avuto a che fare con una macchina che fosse appena entrata ed uscita da un " fienile " , tanto era bizzarra la camuffatura.

Ma un' altra cosa mi lasciò basito : la cadenza - le pulsazioni dello scarico non erano le medesime della vettura che avevo sentito a Balocco.
E poi tutta quella potenza, quella rabbia che il motore aveva sprigionato , ad una più attenta analisi mi fece supporre che montasse un motorone di una enorme cubatura e superiore al motore sentito a Balocco.

Comunque immaginate la mia felicita di quella notte :D

Risalii in macchina e me ne tornai a casa ma col proposito di recarmi dagli amici in Via Grosotto a chiedere lumi.

Continua.

Grazie ed a prestissimo per seguitare. CIAO. :D :thumbup:

Nell' anno 1969 già si presumeva - ( tutti supponevano - anche i giornali - ) che il motore definitivo della futura Alfa Montreal avrebbe potuto contare su una cilindrata che spaziava dai 2500 cc. ad un max. di 3000 cc. ma di sicuro c' era proprio nulla.

Qualcosa di definitivo io venni a saperlo verso circa il Maggio-Giugno 1969. Ma lo scriverò .

E quindi dopo qualche giorno da ciò che vidi di notte a Fino Mornasco, vado al Portello e chiedo : " Ma che diavolo di motore avete montato a quel " fulmine di vettura " che pareva un furgoncino appena uscito da un pagliaio e carico di fieno ? Avete installato forse un 5000 cc. ? Aveva talmente tanta rabbia in corpo quel motore che..........roba da esaltarsi e da spaventarsi allo stesso tempo " . :shock:

Per tutta risposta sui volti degli amici si stamparono sorrisi di velata ilarità e quindi la risposta ( un po' elusiva se vogliamo ) : " No dai,un 5000 sarebbe eccessivo........." :D ------ma dopo qualche tempo sia da loro che da altra persona riuscii a carpire altre notizie.
Anche sul tentativo di sperimentazione di un " posteriore indipendente ".

Nel frattempo ( Febbraio-Marzo 1969 ) anche la Mod. 116 - futura Alfetta 1800 con il DeDion che poi fu presentata nel 1972 stava girando a Balocco e nulla di più facile che nelle mie sporadiche presenze ivi, questa vettura facesse parte di quelle auto - che io non sono riuscito a vedere - che lasciavano intendere che montavano il classico 4 cilindri.
Oltre ovviamente al fatto che stavano collaudando il motore 2000 cc. per la vettura sostituta della 1750. Vettura che nel 1971 prese il nome di 2000 Berlina - GT Veloce e Spider Veloce e con 131-132 Cv. DIN oppure 150 SAE.

Tra l' altro ricordo che un giorno al Portello, mentre con gli amici si passava dal cortile ove negli anni ' 50 era adibito a deposito dei Camion 900-950 e
MILLE ed a fine ' 60 era adibito a rimessaggio di alcuni Romeo, vidi parcheggiata un ROVER -2000 T.C. e chiesi per quale motivo tale vettura era posizionata in quel luogo.
Mi si disse - con tutta sincerità - che era servita per comparare il DeDion di quella vettura con il DeDion della futura 116.

Ora posto 3 foto inerenti il cambio ZF - S - 5 - 18 / 3 felicemente adottato dalla Montreal - 2600 cc. di serie e sperimentato in tanti anni ( è proprio il caso di dirlo ) di collaudi sui prototipi.

A presto. :D :thumbup:

Credo verso metà Maggio 1969 mi venne presentato un giovane Ingegnere che ricopriva mansioni allo Sperimentale.

Persona garbata e discreta con la quale ho condiviso identità di vedute ma soprattutto tanta passione per le belle ALFA.

Personalmente, stante il rispetto che avevo nei suoi riguardi non mi sono mai permesso di forzare su qualche discorso per cercare di carpirgli chissà quali segreti però di qualche notiziola in anteprima - e che NON ho mai divulgato ad alcuno - ne venni a conoscenza.

Tra le altre cose mi disse che lui ( ed altri Ingegneri ) erano preposti
all' accompagnamento di alcuni collaudatori ed a volte in qualità di " navigatori " sulle varie future vetture che avrebbero visto la luce da lì a breve tempo.

Tra queste vetture che lui " testava " c'era la futura Montreal ed in particolare quella a forma di S.W. come da foto di 4R poco sopra ( quella che non vidi mai ).

Mi diceva che le vetture giravano a Balocco giorno e notte incessantemente.

A volte solo col collaudatore ma normalmente - ed in particolare di notte -
con a fianco questi " navigatori ".

Il navigatore ( Ingegnere ) aveva allacciato alla coscia della gamba una specie di Block Notes e la vettura era munita sul lato passeggero di una lampada snodabile al fine di prendere ( di notte ) sia gli appunti che man mano gli dettava il collaudatore durante i vari tragitti che le considerazioni personali proprie di colui che affiancava il collaudatore.

Il serbatoio della benzina era maggiorato per permettere di percorrere molti Km. senza fermarsi anche perchè questi collaudi erano " uno smanettamento unico ". :shock:

Inoltre anche queste persone ( come il buon casellante di Balocco ) ;)
venivano muniti di qualche liquido caldo da sorbirsi durante l' estenuante collaudo.

Circa i motori adottati in sede dei vari collaudi essi spaziarono dal 2500 cc-
al 3000 cc. . Poi per questioni di " ragion di stato " ( NON certo della dirigenza del Portello che avrebbe visto di buon occhio un bel 3000 cc. ) la
scelta obbligatoriamente cadde sul già esistente 2500 cc. ma rialesato a 2600 cc. modificando l' alesaggio da 78 mm. a 80 mm. e lasciando la corsa a
64,4 mm.
E mi confermò che la 105.64 sarebbe stata venduta col 2600 cc.
E mi anticipò anche che prima dell' anno 1971 non sarebbe stata in commercio. Cosa che puntualmente si verificò.

Per i primi motori furono testate possibilità di marche di Iniezione diverse.
Poi la scelta, obbligatoriamente cadde sulla Spica - ditta dell ' IRI.

Comunque questo motore da 2600 cc. ai primi vagiti diede subito
da 240 a 250 Cv. :shock: .......... che vennero immediatamente "strozzati "
a 200 Cv. e che sono i medesimi delle vetture che furono consegnate alla clientela.

Mi diceva che questa " voluta ed imposta riduzione " di potenza fece un po'
irritare tutti i collaudatori ( e non solo..... ) . :twisted:

Circa i cambi di velocità si collaudò inizialmente anche il classico cambio ALFA . Ma si sapeva già che non erano adeguati e già in progettazione si
indirizzarono sullo Z F .

Per quello che concerne i ponti posteriori, in primis le lungaggini derivate dalle varie modifiche di carrozzeria che si sarebbero dovute apportare alla vettura esposta in Canada ( che come sappiamo nacque col 4 in linea ) per far posto al V8 - che durarono tanto tanto tempo - e poi , purtroppo le varie stagioni dei primi grandi scioperi
( che continuarono anche per buona parte degli anni ' 70 coinvolgendo anche molti dirigenti - L' Ing. Satta ed altri ne seppero qualcosa ) , determinarono
l' abbandono della sperimentazione di un ponte posteriore indipendente tipo
quello della T.Z. 1 e 2.
Perchè il tentativo di sperimentarlo ci fu.

Ricordo infatti le parole dei miei amici collaudatori quando mi dicevano : "Se la Montreal l' avessero prodotta col posteriore della TZ, non ce ne
sarebbe per nessuno. La TZ la " buttavi " dove volevi tu . " ;)

Adottare il DeDion non era possibile in quanto la sua gestazione fu veramente laboriosa - come già accennato - e si sarebbe dovuto attendere ancora altro e forse troppo tempo per mettere sul mercato questa benedetta auto che tutti bramavano ma che l' attesa faceva spazientire.

Infine quando domandai a questo Ingegnere che razza di motore rabbioso avessero montato su quella vettura " appena uscita da un pagliaio " e che io ebbi il piacere di vedere a Fino Mornasco, in maniera un po' sibillina mi fece intendere che era sui 4000 cc. :D

Solo dopo qualche anno mi fu svelato l' arcano : Già in quegli anni l' Ing. Chiti
aveva avuto qualche richiesta di motori speciali e di cubatura un po' elevata dagli USA e per corse tutte particolari.

L ' Autodelta anche nell ' anno 1969 era piena zeppa di lavoro sia sui Prototipi ( con motori 2000 - 2500 e 3000 ) che sulle vetture Corsa Clienti (ed erano tante ) - vetture Corsa Ufficiali Turismo - Motori per la Nautica a 4 in linea ed a 8 V - e chi più ne ha più ne metta, e pertanto determinate sperimentazioni erano devolute necessariamente ai collaudatori dell' ALFA Sede.

Da lì il passo è breve. Dove lo posizioniamo questo mostro da 4 litri - per i vari test e collaudi - se non sulla nuova futura vettura con l' 8V ??

Ma c'è un seguito che già ho avuto modo di scrivere = Nel 1971 Chiti si accordò per un nuovo progetto di scafo da corsa rivoluzionario offrendosi di fornire i motori Montreal 4000 cc. da 500 Cv cadauno e dal peso inferiore
ai 200 Kg. cadauno.

Questo scafo si chiamava DART. di cui alle foto.

A presto. :D :thumbup:

Attached files /attachments/1679895=29809-DSCF1244.JPG /attachments/1679895=29810-DSCF1379.JPG /attachments/1679895=29811-DSCF1380.JPG
 
Grazie giampi47 !

Bellissimo immaginare i collaudatori guidare di notte mentre a fianco un tecnico segnava note su carta aiutandosi con una torcia elettrica. Sembrano passati secoli rispetto ad oggi dove mille sensori e computer registrano tutto! Credo che un tempo le auto fossero più umane perché costruite e plasmate da uomini. Oggi la tecnologia aiuta, le simulazioni aiutano, tutto è più preciso, tutto è più ottimizzato... ma tutto tende a convergere.
 
giampi47 ha scritto:
Credo verso metà Maggio 1969 mi venne presentato un giovane Ingegnere che ricopriva mansioni allo Sperimentale.

Persona garbata e discreta con la quale ho condiviso identità di vedute ma soprattutto tanta passione per le belle ALFA.

Personalmente, stante il rispetto che avevo nei suoi riguardi non mi sono mai permesso di forzare su qualche discorso per cercare di carpirgli chissà quali segreti però di qualche notiziola in anteprima - e che NON ho mai divulgato ad alcuno - ne venni a conoscenza.

Tra le altre cose mi disse che lui ( ed altri Ingegneri ) erano preposti
all' accompagnamento di alcuni collaudatori ed a volte in qualità di " navigatori " sulle varie future vetture che avrebbero visto la luce da lì a breve tempo.

Tra queste vetture che lui " testava " c'era la futura Montreal ed in particolare quella a forma di S.W. come da foto di 4R poco sopra ( quella che non vidi mai ).

Mi diceva che le vetture giravano a Balocco giorno e notte incessantemente.

A volte solo col collaudatore ma normalmente - ed in particolare di notte -
con a fianco questi " navigatori ".

Il navigatore ( Ingegnere ) aveva allacciato alla coscia della gamba una specie di Block Notes e la vettura era munita sul lato passeggero di una lampada snodabile al fine di prendere ( di notte ) sia gli appunti che man mano gli dettava il collaudatore durante i vari tragitti che le considerazioni personali proprie di colui che affiancava il collaudatore.

Il serbatoio della benzina era maggiorato per permettere di percorrere molti Km. senza fermarsi anche perchè questi collaudi erano " uno smanettamento unico ". :shock:

Inoltre anche queste persone ( come il buon casellante di Balocco ) ;)
venivano muniti di qualche liquido caldo da sorbirsi durante l' estenuante collaudo.

Circa i motori adottati in sede dei vari collaudi essi spaziarono dal 2500 cc-
al 3000 cc. . Poi per questioni di " ragion di stato " ( NON certo della dirigenza del Portello che avrebbe visto di buon occhio un bel 3000 cc. ) la
scelta obbligatoriamente cadde sul già esistente 2500 cc. ma rialesato a 2600 cc. modificando l' alesaggio da 78 mm. a 80 mm. e lasciando la corsa a
64,4 mm.
E mi confermò che la 105.64 sarebbe stata venduta col 2600 cc.
E mi anticipò anche che prima dell' anno 1971 non sarebbe stata in commercio. Cosa che puntualmente si verificò.

Per i primi motori furono testate possibilità di marche di Iniezione diverse.
Poi la scelta, obbligatoriamente cadde sulla Spica - ditta dell ' IRI.

Comunque questo motore da 2600 cc. ai primi vagiti diede subito
da 240 a 250 Cv. :shock: .......... che vennero immediatamente "strozzati "
a 200 Cv. e che sono i medesimi delle vetture che furono consegnate alla clientela.

Mi diceva che questa " voluta ed imposta riduzione " di potenza fece un po'
irritare tutti i collaudatori ( e non solo..... ) . :twisted:

Circa i cambi di velocità si collaudò inizialmente anche il classico cambio ALFA . Ma si sapeva già che non erano adeguati e già in progettazione si
indirizzarono sullo Z F .

Per quello che concerne i ponti posteriori, in primis le lungaggini derivate dalle varie modifiche di carrozzeria che si sarebbero dovute apportare alla vettura esposta in Canada ( che come sappiamo nacque col 4 in linea ) per far posto al V8 - che durarono tanto tanto tempo - e poi , purtroppo le varie stagioni dei primi grandi scioperi
( che continuarono anche per buona parte degli anni ' 70 coinvolgendo anche molti dirigenti - L' Ing. Satta ed altri ne seppero qualcosa ) , determinarono
l' abbandono della sperimentazione di un ponte posteriore indipendente tipo
quello della T.Z. 1 e 2.
Perchè il tentativo di sperimentarlo ci fu.

Ricordo infatti le parole dei miei amici collaudatori quando mi dicevano : "Se la Montreal l' avessero prodotta col posteriore della TZ, non ce ne
sarebbe per nessuno. La TZ la " buttavi " dove volevi tu . " ;)

Adottare il DeDion non era possibile in quanto la sua gestazione fu veramente laboriosa - come già accennato - e si sarebbe dovuto attendere ancora altro e forse troppo tempo per mettere sul mercato questa benedetta auto che tutti bramavano ma che l' attesa faceva spazientire.

Infine quando domandai a questo Ingegnere che razza di motore rabbioso avessero montato su quella vettura " appena uscita da un pagliaio " e che io ebbi il piacere di vedere a Fino Mornasco, in maniera un po' sibillina mi fece intendere che era sui 4000 cc. :D

Solo dopo qualche anno mi fu svelato l' arcano : Già in quegli anni l' Ing. Chiti
aveva avuto qualche richiesta di motori speciali e di cubatura un po' elevata dagli USA e per corse tutte particolari.

L ' Autodelta anche nell ' anno 1969 era piena zeppa di lavoro sia sui Prototipi ( con motori 2000 - 2500 e 3000 ) che sulle vetture Corsa Clienti (ed erano tante ) - vetture Corsa Ufficiali Turismo - Motori per la Nautica a 4 in linea ed a 8 V - e chi più ne ha più ne metta, e pertanto determinate sperimentazioni erano devolute necessariamente ai collaudatori dell' ALFA Sede.

Da lì il passo è breve. Dove lo posizioniamo questo mostro da 4 litri - per i vari test e collaudi - se non sulla nuova futura vettura con l' 8V ??

Ma c'è un seguito che già ho avuto modo di scrivere = Nel 1971 Chiti si accordò per un nuovo progetto di scafo da corsa rivoluzionario offrendosi di fornire i motori Montreal 4000 cc. da 500 Cv cadauno e dal peso inferiore
ai 200 Kg. cadauno.

Questo scafo si chiamava DART. di cui alle foto.

A presto. :D :thumbup:

Ciao Giampi,
quindi l'abbandono delle ruote indipendenti fu alla fine dovuto agli scioperi degli anni 70?
E altra domanda, avevano approntato già, mi pare di capire, qualche prototipo con le sospensioni a ruote indipendenti derivate dalla TZ1/TZ2?

Sospensioni che però erano state scartate da Sanesi Busso e company nella famosa prova sulle strade della Futa a favore del De Dion per l'Alfetta.
 
alexmed ha scritto:
Grazie giampi47 !

Bellissimo immaginare i collaudatori guidare di notte mentre a fianco un tecnico segnava note su carta aiutandosi con una torcia elettrica. Sembrano passati secoli rispetto ad oggi dove mille sensori e computer registrano tutto! Credo che un tempo le auto fossero più umane perché costruite e plasmate da uomini. Oggi la tecnologia aiuta, le simulazioni aiutano, tutto è più preciso, tutto è più ottimizzato... ma tutto tende a convergere.

Verissimo !!!!Ciao. :D :thumbup:
 
fpaol68 ha scritto:
giampi47 ha scritto:
Credo verso metà Maggio 1969 mi venne presentato un giovane Ingegnere che ricopriva mansioni allo Sperimentale.

Persona garbata e discreta con la quale ho condiviso identità di vedute ma soprattutto tanta passione per le belle ALFA.

Personalmente, stante il rispetto che avevo nei suoi riguardi non mi sono mai permesso di forzare su qualche discorso per cercare di carpirgli chissà quali segreti però di qualche notiziola in anteprima - e che NON ho mai divulgato ad alcuno - ne venni a conoscenza.

Tra le altre cose mi disse che lui ( ed altri Ingegneri ) erano preposti
all' accompagnamento di alcuni collaudatori ed a volte in qualità di " navigatori " sulle varie future vetture che avrebbero visto la luce da lì a breve tempo.

Tra queste vetture che lui " testava " c'era la futura Montreal ed in particolare quella a forma di S.W. come da foto di 4R poco sopra ( quella che non vidi mai ).

Mi diceva che le vetture giravano a Balocco giorno e notte incessantemente.

A volte solo col collaudatore ma normalmente - ed in particolare di notte -
con a fianco questi " navigatori ".

Il navigatore ( Ingegnere ) aveva allacciato alla coscia della gamba una specie di Block Notes e la vettura era munita sul lato passeggero di una lampada snodabile al fine di prendere ( di notte ) sia gli appunti che man mano gli dettava il collaudatore durante i vari tragitti che le considerazioni personali proprie di colui che affiancava il collaudatore.

Il serbatoio della benzina era maggiorato per permettere di percorrere molti Km. senza fermarsi anche perchè questi collaudi erano " uno smanettamento unico ". :shock:

Inoltre anche queste persone ( come il buon casellante di Balocco ) ;)
venivano muniti di qualche liquido caldo da sorbirsi durante l' estenuante collaudo.

Circa i motori adottati in sede dei vari collaudi essi spaziarono dal 2500 cc-
al 3000 cc. . Poi per questioni di " ragion di stato " ( NON certo della dirigenza del Portello che avrebbe visto di buon occhio un bel 3000 cc. ) la
scelta obbligatoriamente cadde sul già esistente 2500 cc. ma rialesato a 2600 cc. modificando l' alesaggio da 78 mm. a 80 mm. e lasciando la corsa a
64,4 mm.
E mi confermò che la 105.64 sarebbe stata venduta col 2600 cc.
E mi anticipò anche che prima dell' anno 1971 non sarebbe stata in commercio. Cosa che puntualmente si verificò.

Per i primi motori furono testate possibilità di marche di Iniezione diverse.
Poi la scelta, obbligatoriamente cadde sulla Spica - ditta dell ' IRI.

Comunque questo motore da 2600 cc. ai primi vagiti diede subito
da 240 a 250 Cv. :shock: .......... che vennero immediatamente "strozzati "
a 200 Cv. e che sono i medesimi delle vetture che furono consegnate alla clientela.

Mi diceva che questa " voluta ed imposta riduzione " di potenza fece un po'
irritare tutti i collaudatori ( e non solo..... ) . :twisted:

Circa i cambi di velocità si collaudò inizialmente anche il classico cambio ALFA . Ma si sapeva già che non erano adeguati e già in progettazione si
indirizzarono sullo Z F .

Per quello che concerne i ponti posteriori, in primis le lungaggini derivate dalle varie modifiche di carrozzeria che si sarebbero dovute apportare alla vettura esposta in Canada ( che come sappiamo nacque col 4 in linea ) per far posto al V8 - che durarono tanto tanto tempo - e poi , purtroppo le varie stagioni dei primi grandi scioperi
( che continuarono anche per buona parte degli anni ' 70 coinvolgendo anche molti dirigenti - L' Ing. Satta ed altri ne seppero qualcosa ) , determinarono
l' abbandono della sperimentazione di un ponte posteriore indipendente tipo
quello della T.Z. 1 e 2.
Perchè il tentativo di sperimentarlo ci fu.

Ricordo infatti le parole dei miei amici collaudatori quando mi dicevano : "Se la Montreal l' avessero prodotta col posteriore della TZ, non ce ne
sarebbe per nessuno. La TZ la " buttavi " dove volevi tu . " ;)

Adottare il DeDion non era possibile in quanto la sua gestazione fu veramente laboriosa - come già accennato - e si sarebbe dovuto attendere ancora altro e forse troppo tempo per mettere sul mercato questa benedetta auto che tutti bramavano ma che l' attesa faceva spazientire.

Infine quando domandai a questo Ingegnere che razza di motore rabbioso avessero montato su quella vettura " appena uscita da un pagliaio " e che io ebbi il piacere di vedere a Fino Mornasco, in maniera un po' sibillina mi fece intendere che era sui 4000 cc. :D

Solo dopo qualche anno mi fu svelato l' arcano : Già in quegli anni l' Ing. Chiti
aveva avuto qualche richiesta di motori speciali e di cubatura un po' elevata dagli USA e per corse tutte particolari.

L ' Autodelta anche nell ' anno 1969 era piena zeppa di lavoro sia sui Prototipi ( con motori 2000 - 2500 e 3000 ) che sulle vetture Corsa Clienti (ed erano tante ) - vetture Corsa Ufficiali Turismo - Motori per la Nautica a 4 in linea ed a 8 V - e chi più ne ha più ne metta, e pertanto determinate sperimentazioni erano devolute necessariamente ai collaudatori dell' ALFA Sede.

Da lì il passo è breve. Dove lo posizioniamo questo mostro da 4 litri - per i vari test e collaudi - se non sulla nuova futura vettura con l' 8V ??

Ma c'è un seguito che già ho avuto modo di scrivere = Nel 1971 Chiti si accordò per un nuovo progetto di scafo da corsa rivoluzionario offrendosi di fornire i motori Montreal 4000 cc. da 500 Cv cadauno e dal peso inferiore
ai 200 Kg. cadauno.

Questo scafo si chiamava DART. di cui alle foto.

A presto. :D :thumbup:

Ciao Giampi,
quindi l'abbandono delle ruote indipendenti fu alla fine dovuto agli scioperi degli anni 70?
E altra domanda, avevano approntato già, mi pare di capire, qualche prototipo con le sospensioni a ruote indipendenti derivate dalla TZ1/TZ2?

Sospensioni che però erano state scartate da Sanesi Busso e company nella famosa prova sulle strade della Futa a favore del De Dion per l'Alfetta.

Ciao FRA. :D

A pagina 102 del libro di Busso - che anche Tu possiedi - in ultima analisi proprio Busso definisce la sospensione posteriore della T.Z. -1 :
" Malignamente si potrebbe dire che di nuovo hanno il nome : Multi Link " .
Rammnto che siamo nell' anno 1961 - 1962 !!!!

E se mi permetti caro FRA di unire la risposta per NICOLAPACK , egli parla anche di quanto - inizialmente - questa sospensione della T.Z-1 lo fece penare.

Però a pag. 103 egli recita :
" E di anni ne sarebbe passato ancora un altro prima che il 24-10-1963 in una memorabile lunga seduta di prove sulla Raticosa, si scoprisse che fino ad allora la T.Z.- 1 aveva sempre viaggiato con le sospensioni posteriori
" a tampone " , cioè appoggiate sui fondi corsa in gomma.
Due spessori di qualche centimetro sotto le molle bastarono nel giudizio comune di Sanesi e di Bonini per fare la T.Z.-1 LA PIU' BELLA VETTURA DEL MONDO " .... ......ecc.ecc.

Ecco perchè a distanza di qualche anno - esattamente nel 1971 - gli amici collaudatori del Portello se ne uscirono con : " Se la Montreal l' avessero prodotta con le sospensioni della T.Z. .......non ce n' era per nessuno.........
la T.Z. la buttavi dove volevi...ecc.ecc. ".

Certo, queste parole risalgono al 1971 ed a vettura Montreal già con le consegne in avanzamento e quando ancora il DeDion dava
( però solo per qualche mese ancora ....- ma nessuno era " veggente "...)
qualche problemuccio e si parlava di procrastinare la presentazione
della 116 - Alfetta a data da destinarsi fin tanto che la messa a punto non fosse stata completata a regola d' arte.
Ma come sai in 8 mesi risolsero tutto. Ma si era ormai nel 1972.

Tornando alla Montreal, proprio a causa di numerosissimi e gravi scioperi e boicottaggi del periodo '68 - '69 - '70 - ( Ti ricordo la storia delle scatole sterzo della 1750 che non erano le sue...) non ebbero il tempo materiale per sperimentare come si sarebbe dovuto, le sospensioni tipo T.Z. - 1.

Aggiungici inoltre che tassativamente la vettura doveva essere presentata a Ginevra 1970 e che erano passati 3 anni dalla sua presentazione allo stato
di prototipo in Canada - ( aggiungiamoci che fu consegnata ai clienti - ormai spazientiti - solo nel 1971.....) ......

Ecco perchè e per i motivi di cui sopra, la 105.64 non potè beneficiare del DeDion.

Curiosità = Il Marchese DeDion , famoso per le sue geniali innovazioni meccaniche , nei primi anni del '900 fu accusato di sperperare il patrimonio di famiglia nello studio della " macchina semovente " e fu processato per
Interdizione. :D

Alla prossima. Con ancora qualche piccola particolarità sulla Montreal.

Ciao. :D :thumbup:
 
Ecco... Quando voglio rilassarmi con qualcosa di estremamente piacevole e inebriante, vengo qui in ALFA e leggo (mentre la mente frenetica cerca di trasporre la lettura in realtà) questi bei momenti di grande passione "egregiamente" descritti, sino ad essere quasi percettibili nella loro fisicità, da GIAMPI.... :!: :!: :!:

Bello... Davvero... :thumbup: :thumbup: :thumbup:
 
gasato70 ha scritto:
Ecco... Quando voglio rilassarmi con qualcosa di estremamente piacevole e inebriante, vengo qui in ALFA e leggo (mentre la mente frenetica cerca di trasporre la lettura in realtà) questi bei momenti di grande passione "egregiamente" descritti, sino ad essere quasi percettibili nella loro fisicità, da GIAMPI.... :!: :!: :!:

Bello... Davvero... :thumbup: :thumbup: :thumbup:

Mille grazie, carissimo. :D :D

Altra curiosità - se può interessare = Il giovane Ingegnere che conobbi nel 1969 abitava a 10 Km. di distanza ed a Nord delle Tua città. :D

Un caro saluto. :D :thumbup:
 
giampi47 ha scritto:
gasato70 ha scritto:
Ecco... Quando voglio rilassarmi con qualcosa di estremamente piacevole e inebriante, vengo qui in ALFA e leggo (mentre la mente frenetica cerca di trasporre la lettura in realtà) questi bei momenti di grande passione "egregiamente" descritti, sino ad essere quasi percettibili nella loro fisicità, da GIAMPI.... :!: :!: :!:

Bello... Davvero... :thumbup: :thumbup: :thumbup:

Mille grazie, carissimo. :D :D

Altra curiosità - se può interessare = Il giovane Ingegnere che conobbi nel 1969 abitava a 10 Km. di distanza ed a Nord delle Tua città. :D

Un caro saluto. :D :thumbup:

:thumbup: :thumbup:
 
gasato70 ha scritto:
Ecco... Quando voglio rilassarmi con qualcosa di estremamente piacevole e inebriante, vengo qui in ALFA e leggo (mentre la mente frenetica cerca di trasporre la lettura in realtà) questi bei momenti di grande passione "egregiamente" descritti, sino ad essere quasi percettibili nella loro fisicità, da GIAMPI.... :!: :!: :!:

Bello... Davvero... :thumbup: :thumbup: :thumbup:

Quotone a te e al mitico (oramai) Giampi !!

E' proprio così :thumbup: :thumbup:
 
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