marimasse ha scritto:Il fatto è che, cosa assai discutibile, stiamo gradualmente rifiutando l'idea che la disgrazia o la morte possano colpirci in qualsiasi momento e, soprattutto, che possano farlo senza che ci sia qualcuno (privato, azienda, ente...) da considerare responsabile e quindi da accusare, denunciare, castigare.
Non mi stupirei se qualcuno, di fronte a simili tragedie, saltasse fuori con la proposta di introdurre una qualche legge che obbligasse i genitori a mantenere sempre i figli a non più di X metri di distanza (in base ad opportune tabelle età/metri) e sempre all'interno del campo visivo, con le opportune sanzioni amministrative e penali.
Come se fosse possibile, a forza di obblighi e divieti, inibire e sconfiggere le disgrazie, le malattie e la morte stessa.
Non a caso, seppure in ambito meno tragico, troviamo la stessa identica "mentalità" nelle strade e nelle varie relative norme. Concettualmente non c'è molta differenza, direi, tra il suddetto (per ora) ipotetico obbligo e, ad esempio, il già imposto obbligo di imballare i bambini (in base ad opportune tabelle età/seggiolino) per portarli in automobile.
In queste cose è assai difficile stabilire quale sia il confine tra una ragionevole ed equa prudenza e un atteggiamento isterico. Se poi di tale confine non ci si preoccupa affatto...
Quotone, si trovera sempre gente ( che forse non ha nemmeno figli ma parla da maestro ) che apre la bocca per far prendere aria ai denti.