<img height="1" width="1" style="display:none" src="https://www.facebook.com/tr?id=1500520490268011&amp;ev=PageView&amp;noscript=1"> Moralmente parlando.... | Page 4 | Il Forum di Quattroruote

Moralmente parlando....

spartacodaitri ha scritto:
.....caso Simonetta Cesaroni.....
ammesso che un omicida ve perseguito sempre e comunque....
Ha senso condannarlo a 24 anni di carcere dopo 20 anni dall' omicidio,
mentre si e' fatto una famiglia e la sua vita e' stata quella di una persona normale,
cioe' non si e' rivelato un delinquente abituale?
Meditate gente, meditate.

Il costruirsi una famiglia e una vita normale... . Processo mimetico e normalizzante del criminale che vuole cancellare ogni ombra del passato e del delitto ?
Non si è rivelato un delinquente abituale... significa forse che non è (era) un serial killer , bensì un "semplice" e modesto assassino ? Magari per gelosia o qualche altra ossessione delittuosa ?
 
99octane ha scritto:
EdoMC ha scritto:
Secondo me il carcere deve avere per prima cosa una funzione correttiva, non punitiva. Se il personaggio in questione si è già ravveduto e corretto da solo, e non è una minaccia, pesno che anni di processi, col relativo stress, e la reputazione (giustamente, se colpevole) compromessa, siano già sufficienti come punizione. Il carcere non avrebbe funzone correttiva in questo caso, sarebbe solo una spesa per i contribuenti per una stupida vendetta, he non riporterà in vita chi ha ucciso; darei piuttosto gli arresti domiciliari. Piuttosto, ci sono moltissimi individui recidivi che non sono in galera: sarebbe più giusto concentrarsi su quelli.

Ebbasta con questi buonismi!

La pena deve avere PRIMA di tutto funzione PUNITIVA e DISSUASIVA. E solo secondariamente RIEDUCATIVA. Ma non certo in un caso simile!
Ma scherziamo? Chiunque abbia ucciso quella poveretta LA DEVE PAGARE CARISSIMA!
E francamente qui della rieducazione non importa un fico a nessuno! L'unica "rieducazione" possibile per uno che ammazza una ragazza con 27 coltellate e' un colpo alla nuca e una fossa comune, e chiusa la questione una volta per tutte.

Ma gia'... siamo nel paese del chi ha avuto ha avuto, e chi ha dato ha dato. Domenica chissa' se il Napoli riesce a rifarsi, eh?
:rolleyes: :rolleyes:

Continuo ad essere dell'opinione che mandare a spese della comunità una persona non pericolosa sia solo uno spreco dei soldi che lo Stato non ha (e che usa per mandare i nostri soldati a farsi ammazzare in giro per il mondo, per poi fargli costosi funerali di stato, mandiamo in galera i vari ministri della difesa e degli esteri?). Penso che siano piuttosto da mandare in galera quei giudici che mandano fuori elementi veramente pericolosi, o a continuare a non rinchiudere i recidivi. La mia idea del carcere è quella di rendere inoffensivi elementi pericolosi; Sarebbe meglio una ingente pena pecuniaria (rata mensile come fosse un mutuo) a favore della famiglia della vittima, che, se l'uomo è colpevole e ravveduto, avrà la coscienza di pagare: almeno alla famiglia della vittima va qualcosa, e la società non mantiene un carcerato in più. Si oppone a pagare? allora non è ravveduto, ergo si conferma il carcere, che a mio parere, su un soggetto che non può correggere può solo aver effetti negativi.

PS. Non mi interessa gran che del Napoli.
 
EdoMC ha scritto:
Sarebbe meglio una ingente pena pecuniaria (rata mensile come fosse un mutuo) a favore della famiglia della vittima, che, se l'uomo è colpevole e ravveduto, avrà la coscienza di pagare: almeno alla famiglia della vittima va qualcosa, e la società non mantiene un carcerato in più. Si oppone a pagare? allora non è ravveduto, ergo si conferma il carcere, che a mio parere, su un soggetto che non può correggere può solo aver effetti negativi.

Interessante..... già che ci siamo, facciamo anche una bella assicurazione sull'omicidio, così caso mai ci venisse voglia di fare la pelle alla vicina di casa perchè non ce la da siamo al coperto e i genitori si rifanno l'arredamento di casa.... Ma parli sul serio o stai scherzando?
 
ilSagittario ha scritto:
EdoMC ha scritto:
Secondo me il carcere deve avere per prima cosa una funzione correttiva, non punitiva. Se il personaggio in questione si è già ravveduto e corretto da solo, e non è una minaccia, pesno che anni di processi, col relativo stress, e la reputazione (giustamente, se colpevole) compromessa, siano già sufficienti come punizione. Il carcere non avrebbe funzone correttiva in questo caso, sarebbe solo una spesa per i contribuenti per una stupida vendetta, he non riporterà in vita chi ha ucciso; darei piuttosto gli arresti domiciliari. Piuttosto, ci sono moltissimi individui recidivi che non sono in galera: sarebbe più giusto concentrarsi su quelli.

Non sono d'accordo nemmeno con una parola.

Se un omicidio viene risolto dop 20 anni ed il colpevole finisce in galera si è fatta GIUSTIZIA non vendetta. Non giochiamo con le parole.

Purtroppo sono un ariete, testardo per natura, rimango della mia opinione. Continuo a ritenerla vendetta, per i motivi che ho espresso in precedenza. Il concetto di giustizia per me è troppo ampio e astratto, non discutibile su un forum. Ripeto, una multa a favore della famiglia sarebbe più azzeccata. Se l'uomo è in carcere , i parenti della vittima svrebbero solo la "soddisfazione" di veder un uomo soffrire, un introito sicuramente non restituirebbe chi hanno perso, nè allevierebbe le sofferenze che ne derivano, ma almeno contribuirebbe a togliere altri pesieri dalla testa.
 
a_gricolo ha scritto:
EdoMC ha scritto:
Sarebbe meglio una ingente pena pecuniaria (rata mensile come fosse un mutuo) a favore della famiglia della vittima, che, se l'uomo è colpevole e ravveduto, avrà la coscienza di pagare: almeno alla famiglia della vittima va qualcosa, e la società non mantiene un carcerato in più. Si oppone a pagare? allora non è ravveduto, ergo si conferma il carcere, che a mio parere, su un soggetto che non può correggere può solo aver effetti negativi.

Interessante..... già che ci siamo, facciamo anche una bella assicurazione sull'omicidio, così caso mai ci venisse voglia di fare la pelle alla vicina di casa perchè non ce la da siamo al coperto e i genitori si rifanno l'arredamento di casa.... Ma parli sul serio o stai scherzando?

Parlo sul serio. Ma nel caso specifico, non nel generico. In un cas di un uomo che ha delitto 20 anni fa e poi non ha più commesso alcunchè. Nel caso di un processo subito dopo il fatto, il carcere avrebbe funzione preventiva, in questo caso no.
 
EdoMC ha scritto:
Ripeto, una multa a favore della famiglia sarebbe più azzeccata. Se l'uomo è in carcere , i parenti della vittima svrebbero solo la "soddisfazione" di veder un uomo soffrire, un introito sicuramente non restituirebbe chi hanno perso, nè allevierebbe le sofferenze che ne derivano, ma almeno contribuirebbe a togliere altri pesieri dalla testa.

La sanzione pecuniaria gli è cmq stata data, oltre alla pena.
Ma forse nn è chiaro che il tipo non si è ravveduto, non si è dichiarato pentito, tantomeno colpevole: si è costruito una vita, tranquillo.
Cerca di calarti nella parte: facendo i debiti scongiuri, ti viene uccisa 1 persona cara, molto cara. Dopo 20 anni la tecnica consente di individuare il colpevole: a te la scelta. Lo lasci libero o lo imprigioni?

P.S. pure io sn ariete ;)
 
Le persone , come ogni altra cosa al mondo, cambiano e negli anni possono diventare anche del tutto diverse e o migliori . Le azioni positive o negative invece restano e continuano a produrre i loro effetti , in questo caso pessimi.
Quindi un assassino -se vi sono prove certe- è bene che sconti la sua pena anche dopo molti anni.
E poi non si vede perchè Sofri , Battisti , Lollo , gli aguzzini del Circeo ,i gerachi delle SS , gli stragisti ecc. ecc.debbano essere gli unici ad essere giustamente ricercati e giudicati anche dopo decenni , mentre gli assassini "ordinari" no .
Che l'eccezionalità non vada mai in prescrizione e la banalità abbia invece il diabolico potere di farsi dimenticare presto ?
 
key-one ha scritto:
Le persone , come ogni altra cosa al mondo, cambiano e negli anni possono diventare anche del tutto diverse e o migliori . Le azioni positive o negative invece restano e continuano a produrre i loro effetti , in questo caso pessimi.
Quindi un assassino -se vi sono prove certe- è bene che sconti la sua pena anche dopo molti anni.
E poi non si vede perchè Sofri , Battisti , Lollo , gli aguzzini del Circeo ,i
gerachi delle SS , gli stragisti debbano essere gli unici ad essere ricercati e giudicati anche dopo decenni , mentre gli assassini "ordinari" no.

a prescindere dalla tua legittima opinione sul fatto specifico, che peraltro coincide con quella della legge italiana, ti faccio notare che Sofri, Battisti, Lollo, gli assassini del circeo e la gran parte dei gerarchi nazisti sono stati giudicati a suo tempo, quando la ricostruzione dei fatti era ancora conducibile con ragionevolezza.
la particolarità di questo caso è che, a bocce ferme, dopo vent'anni è stato riaperto un procedimento quando l'indizio oggettivo è ancora praticabile ma la ricostruzione storica del contesto (e le eventuali prove a contrasto) sono invece impossibili per il troppo tempo trascorso tra il fatto e l'accertamento.
 
belpietro ha scritto:
key-one ha scritto:
Le persone , come ogni altra cosa al mondo, cambiano e negli anni possono diventare anche del tutto diverse e o migliori . Le azioni positive o negative invece restano e continuano a produrre i loro effetti , in questo caso pessimi.
Quindi un assassino -se vi sono prove certe- è bene che sconti la sua pena anche dopo molti anni.
E poi non si vede perchè Sofri , Battisti , Lollo , gli aguzzini del Circeo ,i
gerachi delle SS , gli stragisti debbano essere gli unici ad essere ricercati e giudicati anche dopo decenni , mentre gli assassini "ordinari" no.

a prescindere dalla tua legittima opinione sul fatto specifico, che peraltro coincide con quella della legge italiana, ti faccio notare che Sofri, Battisti, Lollo, gli assassini del circeo e la gran parte dei gerarchi nazisti sono stati giudicati a suo tempo, quando la ricostruzione dei fatti era ancora conducibile con ragionevolezza.
la particolarità di questo caso è che, a bocce ferme, dopo vent'anni è stato riaperto un procedimento quando l'indizio oggettivo è ancora praticabile ma la ricostruzione storica del contesto (e le eventuali prove a contrasto) sono invece impossibili per il troppo tempo trascorso tra il fatto e l'accertamento.
+

Il tuo ragionamento è giusto e corretto. Ma non per Sofri che è stato giudicato ,mi pare,16 anni dopo l'omicidio Calabresi per la testimonianza di un ex-compagno di "lotta continua". Tuttavia , indagini o no, i protagonisti di omicidi e stragi possono essere cambiati e di molto dopo tutto quel tempo e in qualche caso -raro- anche aver espiato psicologicamente la loto colpa , ciò non toglie che debbano scontare , se colpevoli, la loro pena anche e soprattutto rispetto alla società e alle famiglie che hanno danneggiato.
 
EdoMC ha scritto:
ilSagittario ha scritto:
EdoMC ha scritto:
Secondo me il carcere deve avere per prima cosa una funzione correttiva, non punitiva. Se il personaggio in questione si è già ravveduto e corretto da solo, e non è una minaccia, pesno che anni di processi, col relativo stress, e la reputazione (giustamente, se colpevole) compromessa, siano già sufficienti come punizione. Il carcere non avrebbe funzone correttiva in questo caso, sarebbe solo una spesa per i contribuenti per una stupida vendetta, he non riporterà in vita chi ha ucciso; darei piuttosto gli arresti domiciliari. Piuttosto, ci sono moltissimi individui recidivi che non sono in galera: sarebbe più giusto concentrarsi su quelli.

Non sono d'accordo nemmeno con una parola.

Se un omicidio viene risolto dop 20 anni ed il colpevole finisce in galera si è fatta GIUSTIZIA non vendetta. Non giochiamo con le parole.

Purtroppo sono un ariete, testardo per natura, rimango della mia opinione. Continuo a ritenerla vendetta, per i motivi che ho espresso in precedenza. Il concetto di giustizia
per me è troppo ampio e astratto
, non discutibile su un forum. Ripeto, una multa a favore della famiglia sarebbe più azzeccata. Se l'uomo è in carcere , i parenti della vittima svrebbero solo la "soddisfazione" di veder un uomo soffrire, un introito sicuramente non restituirebbe chi hanno perso, nè allevierebbe le sofferenze che ne derivano, ma almeno contribuirebbe a togliere altri pesieri dalla testa.

ma guarda te ! sono ariete anche io

Ma per me la giustizia deve essere un concetto concreto e preciso.

Soggettivamente l'interessato cerca sempre di cambiare le carte in tavola e modificare l'oggettività delle leggi.

Oramai la giustizia, grazie anche all'esempio che ci arriva dalla nostra cosidetta classe dirigente, appare come un concetto astratto e come un ostacolo da aggirare con l'abilità a fregare la legge.

In caso di omicidio chi viene assassinato non ha possibilità di rifarsi una famiglia ne di difendersi con un azzeccagarbugli quindi per chi si macchia di tali reati secondo me è un punto di non ritorno.
 

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