<img height="1" width="1" style="display:none" src="https://www.facebook.com/tr?id=1500520490268011&amp;ev=PageView&amp;noscript=1"> Mondiale di ciclocross, trovato motorino in una bici | Il Forum di Quattroruote

Mondiale di ciclocross, trovato motorino in una bici

Poverina avrà confuso motocross e ciclocross. 8) :twisted:

La federazione mondiale sequestra prima della gara la bicicletta della 19enne belga Van Den Driessche. Sospeso il suo account Facebook. Il funzionario Uci: "Subito chiaro che c'era qualcosa di sbagliato

Primo caso di frode tecnologica. È successo al Mondiale di ciclocross di Zolder in Belgio. Gli ispettori dell'Unione ciclistica internazionale sono intervenuti sulla bicicletta di una partecipante alla gara donne under 23 (vinta da Evie Richards) alla ricerca di un "motorino". La bicicletta è stata sequestrata. In un comunicato l'Uci parla di una bici sequestrata per ulteriori indagini precisando che non si tratta di una delle atlete andate a podio. La federazione ciclistica belga ha poi confermato che la bici è della 19enne Femke Van Den Driessche, campionessa europea Women Youth lo scorso 7 novembre, gara nella quale Alice Maria Arzuffi arrivò terza. I commissari dell'Uci, prima del via, con un nuovo sistema a scansione, collegato con una app tramite tablet, avrebbero scoperto l'inganno. La ragazza, partita dalla prima fila ha completato in sella tre dei quattro giri previsti nella gara: nelle prime due tornate è stata in 10ª e 12ª posizione, nella terza è scivolata alla 28ª, ha tagliato il traguardo a piedi spingendo la bici (la reazione ufficiale della Wilier-Triestina). Il suo account Facebook è stato sospeso nel pomeriggio di sabato dopo che la notizia è stata rivelata.
"SCANDALO" ? "Io non avrei mai pensato che queste cose fossero possibili. È uno scandalo che l'entourage di Femke abbia ingannato la federazione belga" ha reagito il selezionatore belga Rudy de Bie. Il coordinatore dell'Uci Peter Van den Abeele, sul posto a Zolder, ha detto alla testata Sporza che "è stato subito chiaro che c'era qualcosa di sbagliato. I nostri ispettori hanno effettuato controlli alla partenza e durante la gara nei box e hanno stabilito la frode meccanica. Per l'Uci è la prima volta che viene rilevata la frode tecnologica e per noi questo è un aspetto negativo. C'è anche un lato positivo di questa storia: la tecnologia (per i controlli, ndr) è a punto". Al belga De Staandard il padre della ragazza ha detto: "Non è la bici di Femke. La bici era ai box. È di qualcuno del suo entourage che ogni tanto si allena con lei. Ma non c'è mai stata l'intenzione di utilizzarla in gara. Non sappiamo cosa significhi frode tecnologica. Ma se l'intenzione era di barare, avrebbe usato quella bicicletta? Femke è campionessa europea e belga. Perche questo è successo ai campionati mondiali?".
LA NORMA ? Lo scorso anno, nel suo regolamento l'Uci, nella parte 12 "Disciplina e procedure", ha introdotto un nuovo paragrafo: 12.1.013.bis, "Frode tecnologica". Le sanzioni per il corridore sono l'esclusione dall'ordine d'arrivo, la squalifica per un periodo minimo di 6 mesi, una multa dai 19.265 ai 192.230 euro. Sanzione pecuniaria più dura per i team: da 96.135 a 963.160 euro, un milione di franchi svizzeri.

http://goo.gl/RDxLMN
 
maddeche! ha scritto:
alexmed ha scritto:
Almeno non fa male alla salute.
Non a quella dell'utilizzatore, é vero.

Fa male alla salute di tutti gli altri: "il motorino logora chi non ce l'ha" :D

Testualmente ha dichiarato: non ero al "corrente" e non è una battuta. :D :D

Femke Van den Driessche est suspectée d'avoir utilisé un vélo motorisé lors des championnats du monde de cyclo-cross à Heusden-Zolder. Si l'intéressée se défend en criant qu'elle n'était pas au "courant"

http://goo.gl/nJOcqR
 
trinacrio ha scritto:
Testualmente ha dichiarato: non ero al "corrente" e non è una battuta. :D :D Femke Van den Driessche est suspectée d'avoir utilisé un vélo motorisé lors des championnats du monde de cyclo-cross à Heusden-Zolder. Si l'intéressée se défend en criant qu'elle n'était pas au "courant"

http://goo.gl/nJOcqR
Ma dàààiiii! Per la serie "Quando la realtà supera la fantasia!" :lol: :lol:
 
maddeche! ha scritto:
trinacrio ha scritto:
Testualmente ha dichiarato: non ero al "corrente" e non è una battuta. :D :D Femke Van den Driessche est suspectée d'avoir utilisé un vélo motorisé lors des championnats du monde de cyclo-cross à Heusden-Zolder. Si l'intéressée se défend en criant qu'elle n'était pas au "courant"

http://goo.gl/nJOcqR
Ma dàààiiii! Per la serie "Quando la realtà supera la fantasia!" :lol: :lol:

Come disse il boia al condannato che gli chiedeva come funziona la sedia elettrica: "Adesso ti metto al corrente"
 
nella terza manche è arrivata 28°, gli sarà scaricata la batteria.. in quanto a non esserne accorta, neanche ha capito che la bici andava da sola?...
 
albert56 ha scritto:
nella terza manche è arrivata 28°, gli sarà scaricata la batteria.. in quanto a non esserne accorta, neanche ha capito che la bici andava da sola?...

28° con la bici elettrica? Allora è lei a essere 'na sòla. :XD: :XD: :XD: :XD: :XD:
 
Mi domando: in una gara di ciclocross, che contributo può essere dato da un motorino nascosto nel telaio della bici ?

Capirei se fosse un motore da mezzo cavallo, ma così... boh ?
In una gara su pista (parquet) indoor, magari il motorino può tornare utile per raggiungere una velocità un pò più alta, ma nel ciclocross le variazioni di velocità (accelerazioni spasmodiche e violente frenate) sono tali e tante che.. mah...

Certo, il tentativo di fregare giudici e concorrenti antagonisti é comunque spregevole, ma il risultato - secondo me é necessariamente molto molto modesto.

Modesto ma spregevole, sia chiaro. :evil:
 
Diciamo che non aggiunge un cavallo per come lo intendiamo noi (un uomo comunque spinge già di suo meno di un cavallo.. :shock: ...) ma l'apporto, alla fine della gara può fare la differenza tra arrivare primo con la lingua fuori e quinto senza più forze, passato anche da pivelli. Poi per un motore elettrico i Newtonmetri valgono più dei cavalli e vengono erogati immediatamente, già da pochi giri al minuto.
Chiaro che se dopo un giro sei 54esimo non vinci col motorino. Devi essere già coi primi di tuo...
Nel nuoto, per fare un esempio, hanno abolito la tuta in "similpelle di squalo" che dava veramente solo qualche centesimo.
 
maddeche! ha scritto:
Mi domando: in una gara di ciclocross, che contributo può essere dato da un motorino nascosto nel telaio della bici ?

Capirei se fosse un motore da mezzo cavallo, ma così... boh ?
In una gara su pista (parquet) indoor, magari il motorino può tornare utile per raggiungere una velocità un pò più alta, ma nel ciclocross le variazioni di velocità (accelerazioni spasmodiche e violente frenate) sono tali e tante che.. mah...

Certo, il tentativo di fregare giudici e concorrenti antagonisti é comunque spregevole, ma il risultato - secondo me é necessariamente molto molto modesto.

Modesto ma spregevole, sia chiaro. :evil:

Nel ciclismo, in generale, lo dico da scarsissimo cicloamatore con una bici in acciaio da 10kg, si cerca di ottenere l'infinitesimo vantaggio in tutti i modi possibili, leciti e non (soprattutto, contrariamente a quanto si possa credere, nel mondo delle granfondo - gare per amatori e dilettanti - piuttosto che in quello dei professionisti, almeno negli ultimi 5-6 anni).

Si usano cerchi in carbonio, su cui i freni a pattino funzionano male (specie con la pioggia), perchè quei 50 grammi risparmiati sulla parte più periferica del cerchio possono fare, e farebbero se non li usassero praticamente tutti in gara, la differenza tra arrivare primo o 50esimo in una salita di 10 km, o in una gara a circuito. Tutto ciò affrontando consapevolmente il rischio di cadere in discesa a 80 all'ora sul bagnato perchè ti trovi senza freni. Ed è solo un piccolo esempio di cosa vuol dire il ciclismo agonistico (ripeto, non sto parlando solo del mondo dei pro, ma anche solo di amatori che si giocano le prime 50-60 posizioni in una granfondo).

Capisci che un motorino che ti regala 200 watt (un professionista medio riesce a sviluppare mediamente tra i 5-5.5 watt/kg al massimo dello sforzo continuato, che vuol dire più o meno 400 watt per i ciclisti più "grossi", e a mantenerli per 30-40 minuti, in volata si arriva a potenze anche maggiori ma i velocisti sono anche più grossi, infatti in salita non vanno), che tu lo usi per dare una "botta" e staccare tutti in salita o, come credo sia più furbo fare, come piccolo aiutino per salvare la gamba durante le 2 ore iniziali di gara per essere poi bello fresco nelle fasi decisive, ti dà veramente una grossa mano.

Poi se lo uso io, che per mezz'ora riesco a tenere, forse, 150watt (e sono 85 kg, non 70...) non riuscirei nemmeno ad arrivare nei primi 100 al giro dell'isolato dietro casa mia, se lo usa un professionista medio già ben allenato, invece, la musica cambia molto...
 
Secondo me tra persone di "pari livello" possono bastare 15-20 W per mezz'ora per scalare posizioni..quanto basta per alleggerire un po' la gamba. E arrivo a dire che forse non è così assurdo pensare che davvero il ciclista possa esserne all'oscuro (nell'articolo ho visto che invece di un motore vero e proprio sono state realizzate motoruote con avvolgimenti annegati nel carbonio...nessuna rumorosità, niente di niente....) se il sistema di azionamento è "furbo" (es. aggiungendo un minimo di coppia nei momenti di maggior sforzo del ciclista, attaccando e staccando in modo progressivo). Tutte cose che con gli strumenti di prototipazione elettronica che ci sono ora saprebbe implementare in una schedina di pochi cm (che si annega nel telaio) uno studente di ingegneria elettronica...
 
superlorenzo ha scritto:
Secondo me tra persone di "pari livello" possono bastare 15-20 W per mezz'ora per scalare posizioni..quanto basta per alleggerire un po' la gamba. E arrivo a dire che forse non è così assurdo pensare che davvero il ciclista possa esserne all'oscuro (nell'articolo ho visto che invece di un motore vero e proprio sono state realizzate motoruote con avvolgimenti annegati nel carbonio...nessuna rumorosità, niente di niente....) se il sistema di azionamento è "furbo" (es. aggiungendo un minimo di coppia nei momenti di maggior sforzo del ciclista, attaccando e staccando in modo progressivo). Tutte cose che con gli strumenti di prototipazione elettronica che ci sono ora saprebbe implementare in una schedina di pochi cm (che si annega nel telaio) uno studente di ingegneria elettronica...

Si parlando di professionisti 20W per mezz'ora sono un'enormità, pensando alle maggiori corse a tappe e in linea degli ultimi anni (esclusi gli arrivi in volata) credo che la differenza tra primo e decimo sia meno di 20W totali su mezz'ora di sforzo, e ancora di meno su sforzi più prolungati (anche se poi quello che conta è il rapporto W/kg, quindi 20W per uno scalatore tipo Nibali o Quintana da 60 kg non sono la stessa cosa che per un Tony Martin o Malori che ne pesano 72-73..)

Per i sistemi di azionamento, i motorini nascosti nel tubo piantone normalmente in commercio (tipo Vivax) si attivano con un pulsante a manubrio, che può essere tranquillamente fatto passare per quello del cambio elettronico , quindi che il ciclista ne sia all'oscuro ci credo molto poco.
Si sente parlare, nel giro, di motorini collegati al power meter (o al cardiofrequenzimetro), ma più che altro per inibirne il funzionamento in condizioni particolari (caduta o momenti in cui il ciclista non sta pedalando), in modo da evitare di farsi beccare, ma l'attivazione credo proprio sia sempre manuale.
E' vero che incrociando watt prodotti e frequenza cardiaca il sistema potrebbe facilmente riconoscere il momento di crisi del ciclista e inserirsi per aiutare, ma io credo che qualsiasi professionista (ma anche amatore) preferirebbe avere lui il controllo del giochino...spesso in bici (a parte Froome :D ) si va a sensazioni e istinto oltre che guardando i dati del computerino, a me capita (sono poco allenato) di sentirmi al gancio anche se la frequenza cardiaca è nella norma, o viceversa di sentirmi bene anche se i battiti vanno alle stelle per un attimo (capita spesso negli sprint). Io preferirei un sistema che mi aiuti quando lo voglio io, non quando decide lui...e credo qualsiasi ciclista ragionerebbe così.

Ovviamente tutto ciò esula completamente dal ciclismo agonistico o sportivo: capisco benissimo quelli che si fanno il motorino elettrico nascosto (ce ne sono tanti) perchè, per via dell'età o altri motivi, non riuscirebbero più ad andare in bici...chi lo usa in gara è un dopato, ne più ne meno di chi si riempie di epo.
 

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