<img height="1" width="1" style="display:none" src="https://www.facebook.com/tr?id=1500520490268011&amp;ev=PageView&amp;noscript=1"> Migranti, tutto comincio' cosi' | Il Forum di Quattroruote

Migranti, tutto comincio' cosi'

http://www.youtube.com/watch?v=RIDOMHym7p4

poracci loro
e poracci ( adesso ) pure noi...
ci hanno fatto pure un film
in onda per chi era giovane
domenica prossima 23,15 su RAI 3
 
Quando i migranti eravamo noi:

"Non amano l?acqua, molti di loro puzzano perché tengono lo stesso vestito per molte settimane. Si costruiscono baracche di legno ed alluminio nelle periferie delle città dove vivono, vicini gli uni agli altri. Quando riescono ad avvicinarsi al centro affittano a caro prezzo appartamenti fatiscenti. Si presentano di solito in due e cercano una stanza con uso di cucina. Dopo pochi giorni diventano quattro, sei, dieci. Tra loro parlano lingue a noi incomprensibili, probabilmente antichi dialetti.

Molti bambini vengono utilizzati per chiedere l?elemosina ma sovente davanti alle chiese donne vestite di scuro e uomini quasi sempre anziani invocano pietà, con toni lamentosi e petulanti. Fanno molti figli che faticano a mantenere e sono assai uniti tra di loro. Dicono che siano dediti al furto e, se ostacolati, violenti.

Le nostre donne li evitano non solo perché poco attraenti e selvatici ma perché si è diffusa la voce di alcuni stupri consumati dopo agguati in strade periferiche quando le donne tornano dal lavoro. I nostri governanti hanno aperto troppo gli ingressi alle frontiere ma, soprattutto, non hanno saputo selezionare tra coloro che entrano nel nostro paese per lavorare e quelli che pensano di vivere di espedienti o, addirittura, attività criminali?.

La relazione così prosegue: ?Propongo che si privilegino i veneti e i lombardi, tardi di comprendonio e ignoranti ma disposti più di altri a lavorare [grassetto dedicato solo ed esclusivamente a chi si sente Celtico-Padano dentro, ndr]. Si adattano ad abitazioni che gli americani rifiutano pur che le famiglie rimangano unite e non contestano il salario. Gli altri, quelli ai quali è riferita gran parte di questa prima relazione, provengono dal sud dell?Italia. Vi invito a controllare i documenti di provenienza e a rimpatriare i più. La nostra sicurezza deve essere la prima preoccupazione?.

Il testo è tratto da una relazione dell?Ispettorato per l?Immigrazione del Congresso americano sugli immigrati italiani negli Stati Uniti, Ottobre 1912
 
ch4 ha scritto:
Quando i migranti eravamo noi:

"Non amano l?acqua, molti di loro puzzano perché tengono lo stesso vestito per molte settimane. Si costruiscono baracche di legno ed alluminio nelle periferie delle città dove vivono, vicini gli uni agli altri. Quando riescono ad avvicinarsi al centro affittano a caro prezzo appartamenti fatiscenti. Si presentano di solito in due e cercano una stanza con uso di cucina. Dopo pochi giorni diventano quattro, sei, dieci. Tra loro parlano lingue a noi incomprensibili, probabilmente antichi dialetti.

Molti bambini vengono utilizzati per chiedere l?elemosina ma sovente davanti alle chiese donne vestite di scuro e uomini quasi sempre anziani invocano pietà, con toni lamentosi e petulanti. Fanno molti figli che faticano a mantenere e sono assai uniti tra di loro. Dicono che siano dediti al furto e, se ostacolati, violenti.

Le nostre donne li evitano non solo perché poco attraenti e selvatici ma perché si è diffusa la voce di alcuni stupri consumati dopo agguati in strade periferiche quando le donne tornano dal lavoro. I nostri governanti hanno aperto troppo gli ingressi alle frontiere ma, soprattutto, non hanno saputo selezionare tra coloro che entrano nel nostro paese per lavorare e quelli che pensano di vivere di espedienti o, addirittura, attività criminali?.

La relazione così prosegue: ?Propongo che si privilegino i veneti e i lombardi, tardi di comprendonio e ignoranti ma disposti più di altri a lavorare [grassetto dedicato solo ed esclusivamente a chi si sente Celtico-Padano dentro, ndr]. Si adattano ad abitazioni che gli americani rifiutano pur che le famiglie rimangano unite e non contestano il salario. Gli altri, quelli ai quali è riferita gran parte di questa prima relazione, provengono dal sud dell?Italia. Vi invito a controllare i documenti di provenienza e a rimpatriare i più. La nostra sicurezza deve essere la prima preoccupazione?.

Il testo è tratto da una relazione dell?Ispettorato per l?Immigrazione del Congresso americano sugli immigrati italiani negli Stati Uniti, Ottobre 1912

forse sono gli stessi di Sacco & Vanzetti,
ma restano i soliti stereotipi
 
Sì tutto vero . Quando noi (italiani) eravamo migranti , venivamo guardati e trattati con disprezzo vero e spesso costretti a subire la durezza della vita e del lavoro per portare ad altri le comodità e il benessere della produzione di ricchezza . Molti di quegli italiani si sono poi integrati in quella "Merica " che sembrava l'unica soluzione alla loro miseria e molti hanno trovato poi il benessere che cercavano. Qualcuno addirittura è diventato ricco.
E' vera l'analogia con i problemi dell'immigrazione : prima eravamo , ma non soli , noi italiani , adesso sono loro , dal nord-Africa , dall'Albania , dall'Oriente medio o più lontano , dal sud-America ecc. ecc. .
Occorre però sottolineare le differenze e i distinguo , anche se questi non fanno venir meno i doveri della società rispetto al fenomeno migrazione.
Le grandi migrazioni dei primi del '900 , quasi tutte verso gli Usa , ma anche verso l' America del sud e -soprattutto più tardi - verso il nordEuropa , avvenivano in un momento di massima espansione del sistema di produzione industriale e verso una nazione , gli Usa che , come la Cina oggi , stava effettuando il sorpasso sulle vecchie potenze , l'Inghilterra e il suo immenso impero , confinate per forza nel relativo e lentissimo declino .
La grande immigrazione verso l'Italia , invece , pur iniziata nella coda del boom economico , ha raggiunto la sua massima estensione a partire dal rallentamento dell'economia italiana e sta continuando oggi in piena recessione del nostro sistema industriale e produttivo . E' quindi distonica rispetto al criterio base : grande sviluppo , grande richiesta di mano d'opera non reperibile sul mercato interno , anche perchè ormai lambito dal benessere , e quindi automatico , quasi per legge fisica , afflusso di lavoratori da nazioni o aree più arretrate . Questa differenza , parlando di immigrazione , non può oggi essere ignorata , se si vuole discutere seriamente della questione , fuori da ideologismi di facciata e prese di posizione manichee .
Saluti
 
@ key-one
è corretto quanto dici, restano però da sottolineare due aspetti.
il primo è che l'immigrazione in Italia è in massima parte di passaggio verso altri paesi europei e non è quindi un problema solo italiano se non per l'accoglimento allo sbarco.
Il secondo aspetto, forse il più critico, è costituito dallo stato della giustizia in Italia tale per cui tanti piccoli criminali (non solo extracomunitari) dopo lo scippo od il furto passano al max 24 in cella e poi sono ancora fuori a delinquere.
Ecco perciò uno dei motivi per cui tanti immigrati con voglia di elevarsi socialmente tramite il lavoro transitano solo in Italia per diffondersi nel resto d'Europa mentre quelli propensi al crimine qui si trovano benissimo.
Questo però dipende dall'Italia e dalla sua legislazione, dalla lunghezza dei processi, dalle prescrizioni brevi, dalle leggi ad personam, dagli attacchi quotidiani alla magistratura e non dagli immigrati singolarmente.
Quel che occorre al momento è una giustizia certa, veloce e giusta nei confronti di tutti (italiani e non) e non i pregiudizi nei confronti di gruppi etnici. Anche se statisticamente lo sappiamo tutti che alcuni di essi hanno tassi di criminalità molto più elevati della media credo che sia diritto di ogni individuo di venir giudicato in base alle proprie azioni e non ad altro.
 
Bellissima discusdione.
In un mio recente viaggio in usa, andai ad Ellis island, alla ricerca dei documenti dell'arrivo di uno dei miei antenati, giovanni, fratello del mio bisnonno. Trovai i documenti, la scheda medica. Mela feci riprodurre ed ora é diventato un quadro.
Poi ripercorsi tutti i luoghi del mio prozio, dal primo forno che rilevò, al primo quartiere che costruì, con srade che portano il suo nome, ma li era diventato milionario ed erano gli anni 50, questa é un'altra storia
 
ch4 ha scritto:
@ key-one
è corretto quanto dici, restano però da sottolineare due aspetti.
il primo è che l'immigrazione in Italia è in massima parte di passaggio verso altri paesi europei e non è quindi un problema solo italiano se non per l'accoglimento allo sbarco.
Il secondo aspetto, forse il più critico, è costituito dallo stato della giustizia in Italia tale per cui tanti piccoli criminali (non solo extracomunitari) dopo lo scippo od il furto passano al max 24 in cella e poi sono ancora fuori a delinquere.
Ecco perciò uno dei motivi per cui tanti immigrati con voglia di elevarsi socialmente tramite il lavoro transitano solo in Italia per diffondersi nel resto d'Europa mentre quelli propensi al crimine qui si trovano benissimo.
Questo però dipende dall'Italia e dalla sua legislazione, dalla lunghezza dei processi, dalle prescrizioni brevi, dalle leggi ad personam, dagli attacchi quotidiani alla magistratura e non dagli immigrati singolarmente.
Quel che occorre al momento è una giustizia certa, veloce e giusta nei confronti di tutti (italiani e non) e non i pregiudizi nei confronti di gruppi etnici. Anche se statisticamente lo sappiamo tutti che alcuni di essi hanno tassi di criminalità molto più elevati della media credo che sia diritto di ogni individuo di venir giudicato in base alle proprie azioni e non ad altro.

Sì certo l'immigrazione , come tutti i fenomeni di oggi , ha dimensione europea e come tale va trattata . Il discorso però non cambia molto . Tutta l'Europa è in recessione , con la sola eccezione della Germania e comunque tutta l'Europa vive la fase del declino , rispetto alle aree nelle quali l'economia è in piena fase espansiva : Brasile , Russia , India , Cina , Sud est asiatico , (Brics) . Quindi l'attuale flusso migratorio verso l'area europea è , come dicevo prima , non del tutto paragonabile alle grandi migrazioni del secolo scorso che hanno visto l'Italia come una delle nazioni più interessate in uscita . Esse riguardavano infatti , come ho già scritto , emigrazione da nazioni o aree caratterizzate principalmente da agricoltura povera , il Sud e il nord-est italiano in primis verso nazioni o aree dove il forte sviluppo industriale richiedeva mano d'opera a basso costo , difficilmente reperibile in zona , anche per il maggior benessere dei residenti .
Ora ciò in parte è avvenuto e sta avvenendo anche nell'attuale flusso che ci vede come aree di immigrazione : mano d'opera dal nord- africa , dall'africa centrale , dal medio e profondo oriente si è spostata e si sposta verso le fabbriche europee , pure in Italia che non è solo zona di smistamento , ma una delle prime nazioni industriali . Vi è parallelamente l'impiego dei migranti nell'agicoltura e nei servizi (domestici , badanti per es.) i famosi "lavori che gli italiani non vogliono più fare " . Però il fenomeno non ha la carica e le caratteristiche di quello verso aree di forte espansione e sviluppo come era per esempio l'America del secolo scorso o oggi la Cina e l' India per le popolazioni rurali -migrazione interna - o le aree limitrofe .
Di questo occorre tenere conto nel discutere la questione .
Che poi l'Italia abbia problemi nella giustizia è un dato di fatto che non può non avere , come spieghi molto bene , riflessi -negativi- sul fenomeno immigrazione , come li ha in tutti gli ambiti della vita economica e dell'effficienza totale del sistema . Saluti
 
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