Frankie71iceman ha scritto:
Mauro 65 ha scritto:
Il 3+2 è una tale figata che le facoltà (anzi le ex facoltà ) più serie negli atenei più seri stanno preparandosi al ritorno al ciclo unico (che in alcuni casi non è stato mai abbandonato).
Purtroppo alcune generazioni di "laureati" sono da considerare perdute :?
Grazie,mi fa piacere sentirlo...a saperlo prima fan.qulo alla laurea, avrei fatto meglio a non lasciare il gruppo e provare a diventare famoso come musicista. Avrei fatto la fame comunque, ma almeno mi sarei divertito di più...
...e mi dicevano "ma scherzi, studia, che ti costruisci il futuro"... :twisted: :twisted:
non prendertela con me che non vi è nulla di personale, anzi ...
il punto è che le teste d'uovo della riforma 3+2 avevano davanti a se due strade, che esemplifico proprio con riferimento all'area economica commerciale
una possibilità era quella di dividere nettamente i curricula, ad esempio per quanto concerne diritto commerciale trattare solo l'imprenditore e le società di persone nella triennale, riservando le società di capitali alla specialistica
l'altra era quella di predisporre un'infarinatura di tutto alla triennale ed un approfondimento alla biennale
è stata (generalmente) scelta la seconda strada, dimenticando che diverse materie richiedono un approfondimento lungo e meditato ("ai tempi" commerciale era un esame biennale con almeno due prove d'esame e voto unico), con le ovvie conseguenze negative sulla preparazione
lo stesso con altre materie fondamentali quali, ad esempio, la cara vecchia ragioneria 1 e 2 che è stata spezzettata in tronconi insulsi con il risultato che il laureato medio nell'indirizzo "aziendale" (o "etichetta" equivalente, ma ci siamo capiti) non sa bene manco la differenza tra un rateo ed un risconto (il tragico però è che non lo sa più manco il perito aziendale fresco di un buon diploma :evil: ), finanza aziendale viene fatta con il powerpoint, tecnica bancaria e professionale sono delle entità semisconosciute, le quattro economie di base, poi, sono state semplicemente stuprate, diritto privato è solo il pallido ricordo di ciò che era, matematica finanziaria si ritiene essere una sottofunzione di excel ... queste cose, mio malgrado, per vicende professionali le vedo spesso, troppo spesso.
Sono arrivato al punto che, con non poca "disperazione", noto che l'ultimo acquisto di studio (sostituzione maternità), un ragazzo con la terza media (terza media!), un successivo corso di contabilità in un istituto di formazione professionale (un corso biennale da 700/800 ore) ed un po' di discreta esperienza, sta dimostrandosi all'altezza della ragazza "triennale" che ho maturato in studio
Preciso: la differenza tra i due curricula avrebbe dovuto essere, secondo aspettative, una carenza contabile da parte della "triennale" rispetto a chi ha seguito solo il corso professionale, ampiamente compensata da una almeno discreta preparazione economico - giuridica e da una notevole capacità di (rapido) apprendimento dell'arte contabile. Invece ho, purtroppo, notato una scarsa capacità di analisi economico - giuridica ed un normale apprendimento contabile ... la terza signora, maturità scientifica "seria" più il solito corso professionale (all'epoca 400 ore in un anno) da subito (era il primo impiego serio) sì è rivelata all'altezza del suo percorso scolastico (e, sinceramente, vì è un'indubbia differenza tra questa ed il ragazzo con la terza media)
Tralascio di raccontare l'enorme quantità di persone con cui ho avuto colloqui o anche periodi di prova, e la relativa anneddotica :twisted:
La cosa positiva di questo faticoso setaccio (molto faticoso) è che ho (pian piano) trovato persone disponibili, educate e molto serie, che speriamo di poter mantenere avanti (visti i tempi grami).
In ogni caso, la conseguenza che ne ho tratto è che, nell'improbabile eventualità di future espansioni dello stuio (ne dubito fortissimamente) o nell'eventualità di dover sostituire qualcuno, la precondizione necessaria sarà quella di aver seguito e superato con profitto un corso professionalizzante. Tirocinanti non intendo assolutamente prenderne (sempre che ne veda l'opportunità) fino a che non venga riformato (per l'ennesima volta) il ciclo universitario e non si vada a regime, in pratica per almeno 10 anni (al che avrei pure l'età giusta per prendere un giovane di bottega cui pian piano cedere l'attività)
Triste, ma vero :cry: