<img height="1" width="1" style="display:none" src="https://www.facebook.com/tr?id=1500520490268011&amp;ev=PageView&amp;noscript=1"> Mercedes richiama i vecchietti al lavoro | Il Forum di Quattroruote

Mercedes richiama i vecchietti al lavoro

Stupisce che in tempi di giovanilismo imperante e parolaio , dalla industrialmente grande Germania , venga la notizia che Daimler-Benz sta richiamando al lavoro tecnici e ingegneri ormai pensionati da anni , per usufruire delle loro competenze ed esperienze inutilizzate.

In fondo , guardando tanti pensionati ancora più che validi e ricchi di esperienze pluridecennali , l'abbiamo pensato un po' tutti , che era uno spreco di risorse. Tanti anni per istruire , formare , specializzare , lavorare , fare esperienze e poi , quando tutto questo raggiunge l'apice dell'efficienza , ecco arrivare subito il tempo della pensione e dei giardinetti con cane e giornale.

Lo dicevano anche i latini : "ars longa vita brevis" ...in tutte le arti, la vita di un uomo è insufficiente per raggiungere la perfezione, che suppone l?esercizio progressivo di più generazioni (wikipedia...).

Così riporta la notizia Mario Cervi , ottuagenario giornalista :.."In Germania dunque, e nel gigante dell'industria Daimler che include la Mercedes, è stata avviata l'operazione Space Cowboys. Che si richiama alla trama d'un film americano del 2000 nel quale un gruppo di astronauti passati alla pensione viene richiamato in servizio. Wikfried Porth, capo del personale nella centrale Daimler di Stoccarda, ha fatto sapere d'avere reimpiegato già cento lavoratori messi a riposo, e d'avere una lista di 390 aspiranti al recupero. Daimler non è primatista in questo colpo d'audacia, l'hanno preceduta Bosch (tecnologia) e Otto Group, vendite per corrispondenza. Ma la consacrazione del potentissimo marchio Daimler - ossia Mercedes - gli dà grande prestigio."...

http://www.ilgiornale.it/news/interni/se-mercedes-riscopre-i-nonnetti-1017837.html
 
Anche noi non buttiamo via le vecchie risorse,
basta sian buone
Na...DeM....Be....

http://www.youtube.com/watch?v=5MHGBXBu3Zs

;)
 
arizona77 ha scritto:
Anche noi non buttiamo via le vecchie risorse,
basta sian buone
Na...DeM....Be....

http://www.youtube.com/watch?v=5MHGBXBu3Zs

;)

;) ;) ;)
Roba de antiquariato , Ari , del 1976 ! In era post-sessantottina . Subito venne la generazione degli" insuperabili" :D , stessa musica , stesse canzoni e , quel che conta , stesse laute professioni da ormai più di 40 anni . Infine il giovanilismo parolaio e rottamaio di questi ultimi tempi , dissonante con - o piuttosto funzionale a ?- la disoccupazione delle nuove leve , vicina - e ferma- al 40%.

Ma il (re)impiegare nell'industria dell'auto -come pare stiano facendo i tedeschi di Mercedes e di Bosh- profonde competenze ed esperienze , a livello tecnico ed ingegneristico e di design , ormai inutilizzate e non più comunicative , non segue invece un filone di trasmissione di abilità quasi da maestro di bottega?

E non è il settore auto-motive , nonostante la sua sofisticazione robotica ed elettronica ed informatica , straordinariamente vicino ad un prodotto in cui coinfluiscono competenze ed esperienze propriamente umane ?

Dove il trascorrere degli anni - e quindi l'avvicendarsi di vari modelli e meccaniche che segnano e accompagnano i decenni - assume un valore molto alto sia nella caratterizzazione di un marchio , sia per la qualità ed efficacia del prodotto . Non a caso per un modello di successo si parla di "stato dell'arte".

Ovviamente nell'operazione di richiamo di tecnici alla Daimler-Benz non si tratta di riportare alle linee di montaggio le maestranze a svolgere le lavorazioni ripetitive , bensì di non lasciar perdere le capacità , acquisite in decenni di affinamento , di contribuire a creare prodotti di successo.
 
key-one ha scritto:
Ovviamente nell'operazione di richiamo di tecnici alla Daimler-Benz non si tratta di riportare alle linee di montaggio le maestranze a svolgere le lavorazioni ripetitive , bensì di non lasciar perdere le capacità , acquisite in decenni di affinamento , di contribuire a creare prodotti di successo.

e' questo il punto "creare prodotti si successo" ....

ce lo vede voi il marchionne italiano di turno che vuole creare prodotti di successo ?

:D :D :D
 
Mi sorge un dubbio...
lo avran letto bene il cotratto?

magari nel contratto ci son frasi del genere:

il capannone è nel sud d'europa... zona top secret...
mansione da "puzzola"...
con uno strano HW...
primo obiettivo "una Tp vera x il 2015"...

:) :) :) :)

saluti zanza
 
Aerei Italiani ha scritto:
e' questo il punto "creare prodotti si successo" ....

ce lo vede voi il marchionne italiano di turno che vuole creare prodotti di successo ?

:D :D :D
Oramai Marchionne e l'azienda che dirige sono fuori dall'Italia, ma le aziende di successo che vendono bene sono rimaste tutte, Ferrari, Lamborghini, Maserati...il problema è come assumere quel 13% di disoccupati in tali aziende, è su questo che debbono lavorare.
 
Aerei Italiani ha scritto:
key-one ha scritto:
Ovviamente nell'operazione di richiamo di tecnici alla Daimler-Benz non si tratta di riportare alle linee di montaggio le maestranze a svolgere le lavorazioni ripetitive , bensì di non lasciar perdere le capacità , acquisite in decenni di affinamento , di contribuire a creare prodotti di successo.

e' questo il punto "creare prodotti si successo" ....

ce lo vede voi il marchionne italiano di turno che vuole creare prodotti di successo ?

:D :D :D

:D :lol: :D
Ne avrebbero di cose da dire i nostri " vecchietti " di Alfa Romeo , Lancia e pure quelli di Fiat , quando dalle fabbriche italiane uscivano modelli eccellenti , senza andare alle Giulia , 125 e Fulvia , basterebbero coloro i quali hanno lavorato alla Alfa 75 o alle Thema/Croma/164 e Delta ovviamente prima serie : Quelli sì che erano "prodotti di successo" .
Speriamo che la prossima Giulia , promessa e ora vaticinata nell'antro oscuro dal Marchionne , possa forgiare nel crogiuolo un po' dell'antica arte italiana di fare belle automobili!

Attached files /attachments/1799528=36134-Alfa Romeo SZ 1989.jpg /attachments/1799528=36133-Lancia Thema.jpg /attachments/1799528=36135-Plancia Beta Trevi.jpg
 
zanzano ha scritto:
Mi sorge un dubbio...
lo avran letto bene il cotratto?

magari nel contratto ci son frasi del genere:

il capannone è nel sud d'europa... zona top secret...
mansione da "puzzola"...
con uno strano HW...
primo obiettivo "una Tp vera x il 2015"...

:) :) :) :)

saluti zanza

Magari nei capannoni segreti ci fossero un po' di vecchietti Alfa Romeo in missione speciale :D :D :D
 
Trotto@81 ha scritto:
Aerei Italiani ha scritto:
e' questo il punto "creare prodotti si successo" ....

ce lo vede voi il marchionne italiano di turno che vuole creare prodotti di successo ?

:D :D :D
Oramai Marchionne e l'azienda che dirige sono fuori dall'Italia, ma le aziende di successo che vendono bene sono rimaste tutte, Ferrari, Lamborghini, Maserati...il problema è come assumere quel 13% di disoccupati in tali aziende, è su questo che debbono lavorare.

Occorrerebbe solo far scendere l'eccellenza tutta italiana delle sportive di lusso e delle berline fuoriserie ai segmenti E e D , le promesse 169 alias Alfetta e Giulia .
Negli anni '50 e '60 l'industria italiana riuscì nel miracolo di ricreare la magia delle mitiche fuoriserie nelle berline e sportive di segmento medio alto e medio . Ed è inutile ricordare che fu un successo mondiale che contribuì a lanciare il mito dell' Italian style...

Per quanto riguarda i disoccupati , il vaticinio di Marchionne parla di fabbriche italiane a pieno regime e piena occupazione . Dubbi borsistici a parte , c'è da credergli ?

Attached files /attachments/1799531=36137-alfa-romeo-6c-2500-competizione-1949-002_0-100_1-700x451.jpg /attachments/1799531=36136-cisitalia-202-6.jpg /attachments/1799531=36138-Ferrari 250 Gt.jpg
 
key-one ha scritto:
Trotto@81 ha scritto:
Aerei Italiani ha scritto:
e' questo il punto "creare prodotti si successo" ....

ce lo vede voi il marchionne italiano di turno che vuole creare prodotti di successo ?

:D :D :D
Oramai Marchionne e l'azienda che dirige sono fuori dall'Italia, ma le aziende di successo che vendono bene sono rimaste tutte, Ferrari, Lamborghini, Maserati...il problema è come assumere quel 13% di disoccupati in tali aziende, è su questo che debbono lavorare.

Occorrerebbe solo far scendere l'eccellenza tutta italiana delle sportive di lusso e delle berline fuoriserie ai segmenti E e D , le promesse 169 alias Alfetta e Giulia .
Negli anni '50 e '60 l'industria italiana riuscì nel miracolo di ricreare la magia delle mitiche fuoriserie nelle berline e sportive di segmento medio alto e medio . Ed è inutile ricordare che fu un successo mondiale che contribuì a lanciare il mito dell' Italian style...

Per quanto riguarda i disoccupati , il vaticinio di Marchionne parla di fabbriche italiane a pieno regime e piena occupazione . Dubbi borsistici a parte , c'è da credergli ?

Purtroppo il sorpasso BMW su Alfa ci fu ancora prima del
tracollo definitivo della casa di Arese.....
Se non ricordo male la 2002 Tii pareggiava
tranquillamente le Alfa 2000.....la 2002 turbo, se le mangiava
Oltre, a cc ......Alfa non esisteva nemmeno
 
arizona77 ha scritto:
key-one ha scritto:
Trotto@81 ha scritto:
Aerei Italiani ha scritto:
e' questo il punto "creare prodotti si successo" ....

ce lo vede voi il marchionne italiano di turno che vuole creare prodotti di successo ?

:D :D :D
Oramai Marchionne e l'azienda che dirige sono fuori dall'Italia, ma le aziende di successo che vendono bene sono rimaste tutte, Ferrari, Lamborghini, Maserati...il problema è come assumere quel 13% di disoccupati in tali aziende, è su questo che debbono lavorare.

Occorrerebbe solo far scendere l'eccellenza tutta italiana delle sportive di lusso e delle berline fuoriserie ai segmenti E e D , le promesse 169 alias Alfetta e Giulia .
Negli anni '50 e '60 l'industria italiana riuscì nel miracolo di ricreare la magia delle mitiche fuoriserie nelle berline e sportive di segmento medio alto e medio . Ed è inutile ricordare che fu un successo mondiale che contribuì a lanciare il mito dell' Italian style...

Per quanto riguarda i disoccupati , il vaticinio di Marchionne parla di fabbriche italiane a pieno regime e piena occupazione . Dubbi borsistici a parte , c'è da credergli ?

Purtroppo il sorpasso BMW su Alfa ci fu ancora prima del
tracollo definitivo della casa di Arese.....
Se non ricordo male la 2002 Tii pareggiava
tranquillamente le Alfa 2000.....la 2002 turbo, se le mangiava

Oltre, a cc ......Alfa non esisteva nemmeno

Sì , Ari , una 2002 tii turbo (ma quante ce n'erano in circolazione ? ) si poteva mangiare un'alfetta ai semafori o , se ben condotta , sul misto , ma sempre che l'asfalto fosse ben asciutto ! Altrimenti il soprannome della berlinetta di Monaco credo fosse : saponetta !

L'Alfetta invece , grazie alla disposizione del cambio al retrotreno con freni entrobordo , al sistema di trasmissione transaxle e al ponte de Dion , mutuati proprio dalle super-car italiane degli anni '50 , Lancia Aurelia compresa , aveva un equilibrio perfetto che le permetteva - a detta dei vecchi alfisti- di tenere bene anche sul bagnato e nei curvoni veloci .

La compatta di Monaco pur essendo un'auto affascinante , dotata di linea elegantissima , finiture ottime , motori pressochè perfetti , non aveva il bilanciamento dei pesi 50/50 che contraddistingue le Bmw degli anni 2000 e , complice un retrotreno a bracci oscillanti troppo semplicistico che non conteneva sufficientemente le variazioni di convergenza e camber , lasciava piuttosto a desiderare sul bagnato e sull'asfalto umido.

In tali condizioni , era troppo sovrasterzante e non avvisava per nulla delle sue intenzioni , tendendo a perdere aderenza prima all'avantreno , per poi subito dopo partirsene in scodate improvvise e repentine che spiazzavano il guidatore non professionista . Anche perchè a quell'epoca Abs ed Esp sembravano al massimo acronimi per materie plastiche...

Quanto ai motori , in Italia negli anni '60 e '70 sarebbe stato impensabile proporre su vetture di segmento anche medio-alto cilindrate superiori a 1800/2000 che rappresentavano la massima cubatura ammessa da fisco e condizioni economiche - A volte i tempi ritornano ! -

Verso la metà degli anni '70 -come si sa- nacque però il mitico 6 cilindri a v , progettato dall'illustre ing. Busso che venne applicato per anni con successo sulle auto del biscione.

A proposito e , tornando in topic , sicuramente qualcuno che , per esempio , collaborava con l' Ingegnere potrebbe essere ancora validamente in circolazione e chissà -se richiamato nelle officine segrete :D - quali "dritte" potrebbe dare per la rinascita dell' Alfa Romeo :!:
 
key-one ha scritto:
Ne avrebbero di cose da dire i nostri " vecchietti " di Alfa Romeo , Lancia e pure quelli di Fiat , quando dalle fabbriche italiane uscivano modelli eccellenti , senza andare alle Giulia , 125 e Fulvia , basterebbero coloro i quali hanno lavorato alla Alfa 75 o alle Thema/Croma/164 e Delta ovviamente prima serie : Quelli sì che erano "prodotti di successo" .
Speriamo che la prossima Giulia , promessa e ora vaticinata nell'antro oscuro dal Marchionne , possa forgiare nel crogiuolo un po' dell'antica arte italiana di fare belle automobili!

visto come vanno le cose per il museo....

dubito che marchionne ( e non solo lui responsabile in questo) saprebbe trarre vantaggio degli "ex-lavoratori" ...

puo' darsi benissimo che un giorno decidano di farle... le automobili...

:D :D :D
 
Faranno solo che bene, prima che chiudesse la più grossa concessionaria Mercedes a Verona (ma anche prima succedeva), sono andato più volte con il campione di riferimento che mi serviva e il numero di telaio, più di una volta il giovane di turno (45 anni) il pezzo di riferimento neanche lo guardava e mi dava quello che diceva il computer, anche se non era simile neanche in lontananza.

Per farmi avere il pezzo giusto dovevo andare sempre dal magazziniere anziano che mi dava quello che mi serviva senza neanche toccare il computer. Parlo di semplici coni di centraggio gomme oppure dei più complicate pastiglie freni, manopole...
 
key-one ha scritto:
arizona77 ha scritto:
key-one ha scritto:
Trotto@81 ha scritto:
Aerei Italiani ha scritto:
e' questo il punto "creare prodotti si successo" ....

ce lo vede voi il marchionne italiano di turno che vuole creare prodotti di successo ?

:D :D :D
Oramai Marchionne e l'azienda che dirige sono fuori dall'Italia, ma le aziende di successo che vendono bene sono rimaste tutte, Ferrari, Lamborghini, Maserati...il problema è come assumere quel 13% di disoccupati in tali aziende, è su questo che debbono lavorare.

Occorrerebbe solo far scendere l'eccellenza tutta italiana delle sportive di lusso e delle berline fuoriserie ai segmenti E e D , le promesse 169 alias Alfetta e Giulia .
Negli anni '50 e '60 l'industria italiana riuscì nel miracolo di ricreare la magia delle mitiche fuoriserie nelle berline e sportive di segmento medio alto e medio . Ed è inutile ricordare che fu un successo mondiale che contribuì a lanciare il mito dell' Italian style...

Per quanto riguarda i disoccupati , il vaticinio di Marchionne parla di fabbriche italiane a pieno regime e piena occupazione . Dubbi borsistici a parte , c'è da credergli ?

Purtroppo il sorpasso BMW su Alfa ci fu ancora prima del
tracollo definitivo della casa di Arese.....
Se non ricordo male la 2002 Tii pareggiava
tranquillamente le Alfa 2000.....la 2002 turbo, se le mangiava

Oltre, a cc ......Alfa non esisteva nemmeno

Sì , Ari , una 2002 tii turbo (ma quante ce n'erano in circolazione ? ) si poteva mangiare un'alfetta ai semafori o , se ben condotta , sul misto , ma sempre che l'asfalto fosse ben asciutto ! Altrimenti il soprannome della berlinetta di Monaco credo fosse : saponetta !

L'Alfetta invece , grazie alla disposizione del cambio al retrotreno con freni entrobordo , al sistema di trasmissione transaxle e al ponte de Dion , mutuati proprio dalle super-car italiane degli anni '50 , Lancia Aurelia compresa , aveva un equilibrio perfetto che le permetteva - a detta dei vecchi alfisti- di tenere bene anche sul bagnato e nei curvoni veloci .

La compatta di Monaco pur essendo un'auto affascinante , dotata di linea elegantissima , finiture ottime , motori pressochè perfetti , non aveva il bilanciamento dei pesi 50/50 che contraddistingue le Bmw degli anni 2000 e , complice un retrotreno a bracci oscillanti troppo semplicistico che non conteneva sufficientemente le variazioni di convergenza e camber , lasciava piuttosto a desiderare sul bagnato e sull'asfalto umido.

In tali condizioni , era troppo sovrasterzante e non avvisava per nulla delle sue intenzioni , tendendo a perdere aderenza prima all'avantreno , per poi subito dopo partirsene in scodate improvvise e repentine che spiazzavano il guidatore non professionista . Anche perchè a quell'epoca Abs ed Esp sembravano al massimo acronimi per materie plastiche...

Quanto ai motori , in Italia negli anni '60 e '70 sarebbe stato impensabile proporre su vetture di segmento anche medio-alto cilindrate superiori a 1800/2000 che rappresentavano la massima cubatura ammessa da fisco e condizioni economiche - A volte i tempi ritornano ! -

Verso la metà degli anni '70 -come si sa- nacque però il mitico 6 cilindri a v , progettato dall'illustre ing. Busso che venne applicato per anni con successo sulle auto del biscione.

A proposito e , tornando in topic , sicuramente qualcuno che , per esempio , collaborava con l' Ingegnere potrebbe essere ancora validamente in circolazione e chissà -se richiamato nelle officine segrete :D - quali "dritte" potrebbe dare per la rinascita dell' Alfa Romeo :!:

infatti quello e' stato il soprpasso nei motori.....
poi, nel breve periodo BMW e' migliorata nei comportamenti stradali e l' Alfa e' passata alla trazione anteriore ;)
 
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