F1, Felipe Massa torna alla Williams
È stato il ritiro più corto della storia
Il brasiliano ha trovato l’accordo con la scuderia che gli aveva preferito il giovane Stroll. Il passaggio di Bottas alla Mercedes favorisce il ripensamento su entrambi i fronti
di Flavio Vanetti
È una Formula 1 in preda a scossoni e a impreviste novità. Molto nasce dalla decisione di Nico Rosberg di ritirarsi, ma in realtà c’è pure altro. Chi l’avrebbe detto, ad esempio, che la McLaren avrebbe giubilato Ron Dennis, suo padre-padrone, innescando nel team una serie di domino? Cominciamo comunque dal dopo-Rosberg. Sembra ormai chiaro che al suo posto sarà chiamato Valtteri Bottas, pilota della Williams ma controllato, a livello manageriale, da Toto Wolff, che però, prima di tutto e alla faccia dei conflitti di interessi, è il team principal della Mercedes. Bene, Bottas è ormai vicino a vincere la concorrenza con altri pretendenti, soprattutto il giovane Pascal Wehrlein, pilota in quota «Frecce d’argento» ma probabilmente ritenuto ancora acerbo per una macchina d’altissimo livello (il tedesco quest’anno è stato alla Manor). Se l’operazione Bottas andrà in porto — e si parla d’inizio gennaio per l’annuncio —, ecco che sulla Williams tornerà Felipe Massa.
Addio. Forse, anzi no
Ma l’ex ferrarista non si era ritirato? Assolutamente sì. Un ritiro lungo, cominciato si può dire dal saluto a Monza al pubblico italiano che per anni l’aveva sostenuto e concluso con le lacrime e gli abbracci a tutti in occasione del Gp del Brasile, nella sua San Paolo. Ora siamo alla retromarcia, che detta un paio di perplessità: con la testa, aveva già abbandonato il circus? Quanto sarà difficile rimettersi nei panni del pilota? Però probabilmente è vero che Felipe in realtà avrebbe voluto proseguire. Ma la Williams, nella quale sta investendo un sacco di soldi Lawrence Stroll, miliardario nel settore della moda, aveva scelto di dare fiducia al giovane Lance, figlio del tycoon e già sgrezzato dalla Ferrari Driver Academy. Un posto in cambio dei soldi: in F1 spesso funziona così. E quelli di Stroll potrebbero cambiare in positivo il volto di un team già dominante ma poi finito nel limbo del medio livello. Quanto a Bottas, la Williams mai e poi mai l’avrebbe lasciato libero, anche perché legato all’operazione che consente al team di Grove di avere le power unit della Mercedes. Ma se il «capo» chiama, come dirgli di no? Ecco allora che la Williams ha riallacciato i contatti con Massa, in fondo perfetto per fare da balia a un novizio. E Felipe, forse per desiderio di rifarsi da un torto, si è accordato: quando Bottas dirà di sì alla Mercedes, il cerchio si chiuderà. Nello scenario, rientra probabilmente anche l’«acquisto» di Paddy Lowe, in questi tre anni uomo centrale della Mercedes vinci-tutto. Una mossa che nelle scorse ore ha portato alla separazione da Pat Symonds, d.t. uscente. La Mercedes non starà troppo a sindacare sul periodo sabbatico di Lowe in cambio, appunto, del via libera a Bottas.
Ron Dennis dalla McLaren alla Manor?
Dicevamo, però, che anche quello della McLaren è un fronte turbolento. La cacciata di Dennis ad opera dei suoi ex compagni di viaggio (Mansour Ojjeh, finanziere francese con cittadinanza saudita, e un fondo del Bahrein) sta creando scompiglio in una squadra nella quale lo stesso Dennis aveva appena pesantemente messo mano ingaggiando dalla Volkswagen Jost Capito. Il ruolo dell’ex responsabile rally della casa di Wolfsburg, con un passato in F1 alla Sauber, sarebbe stato quello di un Dennis-2, cioè di un comandante in capo delle attività sportive destinato a riferire al Dennis-1. Bene, adesso cambia tutto. Defenestrato in maniera brusca, Dennis potrebbe acquistare la Manor assieme a una cordata di cinesi: proprio non gli andrebbe già di essere stato scaricato in quel modo. Ma nel frattempo alla McLaren sembrano voler cancellare anche le sue più recenti tracce: quindi, posto che come direttore generale dell’intero gruppo (che contempla vari filoni, marketing incluso) è stato nominato Zak Brown, sembra che il tempo di Capito sia già scaduto dopo appena due-tre mesi dal pieno possesso delle sue funzioni. Se quello di Massa sarà il ritiro più corto della storia, il suo sarà il comando più breve che si rammenti. E Boullier, che voleva andarsene via, probabilmente a questo punto rimarrà.