Questi i risultati dei gruppi (stesso link di prima):
FCA. Dopo il calo dello scorso mese il gruppo FCA torna in positivo, chiudendo il mese con una crescita a doppia cifra: +17,4% con 37.173 immatricolazioni. Per quanto riguarda i marchi, la Fiat ha registrato 21.134 auto (+19,1%), seguita dalla Jeep con 7.085 (+24,3%), dalla Lancia con 4.687 (+12,8%), dall'Alfa Romeo con 2.073 (-4,8%) e dalla Maserati con 167 vetture (+7,1%).
PSA. Non così bene i futuri alleati della PSA: il gruppo ha chiuso settembre con 19.971 registrazioni, il 13,8% in meno rispetto allo stesso periodo del 2019. Tutti i marchi francesi, però, hanno segnato una crescita: a penalizzare il risultato è stata la Opel che con 4.963 vetture ha segnato un -42,1%. Tra i marchi in positivo, guida le vendite la Peugeot con 8.205 immatricolazioni (+3,36%), seguita dalla Citroën con 6.304 unità (+1,5%) e dalla DS, che lo scorso mese ha registrato 499 vetture facendo segnare un +11,6%.
Volkswagen. Settembre in lieve calo per il gruppo Volkswagen che con 22.495 vetture targate flette di un punto percentuale. L’unico marchio in netta crescita è la Skoda che, con 2.937 immatricolazioni (+48,1%) è arrivata a vendere quasi mille vetture in più rispetto al settembre del 2019. Segno meno per la Volkswagen, per l’Audi e per la Seat: con 13.578 auto la capogruppo ha segnato un -3,9%, il marchio dei Quattro anelli non è andato oltre le 4.005 unità (-11,4%) e la Casa spagnola ha raggiunto 1.975 registrazioni (-4,68%).
Ford e Renault. Tra i gruppi principali è la Renault ad aver avuto la maggiore percentuale di crescita in settembre: le 18.034 auto targate hanno consentito ai francesi di raggiungere un +69,8%. Nello specifico, la capogruppo Renault ha immatricolato 11.012 (+75,3%). In forte crescita anche la Dacia, che è arrivata a consegnare quasi 3 mila auto in più rispetto al settembre dello scorso anno, per un totale di 7.022 veicoli e un +61,9%. Passando oltreoceano, la Ford ha chiuso il mese di settembre consegnando 10.657 veicoli, l'11,9% in più rispetto allo stesso periodo del 2019.
BMW e Daimler. I risultati del gruppo Daimler sono ancora una volta penalizzati dall’uscita di scena della Smart a benzina: il marchio Mercedes-Benz ha consegnato 5.568 vetture, il 6,3% in più rispetto allo scorso settembre, mentre con 554 auto il brand delle citycar è sceso del 66,1%. Il gruppo di Stoccarda chiude il mese con un -10,9% e 6.122 vetture consegnate. Stabile è invece il gruppo BMW: il +0,1% (6.827 registrazioni) è frutto di una crescita dell'1,8% (4.819 vetture) del marchio dell’Elica e di una contrazione del 3,8% (2.008 immatricolazioni) del brand Mini.
Le asiatiche. La maggior parte dei costruttori asiatici ha chiuso il mese di settembre in crescita: su tutti spicca la Suzuki che con 4.966 vetture è andata vicina a raddoppiare i propri volumi di vendita (+97,7%). Crescite più contenute per la Mazda (+14% e 1.451 vetture), la Subaru (+2,1% con 196 auto), la Mitsubishi (+29,8% e 593 veicoli) e per il gruppo Toyota che, con 9.351 vetture immatricolate - 8.962 del marchio omonimo (+14,7) e 389 Lexus (-35,1%) - ha chiuso con un +11,2%. Lieve calo per la Nissan che, con 3.597 registrazioni, conclude settembre con un -2,2%. In lieve crescita anche la Kia (+15,58% con 4.428 vetture), mentre la Hyundai flette del 10,9 con 4.062 auto.
Le altre. Nel segmento premium la Volvo arresta il suo trend di crescita registrando 1.766 veicoli (-10,7%), mentre il gruppo Jaguar Land Rover, con 1.385 registrazioni, flette del 32,9%: il marchio Jaguar segna un -39,4% (364 unità), mentre la Land Rover chiude con un -30,2% (1.021 auto). La Tesla conferma la tendenza dello scorso mese arrivando più che a raddoppiare i volumi del settembre 2019: +154,9% e 956 elettriche immatricolate. La Porsche cala del 55,8% (283 registrazioni), mentre sono 27 le immatricolazioni della Ferrari (-27%).