<img height="1" width="1" style="display:none" src="https://www.facebook.com/tr?id=1500520490268011&amp;ev=PageView&amp;noscript=1"> Marò prigionieri politici | Page 3 | Il Forum di Quattroruote

Marò prigionieri politici

Aerei Italiani ha scritto:
belpietro ha scritto:
PanDemonio ha scritto:
Pare invece che sia proprio vietato, fare attività politica.

Si vuole evitare i casi Borghese & co.

se puo' servire

http://www.umbria24.it/carabiniere-punito-perche-iscritto-partito-ricorso-vince-%C2%ABnon-esiste-divieto%C2%BB/74710.html
 
jaccos ha scritto:

ti dirò la mia impressione: gli indiani cominciano a non sapere più che pesci pigliare.
siccome è evidente (e comprensibile, checché se ne pensi stando "da questa parte" della barricata) la volontà di esercitare in India la giurisdizione, tutti questi rinvii possono avere una spiegazione logica solo se:
a) la corte competente non riesce a motivare adeguatamente una pronuncia affermativa sulla giurisdizione; se avessero una motivazione che tiene, si sarebbero già dichiarati e sarebbero andati avanti col processo
b) oppure stanno aspettando di vedere se i militari italiani si scagionano nei fatti; in quel caso salverebbero capra (punto d'onore d'avere esercitato la giurisdizione) e cavoli (rapporti con l'Italia: se li assolvono e li rilasciano non c'è nessun interesse a proseguire il braccio di ferro).

non vedo altri motivi logici per questi continui rinvii.

adesso si staranno palleggiando il fiammifero di chi farà la figura colifecale: le autorità di polizia non avranno piacere di essere spagliacciate in mondovisione.
mentre resto convinto della generale affidabilità del sistema giudiziario indiano, del loro sistema di polizia non ho invece nessunissima fiducia.
 
belpietro ha scritto:
jaccos ha scritto:

ti dirò la mia impressione: gli indiani cominciano a non sapere più che pesci pigliare.
siccome è evidente (e comprensibile, checché se ne pensi stando "da questa parte" della barricata) la volontà di esercitare in India la giurisdizione, tutti questi rinvii possono avere una spiegazione logica solo se:
a) la corte competente non riesce a motivare adeguatamente una pronuncia affermativa sulla giurisdizione; se avessero una motivazione che tiene, si sarebbero già dichiarati e sarebbero andati avanti col processo
b) oppure stanno aspettando di vedere se i militari italiani si scagionano nei fatti; in quel caso salverebbero capra (punto d'onore d'avere esercitato la giurisdizione) e cavoli (rapporti con l'Italia: se li assolvono e li rilasciano non c'è nessun interesse a proseguire il braccio di ferro).

non vedo altri motivi logici per questi continui rinvii.

adesso si staranno palleggiando il fiammifero di chi farà la figura colifecale: le autorità di polizia non avranno piacere di essere spagliacciate in mondovisione.
mentre resto convinto della generale affidabilità del sistema giudiziario indiano, del loro sistema di polizia non ho invece nessunissima fiducia.
Beh, corollario della tua teoria (che condivido) è che i giudici a questa polizia da bulletto del quartierino stia coprendo abbondantemente le spalle, alla faccia di un serio stato di diritto.
A parole avranno un ottimo sistema giudiziario... a parole... :evil:
 
se avessero un sistema giudiziario farlocco (tipo il nostro, tanto per non fare nomi) avrebbero già pronunciato se non la condanna almeno la sussistenza della giurisdizione.

il fatto che tuttora, con le pressioni che hanno, non lo abbiano fatto dimostra che hanno un sistema (che vuol dire "sistema" nel suo complesso, non infallibilità del singolo collegio) come si deve e si dovrebbe.
 
jaccos ha scritto:
Beh, corollario della tua teoria (che condivido) è che i giudici a questa polizia da bulletto del quartierino stia coprendo abbondantemente le spalle
a mio personale parere è l'opposto: stanno aspettando che gli inquirenti si sbugiardino da soli, per poter emettere la decisione più comoda e fare bella figura.
 
belpietro ha scritto:
jaccos ha scritto:
Beh, corollario della tua teoria (che condivido) è che i giudici a questa polizia da bulletto del quartierino stia coprendo abbondantemente le spalle
a mio personale parere è l'opposto: stanno aspettando che gli inquirenti si sbugiardino da soli, per poter emettere la decisione più comoda e fare bella figura.
My two cents?
Se fossero così bravi non continuerebbero con i rinvii, quasi ad agevolarli. O fuori le prove subito o si annulla tutto, questo ancora un mese fa.
Che il proiettile rinvenuto in una delle salme fosse un 7,62mm russo lo si sapeva il giorno dopo l'autopsia. Il giorno dopo, come riportato dal medico legale (unico al mondo ad effettuare le misurazioni del proiettile in circonferenza invece che in diametro... tanto per far capire il livello di competenza delle perizie indiane).
 
jaccos ha scritto:
belpietro ha scritto:
jaccos ha scritto:
Beh, corollario della tua teoria (che condivido) è che i giudici a questa polizia da bulletto del quartierino stia coprendo abbondantemente le spalle
a mio personale parere è l'opposto: stanno aspettando che gli inquirenti si sbugiardino da soli, per poter emettere la decisione più comoda e fare bella figura.
My two cents?
Se fossero così bravi non continuerebbero con i rinvii, quasi ad agevolarli. O fuori le prove subito o si annulla tutto, questo ancora un mese fa.
questo dell'indagine in 48 ore non esiste da nessuna parte.
finché l'indagine è in corso, si fa andare avanti (da noi sarebbero sei mesi + proroghe, ma per esempio il processo dell'attentato in piazza Loggia è ancora aperto dopo 38 anni...)
 
Dal sole24ore.com
Gli ultimi elementi emersi dalla vicenda che vede i due fucilieri di Marina Salvatore girone e Massimiliano Latorre prigionieri in India da un mese e mezzo contribuiscono in modo decisivo a trasformare in una farsa la disputa tra Italia e India. Le notizie pubblicate dal Times of India circa la ricerca di un?arma fantasma da parte della polizia del Kerala dimostra che la squadra investigativa speciale del commissario Ajith Kumar non ha trovato l?arma del delitto e che la perizia tarda a venire ufficializzata perché non è in grado di incastrare i due militari italiani.

Le "fonti autorevoli'' del quotidiano raccontano che ''l'arma usata da uno dei marò non è fra le sette sequestrate a bordo della nave'' e che ''qualche altra arma è stata utilizzata da uno dei militari per sparare contro il peschereccio St. Antony''. Il quotidiano aggiunge che ''le prove realizzate possono aver mostrato l'inconciliabilità fra le armi a disposizione ed i segni sui proiettili e le incamiciature'' recuperate. Poiché ogni arma da fuoco "firma" i proiettili che spara questo significa che i poliziotti e la magistratura del Kerala non hanno nessuna prova balistica contro i nostri militari e neppure nessuna testimonianza attendibile poiché i pescatori del Saint Antony, che pure hanno cambiato deposizione tre volte, non hanno mai detto di aver visto né il nome della nave dalla quale erano partiti i colpi che avevano ucciso due loro compagni né avevano visto in faccia chi stesse sparando. Secondo il sottosegretario agli Esteri, Staffan De Mistura, gli inquirenti indiani sono "confusi'' e non sembrano "sicuri dei risultati dei test realizzati in queste settimane'' anche perché si era detto che le armi requisite ai fucilieri sulla petroliera non erano 7 ma bensì 8: 6 fucili AR-70/90 e 2 mitragliatrici Minimi tutti calibro 5.56 millimetri.
Nonostante tutti gli elementi scagionino i due italiani o quanto meno non costituiscano prove contro di essi, le autorità indiane non solo continuano a tenere in carcere Latorre e Girone ma impediscono anche alla Enrica Lexie di salpare da Kochi. Un atteggiamento che sembra aver provocato la fiera reazione dei due militari che, come prigionieri di guerra, si sono rifiutati di rispondere alle nuove domande dei poliziotti indiani. ''Non riconosciamo il tribunale che ci interroga'' perché ''la posizione del nostro governo è che la giurisdizione su questa vicenda è italiana'' avrebbero risposto i due militari secondo quanto riferisce l'Ansa che lo avrebbe appreso da una fonte a conoscenza della vicenda. Dalla Farnesina o da altre fonti governative nessuna conferma circa una nuova linea difensiva basata sulla negazione della legittimità dei tribunali indiani che significherebbe di fatto la fine di ogni collaborazione con le autorità di Nuova Delhi. Un comportamento che risulterebbe opposto a quanto finora affermato dalle istituzioni italiane che in questa vicenda non hanno certo brillato per trasparenza . Basti pensare che le autorità italiane non avevano neppure reso noto che venerdì scorso l'equipaggio della Lexie e i quattro marò a bordo erano stati nuovamente interrogati dagli agenti alla ricerca dell'arma fantasma. Certo il riserbo è prassi ormai consolidata determinato forse anche dal fatto che dopo un mese e mezzo di atteggiamento morbido e conciliante con Nuova Delhi i risultati sono disastrosi e imbarazzanti. La crescente arroganza degli indiani e soprattutto l'ormai evidente assenza di prove a carico dei due militari e della petroliera Enrica Lexie potrebbero però costituire elementi sufficienti a indurre Roma ad alzare la voce non solo nel rapporto bilaterale ma soprattutto nei consessi internazionali e in particolare alle Nazioni Unite denunciando un'intollerabile e reiterata violazione del diritto. Anche perché l'impatto della vicenda sui militari è devastante sotto l'aspetto della percezione di assenza di tutele negli impegni oltremare. Valutazioni che sono state ufficializzate dai rappresentanti del Cocer, l'organo di rappresentanza militare che nell'incontro con il capo di Stato maggiore della Difesa, il generale Biagio Abrate, hanno detto chiaramente che se i due marò subiranno un processo in India dovranno essere riviste le regole d'ingaggio adottate o si dovrà rinunciare a impiegare i soldati in attività anti-pirateria. Negli ambienti militari molti sottolineano la differenza stridente tra la vicenda dei due fucilieri e quella del sergente statunitense Robert Bales, responsabile della strage di civili compiuta in un distretto della provincia afghana di Kandahar. I primi, innocenti e comunque accusati senza prove, sono prigionieri in India. Il secondo, colpevole per ammissione degli stessi comandi statunitensi, è stato evacuato immediatamente dall'Afghanistan e si trova in un carcere militare del Kansas in attesa del processo.
 
belpietro ha scritto:
jaccos ha scritto:
belpietro ha scritto:
jaccos ha scritto:
Beh, corollario della tua teoria (che condivido) è che i giudici a questa polizia da bulletto del quartierino stia coprendo abbondantemente le spalle
a mio personale parere è l'opposto: stanno aspettando che gli inquirenti si sbugiardino da soli, per poter emettere la decisione più comoda e fare bella figura.
My two cents?
Se fossero così bravi non continuerebbero con i rinvii, quasi ad agevolarli. O fuori le prove subito o si annulla tutto, questo ancora un mese fa.
questo dell'indagine in 48 ore non esiste da nessuna parte.
finché l'indagine è in corso, si fa andare avanti (da noi sarebbero sei mesi + proroghe, ma per esempio il processo dell'attentato in piazza Loggia è ancora aperto dopo 38 anni...)
Non parlo di chiudere un'indagine in 48 ore.
Dico semplicemente che attirare una nave straniera con militari stranieri in servizio attivo a bordo ed arrestarli sapendo A PRIORI della loro innocenza (l'autopsia) è un fatto riprovevole, arrogante... non ho abbastanza aggettivi per definirlo....
Quel processo a carico dei marò non doveva NEMMENO INIZIARE, altro che chuderlo in 48 ore...
 
Piccolo OT: è da qualche anno che mi solleticava l'idea di andare in india con degli amici, se ne parlava approfonditamente... figuratevi se ci vado dopo questa...
 
stone1958 ha scritto:
jaccos ha scritto:
Piccolo OT: è da qualche anno che mi solleticava l'idea di andare in india con degli amici, se ne parlava approfonditamente... figuratevi se ci vado dopo questa...

Ma daiiii !!!
Si si stone. La questione non è tanto del poliziotto che si fa dare la "mancia" per non piantare rogne come succede in molti posti al mondo.
Parliamo di atti riprovevoli di una NAZIONE, nei confronti di un'altra.
Il messaggio è chiaro: ce l'abbiamo con gli italiani.
Se il governo indiano non fa un'emerita ceppa di minchia (scusate il francesismo) per evitare che questo messaggio passi se ne rende complice e artefice.
Io, da italiano, non mi fido ad andare in india (zaino in spalla e via come piace a me, dubito che il discorso sia paragonabile per un resort 5 stelle).
Io da sostenitore della scarcerazione dei marò è da 1 mese e passa che nel mio piccolo boicotto l'india e i prodotti indiani nei limiti del possibile. Chiamami fesso, ma penso di essere coerente con quanto ho sempre sostenuto fin dall'inizio di questo caso.
 
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