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Bamboccione' 41 anni. Ricorso genitori
Sono esasperati: non ne possiamo piu'. Lui lavora ma vive da ospite a casa
20 settembre, 20:04
di Rosanna Codino
La cameretta dell'infanzia difesa come un fortino inviolabile, almeno quanto il diritto, come ogni 'bamboccione' che si rispetti, a farsi servire in tavola ogni giorno il pasto caldo e sul letto le camicie stirate. Ha superato di molto l'eta' della ragione, con i suoi 41 anni e un lavoro ben retribuito in un ente locale, ma pare abbia tutta l'intenzione di non sottrarsi, per ora, ad una battaglia legale, pur di non rinunciare ai lussi familiari, il figlio che due anziani genitori stanno tentando di sfrattare da casa, con tanto di diffida, grazie al'aiuto dell'Adico, l'associazione difesa consumatori di Mestre. Visti svanire i tentativi bonari di convincere il pargolo non piu' implume a uscire volontariamente dal nido familiare per planare in una casa tutta per se', alla coppia non e' rimasto che affidarsi a un avvocato.
Cosi' l'ufficio legale dell'Adico, raccolto 15 giorni fa lo sfogo accorato dei due anziani, ha fatto partire una lettera di diffida, intimando al figlio di lasciare il tetto paterno entro dieci giorni e minacciando, in caso contrario, di sottoporre la questione al Tribunale per ottenere un ordine di protezione. Non e' tanto il peso economico di quel figlio immancabilmente pronto a pretendere ogni agio senza mai mettere mano al portafoglio, a preoccupare la coppia, quanto lo stress psicologico di una presenza diventata nel tempo sempre piu' ingombrante, fino a diventare un'ombra violenta e aggressiva. Una situazioni di continue vessazioni che ha portato la madre in ospedale, in preda ad una profonda prostrazione psicologica. ''Non ne possiamo piu''' si e' sfogato il genitore parlando con l'avvocato dell'Adico Andrea Campi, che segue il caso. ''Ha un buon lavoro - ha spiegato l'anziano - ma continua a restare in casa e vuole gli abiti lavati e stirati e i pranzi pronti. Non intende proprio andarsene''.
Per ora l'unico segnale apparentemente pacificatorio lanciato dal 'bamboccione' e' stato un messaggio alla segreteria telefonica dell'Associazione consumatori, per giurare che in famiglia si stava cercando una soluzione. Poi il silenzio. La speranza e' che alla fine l'eterno Peter Pan segua l'esempio di un altro quarantenne di famiglia benestante che non voleva andarsene dall'abitazione dei genitori a Venezia. ''Quella pratica si e' conclusa felicemente - ricorda Campi - dopo che siamo andati due volte davanti al giudice. Lui se ne e' andato e il padre gli ha dato un po' di aiuto economico''.
L'orientamento dei giudici, sostiene l'avvocato, e' generalmente quello di indurre le parti a trovare un accordo: l'obiettivo dell'azione legale diventa cosi' ''la 'sveglia' a chi fa il furbo - sottolinea Campi - approfittando oltre il limite della decenza dei genitori e del loro affetto''. Nell'ultimo anno, spiega il presidente dell'Adico Carlo Garofolini, sono stati diversi i casi simili arrivati sul tavolo della rappresentanza dei consumatori: ''i genitori devono trovare il coraggio di affrontare questo problema, privato e delicato - conclude - rendendolo pubblico grazie all'intervento di un legale qualificato''
Bamboccione' 41 anni. Ricorso genitori
Sono esasperati: non ne possiamo piu'. Lui lavora ma vive da ospite a casa
20 settembre, 20:04
di Rosanna Codino
La cameretta dell'infanzia difesa come un fortino inviolabile, almeno quanto il diritto, come ogni 'bamboccione' che si rispetti, a farsi servire in tavola ogni giorno il pasto caldo e sul letto le camicie stirate. Ha superato di molto l'eta' della ragione, con i suoi 41 anni e un lavoro ben retribuito in un ente locale, ma pare abbia tutta l'intenzione di non sottrarsi, per ora, ad una battaglia legale, pur di non rinunciare ai lussi familiari, il figlio che due anziani genitori stanno tentando di sfrattare da casa, con tanto di diffida, grazie al'aiuto dell'Adico, l'associazione difesa consumatori di Mestre. Visti svanire i tentativi bonari di convincere il pargolo non piu' implume a uscire volontariamente dal nido familiare per planare in una casa tutta per se', alla coppia non e' rimasto che affidarsi a un avvocato.
Cosi' l'ufficio legale dell'Adico, raccolto 15 giorni fa lo sfogo accorato dei due anziani, ha fatto partire una lettera di diffida, intimando al figlio di lasciare il tetto paterno entro dieci giorni e minacciando, in caso contrario, di sottoporre la questione al Tribunale per ottenere un ordine di protezione. Non e' tanto il peso economico di quel figlio immancabilmente pronto a pretendere ogni agio senza mai mettere mano al portafoglio, a preoccupare la coppia, quanto lo stress psicologico di una presenza diventata nel tempo sempre piu' ingombrante, fino a diventare un'ombra violenta e aggressiva. Una situazioni di continue vessazioni che ha portato la madre in ospedale, in preda ad una profonda prostrazione psicologica. ''Non ne possiamo piu''' si e' sfogato il genitore parlando con l'avvocato dell'Adico Andrea Campi, che segue il caso. ''Ha un buon lavoro - ha spiegato l'anziano - ma continua a restare in casa e vuole gli abiti lavati e stirati e i pranzi pronti. Non intende proprio andarsene''.
Per ora l'unico segnale apparentemente pacificatorio lanciato dal 'bamboccione' e' stato un messaggio alla segreteria telefonica dell'Associazione consumatori, per giurare che in famiglia si stava cercando una soluzione. Poi il silenzio. La speranza e' che alla fine l'eterno Peter Pan segua l'esempio di un altro quarantenne di famiglia benestante che non voleva andarsene dall'abitazione dei genitori a Venezia. ''Quella pratica si e' conclusa felicemente - ricorda Campi - dopo che siamo andati due volte davanti al giudice. Lui se ne e' andato e il padre gli ha dato un po' di aiuto economico''.
L'orientamento dei giudici, sostiene l'avvocato, e' generalmente quello di indurre le parti a trovare un accordo: l'obiettivo dell'azione legale diventa cosi' ''la 'sveglia' a chi fa il furbo - sottolinea Campi - approfittando oltre il limite della decenza dei genitori e del loro affetto''. Nell'ultimo anno, spiega il presidente dell'Adico Carlo Garofolini, sono stati diversi i casi simili arrivati sul tavolo della rappresentanza dei consumatori: ''i genitori devono trovare il coraggio di affrontare questo problema, privato e delicato - conclude - rendendolo pubblico grazie all'intervento di un legale qualificato''