<img height="1" width="1" style="display:none" src="https://www.facebook.com/tr?id=1500520490268011&amp;ev=PageView&amp;noscript=1"> ma i concorsi fotografici | Il Forum di Quattroruote

ma i concorsi fotografici

si vincono perché la foto é bella o per il messaggio che manda?

http://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/2016/02/18/il-bimbo-della-speranza-vince-il-world-press-photo-di-warren-richardson_a1bd0511-56f2-461f-a8f0-4fbe651b0598.html

a me sembra il secondo caso.
 
Dal titolo del concorso "World Press Photo 2016" direi che il messaggio è fondamentale. Ci sono concorsi di fotografia artistica dove è il contrario.
 
norbig ha scritto:
Dal titolo del concorso "World Press Photo 2016" direi che il messaggio è fondamentale. Ci sono concorsi di fotografia artistica dove è il contrario.

sará, ma a questi qui piace vincere facile...una scena straziante ( dei soliti soggetti) e vinci. Stronzata!
 
Personalmente sono per la bellezza della foto, i messaggi lasciamoli agli umanisti intellettuali e ai filosofi. Una foto deve essere bella da guardare, e nutrirti l'anima, poi magari sbaglio...
 
Molti (per lo più chi si occupa di fotogiornalismo) sono dell'idea che ci sia differenza tra una bella foto ed una buona foto, con la prima che è solo bella esteticamente e l'altra che racconta una storia.

Il WPP, essendo un premio per fotografi di reportage, premia, prima di tutto, chi sa raccontare una storia, o almeno dovrebbe. Il mio parere personale è, comunque, che il premio sia scaduto molto nelle sue ultime edizioni, forse perché tendono a premiare più chi racconta una storia che sia allineata ai temi del momento, piuttosto che premiare una buona foto (o un buon portfolio, visto che ci sono premi anche per sequenze di foto).

In generale, comunque, non ho una buona opinione dei premi fotografici. :lol:

bumper morgan ha scritto:
si vincono perché la foto é bella o per il messaggio che manda?

http://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/2016/02/18/il-bimbo-della-speranza-vince-il-world-press-photo-di-warren-richardson_a1bd0511-56f2-461f-a8f0-4fbe651b0598.html

a me sembra il secondo caso.
 
albertof24 ha scritto:
Molti (per lo più chi si occupa di fotogiornalismo) sono dell'idea che ci sia differenza tra una bella foto ed una buona foto, con la prima che è solo bella esteticamente e l'altra che racconta una storia.

Il WPP, essendo un premio per fotografi di reportage, premia, prima di tutto, chi sa raccontare una storia, o almeno dovrebbe. Il mio parere personale è, comunque, che il premio sia scaduto molto nelle sue ultime edizioni, forse perché tendono a premiare più chi racconta una storia che sia allineata ai temi del momento, piuttosto che premiare una buona foto (o un buon portfolio, visto che ci sono premi anche per sequenze di foto).

In generale, comunque, non ho una buona opinione dei premi fotografici. :lol:

bumper morgan ha scritto:
si vincono perché la foto é bella o per il messaggio che manda?

http://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/2016/02/18/il-bimbo-della-speranza-vince-il-world-press-photo-di-warren-richardson_a1bd0511-56f2-461f-a8f0-4fbe651b0598.html

a me sembra il secondo caso.

il fatto é che un reportage - visto che racconta una storia - é composto da una serie di fotografie, mai da una sola. Una sola foto é semmai tipico della street photography dove congeli un attimo, un attimo di vita.
 
Non ho parlato di "un reportage", ma di fotografia di reportage, che è un genere fotografico. Il reportage completo è spesso formato da più foto, ma al concorso c'è sia la sezione per reportage completi, composte da un portfolio di foto, sia quella per foto singole.

EDIT: Se "fotografia di reportage" ti crea problemi, chiamalo pure "fotogiornalismo" ;)

Comunque anche una foto sola, se fatta bene, può benissimo raccontare un evento (nel senso di raccontare i fatti, dando un'ambientazione e facendo capire cos'è successo). C'è chi è più bravo a raccontare storie in sequenze, come Gianni Berengo Gardin nei suoi libri, e chi è più bravo con foto singole, ma sempre di reportage si tratta. Che so, guarda la foto del nostro buon Paolo Pellegrin... Qualcosa dice anche se è una foto sola, no? http://www.magnumphotos.com/C.aspx?VP3=CMS3&VF=MAGO31_10_VForm&ERID=24KL535Y9H#/CMS3&VF=MAGO31_10_VForm&ERID=24KL535Y9H&POPUPIID=2TYRYD9NXZRT&POPUPPN=32

bumper morgan ha scritto:
il fatto é che un reportage - visto che racconta una storia - é composto da una serie di fotografie, mai da una sola. Una sola foto é semmai tipico della street photography dove congeli un attimo, un attimo di vita.
 
albertof24 ha scritto:
Non ho parlato di "un reportage", ma di fotografia di reportage, che è un genere fotografico. Il reportage completo è spesso formato da più foto, ma al concorso c'è sia la sezione per reportage completi, composte da un portfolio di foto, sia quella per foto singole.

EDIT: Se "fotografia di reportage" ti crea problemi, chiamalo pure "fotogiornalismo" ;)

Comunque anche una foto sola, se fatta bene, può benissimo raccontare un evento (nel senso di raccontare i fatti, dando un'ambientazione e facendo capire cos'è successo). C'è chi è più bravo a raccontare storie in sequenze, come Gianni Berengo Gardin nei suoi libri, e chi è più bravo con foto singole, ma sempre di reportage si tratta. Che so, guarda la foto del nostro buon Paolo Pellegrin... Qualcosa dice anche se è una foto sola, no? http://www.magnumphotos.com/C.aspx?VP3=CMS3&VF=MAGO31_10_VForm&ERID=24KL535Y9H#/CMS3&VF=MAGO31_10_VForm&ERID=24KL535Y9H&POPUPIID=2TYRYD9NXZRT&POPUPPN=32

bumper morgan ha scritto:
il fatto é che un reportage - visto che racconta una storia - é composto da una serie di fotografie, mai da una sola. Una sola foto é semmai tipico della street photography dove congeli un attimo, un attimo di vita.

puó essere ma io resto della idea che un reportage spiega una situazione o una storia con una serie di foto mentre con una sola foto non puoi o meglio riesci a capire di cosa si tratta se sai il contesto in cui si svolge. Se guardi - senza sapere di che si tratta - due delle le tre foto del link, é difficile capire che si tratta di migranti...in una vedi una serie di persone sulla spiaggia col cell acceso ( cercano campo per comunicare) , nell'altra un adulto con un bambino in braccio. Questa é ovbiamente piú drammatica.
In altre parole, SECONDO ME, le singole foto rappresentano, piú che una storia, quello che per HCB era il momento decisivo.

PS: ho un bel libro sui grandi della Magnum ;)
 
E' evidente che le foto di reportage non possono essere autosufficienti ed hanno bisogno del supporto di una didascalia. Però la didascalia deve dare il contesto, non raccontare tutta la storia. Se vuoi approfondire questo aspetto, ti consiglio Leggere la fotografia di Augusto Pieroni.
Attenzione a nominare l'istante decisivo di HCB perché, come spiega bene Scianna che di HCB era l'allievo prediletto, HCB non intendeva ciò che molti di noi pensano: l'istante decisivo non è nell'azione che si vuole immortalare, ma nel fotografo che la immortala ed ogni fotografo ha il suo istante decisivo.

Hai solo un libro sui grandi della Magnum? :lol: :p Io inizio ad avere il problema di non saper più dove mettere i libri fotografici (non solo di fotografi della Magnum, ma anche altri generi più vicini ai miei interessi come fotografo).
Se t'interessa l'argomento di come un fotografo sviluppa un servizio di reportage, ti consiglio Magnum - La scelta della foto

bumper morgan ha scritto:
puó essere ma io resto della idea che un reportage spiega una situazione o una storia con una serie di foto mentre con una sola foto non puoi o meglio riesci a capire di cosa si tratta se sai il contesto in cui si svolge. Se guardi - senza sapere di che si tratta - due delle le tre foto del link, é difficile capire che si tratta di migranti...in una vedi una serie di persone sulla spiaggia col cell acceso ( cercano campo per comunicare) , nell'altra un adulto con un bambino in braccio. Questa é ovbiamente piú drammatica.
In altre parole, SECONDO ME, le singole foto rappresentano, piú che una storia, quello che per HCB era il momento decisivo.

PS: ho un bel libro sui grandi della Magnum ;)
 
albertof24 ha scritto:
E' evidente che le foto di reportage non possono essere autosufficienti ed hanno bisogno del supporto di una didascalia. Però la didascalia deve dare il contesto, non raccontare tutta la storia. Se vuoi approfondire questo aspetto, ti consiglio Leggere la fotografia di Augusto Pieroni.
Attenzione a nominare l'istante decisivo di HCB perché, come spiega bene Scianna che di HCB era l'allievo prediletto, HCB non intendeva ciò che molti di noi pensano: l'istante decisivo non è nell'azione che si vuole immortalare, ma nel fotografo che la immortala ed ogni fotografo ha il suo istante decisivo.

Hai solo un libro sui grandi della Magnum? :lol: :p Io inizio ad avere il problema di non saper più dove mettere i libri fotografici (non solo di fotografi della Magnum, ma anche altri generi più vicini ai miei interessi come fotografo).
Se t'interessa l'argomento di come un fotografo sviluppa un servizio di reportage, ti consiglio Magnum - La scelta della foto

bumper morgan ha scritto:
puó essere ma io resto della idea che un reportage spiega una situazione o una storia con una serie di foto mentre con una sola foto non puoi o meglio riesci a capire di cosa si tratta se sai il contesto in cui si svolge. Se guardi - senza sapere di che si tratta - due delle le tre foto del link, é difficile capire che si tratta di migranti...in una vedi una serie di persone sulla spiaggia col cell acceso ( cercano campo per comunicare) , nell'altra un adulto con un bambino in braccio. Questa é ovbiamente piú drammatica.
In altre parole, SECONDO ME, le singole foto rappresentano, piú che una storia, quello che per HCB era il momento decisivo.

PS: ho un bel libro sui grandi della Magnum ;)

non ho molti libri - l'ultimo che ho preso é di vivian maier - guardo in internet i grandi della SPh come Erwitt, Winogrand ed i piú moderni leuthard o kim
sto spendendo per teleobiettivi e flash ;)
 
Mi permetto di consigliarti più libri e meno Internet: le foto che trovi su Internet sono spesso di qualità pessima (scansioni fatte male ecc) e non ti permettono di gustarti al meglio le foto. Inoltre i libri sono spesso costruiti con una sequenza precisa, mentre su internet si trova di tutto un po'. Lo so che costano, ma... Un flash in meno e 10 libri in più :lol:

Visto che sei di Como, quando sarà il momento t'inviterò alla mostra che stiamo realizzando con il mio gruppo fotografico. Sarà il 9 e 10 aprile :rolleyes:

bumper morgan ha scritto:
albertof24 ha scritto:
E' evidente che le foto di reportage non possono essere autosufficienti ed hanno bisogno del supporto di una didascalia. Però la didascalia deve dare il contesto, non raccontare tutta la storia. Se vuoi approfondire questo aspetto, ti consiglio Leggere la fotografia di Augusto Pieroni.
Attenzione a nominare l'istante decisivo di HCB perché, come spiega bene Scianna che di HCB era l'allievo prediletto, HCB non intendeva ciò che molti di noi pensano: l'istante decisivo non è nell'azione che si vuole immortalare, ma nel fotografo che la immortala ed ogni fotografo ha il suo istante decisivo.

Hai solo un libro sui grandi della Magnum? :lol: :p Io inizio ad avere il problema di non saper più dove mettere i libri fotografici (non solo di fotografi della Magnum, ma anche altri generi più vicini ai miei interessi come fotografo).
Se t'interessa l'argomento di come un fotografo sviluppa un servizio di reportage, ti consiglio Magnum - La scelta della foto

bumper morgan ha scritto:
puó essere ma io resto della idea che un reportage spiega una situazione o una storia con una serie di foto mentre con una sola foto non puoi o meglio riesci a capire di cosa si tratta se sai il contesto in cui si svolge. Se guardi - senza sapere di che si tratta - due delle le tre foto del link, é difficile capire che si tratta di migranti...in una vedi una serie di persone sulla spiaggia col cell acceso ( cercano campo per comunicare) , nell'altra un adulto con un bambino in braccio. Questa é ovbiamente piú drammatica.
In altre parole, SECONDO ME, le singole foto rappresentano, piú che una storia, quello che per HCB era il momento decisivo.

PS: ho un bel libro sui grandi della Magnum ;)

non ho molti libri - l'ultimo che ho preso é di vivian maier - guardo in internet i grandi della SPh come Erwitt, Winogrand ed i piú moderni leuthard o kim
sto spendendo per teleobiettivi e flash ;)
 
albertof24 ha scritto:
Mi permetto di consigliarti più libri e meno Internet: le foto che trovi su Internet sono spesso di qualità pessima (scansioni fatte male ecc) e non ti permettono di gustarti al meglio le foto. Inoltre i libri sono spesso costruiti con una sequenza precisa, mentre su internet si trova di tutto un po'. Lo so che costano, ma... Un flash in meno e 10 libri in più :lol:

Visto che sei di Como, quando sarà il momento t'inviterò alla mostra che stiamo realizzando con il mio gruppo fotografico. Sarà il 9 e 10 aprile :rolleyes:

bumper morgan ha scritto:
albertof24 ha scritto:
E' evidente che le foto di reportage non possono essere autosufficienti ed hanno bisogno del supporto di una didascalia. Però la didascalia deve dare il contesto, non raccontare tutta la storia. Se vuoi approfondire questo aspetto, ti consiglio Leggere la fotografia di Augusto Pieroni.
Attenzione a nominare l'istante decisivo di HCB perché, come spiega bene Scianna che di HCB era l'allievo prediletto, HCB non intendeva ciò che molti di noi pensano: l'istante decisivo non è nell'azione che si vuole immortalare, ma nel fotografo che la immortala ed ogni fotografo ha il suo istante decisivo.

Hai solo un libro sui grandi della Magnum? :lol: :p Io inizio ad avere il problema di non saper più dove mettere i libri fotografici (non solo di fotografi della Magnum, ma anche altri generi più vicini ai miei interessi come fotografo).
Se t'interessa l'argomento di come un fotografo sviluppa un servizio di reportage, ti consiglio Magnum - La scelta della foto

bumper morgan ha scritto:
puó essere ma io resto della idea che un reportage spiega una situazione o una storia con una serie di foto mentre con una sola foto non puoi o meglio riesci a capire di cosa si tratta se sai il contesto in cui si svolge. Se guardi - senza sapere di che si tratta - due delle le tre foto del link, é difficile capire che si tratta di migranti...in una vedi una serie di persone sulla spiaggia col cell acceso ( cercano campo per comunicare) , nell'altra un adulto con un bambino in braccio. Questa é ovbiamente piú drammatica.
In altre parole, SECONDO ME, le singole foto rappresentano, piú che una storia, quello che per HCB era il momento decisivo.

PS: ho un bel libro sui grandi della Magnum ;)

non ho molti libri - l'ultimo che ho preso é di vivian maier - guardo in internet i grandi della SPh come Erwitt, Winogrand ed i piú moderni leuthard o kim
sto spendendo per teleobiettivi e flash ;)

volentieri

mandami MP cosí non tediamo chi di foto non si interessa ;)
 
Back
Alto