Allora ci siamo capiti proprio male.
Ti faccio una domanda. Come fai tu a sapere cosa ti passerebbe per la testa in un momento di reale "debolezza"? Uno di quei momenti che a quanto pare ad oggi ti sono - per fortuna - sconosciuti?
Voglio dire, per arrivare a pensare al suicidio - e vincere l'istinto di sopravvivenza, che è molto forte - bisogna quantomeno considerare la categoria del disagio, o almeno della profonda sofferenza spirituale / mentale. Una sofferenza capace di sovvertire il tuo istinto alla vita, quindi grave. Ora, può benissimo essere che uno nella propria vita non ci sia mai passato, come molti di noi del resto.
Ma se non si può comprendere quello stato d'animo particolare, che pure a qualcuno prende, magari se ne potrebbe avere più rispetto, per una forma di cautela.
Perchè non è che quelli che si suicidano siano dei "deboli" predestinati, tendenti al suicidio fin dalla nascita per deboelzza caratteriale: semplicemente, talvolta capita che la vita ti vada a pezzi, tu perda la brocca e decida di farla finita, a torto o a ragione. Capita anche ai simpaticoni, anche ai forti.