<img height="1" width="1" style="display:none" src="https://www.facebook.com/tr?id=1500520490268011&amp;ev=PageView&amp;noscript=1"> Lezione di vita dal mondo animale | Page 3 | Il Forum di Quattroruote

Lezione di vita dal mondo animale

Con questo esempio la discussione si fa ancor più interessante ma anche il terreno sul quale ci si muove diventa più sdrucciolevole.

Non si può negare la libertà dell'essere umano ma di fronte a certe atrocità mi chiedo se la legge morale non fosse compromessa: quanto era "libero" (e dunque capace di gestire le proprie pulsioni) il protagonista dell'amara vicenda? L'accaduto è ingiustificabile ma sospetto che non sia stata una "scelta" nel senso più tradizionale del termine.

Quando senti rumore di zoccoli prima pensa ai cavalli, poi alle zebre. Questo essere era un pazzo assassino, e ha agito come tale. Sì fosse impiccato solo lui, avrebbe reso il mondo un posto migliore, purtroppo ci è andata di mezzo la creatura innocente. Pace all'anima sua e che l'immondo essere che l'ha uccisa possa bruciare nel più profondo degli inferni.
 
Ho seguito la discussione con grande interesse e mi trovo concorde sul fatto che molto dipenda dall'addestramento che, tuttavia, non può "snaturare" un animale: quando usavo la Vespa, sulle strade di campagna anche i cani meglio addestrati mi avrebbero creato problemi ma suppongo sia legato a una particolare percezione che ha il cane di un mezzo in equilibrio e al fastidio del rumore.

L'azione predatoria è ciò che spinge il cane ad interessarsi a quanto si muova (o scappi), a piedi o su due ruote (motorizzate, e non). Ecco il perché di tante chiappe moriscate al volo da cani istintivamente in predazione. Un buon addestramento (che dura tutta la vita) consente di girare con un cane sguinzagliato avendone il controllo, la conduzione. Si chiama passeggiata sociale, consiste nel camminare (ovviamente al guinzaglio) in un sentiero o su un marciapiede senza che il cane riconosca in persone o suoi simili (o un gatto, ad esempio) come qualcosa di interessante. La calma della persona e la sua sicurezza vengono trasmesse al quadrupede. Ovviamente c'è un gran numero di casi con cani che non vengono correttamente condotti al guinzaglio, figuriamoci senza...

Io ho un cane il cui addestramento non sarà un capolavoro ma è abbastanza ubbidiente, sono tuttavia molto prudente nel farlo avvicinare dai bambini piccoli poiché potrebbe, irrazionalmente, scambiarli per "avversari": non è mai successo ma è meglio non rischiare.

Ecco un ottimo esempio di umano previdente. Tutto giusto ciò che scrivi.

In merito alla frase che ho citato resto perplesso: secondo me esistono due leggi, una che viene imposta dall'esterno ed è necessaria alla convivenza civile, l'altra è una legge morale, interiore, che pure può essere intaccata da un malessere generato o acuito da esperienze o insegnamenti sbagliati. In questo senso, però, l'uomo non è mai un "cane sciolto" e, a giudicare dal filmato in apertura, non lo sono nemmeno gli stessi cani: non è un padrone che gli ha insegnato ad essere solidale con il suo simile. Nel caso degli animali, però, sarebbe forse più opportuno parlare di istinto...

Hai letto il libro -il signore delle mosche-? Tratta di un gruppo di ragazzini educati da un collegio, catapultati su un'isola deserta dopo un disastro durante un viaggio. Senza più adulti alcuni di loro si comporteranno in modo scorretto, brutale, altri resteranno mansueti. Allo stesso modo un cane sciolto non è di per se un pericolo, affermo infatti che i miei siano cani pacati già di loro, ma bisogna ricordare che in taluni senza il controllo umano (e magari senza cibo) si lasceranno morire (o seviziare da umani, accade troppo spesso), altri diverranno pericolosamente territoriali e risponderanno alla fame con la ferocia, per procacciarsi il cibo, tra di loro e con gli umani (e ogni creatura).
 
Quando senti rumore di zoccoli prima pensa ai cavalli, poi alle zebre. Questo essere era un pazzo assassino, e ha agito come tale. Sì fosse impiccato solo lui, avrebbe reso il mondo un posto migliore, purtroppo ci è andata di mezzo la creatura innocente. Pace all'anima sua e che l'immondo essere che l'ha uccisa possa bruciare nel più profondo degli inferni.

Magari esistesse un Dio da antico testamento...
 
Lo fanno per la stessa motivazione per cui un tempo quando un re veniva spodestato la prima cosa che faceva il nuovo sovrano era eliminare i figli dello sconfitto: eliminare la concorrenza al trono.

Però, consentimi Cristiano, è più puro l'istinto che muove le fauci del leone dominante. Uccide l'altro maschio e in quanto più forte sparge il suo DNA. La natura premia solamente il più forte.
 
Io non mi sento buono. Piuttosto, la consapevolezza di non essere immune da errori mi induce a riconsiderare quelli degli altri.

Sai cosa c'è negli occhi di una pargoletta con meno di tre anni di vita mentre il padre la impicca? Lo sgomento. Lo stesso che è presente negli occhi dei cani che subiscono sevizie e torture. Spesso, purtroppo, anziché ribellarsi con le armi a loro disposizione (zanne e forza bruta), scondinzolano ed emettono guaiti. Non c'è differenza nei loro sguardi.

Un thailandese uccide la figlia perché malato di mente? Non concepisco motivazioni. Un ragazzotto o un gruppo di guappi uccide il cane Angelo a bastonate ed impiccandolo in Calabria (scodinzolava fino all'ultimo)? Sono ignotantotti, sono limitati, hanno subito violenza da piccoli: sai cosa? ME NE ARCIFOTTO. Il thailandese ha fatto una vita di inferno e la compagna o la sua famiglia d'origine o dei bulli l'hanno portato ad impazzire? ME NE ARCIFOTTO. Il problema è la violenza, sempre e comunque immotivata, ma meditata, messa in atto da CRIMINALI. Non voglio perdonare, decido di non voler capire, di non concepire la barbarie di un bimbo sciolto nell'acido, di una donna accoltellata (o di un uomo), di uno stato che massacra le persone.

Non sono vegano, anzi, ho la mia idea e non condanno il cacciatore di fagiani (che non è differente dal pescatore di trote). A PATTO CHE SE NE CIBI. Quando però sento di caccia grossa e trofei vari dissento fermamente: provo SCHIFO.

È un discorso che rischia di diventare eterno, io poi vivo le mie incoerenze e fragilità e sono troppo ignorante per parlare di certi argomenti con cognizione di causa.
 
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