<img height="1" width="1" style="display:none" src="https://www.facebook.com/tr?id=1500520490268011&amp;ev=PageView&amp;noscript=1"> L'europa e la germania | Il Forum di Quattroruote

L'europa e la germania

Noi, gli italiani, rimaniamo sempre male; anzi, ci arrabbiamo moltissimo quando la Germania mette lo zampino negli affari nostri. Quello che ci fa arrabbiare di più, però, è l'eccessiva sopportazione dei nostri governanti, la loro remissività, la mancanza delle dovute rimostranze nei confronti di qualsiasi Stato che s'ingerisca nella nostra politica e nei nostri comportamenti.Da quando è cominciata la crisi dell'euro queste ingerenze, soprattutto da parte tedesca, sono diventate sempre più frequenti e hanno raggiunto il culmine con le dimissioni del governo Monti. L'unanime coro di rimpianto e di sconforto che si è alzato alla caduta del governo Monti nella stampa internazionale, tra gli esponenti del potere europeo e da parte del capo del governo e dei ministri tedeschi, è stato simile e forse maggiore di quello che ha accompagnato la morte di Karol Wojtyla. Davvero imbarazzanti le parole d'incenso sparse sulla persona di Mario Monti, e tali da darci la controprova che non era caduto il governo italiano, ma quello europeo. Monti rappresentava (e rappresenta) l'Europa in Italia e tutte le decisioni che ha preso sono state sempre funzionali agli interessi dell'Europa. Questo, però, è il punto: non si può continuare a fingere che la costruzione dell'Europa unita non comporti la distruzione degli Stati nazionali e che, di conseguenza, chi persegue gli interessi dell'Europa, debba necessariamente calpestare quelli degli Stati nazionali.Il problema nasce dal fatto che, nel timore che questa verità non entusiasmasse i popoli, tutto questo è stato detto fino a oggi soltanto a mezza bocca, ed è diventato esplicito soltanto quando è esplosa la crisi dell'euro. Il motivo è chiaro: è stato allora che l'Europa ha corso il maggior rischio, con la probabile uscita di qualcuno degli Stati dall'euro, di veder crollare tutta la costruzione. Non si pensi che ci si sia preoccupati dei poveri greci quando è stato deciso di obbligarli a prendere montagne di soldi in prestito. Lo sguardo fisso alla meta - i parametri europei - non vedono né disoccupati alla fame, né imprenditori suicidi, né case in rovina.Monti è il loro uomo perfetto, quello di cui erano sicuri che, forte dell'appartenenza all'Europa, avrebbe riportato rigorosamente in ordine i conti dell'Italia, appunto passando sopra, senza vederle, alle montagne di disoccupati e alle decine di suicidi.La Germania è l'Europa. E non soltanto perché è economicamente la più forte o perché le buone maniere non si confanno al carattere tedesco.Sarebbe bene prendere atto esplicitamente anche di questo: la parità, l'uguaglianza di tutti gli Stati, affermata spavaldamente sulla carta, è una delle tante menzogne che l'Unione ha ripetuto, facendo il contrario, per 70 anni, allo scopo di illudere e di convincere quei poveri illusi che sono, o meglio erano, i popoli.Il dubbio che l'Italia possa decidersi ad abbandonare l'euro , visto che non si può andare avanti neanche un giorno di più nelle condizioni attuali, tiene perciò i governanti d'Europa sulle spine, e la Germania ha parlato per tutti. Ma ha sbagliato. Lo smodato incenso sparso sulla testa di Monti, il segnalarlo come unico governante gradito, non è stata soltanto un'interferenza politica vietata nei rapporti tra gli Stati anche quando sono amici, ma ha fatto capire ancor meglio agli italiani di non essere liberi, che la chiamata al governo di Monti, senza il ricorso alle elezioni, è stato un passo pericoloso che li ha messi alla mercé dell'Europa.L'Europa, dunque, faccia un passo indietro; la Germania si ricordi di essere uno Stato uguale agli altri nell'Ue. L'Italia andrà presto alle elezioni. L'unica cosa che può garantire a tutti il superamento di un anno atroce e il passaggio a un anno migliore è il ritorno alla normale vita democratica.
 
bumper morgan ha scritto:
matteomatte1 ha scritto:
cosa non si scrive per compiacere il capo... 8)
perché, non é cosí?

non vedo ingerenze, piuttosto un giudizio (duro questo si) su un certo signore e sulla sua affidabilità (o inaffidabilità), fare una campagna addossando tutte le colpe su un paese o una persona è una visione un po' troppo semplicistica (e opportunistica) della realtà. Meglio sarebbe mettere in ordine in casa nostra...
 
bumper morgan ha scritto:
Noi, gli italiani, rimaniamo sempre male; anzi, ci arrabbiamo moltissimo quando la Germania mette lo zampino negli affari nostri. Quello che ci fa arrabbiare di più, però, è l'eccessiva sopportazione dei nostri governanti, la loro remissività, la mancanza delle dovute rimostranze nei confronti di qualsiasi Stato che s'ingerisca nella nostra politica e nei nostri comportamenti.Da quando è cominciata la crisi dell'euro queste ingerenze, soprattutto da parte tedesca, sono diventate sempre più frequenti e hanno raggiunto il culmine con le dimissioni del governo Monti. L'unanime coro di rimpianto e di sconforto che si è alzato alla caduta del governo Monti nella stampa internazionale, tra gli esponenti del potere europeo e da parte del capo del governo e dei ministri tedeschi, è stato simile e forse maggiore di quello che ha accompagnato la morte di Karol Wojtyla. Davvero imbarazzanti le parole d'incenso sparse sulla persona di Mario Monti, e tali da darci la controprova che non era caduto il governo italiano, ma quello europeo. Monti rappresentava (e rappresenta) l'Europa in Italia e tutte le decisioni che ha preso sono state sempre funzionali agli interessi dell'Europa. Questo, però, è il punto: non si può continuare a fingere che la costruzione dell'Europa unita non comporti la distruzione degli Stati nazionali e che, di conseguenza, chi persegue gli interessi dell'Europa, debba necessariamente calpestare quelli degli Stati nazionali.Il problema nasce dal fatto che, nel timore che questa verità non entusiasmasse i popoli, tutto questo è stato detto fino a oggi soltanto a mezza bocca, ed è diventato esplicito soltanto quando è esplosa la crisi dell'euro. Il motivo è chiaro: è stato allora che l'Europa ha corso il maggior rischio, con la probabile uscita di qualcuno degli Stati dall'euro, di veder crollare tutta la costruzione. Non si pensi che ci si sia preoccupati dei poveri greci quando è stato deciso di obbligarli a prendere montagne di soldi in prestito. Lo sguardo fisso alla meta - i parametri europei - non vedono né disoccupati alla fame, né imprenditori suicidi, né case in rovina.Monti è il loro uomo perfetto, quello di cui erano sicuri che, forte dell'appartenenza all'Europa, avrebbe riportato rigorosamente in ordine i conti dell'Italia, appunto passando sopra, senza vederle, alle montagne di disoccupati e alle decine di suicidi.La Germania è l'Europa. E non soltanto perché è economicamente la più forte o perché le buone maniere non si confanno al carattere tedesco.Sarebbe bene prendere atto esplicitamente anche di questo: la parità, l'uguaglianza di tutti gli Stati, affermata spavaldamente sulla carta, è una delle tante menzogne che l'Unione ha ripetuto, facendo il contrario, per 70 anni, allo scopo di illudere e di convincere quei poveri illusi che sono, o meglio erano, i popoli.Il dubbio che l'Italia possa decidersi ad abbandonare l'euro , visto che non si può andare avanti neanche un giorno di più nelle condizioni attuali, tiene perciò i governanti d'Europa sulle spine, e la Germania ha parlato per tutti. Ma ha sbagliato. Lo smodato incenso sparso sulla testa di Monti, il segnalarlo come unico governante gradito, non è stata soltanto un'interferenza politica vietata nei rapporti tra gli Stati anche quando sono amici, ma ha fatto capire ancor meglio agli italiani di non essere liberi, che la chiamata al governo di Monti, senza il ricorso alle elezioni, è stato un passo pericoloso che li ha messi alla mercé dell'Europa.L'Europa, dunque, faccia un passo indietro; la Germania si ricordi di essere uno Stato uguale agli altri nell'Ue. L'Italia andrà presto alle elezioni. L'unica cosa che può garantire a tutti il superamento di un anno atroce e il passaggio a un anno migliore è il ritorno alla normale vita democratica.

scritto tuo o di terzi :?:
 
matteomatte1 ha scritto:
bumper morgan ha scritto:
matteomatte1 ha scritto:
cosa non si scrive per compiacere il capo... 8)
perché, non é cosí?

non vedo ingerenze, piuttosto un giudizio (duro questo si) su un certo signore e sulla sua affidabilità (o inaffidabilità), fare una campagna addossando tutte le colpe su un paese o una persona è una visione un po' troppo semplicistica (e opportunistica) dela realtà. Meglio sarebbe mettere in ordine in casa nostra...
Precisamente!
Per la serie: la colpa è sempre di qualcun altro.
 
arizona77 ha scritto:
bumper morgan ha scritto:
Noi, gli italiani, rimaniamo sempre male; anzi, ci arrabbiamo moltissimo quando la Germania mette lo zampino negli affari nostri. Quello che ci fa arrabbiare di più, però, è l'eccessiva sopportazione dei nostri governanti, la loro remissività, la mancanza delle dovute rimostranze nei confronti di qualsiasi Stato che s'ingerisca nella nostra politica e nei nostri comportamenti.Da quando è cominciata la crisi dell'euro queste ingerenze, soprattutto da parte tedesca, sono diventate sempre più frequenti e hanno raggiunto il culmine con le dimissioni del governo Monti. L'unanime coro di rimpianto e di sconforto che si è alzato alla caduta del governo Monti nella stampa internazionale, tra gli esponenti del potere europeo e da parte del capo del governo e dei ministri tedeschi, è stato simile e forse maggiore di quello che ha accompagnato la morte di Karol Wojtyla. Davvero imbarazzanti le parole d'incenso sparse sulla persona di Mario Monti, e tali da darci la controprova che non era caduto il governo italiano, ma quello europeo. Monti rappresentava (e rappresenta) l'Europa in Italia e tutte le decisioni che ha preso sono state sempre funzionali agli interessi dell'Europa. Questo, però, è il punto: non si può continuare a fingere che la costruzione dell'Europa unita non comporti la distruzione degli Stati nazionali e che, di conseguenza, chi persegue gli interessi dell'Europa, debba necessariamente calpestare quelli degli Stati nazionali.Il problema nasce dal fatto che, nel timore che questa verità non entusiasmasse i popoli, tutto questo è stato detto fino a oggi soltanto a mezza bocca, ed è diventato esplicito soltanto quando è esplosa la crisi dell'euro. Il motivo è chiaro: è stato allora che l'Europa ha corso il maggior rischio, con la probabile uscita di qualcuno degli Stati dall'euro, di veder crollare tutta la costruzione. Non si pensi che ci si sia preoccupati dei poveri greci quando è stato deciso di obbligarli a prendere montagne di soldi in prestito. Lo sguardo fisso alla meta - i parametri europei - non vedono né disoccupati alla fame, né imprenditori suicidi, né case in rovina.Monti è il loro uomo perfetto, quello di cui erano sicuri che, forte dell'appartenenza all'Europa, avrebbe riportato rigorosamente in ordine i conti dell'Italia, appunto passando sopra, senza vederle, alle montagne di disoccupati e alle decine di suicidi.La Germania è l'Europa. E non soltanto perché è economicamente la più forte o perché le buone maniere non si confanno al carattere tedesco.Sarebbe bene prendere atto esplicitamente anche di questo: la parità, l'uguaglianza di tutti gli Stati, affermata spavaldamente sulla carta, è una delle tante menzogne che l'Unione ha ripetuto, facendo il contrario, per 70 anni, allo scopo di illudere e di convincere quei poveri illusi che sono, o meglio erano, i popoli.Il dubbio che l'Italia possa decidersi ad abbandonare l'euro , visto che non si può andare avanti neanche un giorno di più nelle condizioni attuali, tiene perciò i governanti d'Europa sulle spine, e la Germania ha parlato per tutti. Ma ha sbagliato. Lo smodato incenso sparso sulla testa di Monti, il segnalarlo come unico governante gradito, non è stata soltanto un'interferenza politica vietata nei rapporti tra gli Stati anche quando sono amici, ma ha fatto capire ancor meglio agli italiani di non essere liberi, che la chiamata al governo di Monti, senza il ricorso alle elezioni, è stato un passo pericoloso che li ha messi alla mercé dell'Europa.L'Europa, dunque, faccia un passo indietro; la Germania si ricordi di essere uno Stato uguale agli altri nell'Ue. L'Italia andrà presto alle elezioni. L'unica cosa che può garantire a tutti il superamento di un anno atroce e il passaggio a un anno migliore è il ritorno alla normale vita democratica.

scritto tuo o di terzi :?:

Ida Magli... 8)
 
arizona77 ha scritto:
bumper morgan ha scritto:
Noi, gli italiani, rimaniamo sempre male; anzi, ci arrabbiamo moltissimo quando la Germania mette lo zampino negli affari nostri. Quello che ci fa arrabbiare di più, però, è l'eccessiva sopportazione dei nostri governanti, la loro remissività, la mancanza delle dovute rimostranze nei confronti di qualsiasi Stato che s'ingerisca nella nostra politica e nei nostri comportamenti.Da quando è cominciata la crisi dell'euro queste ingerenze, soprattutto da parte tedesca, sono diventate sempre più frequenti e hanno raggiunto il culmine con le dimissioni del governo Monti. L'unanime coro di rimpianto e di sconforto che si è alzato alla caduta del governo Monti nella stampa internazionale, tra gli esponenti del potere europeo e da parte del capo del governo e dei ministri tedeschi, è stato simile e forse maggiore di quello che ha accompagnato la morte di Karol Wojtyla. Davvero imbarazzanti le parole d'incenso sparse sulla persona di Mario Monti, e tali da darci la controprova che non era caduto il governo italiano, ma quello europeo. Monti rappresentava (e rappresenta) l'Europa in Italia e tutte le decisioni che ha preso sono state sempre funzionali agli interessi dell'Europa. Questo, però, è il punto: non si può continuare a fingere che la costruzione dell'Europa unita non comporti la distruzione degli Stati nazionali e che, di conseguenza, chi persegue gli interessi dell'Europa, debba necessariamente calpestare quelli degli Stati nazionali.Il problema nasce dal fatto che, nel timore che questa verità non entusiasmasse i popoli, tutto questo è stato detto fino a oggi soltanto a mezza bocca, ed è diventato esplicito soltanto quando è esplosa la crisi dell'euro. Il motivo è chiaro: è stato allora che l'Europa ha corso il maggior rischio, con la probabile uscita di qualcuno degli Stati dall'euro, di veder crollare tutta la costruzione. Non si pensi che ci si sia preoccupati dei poveri greci quando è stato deciso di obbligarli a prendere montagne di soldi in prestito. Lo sguardo fisso alla meta - i parametri europei - non vedono né disoccupati alla fame, né imprenditori suicidi, né case in rovina.Monti è il loro uomo perfetto, quello di cui erano sicuri che, forte dell'appartenenza all'Europa, avrebbe riportato rigorosamente in ordine i conti dell'Italia, appunto passando sopra, senza vederle, alle montagne di disoccupati e alle decine di suicidi.La Germania è l'Europa. E non soltanto perché è economicamente la più forte o perché le buone maniere non si confanno al carattere tedesco.Sarebbe bene prendere atto esplicitamente anche di questo: la parità, l'uguaglianza di tutti gli Stati, affermata spavaldamente sulla carta, è una delle tante menzogne che l'Unione ha ripetuto, facendo il contrario, per 70 anni, allo scopo di illudere e di convincere quei poveri illusi che sono, o meglio erano, i popoli.Il dubbio che l'Italia possa decidersi ad abbandonare l'euro , visto che non si può andare avanti neanche un giorno di più nelle condizioni attuali, tiene perciò i governanti d'Europa sulle spine, e la Germania ha parlato per tutti. Ma ha sbagliato. Lo smodato incenso sparso sulla testa di Monti, il segnalarlo come unico governante gradito, non è stata soltanto un'interferenza politica vietata nei rapporti tra gli Stati anche quando sono amici, ma ha fatto capire ancor meglio agli italiani di non essere liberi, che la chiamata al governo di Monti, senza il ricorso alle elezioni, è stato un passo pericoloso che li ha messi alla mercé dell'Europa.L'Europa, dunque, faccia un passo indietro; la Germania si ricordi di essere uno Stato uguale agli altri nell'Ue. L'Italia andrà presto alle elezioni. L'unica cosa che può garantire a tutti il superamento di un anno atroce e il passaggio a un anno migliore è il ritorno alla normale vita democratica.

scritto tuo o di terzi :?:
Ida Magli; é che l'ho salvato per leggerlo con calma, poi tolgo tutto ció che non mi interessa. Diversamente metto, come ben si, il link
 
matteomatte1 ha scritto:
bumper morgan ha scritto:
matteomatte1 ha scritto:
cosa non si scrive per compiacere il capo... 8)
perché, non é cosí?

non vedo ingerenze, piuttosto un giudizio (duro questo si) su un certo signore e sulla sua affidabilità (o inaffidabilità), fare una campagna addossando tutte le colpe su un paese o una persona è una visione un po' troppo semplicistica (e opportunistica) della realtà. Meglio sarebbe mettere in ordine in casa nostra...

nessuno mette in discussione le nostre colpe - e qua lo diciamo tutti ed anche pesantemente - peró sarebbe ora di smetterla di dire sempre si. O no?
Prova a dire ad un tedesco o ad un francese quello che dovrebbero fare a casa loro e poi vediamo...
 
bumper morgan ha scritto:
matteomatte1 ha scritto:
bumper morgan ha scritto:
matteomatte1 ha scritto:
cosa non si scrive per compiacere il capo... 8)
perché, non é cosí?

non vedo ingerenze, piuttosto un giudizio (duro questo si) su un certo signore e sulla sua affidabilità (o inaffidabilità), fare una campagna addossando tutte le colpe su un paese o una persona è una visione un po' troppo semplicistica (e opportunistica) della realtà. Meglio sarebbe mettere in ordine in casa nostra...

nessuno mette in discussione le nostre colpe - e qua lo diciamo tutti ed anche pesantemente - peró sarebbe ora di smetterla di dire sempre si. O no?
Prova a dire ad un tedesco o ad un francese quello che dovrebbero fare a casa loro e poi vediamo...

vero
ma noi non
- abbiamo vinto la guerra ( Francia )
- siamo la prima potenza econpomica Europea ( Germania )
- abbiamo un esercito potente e disponibile ( UK )
 
arizona77 ha scritto:
bumper morgan ha scritto:
matteomatte1 ha scritto:
bumper morgan ha scritto:
matteomatte1 ha scritto:
cosa non si scrive per compiacere il capo... 8)
perché, non é cosí?

non vedo ingerenze, piuttosto un giudizio (duro questo si) su un certo signore e sulla sua affidabilità (o inaffidabilità), fare una campagna addossando tutte le colpe su un paese o una persona è una visione un po' troppo semplicistica (e opportunistica) della realtà. Meglio sarebbe mettere in ordine in casa nostra...

nessuno mette in discussione le nostre colpe - e qua lo diciamo tutti ed anche pesantemente - peró sarebbe ora di smetterla di dire sempre si. O no?
Prova a dire ad un tedesco o ad un francese quello che dovrebbero fare a casa loro e poi vediamo...

vero
ma noi non
- abbiamo vinto la guerra ( Francia )
- siamo la prima potenza econpomica Europea ( Germania )
- abbiamo un esercito potente e disponibile ( UK )
oddio...la Francia ha vinto la guerra..... 8)
cmq tutto ció conta come il cavolo a merenda; come deveessere l'europa deve essere deciso datutti non da un solo paese anche se ilpiú ricco ed importante.
 
bumper morgan ha scritto:
vuoi forse dire che la germania non detta la linea su come deve essere l'europa? basta vedere sugli eurobond, voluti da tutti ma siccome alla germania non garba, non si fá.
La Merkel non è disposta di accettare provvedimenti che non risolvono il problema, ma lo rimandano e lo ingigantiscono. Se uno ha troppo debiti, il problema non può essere di fare ancora più debiti ed intestarli ad altri.

Finché non c'è un controllo comunitario sui bilanci delle nazioni, è molto pericoloso introdurre una responsabilità comunitaria per i debiti.
 
tante cose devono ma non sono....
una di questa e ' quella che stiamo trattando.
P.s. la F, ha vinto la II guerra mondiale,
magari non in maniera canonica ma l' ha vinta
-settore F a Berlino nel 45
-seggio permanente ONU
-Atomica
 
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