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Legge nazionale o direttiva UE?

zero c. ha scritto:
arizona77 ha scritto:
trinacrio ha scritto:
Fossero solo le patate...

http://wisesociety.it/alimentazione/olio-extravergine-doliva-italiano-stop-a-tarocchi-e-imitazioni/

Olio extravergine d?oliva italiano: stop a ?tarocchi? e imitazioni

Dall'università e dal Cnr di Perugia, un metodo di analisi molecolare per "stanare" il finto made in Italy

Olio extravergine da olive non italiane, pomodori spacciati per nostrani ma con gli occhi a mandorla, gorgonzola dai Paesi nordici, Salam Napoli prodotto in Romania, Pamesao brasileiro anziché padano o di Parma-Reggio e sugo di San Marzano made in Usa.

Sono tante le ?mostruosità? alimentari che da tempo popolano gli scaffali di negozi al dettaglio e della grande distribuzione. Cloni più o meno benfatti della tradizione culinaria italiana che ha fatto scuola nel mondo. E che proprio per questo è nel mirino dei contraffattori del settore.

Ma ora arriva una buona notizia che riguarda la possibilità di tutelare il nostro olio extravergine, un sistema messo a punto dall?università e dal Cnr di Perugia in un progetto Unaprol (Consorzio olivicolo italiano), cofinanziato dal Mipaaf (ministero Politiche agricole, alimentari e forestali).

Si tratta di un metodo di analisi molecolare dell?olio basato sull?impiego di marcatori DNA. In pratica, è stata affiancata la rintracciabilità dei documenti a quella di alcuni macro e micro componenti contenuti nell?olio extra vergine di oliva che permettono di stabilire l?origine genetica e geografica. Dall?analisi di tali composti, sviluppata su un numero rilevante di campioni di sicura origine nazionale, è stato elaborato un modello statistico in grado di validare con buona approssimazione la provenienza nazionale dell?olio. Quindi, con questa procedura è possibile distinguere varietà di olivo non nazionali, provenienti da Paesi dai quali vengono importate grandi quantità di olio. E applicando questa prassi su diversi campioni di origine italiana si è riusciti ad accertare l?assenza di contaminazione di prodotti provenienti da Spagna, Grecia e Tunisia. «Lo studio che abbiamo finanziato ha permesso di evidenziare che i metodi di analisi classici non consentono di identificare l?origine e la composizione varietale dell?olio ? ha commentato Pietro Sandali, direttore generale di Unaprol ? in un mercato globalizzato in cui ci rifilano come made in Italy i pomodori dalla Cina, il gorgonzola dalla Svezia, il sugo di San Marzano dagli Usa, il Pamesao dal Brasile e il Salam Napoli prodotto in Romania, uno stop all?olio con il ?passamontagna? era d?obbligo per dare ai consumatori la possibilità di fare acquisti consapevoli»

Anche in considerazione della fragilità propria del settore: infatti rispetto al totale della produzione mondiale di grassi, tutto l?olio di oliva prodotto nel mondo rappresenta appena il 2% contro il 31% dell?olio di palma, il 29% di quello di soia, il 15% di colza e l?8% di girasole.

Da oggi però sarà più semplice difendersi dai ?tarocchi? che affollano le nostre tavole, almeno per quanto riguarda l?olio.

se si compra l' olio di produttori famosi....
dall' etichetta si capisce la provenienza olivare
Turchia....Bacino mediterraneo e via

Ecco appunto ... noi non prendiamo quella roba. Ma vogliamo la TRACCIATURA INTEGRALE DI FILIERA.

La traccciatura c'e', basta farsene una ragione:
" olio da mix di olive del Mediterraneo ".
A me per friggere va benissimo,
a crudo compro altro.
Come dici tu...... eventualmente ti faccio il disegnino
P.s: non so se hai fatto mente locale, la fregatura non sta nel comprae
CA.....Li a 3 E, sta' nel pagare olio.....
cosi', per olio cola'.....
Ma i marchi famosi lo mettono in evidenza il paese di origine.
Mi fan piu' paura gli sconosciuti che ti ( a te , a me no ) sparano 12 E al litro e ti danno ( non sempre ma succede ) un riciclato alla clorofilla.....
Vabbe' che tu & C siete talmente furbacchioni che andatte al frantoio
con le vostre olive....
assistete al tutto e visto imbottigliato il " vostro oro verde "
ve ne andate tranquilli.
Auguri
 
Trovo assurdo che se ne debba parlare quando invece dovrebbe essere una normalissima prassi quella di etichettare compiutamente e comprensibilmente i prodotti.
 
zero c. ha scritto:
ritengo oramai improcrastinabile la necessita di avere riportato su OGNI PRODOTTO ALIMENTARE O NO a caratteri non inferiori a 20 il comune lo stato e il continente di produzione di una merce.
Nel caso siano più di uno tutti.

sul sugo barilla che ci metti?
il comune dove sono cresciuti i pomodori, quello dove sono stati spremuti, quello dive sono stati cotti, quello da dove arriva il sale, quello dove è nata la mucca del ragù, quello dove è stata allevata, quello dove è stata macellata, quello dove è stata coltivata la cipolla, quello dove è stata affettata, quello dove sono state raccolte le olive dell'olio, quello dove sono state frante, ....
 
Perché no? Sarebbe sufficiente mettere la tabella sullo scaffale di fianco ai prezzi se si pensa che l'etichetta è troppo piccola. Ma come aggiungono i valori nutrizionali piuttosto che le percentuali dei singoli componenti potrebbero anche mettere le singole provenienze. È che se lo facessero dovrebbero anche dirti la verità sulle produzioni.
Ma consoliamoci, possiamo morire di cancro e conservarci bene.
 
belpietro ha scritto:
zero c. ha scritto:
ritengo oramai improcrastinabile la necessita di avere riportato su OGNI PRODOTTO ALIMENTARE O NO a caratteri non inferiori a 20 il comune lo stato e il continente di produzione di una merce.
Nel caso siano più di uno tutti.

sul sugo barilla che ci metti?
il comune dove sono cresciuti i pomodori, quello dove sono stati spremuti, quello dive sono stati cotti, quello da dove arriva il sale, quello dove è nata la mucca del ragù, quello dove è stata allevata, quello dove è stata macellata, quello dove è stata coltivata la cipolla, quello dove è stata affettata, quello dove sono state raccolte le olive dell'olio, quello dove sono state frante, ....
E se si obbligassero i produttori a pubblicare su internet una scheda con tutti questi dettagli? I piccoli produttoi potrebbero consorziarsi; chi non riesce ad usare internet difficilmente riesce a leggere i caratteri microscopici delle etichette cartacee.
 
norbig ha scritto:
belpietro ha scritto:
zero c. ha scritto:
ritengo oramai improcrastinabile la necessita di avere riportato su OGNI PRODOTTO ALIMENTARE O NO a caratteri non inferiori a 20 il comune lo stato e il continente di produzione di una merce.
Nel caso siano più di uno tutti.

sul sugo barilla che ci metti?
il comune dove sono cresciuti i pomodori, quello dove sono stati spremuti, quello dive sono stati cotti, quello da dove arriva il sale, quello dove è nata la mucca del ragù, quello dove è stata allevata, quello dove è stata macellata, quello dove è stata coltivata la cipolla, quello dove è stata affettata, quello dove sono state raccolte le olive dell'olio, quello dove sono state frante, ....
E se si obbligassero i produttori a pubblicare su internet una scheda con tutti questi dettagli? I piccoli produttoi potrebbero consorziarsi; chi non riesce ad usare internet difficilmente riesce a leggere i caratteri microscopici delle etichette cartacee.

È una possibilità ma verrebbe meno l'immediatezza e la trasparenza. imho.
 
La legge sulla tracciabilità TOTALE degli alimenti sarebbe bellissima ma non sarà mai fatta come si deve.
La prima è stata quella sulla carne bovina.
Quando c'è scritto "allevato in italia" basta che la bestia sia stata in italia pochissimo tempo. Quindi a cosa serve?

E poi, chi dovrebbe tutelarci? Chi alla fine elimina i tagli alle pensioni d'oro?
http://www.tgcom24.mediaset.it/politica/articoli/1073545/ddl-stabilita-emendamento-del-pdl-salvera-le-pensioni-doro-della-pubblica-amministrazione.shtml
 
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