<img height="1" width="1" style="display:none" src="https://www.facebook.com/tr?id=1500520490268011&amp;ev=PageView&amp;noscript=1"> Le pensioni potrebbero prendere questa piega | Il Forum di Quattroruote

Le pensioni potrebbero prendere questa piega

Ci trovate qualcosa di strano?

Dal 1970 il sistema pensionistico era a ripartizione, basato sulla "solidarietà tra generazioni". Il sistema di calcolo di tipo retributivo ha consentito a molte persone di andare in pensione con venti o venticinque anni di servizio, potendo percepire una pensione pari allo stipendio per un tempo doppio di quello per il quale erano stati versati contributi. Contributi che erano pari a circa il 30% della retribuzione lorda.

In pratica, chi è andato in pensione in questo modo ha versato il 15% della somma totale percepita durante la vita da pensionato. In pratica, nella generazione che lo ha seguito, sono stati necessari i contributi di SEI persone per pagargli la pensione.

Consideriamo una donna con un'aspettativa di vita di ottanta anni che si impiega all'età di venti anni e va in pensione a quaranta; non prenderebbe il massimo della pensione, ma, come si usava prima, ha ricevuto un avanzamento di grado sei mesi prima del pensionamento, con il quale secondo il metodo rertibutivo, ha diritto ad una pensione pari allo stipendio percepito prer diciannove anni e mezzo. Quindi, ha versato per dicannove anni e mezzo, il trenta percento di ciò che percepirà per quarant'anni.

E' il conto della serva.

Tutto questo è analogo ad un tipico sistema di marketing piramidale. Un sistema analogo a quello delle vendite piramidali, delle catene di Sant'Antonio, del gioco dell'equipaggio della nave o dell'aereo, etc.

I sistemi piramidali saltano dopo il primo o al massimo il secondo livello, perchè la crescita del sistema necessaria a mantenerlo è di tipo esponenziale.

Siamo oltre il primo strato;scivoli, baby pensioni, sistema retributivo...era mai possibile che non andasse così?

La cosa della quale dovremmo veramente stupirci è quella di aver lasciato il nostro futuro nelle mani di persone che non sapevano fare il conto della serva...
 
Le pensioni sono sostenibili solo se c'è crescita. Se le cose continuano così la pensione non la vedranno più nemmeno i pensionati odierni.
 
Tonino91Roma ha scritto:
Beati loro, a me andrà sicuramente peggio :lol:
sei del 91? e cosa ci fai ancora qui? se stai a Roma o sei nel "rosso dell'uovo", e allora meglio per te, lameno per ora, oppure meglio che ti prepari a decollare, prima di venire decollato...
IMHO...
 
Trotto@81 ha scritto:
Le pensioni sono sostenibili solo se c'è crescita. Se le cose continuano così la pensione non la vedranno più nemmeno i pensionati odierni.
Le pensioni odierne sarebbero sostenibili se non fossero state erogate anche ben oltre (e di diverse volte se non di ordini di grandezza) al valore di quanto versato, e anche in assenza di versamenti significativi. Inoltre se quanto versato dal dopo guerra (quando tanti versavano e pochi godevano) fosse stato investito in modo produttivo (vedi i fondi pensione statunitensi) e non sperperato (ad es. affittopoli per citare un caso).
 
involt ha scritto:
Ci trovate qualcosa di strano?

La cosa della quale dovremmo veramente stupirci è quella di aver lasciato il nostro futuro nelle mani di persone che non sapevano fare il conto della serva...

Forse non volevano, più che non sapere. Comunque sono d'accordo.

Il peccato originale però, al netto dei normali aggiustamenti che tutti i metodi dovranno avere nel tempo, rimane quello di ritenere la pensione come continuazione del proprio tenore di vita precedente. La pensione, come ho già scritto più volte, porta nel nome la sua essenza: è pensione, non Grand Hotel a 5 stelle, dovrebbe solamente consentire la dignitosa sopravvivenza. A quel punto i calcoli sarebbero molto più semplici e nessuno si aspetterebbe perequazioni assurde. Credo dovrebbero iniziare prima possibile a "inscuolare" il pensiero comune in questo senso.
 
Grattaballe ha scritto:
Forse non volevano, più che non sapere. Comunque sono d'accordo.

Assolutamente sì. Anzi, diciamo che c'è stata una convenienza nel fare questo. Demagogica per chi dava, tornacontistica per chi riceveva

Grattaballe ha scritto:
Il peccato originale però, al netto dei normali aggiustamenti che tutti i metodi dovranno avere nel tempo, rimane quello di ritenere la pensione come continuazione del proprio tenore di vita precedente.

Questo non è necessariamente così. Vi sarebbero tre considerazioni da fare.

La prima è appunto che i sistemi piramidali sono insostenibili. tanto insostenibili che i sistemi di vendita basati su questo principio sono, dal 2005, illegali.

La seconda è che molti dei sistemi pensionistici sono (stati) anche fortemente iniqui. E non solo gli enti previdenziali della pubblica amministrazione. Io avrei un ente previdenziale diverso, ma sono comunque preparato, ormai a (cercare di) lavorare fino a settant'anni. Se mi va bene.

La terza è il concetto di "diritto acquisito". Una volta che il sistema è saltato, il secondo strato della piramide (di cui io faccio parte) è comunque rimasto tale per continuare a garantire laute pensioni a chi è andato in quiescenza con il metodo retributivo, e cercare di mettere da parte qualcosa per sé stessi. La scusa è quella del "diritto acquisito". occorrerebbe considerare che quando per me (come per molti altri) sono iniziati i versamenti previdenziali la condizione prospettata era molto differente. Noi abbiamo, anche se più o meno volontariamente, perchè ci era stato detto che le cose sarebbero andate diversamente. Come se avessimo sottoscritto un contratto. Anche questo dovrebbe essere un diritto acquisito. Se si sono verificati dei cambiamenti epocali (prevedibili con facilità) che hanno costretto a rivedere tutto, un banale principio di equità vorrebbe che venissero rivisti prima per chi percepisce somme avendo versato un decimo per esse, e poi per chi lavora e versa contributi previdenziali per tutti. Non il contrario.

Se invece si fosse adottato un criterio innanzitutto equo, e se gli amministratori avessero usato un minimo di diligenza, onestà e correttezza, tutti avremmo potuto godere di una pensione dignitosa, correlata all'entità del lavoro svolto. Senza diventare ricchi, ma senza nemmeno trovarsi al limite della sussistenza.

Invece, ci ritroviamo a lavorare fino alla morte per garantire ad alcuni certe retribuzioni mensili che altri non percepiscono neanche nell'intero arco della loro vita pensionistica.

E' vero che non siamo tutti uguali, e che esiste una differenza tra le persone. Ma non tutta questa differenza.
 
involt ha scritto:
Grattaballe ha scritto:
Forse non volevano, più che non sapere. Comunque sono d'accordo.

Assolutamente sì. Anzi, diciamo che c'è stata una convenienza nel fare questo. Demagogica per chi dava, tornacontistica per chi riceveva

Grattaballe ha scritto:
Il peccato originale però, al netto dei normali aggiustamenti che tutti i metodi dovranno avere nel tempo, rimane quello di ritenere la pensione come continuazione del proprio tenore di vita precedente.

Questo non è necessariamente così. Vi sarebbero tre considerazioni da fare.

La prima è appunto che i sistemi piramidali sono insostenibili. tanto insostenibili che i sistemi di vendita basati su questo principio sono, dal 2005, illegali.

La seconda è che molti dei sistemi pensionistici sono (stati) anche fortemente iniqui. E non solo gli enti previdenziali della pubblica amministrazione. Io avrei un ente previdenziale diverso, ma sono comunque preparato, ormai a (cercare di) lavorare fino a settant'anni. Se mi va bene.

La terza è il concetto di "diritto acquisito". Una volta che il sistema è saltato, il secondo strato della piramide (di cui io faccio parte) è comunque rimasto tale per continuare a garantire laute pensioni a chi è andato in quiescenza con il metodo retributivo, e cercare di mettere da parte qualcosa per sé stessi. La scusa è quella del "diritto acquisito". occorrerebbe considerare che quando per me (come per molti altri) sono iniziati i versamenti previdenziali la condizione prospettata era molto differente. Noi abbiamo, anche se più o meno volontariamente, perchè ci era stato detto che le cose sarebbero andate diversamente. Come se avessimo sottoscritto un contratto. Anche questo dovrebbe essere un diritto acquisito. Se si sono verificati dei cambiamenti epocali (prevedibili con facilità) che hanno costretto a rivedere tutto, un banale principio di equità vorrebbe che venissero rivisti prima per chi percepisce somme avendo versato un decimo per esse, e poi per chi lavora e versa contributi previdenziali per tutti. Non il contrario.

Se invece si fosse adottato un criterio innanzitutto equo, e se gli amministratori avessero usato un minimo di diligenza, onestà e correttezza, tutti avremmo potuto godere di una pensione dignitosa, correlata all'entità del lavoro svolto. Senza diventare ricchi, ma senza nemmeno trovarsi al limite della sussistenza.

Invece, ci ritroviamo a lavorare fino alla morte per garantire ad alcuni certe retribuzioni mensili che altri non percepiscono neanche nell'intero arco della loro vita pensionistica.

E' vero che non siamo tutti uguali, e che esiste una differenza tra le persone. Ma non tutta questa differenza.

se uno ha versato tanto
e' giusto che prenda tanto....
Ben diverso da chi prende tanto in funzione del versato e degli anni,
se pochi, relativi
 
premetto che a questo argomento non sono interessato visto che la pensione giá la prendo.

ma mi chiedo perché non "arrangiarsi da soli" se lo si vuole? uno non versa nulla allo stato, neanche un cent, e si assicura la sua pensione.
 
Per molte categorie i versamenti sono obbligatori. Non puoi sottrarti. Il mio ente previdenziale non è statale; eppure io ho un obbligo contributivo notevole, che è diventato sempre più oneroso nel corso degli anni. Ed all'incremento degli oneri ha corrisposto il progressivo deterioramento della condizione finale.

Quando ho iniziato, sembrava di essere in un giardino fiorito. Adesso è un inferno, con situazioni (privilegi, vantaggi più o MENO leciti, etc.) del CdA e via a scendere assolutamente analoghi a quelli degli enti previdenziali statali.

Ma se non pago, mi arriva la cartella esattoriale.

Oltre al fatto che da dieci anni a questa parte ho pagato uno sproposito, e lo perderei. Magari lo perderò comunque; ma, poichè se dovessi (e potessi) farlo dovrei comunque lavorare fino alla fine dei miei giorni per vivere, tanto vale tenere duro.

Non avessi una famiglia sulle spalle, già sarei andato via...
 
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