Sentiamo oramai sempre più spesso parlare di crisi, di spread ,di eurobond, di paesi PIIGS e debiti sovrani, alla radio in Tv o su internet.
Molto spesso mi rendo conto che abbiamo tutti le idee un pò confuse e l'angoscia che il permanere di una situazione allarmante provoca, non giova alla chiarezza.
Ho cercato di fare mente locale e raccogliere le informazioni in mio possesso per schematizzare la situazione.
Possiamo distinguere in due macrocause l'origine della crisi.
La prima è una causa locale , interna ai paesi PIIGS (Portogallo, Irlanda, Italia, Grecia, Spagna) della periferia della zona Euro.
In questi paesi, governi di politici irresponsabile e incapaci, hanno continuato nonostante avessero i conti in rosso ad aumentare il deficit senza tentare di rientrare in maniera costante nel tempo, tagliando sprechi faraonici e costi delle poltrone.
Tuttavia ci sono degli altri meccanismi che si sono messi in moto con un effetto a cascata che hanno innescato la crisi.
All'inizio dell'avventura della moneta unica , molti paesi del nucleo dell'Eurozona, altri paesi e società di investimento straniere trovarono l'opportunità e la convenienza di investire nei paesi "emergenti dell' Europa" che garantivano tassi più alti con un rischio tutto sommato basso per via degli accordi fra i membri dell 'UE.
Cominciò così un largo flusso di capitali da paesi stranieri e dai paesi del core dell'unione verso la periferia. I paesi PIIGS si trovarono così a disporre di un enorme flusso di cassa che consentiva loro di finanziarsi senza problemi e fare fronte all'amministrazione e costi dello stato. Fin qui il meccanismo ha funzionato , ma cosa è accaduto dopo? I paesi provinciali approfittando del costante flusso di denaro coninuarono ad aumentare il loro deficit. A questo punto è facile immaginare che questo mix di condizioni sia l'origine del problema.
I paesi deboli dell'UE non avendo più sovranità monetaria, non avevano alcuno strumento per difendere le proprie economie così come avevano fatto fino a quel momento, stampando moneta e aumentando l'inflazione.
Il cambio del sentiment degli operatori finanziari era nell'aria.
Come già detto l'aumento del debito pubblico e del deficit di questi paesi ha fatto si che gli operatori cominciassero a dubitare delle reali capacità di tali nazioni di sostenere i loro debiti. Così si è bruscamente interrotto quel flusso di capitali che sostenevano la spesa pubblica dei PIIGS e si sono riversati sul mercato in lettera, i buoni di stato di queste nazioni. Essendoci molta offerta e una domanda oramai diminuita e timorosa di verso questi "pagherò" potenzialmente tossici, gli spread sono aumentati alle stelle e le economia di questi stati stroncate dal mancato afflusso di capitali che negli anni precedenti avevano dato modo di rifinanziarsi e mantenere a livelli sufficienti le rispettive economie.
Ora che il pasticcio è compiuto vanno analizzati i sistemi per uscirne.
Un eccesso di austerità non giova , vedi Grecia che nonostante misure severe non riuscirà a ripagare mai completamente i sui debitori.
Un modo per uscirne sarebbero i cosiddetti Euro Bond, ma i tedeschi non sono d'accordo. Questo perchè non si avrebbero strumenti atti al controllo sui paesi spendaccioni che potrebbero, sentendosi coperti da garanzie europee , riprendere a sperperare senza senno come prima. Infatti Angela Merkel spinge per il passaggio della medicina attraverso il fondo EFSF , che non pone vincoli così come invece dovrebbero esserci se venissero emessi gli eurobond. Ecco perché la partita si gioca su una unione fiscale federale anzichè demandata ai semplici stati , la triade banca centrale europea, fondo monetario internazionale , fondo salva stati spesso chiamata anche Troika dovrebbe monitorare le economie dei vari paesi periferici e poter imporre delle regole comuni, non semplici direttive, e avere sovranità e potere per approvare i bilanci o respingerli se questi non sono in accordo alle regole.
Nel breve è possibile fare qualcosa cercando di riconquistare quei flussi di denaro internazionali riducendo il deficit e riappropriandosi della fiducia dei mercati internazionali, e forse in un futuro se verrà attuata quella unione non solo monetaria ma economica finanziaria sarà possibile emettere prestiti di garanzia comune e garantire la sopravvivenza alla UE.
Molto spesso mi rendo conto che abbiamo tutti le idee un pò confuse e l'angoscia che il permanere di una situazione allarmante provoca, non giova alla chiarezza.
Ho cercato di fare mente locale e raccogliere le informazioni in mio possesso per schematizzare la situazione.
Possiamo distinguere in due macrocause l'origine della crisi.
La prima è una causa locale , interna ai paesi PIIGS (Portogallo, Irlanda, Italia, Grecia, Spagna) della periferia della zona Euro.
In questi paesi, governi di politici irresponsabile e incapaci, hanno continuato nonostante avessero i conti in rosso ad aumentare il deficit senza tentare di rientrare in maniera costante nel tempo, tagliando sprechi faraonici e costi delle poltrone.
Tuttavia ci sono degli altri meccanismi che si sono messi in moto con un effetto a cascata che hanno innescato la crisi.
All'inizio dell'avventura della moneta unica , molti paesi del nucleo dell'Eurozona, altri paesi e società di investimento straniere trovarono l'opportunità e la convenienza di investire nei paesi "emergenti dell' Europa" che garantivano tassi più alti con un rischio tutto sommato basso per via degli accordi fra i membri dell 'UE.
Cominciò così un largo flusso di capitali da paesi stranieri e dai paesi del core dell'unione verso la periferia. I paesi PIIGS si trovarono così a disporre di un enorme flusso di cassa che consentiva loro di finanziarsi senza problemi e fare fronte all'amministrazione e costi dello stato. Fin qui il meccanismo ha funzionato , ma cosa è accaduto dopo? I paesi provinciali approfittando del costante flusso di denaro coninuarono ad aumentare il loro deficit. A questo punto è facile immaginare che questo mix di condizioni sia l'origine del problema.
I paesi deboli dell'UE non avendo più sovranità monetaria, non avevano alcuno strumento per difendere le proprie economie così come avevano fatto fino a quel momento, stampando moneta e aumentando l'inflazione.
Il cambio del sentiment degli operatori finanziari era nell'aria.
Come già detto l'aumento del debito pubblico e del deficit di questi paesi ha fatto si che gli operatori cominciassero a dubitare delle reali capacità di tali nazioni di sostenere i loro debiti. Così si è bruscamente interrotto quel flusso di capitali che sostenevano la spesa pubblica dei PIIGS e si sono riversati sul mercato in lettera, i buoni di stato di queste nazioni. Essendoci molta offerta e una domanda oramai diminuita e timorosa di verso questi "pagherò" potenzialmente tossici, gli spread sono aumentati alle stelle e le economia di questi stati stroncate dal mancato afflusso di capitali che negli anni precedenti avevano dato modo di rifinanziarsi e mantenere a livelli sufficienti le rispettive economie.
Ora che il pasticcio è compiuto vanno analizzati i sistemi per uscirne.
Un eccesso di austerità non giova , vedi Grecia che nonostante misure severe non riuscirà a ripagare mai completamente i sui debitori.
Un modo per uscirne sarebbero i cosiddetti Euro Bond, ma i tedeschi non sono d'accordo. Questo perchè non si avrebbero strumenti atti al controllo sui paesi spendaccioni che potrebbero, sentendosi coperti da garanzie europee , riprendere a sperperare senza senno come prima. Infatti Angela Merkel spinge per il passaggio della medicina attraverso il fondo EFSF , che non pone vincoli così come invece dovrebbero esserci se venissero emessi gli eurobond. Ecco perché la partita si gioca su una unione fiscale federale anzichè demandata ai semplici stati , la triade banca centrale europea, fondo monetario internazionale , fondo salva stati spesso chiamata anche Troika dovrebbe monitorare le economie dei vari paesi periferici e poter imporre delle regole comuni, non semplici direttive, e avere sovranità e potere per approvare i bilanci o respingerli se questi non sono in accordo alle regole.
Nel breve è possibile fare qualcosa cercando di riconquistare quei flussi di denaro internazionali riducendo il deficit e riappropriandosi della fiducia dei mercati internazionali, e forse in un futuro se verrà attuata quella unione non solo monetaria ma economica finanziaria sarà possibile emettere prestiti di garanzia comune e garantire la sopravvivenza alla UE.