<img height="1" width="1" style="display:none" src="https://www.facebook.com/tr?id=1500520490268011&amp;ev=PageView&amp;noscript=1"> Le Auto d'interesse storico pagheranno il Bollo. | Page 2 | Il Forum di Quattroruote

Le Auto d'interesse storico pagheranno il Bollo.

xander71 ha scritto:
Ma perche odiano cosi tanto l'auto in tutte le sue forme????
Il nostro paese dovrebbe sfruttare il settore auto anche per il turismo, ma invece lo uccide
Con la nostra storia avremmo un turismo pazzesco!

Io vorrei diventasse un paradiso per le auto

1) limiti variabili come in germania
2) sfruttare turisticamente le nostre fabbriche storiche molto di piu di oggi
3) circuiti con piu date aperte e con possibilita di noleggio auto x giri in pista
4) creare condizioni fiscali favorevoli al possesso di auto storiche
5) incentivare i restauri di auto di interesse storico
6) cercare di ampliare i restauratori di classiche nostrane
7) incentivare lo sport motoristico con magari un fondo per i piloti giovani

Insomma incentivare un settore che cimha fatto conoscere in tutto il mondo per essere tra i migliori e non ucciderlo!!!!!!

Che minorati mentali sono i politici nostrani

Sono proposte che oggi appaiono da mondo dei sogni, però le condivido in pieno. Aggiungerei abolizione del demenziale superbollo (che ha portato MENO tasse allo Stato).
 
Come al solito il governo va a mettere le mani nelle tasche degli italiani.
Certo è che questo provvedimento come altri degli ultimi anni (specialmente il superbollo in tutte le salse che è in vigore) va a colpire nel modo sbagliato.

Oltre a una questione puramente economica per lo Stato (si parla di piccole cifre rispetto bilancio comunque...) c'è anche una questione culturale e/o affettiva.

Chissà quanti sono cresciuti col mito della Delta Integrale, ma anche di una più modesta Clio Williams...o chi ha come sogno un'auto che era inarrivabile (una Ferrari, una Aston, ecc...) e che con molti sacrifici ci è arrivato o sta per arrivarci.

Io seguo molto programmi inglesi o americani di restauro e/o eleborazione.
La conservazione della tradizione è ben altra...vecchie Ford model T o model A hot rod, le sportive anni '60-'70, ecc...

Alla fine se uno si fa 2 conti questo discorso culturale ha anche effetti positivi sul fisco...ricambi, meccanici, carozzieri, carburante, ecc...
Forse chi fa queste leggi non si rende conto che volere il 100 euro subito è in realtà una perdita ben più elevata nel tempo (sia per loro che guardano solo i quattrini sia per gli appassionati/collezionisti)
 
Vi racconto la mia esperienza
ho appena coronato il sogno della mia infanzia (anche se ho solo 30 anni), ho acquistato un fiat coupè 2.000 16 v che tra sei mesi arriverá a 20 anni di etá. Ho scartato a priori le versioni turbo, ben più gustose da guidare, ma anche dai costi di gestioni improponibili in italia. Perchè? Per cominciare il passaggio di proprietá si paga in base alla potenza, la mia coupè ha 139 cv è ho pagato ben 620 euro di passaggio, i coupè turbo hanno 190 e 220 cv, con quelle potenze il solo passaggio costa anche il doppio di quanto ho pagato. Poi annualmente si deve pagare il bollo, oggetto della discussione di questo tread. Giá sapevo che erano vane le speranze del mantenimento dei privilegi fiscali per le auto ventennali, così ho puntato su una versione ancora umanamente mantenibile. E non so il bollo quanto costerâ, credo intorno alle 300 euro o poco più, ma solo perchè risulta euro 4 e non euro 1 grazie all'impianto a gpl.
pensate che la mia auto in 19 anni ha percorso 140.000 km e che in giro ne ho trovate tantissime che percorrono meno di 3.000 km annui. Proprio queste, i loro proprietari, secondo voi saranno disposti a spendere anche 600 e passa euro di bollo annui? E magari 860 euro di assicurazione (quanto ho pagato io ora) per un mezzo che usano così poco? Una persona sana di mente pensa a venderla, una persona realista sa che deve svenderla per i costi del passaggio di proprietá di cui vi ho parlato prima, una persona intelligente o la rottama o la manda all'estero per quattro spicci. Cosa accadrá? Che auto che fanno parte della nostra cultura automobilistica spariranno, auto come il mio coupè, come la lancia delta integrale, o alfa spider. Verranno rottamate o mandate all'estero un po come è successo con l'introduzione del superbollo. E le casse dello stato non si riempiranno come da aspettative e l'anno prossimo ci ritroveremo l'ennesima tassazione idiota con un impoverimento del parco auto di interesse storico e di immagine sempre maggiore. E tutto questo ragionamento vale anche per le moto, perchè ricordiamoci che tale legge colpisce anche i mezzi a due ruote.
Mi risparmio anche le menate su tutto ció che gira intorno a questi mezzi, tra pezzi di ricambio e preparatori e restauratori, che ovviamente pagano iva se lavorano e chiudono se non lavorano..m
 
Certo, guardando cosa succede per esempio negli USA dove é pieno di restauratorimdelle muscle car emtante europee, viene il vomito a vedere cosa fanno da noi.

Potrebbe diventare un settore della madonna di business con tante opportunità di lavoro anche per i giovani, ma niente!!!!

Qui per salvare la baracca devono inventarsi dei settori nuovi per potere dare lavoro, ma fanno esattamente il contrario, che dementi.

Poi con la mille miglia sarebbe un modo pazzesco per sfruttare il restauro di auto nostrane!!!!!

Poi se usi auto belle ti fermano ogni 2 minuti per controlli!!!

Hanno ragione che in italia siamo pieni di ladri corrotti e purtroppo è la realtá, ma fate un bel lascia passare a chi è innregola con tutto...

Che paese miope che getta all'aria tante opportunitá, poi ci scandalizziamo se portanomle sedi fuori???? Ma li costringono!!! E i sindacati ancora piu miopi!!!!
Dopo vado a fare dei tondi davanti alla piazza del comune!!!!
 
vanpersie ha scritto:
Chissà quanti sono cresciuti col mito della Delta Integrale, ma anche di una più modesta Clio Williams...o chi ha come sogno un'auto che era inarrivabile (una Ferrari, una Aston, ecc...) e che con molti sacrifici ci è arrivato o sta per arrivarci.

come sempre, le considerazioni vanno calate nella realtà oggettiva.

se fossero solo gli appassionati di vetture realmente di interesse, con larghissima probabilità (la certezza non esiste) resterebbe l'esenzione bollo.

quando però l'esenzione in concreto viene applicata a qualsiasi vettura di venti anni, e entrano nel discorso oltre a poche rarità anche qualche vagonata di Punto che funzionano ancora benone, allora si pongono dei problemi di ragionevolezza oltre che di gettito.

la soluzione corretta sarebbe quella semplicemente di abolire per tutte le auto questo balzello inutile, odioso e irragionevole.
la speranza è l'ultima a morire, ma è comunque mooolto malata...
 
belpietro ha scritto:
......
se fossero solo gli appassionati di vetture realmente di interesse, con larghissima probabilità (la certezza non esiste) resterebbe l'esenzione bollo.

quando però l'esenzione in concreto viene applicata a qualsiasi vettura di venti anni, e entrano nel discorso oltre a poche rarità anche qualche vagonata di Punto che funzionano ancora benone, allora si pongono dei problemi di ragionevolezza oltre che di gettito.
.....
Penso che questo sia il motivo che ha portato a questa modifica, considerando che le auto con almeno 20 anni in Italia sono circa 4 milioni, troppe per essere tutte storiche.
Per contro va detto, che il valore di detta manovra dovrebbe essere essere tra i 50 e i 100 milioni di euro, valore che per le casse dello Stato e' piuttosto insignificante !!
 
belpietro ha scritto:
quando però l'esenzione in concreto viene applicata a qualsiasi vettura di venti anni, e entrano nel discorso oltre a poche rarità anche qualche vagonata di Punto che funzionano ancora benone, allora si pongono dei problemi di ragionevolezza oltre che di gettito.

Appunto. Pur essendo un appassionato di auto storiche mi pare sbagliato classificare come "storica" un'auto solo in base all'età.
Una Punto 55 S del 1994 o una Renault Clio 1.2 dello stesso anno di storico non hanno proprio nulla, checché se ne dica, ed ancor meno sono "di interesse collezionistico". Ma a mio parere non lo sono nemmeno una Fiat Uno od una Volkswagen Golf II del 1984 (quindi già trentennali). Mentre una Fiat Coupé, una barchetta o anche una Mazda RX7 di vent'anni (ma anche più recenti) a mio parere lo sono.

Non sono mai stato un tifoso sfegatato dell'ASI, però a mio parere per stabilire se un'auto è di interesse collezionistico oppure no, non ci può essere altra via che quella di un organismo accreditato il quale, sulla base di molte regole, non solo dell'età anagrafica, del valore economico o del numero di esemplari ancora in vita, ma anche della storia sportiva, delle peculiarità tecniche o sociali e via dicendo possa decidere univocamente in merito.

Saluti
 
belpietro ha scritto:
vanpersie ha scritto:
Chissà quanti sono cresciuti col mito della Delta Integrale, ma anche di una più modesta Clio Williams...o chi ha come sogno un'auto che era inarrivabile (una Ferrari, una Aston, ecc...) e che con molti sacrifici ci è arrivato o sta per arrivarci.

come sempre, le considerazioni vanno calate nella realtà oggettiva.

se fossero solo gli appassionati di vetture realmente di interesse, con larghissima probabilità (la certezza non esiste) resterebbe l'esenzione bollo.

quando però l'esenzione in concreto viene applicata a qualsiasi vettura di venti anni, e entrano nel discorso oltre a poche rarità anche qualche vagonata di Punto che ancora benone, allora si pongono dei problemi di ragionevolezza oltre che di gettito.

Non sono d'accordo con questa visione elitistica riguardo l'interesse storico delle vetture, credo che anche e soprattutto le utilitarie facciano la storia e la cultura automobilistica di una nazione; semmai, credo che la vera discriminante, semmai, siano le condizioni di originalità e conservazione di ogni singolo esemplare, certificate con attenzione; qui per esempio l'ASI riguardo la certificazione per le assicurazioni ridotte (che non c'entra niente col bollo, anche se ovviamente poter assicurare come veicolo d'epoca un catorcio che cade a pezzi -fosse anche una Porsche - si somma al bollo ridotto come elemento attrattivo) è stata carente (e probabilmente c'era anche un conflitto d'interessi, perché più vetture iscritte, in qualsiasi condizione, equivaleva a maggiori introiti). Anche se secondo me non si può più di tanto farne un cruccio, perché i contratti di assicurazione rimangono fondamentalmente un rapporto privatistico, anche se i contratti di RC sono obbligatori e regolamentati, se le assicurazioni volessero (è una boutade ovviamente) far pagare meno le vetture guidate da proprietari biondi - o, a parte le battute, far pagare meno le auto con colori vistosi come in Germania perché più visibili, o le donne perché fanno meno incidenti come già avviene, o quelle con la scatola nera - rimaniamo nel dominio delle leggi di domanda e offerta e del calcolo del rischio fatto dall'assicuratore, quindi NON ne possiamo fare una questione "morale" in quanto rapporto puramente commerciale e privatistico, riguardo il premio di assicurazione.

Anzi, tornando in thread, a ben vedere gli incentivi come il bollo ridotto servirebbero proprio per tutelare la conservazione delle vetture di scarso valore venale, la cui conservazione/gestione/restauro è completamente antieconomica di suo...e con l'aggiunta di una tassa di possesso annuale diventa semplicemente improponibile.

Riflettiamo un attimo sulle condizioni...per esempio, ormai una Lancia Delta prima serie che non sia HF, Integrale et similia, e in condizioni magari perfette, è diventata rarissima, molto più rara delle versioni sportive...eppure di importanza storica ne ha eccome, sia per il design, sia per la storia del costume, sia perché se non fosse esistita non sarebbero esistite neanche le amate versioni sportive.

Pensiamo a tutte le 500, i "cinquini", vetture ormai mitiche ed entrate a far parte dell'immaginario collettivo mondiale come simbolo dell'Italian Design, e azzarderei dell'Italia in generale...se il bollo a fine anni '70-anni '80 fosse stato tassa di proprietà invece che di possesso, quante ne sarebbero andate pressate? C'è stato un periodo in cui erano semplicemente auto vecchie, molto diffuse e con poco appeal, come una Punto (anche se la Punto ovviamente non avrà mai la stessa importanza e lo stesso fascino, neanche una frazione).

Riguardo al fatto che avrebbero mantenuto il bollo ridotto se fosse stato concepito "non per tutti" mi pare un po' un controsenso, visto che siamo nel campo dei se e dei ma (l'esenzione col pagamento in forma ridotta è sempre stata concepita considerando come discriminante l'età)...comunque visto quanto stanno raschiando il fondo (ormai stanno scavando) senza nessun criterio, ne dubiterei, sinceramente...il fatto è che resto convinto che basarsi, per esenzioni fiscali, su discrezionali "liste chiuse" (che sono il prodotto anche della cultura automobilistica, estremamente soggettiva, di chi le liste le stila) sia profondamente ingiusto oltre che probabilmente incostituzionale.

belpietro ha scritto:
la soluzione corretta sarebbe quella semplicemente di abolire per tutte le auto questo balzello inutile, odioso e irragionevole.
la speranza è l'ultima a morire, ma è comunque mooolto malata...

Questa sarebbe la cosa più logica, ma è assolutamente improbabile proprio per il motivo che si sta scavando il fondo, andando forse verso l'abisso.
 
Jambana ha scritto:
belpietro ha scritto:
vanpersie ha scritto:
Chissà quanti sono cresciuti col mito della Delta Integrale, ma anche di una più modesta Clio Williams...o chi ha come sogno un'auto che era inarrivabile (una Ferrari, una Aston, ecc...) e che con molti sacrifici ci è arrivato o sta per arrivarci.

come sempre, le considerazioni vanno calate nella realtà oggettiva.

se fossero solo gli appassionati di vetture realmente di interesse, con larghissima probabilità (la certezza non esiste) resterebbe l'esenzione bollo.

quando però l'esenzione in concreto viene applicata a qualsiasi vettura di venti anni, e entrano nel discorso oltre a poche rarità anche qualche vagonata di Punto che ancora benone, allora si pongono dei problemi di ragionevolezza oltre che di gettito.

Non sono d'accordo con questa visione elitistica riguardo l'interesse storico delle vetture, credo che anche e soprattutto le utilitarie facciano la storia e la cultura automobilistica di una nazione; semmai, credo che la vera discriminante, semmai, siano le condizioni di originalità e conservazione di ogni singolo esemplare, certificate con attenzione; qui per esempio l'ASI riguardo la certificazione per le assicurazioni ridotte (che non c'entra niente col bollo, anche se ovviamente poter assicurare come veicolo d'epoca un catorcio che cade a pezzi -fosse anche una Porsche - si somma al bollo ridotto come elemento attrattivo) è stata carente (e probabilmente c'era anche un conflitto d'interessi, perché più vetture iscritte, in qualsiasi condizione, equivaleva a maggiori introiti). Anche se secondo me non si può più di tanto farne un cruccio, perché i contratti di assicurazione rimangono fondamentalmente un rapporto privatistico, anche se i contratti di RC sono obbligatori e regolamentati, se le assicurazioni volessero (è una boutade ovviamente) far pagare meno le vetture guidate da proprietari biondi - o, a parte le battute, far pagare meno le auto con colori vistosi come in Germania perché più visibili, o le donne perché fanno meno incidenti come già avviene, o quelle con la scatola nera - rimaniamo nel dominio delle leggi di domanda e offerta e del calcolo del rischio fatto dall'assicuratore, quindi NON ne possiamo fare una questione "morale" in quanto rapporto puramente commerciale e privatistico, riguardo il premio di assicurazione.

Anzi, tornando in thread, a ben vedere gli incentivi come il bollo ridotto servirebbero proprio per tutelare la conservazione delle vetture di scarso valore venale, la cui conservazione/gestione/restauro è completamente antieconomica di suo...e con l'aggiunta di una tassa di possesso annuale diventa semplicemente improponibile.

Riflettiamo un attimo sulle condizioni...per esempio, ormai una Lancia Delta prima serie che non sia HF, Integrale et similia, e in condizioni magari perfette, è diventata rarissima, molto più rara delle versioni sportive...eppure di importanza storica ne ha eccome, sia per il design, sia per la storia del costume, sia perché se non fosse esistita non sarebbero esistite neanche le amate versioni sportive.

Pensiamo a tutte le 500, i "cinquini", vetture ormai mitiche ed entrate a far parte dell'immaginario collettivo mondiale come simbolo dell'Italian Design, e azzarderei dell'Italia in generale...se il bollo a fine anni '70-anni '80 fosse stato tassa di proprietà invece che di possesso, quante ne sarebbero andate pressate? C'è stato un periodo in cui erano semplicemente auto vecchie, molto diffuse e con poco appeal, come una Punto (anche se la Punto ovviamente non avrà mai la stessa importanza e lo stesso fascino, neanche una frazione).

Riguardo al fatto che avrebbero mantenuto il bollo ridotto se fosse stato concepito "non per tutti" mi pare un po' un controsenso, visto che siamo nel campo dei se e dei ma (l'esenzione col pagamento in forma ridotta è sempre stata concepita considerando come discriminante l'età)...comunque visto quanto stanno raschiando il fondo (ormai stanno scavando) senza nessun criterio, ne dubiterei, sinceramente...il fatto è che resto convinto che basarsi, per esenzioni fiscali, su discrezionali "liste chiuse" (che sono il prodotto anche della cultura automobilistica, estremamente soggettiva, di chi le liste le stila) sia profondamente ingiusto oltre che probabilmente incostituzionale.

belpietro ha scritto:
la soluzione corretta sarebbe quella semplicemente di abolire per tutte le auto questo balzello inutile, odioso e irragionevole.
la speranza è l'ultima a morire, ma è comunque mooolto malata...

Questa sarebbe la cosa più logica, ma è assolutamente improbabile proprio per il motivo che si sta scavando il fondo, andando forse verso l'abisso.

Io ho menzionato modelli particolari, ma per quanto riguarda auto comuni la penso esattamente allo stesso modo.
Sul discorso delle condizioni hai ragione, e forse non bisognerebbe dare d'ufficio la storicità al compimento dei 20 anni.
La storicità andrebbe "selezionata", il veicolo passa dei controlli e ottiene una certificazione. Sia esso una punto S o una ferrari.

C'è poi chi ha una macchina vecchia che fa pochi km l'anno non ha interesse a spendere 10-15 mila euro per sostituirla o che utilizza una macchina vecchia in campi privati.

Il discorso sarebbe semplice:
1) vuoi un attestato di storicità? hai una trafila, la segui e paghi quel che è dovuto
2) non puoi ottenere la storicità? continui ad usare il tuo mezzo pagando il dovuto o demolisci e sostituisci
3) utilizzi un mezzo su terreni privati o vuoi conservarlo? Radiazione dal PRA (ripristinando quello che c'era prima, visto che allo stato attuale mi pare non sia possibile questo discorso)

Facendo le leggi in modo sensato (non a cavolo come è uso e costume in Italia) si otterrebbe lo stesso risultato se non migliore di quello che si ottiene facendo una legge con i piedi e che va a fregare tutti indistintamente.
 
NEWsuper5 ha scritto:
quasi quasi nel 2015 apro un demolitore....

prevedo affari d'oro

Secondo me gli spazi ci sono....
Sara' perche' qui ce ne sono un paio
( evidentemente campano smontando mezza macchina per ricambi )
che lo fanno gratis....
Addirittura te la vengono a prendere a casa col carroattrezzi.
 
Ragazzi leggete qui
http://www.motociclismo.it/stangata-bollo-per-le-moto-storiche-esito-sondaggio-di-motociclismo-moto-60712
in particolare l'ultimo paragrafo di risposta della fmi. Ma allora le ventennali regolarmente iscrotte al registro storico manterranno le agevolazioni fiscali a scapito delle auto vecchie (punto, clio ecc dette sopra) oppure non vi sará distinzione? Perchè mi pare che la fmi sostenga che se iscritte al registro storico, anche le ventenni avranno agevolazioni fiscali. Qui si parla di moto, ma presumo sia la stessa cosa anche per le auto
 
vanpersie ha scritto:
Il discorso sarebbe semplice:

3) utilizzi un mezzo su terreni privati o vuoi conservarlo? Radiazione dal PRA (ripristinando quello che c'era prima, visto che allo stato attuale mi pare non sia possibile questo discorso)

Il punto 3) che ho quotato non è più possibile dal 2006 e non potrà mai più esserlo, e aggiungo anche giustamente, per motivi ambientali.
Un'auto radiata che, non potendo più circolare, perde la sua caratteristica principale di mezzo di trasporto, diventa automaticamente ed immediatamente un rifiuto. In un'auto ci sono tantissimi materiali recuperabili ma soprattutto tantissime sostanze chimiche altamente dannose per l'ambiente e per l'uomo, tanto è vero che l'auto radiata è considerata un rifiuto speciale tossico/nocivo; è pertanto ben più che giusto, direi quasi sacrosanto, che lo smaltimento di un simile concentrato di sostanze pericolose lo possano effettuare solo soggetti appositamente attrezzati e l'intero processo sia sottoposto a controlli rigidissimi.
E' chiaro che se uno volesse radiare un'auto per conservarla in attesa di restauro, di certo non la lascerebbe in un campo all'aperto ed in balìa di vandali ed agenti atmosferici dannosi, col rischio che il piombo della batteria o i liquidi del motore possano contaminare il terreno, il problema è che purtroppo ciò non è controllabile.

Saluti
 
fabiologgia ha scritto:
vanpersie ha scritto:
Il discorso sarebbe semplice:

3) utilizzi un mezzo su terreni privati o vuoi conservarlo? Radiazione dal PRA (ripristinando quello che c'era prima, visto che allo stato attuale mi pare non sia possibile questo discorso)

Il punto 3) che ho quotato non è più possibile dal 2006 e non potrà mai più esserlo, e aggiungo anche giustamente, per motivi ambientali.
Un'auto radiata che, non potendo più circolare, perde la sua caratteristica principale di mezzo di trasporto, diventa automaticamente ed immediatamente un rifiuto. In un'auto ci sono tantissimi materiali recuperabili ma soprattutto tantissime sostanze chimiche altamente dannose per l'ambiente e per l'uomo, tanto è vero che l'auto radiata è considerata un rifiuto speciale tossico/nocivo; è pertanto ben più che giusto, direi quasi sacrosanto, che lo smaltimento di un simile concentrato di sostanze pericolose lo possano effettuare solo soggetti appositamente attrezzati e l'intero processo sia sottoposto a controlli rigidissimi.
E' chiaro che se uno volesse radiare un'auto per conservarla in attesa di restauro, di certo non la lascerebbe in un campo all'aperto ed in balìa di vandali ed agenti atmosferici dannosi, col rischio che il piombo della batteria o i liquidi del motore possano contaminare il terreno, il problema è che purtroppo ciò non è controllabile.

Saluti

Hai mischiato le cose... una è il discorso conservazione, l'altro è l'utilizzo solo in una proprietà privata.
Ad esempio se ho un terreno agricolo e utilizzo una vecchia panda all'interno della proprietà per trasporti impegnativi (ci sono tanti casi di utlizzi simili, perchè in pochi si comprano un trattore).

Nulla a che vedere con abbandono e deperimento come rifiuti.
 
vanpersie ha scritto:
fabiologgia ha scritto:
vanpersie ha scritto:
Il discorso sarebbe semplice:

3) utilizzi un mezzo su terreni privati o vuoi conservarlo? Radiazione dal PRA (ripristinando quello che c'era prima, visto che allo stato attuale mi pare non sia possibile questo discorso)

Il punto 3) che ho quotato non è più possibile dal 2006 e non potrà mai più esserlo, e aggiungo anche giustamente, per motivi ambientali.
Un'auto radiata che, non potendo più circolare, perde la sua caratteristica principale di mezzo di trasporto, diventa automaticamente ed immediatamente un rifiuto. In un'auto ci sono tantissimi materiali recuperabili ma soprattutto tantissime sostanze chimiche altamente dannose per l'ambiente e per l'uomo, tanto è vero che l'auto radiata è considerata un rifiuto speciale tossico/nocivo; è pertanto ben più che giusto, direi quasi sacrosanto, che lo smaltimento di un simile concentrato di sostanze pericolose lo possano effettuare solo soggetti appositamente attrezzati e l'intero processo sia sottoposto a controlli rigidissimi.
E' chiaro che se uno volesse radiare un'auto per conservarla in attesa di restauro, di certo non la lascerebbe in un campo all'aperto ed in balìa di vandali ed agenti atmosferici dannosi, col rischio che il piombo della batteria o i liquidi del motore possano contaminare il terreno, il problema è che purtroppo ciò non è controllabile.

Saluti

Hai mischiato le cose... una è il discorso conservazione, l'altro è l'utilizzo solo in una proprietà privata.
Ad esempio se ho un terreno agricolo e utilizzo una vecchia panda all'interno della proprietà per trasporti impegnativi (ci sono tanti casi di utlizzi simili, perchè in pochi si comprano un trattore).

Nulla a che vedere con abbandono e deperimento come rifiuti.

Invece non è così.
Un'auto a cui viene tolta la targa (quindi radiata) diventa automaticamente ed immediatamente un rifiuto speciale.
La sua detenzione al di fuori di strutture apposite (le discariche autorizzate) è reato penale. In qualunque forma si presenti.

Prima si poteva tenere in un terreno privato un'auto senza targhe, adesso (dal 206) non più.

Saluti
 
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