<img height="1" width="1" style="display:none" src="https://www.facebook.com/tr?id=1500520490268011&amp;ev=PageView&amp;noscript=1"> L'austerità non produrrà uscita dalla crisi | Il Forum di Quattroruote

L'austerità non produrrà uscita dalla crisi

Lo dice Alain De Benoist , noto scrittore e studioso francese nell'intervista a Luigi Iannone.
La cessione di sovranità politica , finanziaria e di bilancio degli stati-nazione in favore della Ue , lungi dal risolvere le crisi cicliche o dal rinforzare le economie delle nazioni che vi hanno aderito , come promesso a suo tempo ai cittadini - famoso il : Con l'euro lavoreremo un giorno di meno guadagnando come se lavorassimo un giorno di più, pronunciato a suo tempo dal...Mortadella- sta provocando con le sue politiche di austerità un trascinarsi infinito della crisi.

Per di più la pressione al ribasso su salari e redditi , vera natura -secondo lo Studioso francese - delle riforme indicate e imposte dalla Ue , produrrà riduzione incondizionata dei consumi interni all'area europea , aumento della disoccupazione e pure caduta della produzione e a soffrirne saranno soprattutto ceti medi ed operai.
Detta dal teorico della "decrescita controllata" come rimedio alla malattia senile delle economie occidentali , questa critica alla depressione incontrollata e al grigiore dell'austerity fa pensare...

http://www.barbadillo.it/22427-intervista-alain-de-benoist-politiche-austerita-aumentato-disuguaglianze/
 
Trotto@81 ha scritto:
Non è ben chiara qual'è la tua posizione, se per un'Europa diversa o per la sovranità monetaria.

Più che altro e modestamente qui ho riportato autorevoli pareri , come questo di de Benoist o quello dell'americano Krugman ambedue , pur da punti di vista affatto diversi , critici riguardo alla gestione austera e monetarista della crisi . Il primo individua l'origine dell'errore europeo nella completa remissione degli stati-nazione rispetto ad organismi sovra nazionali che , secondo lui , aprono la strada allo strapotere di speculatori e affaristi . Il secondo individua invece nell'intervento prolifico dello stato ad investire in opere di interesse pubblico lo strumento per sostenere i consumi interni e in definitiva non solo rilanciare l'economia , bensì l'intero impianto ideale della civiltà occidentale.

Se proprio vuoi sapere il mio parere , che è giusto trapeli dall'asetticismo dei link , è che , rifacendomi al vecchio Hegel , non posso far altro che riconoscere che "ciò chè reale è razionale" . In definitiva l'Europa è un dato di fatto per il quale appare estremamente difficile un ribaltamento all'indietro ed un ritorno agli stati-nazione come li abbiamo conosciuti negli ultimi due secoli.
Oggi i problemi hanno stazza globale ed è razionale quindi che nascano grandi blocchi e grandi coalizioni . Ciò non significa però approvare quanto la Ue ha fatto sinora , anzi essa si è dimostrata -come i maligni subito avevano detto ancor prima della nascita dell'euro - quella dei banchieri e non quella dei popoli . Inoltre se l'egemonia tedesca può avere un valore in quanto capacità industriale manufatturiera , non deve diventare una scusa per imporre i suoi interessi economico-finanziari a scapito delle altre nazioni , soprattutto quelle mediterranee comeè avvenuto sinora .
Quindi non sono per la sovranità monetaria , bensì per un Europa diversa non basata su fiscal-compact , spending review e impoverimento dei suoi cittadini .
 
Con la mia ( misera ) testa.....
sino a che non si ridistribuira un po' della ricchezza complessiva,
invece di farla finire nelle tasche dei soliti....
Non si andra' da nessuna parte.
Da Fidel a Francesco, passando dall' ultimo degli ultimi( medestamente io ;) )
 
arizona77 ha scritto:
Con la mia ( misera ) testa.....
sino a che non si ridistribuira un po' della ricchezza complessiva,
invece di farla finire nelle tasche dei soliti....
Non si andra' da nessuna parte.
Da Fidel a Francesco, passando dall' ultimo degli ultimi( medestamente ;) )

Direi che , in soldoni :D , la situazione è quella che tu descrivi...
Solo che la tendenza delle politiche che girano per la ue , a prescindere dai proclami più o meno pragmatici , è esattamente all'opposto...
 
Krugman, Nobel nel 2001: Penso che l?Euro fosse un?idea sentimentale, un bel simbolo di unità politica.
Ma una volta abbandonate le valute nazionali avete perso moltissimo in flessibilità. Non è facile rimediare alla perdita di margini di manovra. L?Europa sarà sempre fragile. La sua moneta è un progetto campato in aria e lo resterà fino alla creazione di una garanzia bancaria europea.

James Mirrless, Nobel nel 2006: Guardando dal di fuori, dico che non dovreste stare nell?Euro, ma uscirne adesso.

Christopher Pissarides, premio Nobel 2010: La situazione attuale non è sostenibile ancora per molto. È necessario abolire l?Euro per creare quella fiducia che i Paesi membri una volta avevano l?uno nell?altro.

Ma quella che mi piace di più e che allo stesso modo mi ha colpito maggiormente è quella inclusa in uno studio lungo dieci pagine che valse il Nobel a Robert Mundell nel 1961:quando Paesi trutturalmente diversi decidono di aggiogarsi sotto una moneta unica, se sorgono problemi, come una recessione mondiale, bisogna che nel Paese in maggiori difficoltà i lavoratori accettino di farsi tagliare i salari, o magari di emigrare in cerca di lavoro. Altrimenti, la moneta unica collasserà.

Oggi rivedete il sud dell'Europa nella parole di Mundell? Stiamo assistendo ad un taglio dei salari? Codesto signore era un veggente o ha solo scientificamente analizzato quello che stiamo vivendo oggi e che molti reputano sia colpa di Zeus?

Direi che questa gente i vari aspetti li abbia considerati.
Dico la mia, l'euro è già morto, devono solo darne notizia, il problema è affiggere i manifesti della gente morta prima e che continua a morire per colpa di questo flagello di cui si parlerà nei libri di storia.
I dati macroeconomici odierni sono pari a quelli di un post guerra.
 
E per ricordare quanto si stava male con il tasso di cambio variabile.
http://archiviostorico.corriere.it/1996/febbraio/14/Bilancia_commerciale_1995_senza_precedenti_co_0_9602145403.shtml
 
Trotto@81 ha scritto:
E per ricordare quanto si stava male con il tasso di cambio variabile.
http://archiviostorico.corriere.it/1996/febbraio/14/Bilancia_commerciale_1995_senza_precedenti_co_0_9602145403.shtml

a me interessa sapere se l'irpef pagata dal pizzaiolo quando la pizza margherita costava 4000 lire sia raddoppiata l'anno dopo quando ha deciso, con il cambio di valuta, che costava 4 ?
ossia se dichiarava l'equipollente di 1000 unità di valore nel primo caso e 2000 nel secondo...
il resto sono chiacchiere e tabacchiere di legno come diceva mio nonno

quanto sopra sta a significare che i primi artefici dell'impoverimento da furbizia siamo stati noi
e prima della crisi
 
La stessa cosa è avvenuta con il debito, contratto in lire ma ridenominato in euro.
Il link del corriere diceva che chi ci ha portato nel cambio fisso è fautore di un crimine contro l'umanità.
Il tasso di cambio fisso o variabile non sono chiacchiere, perchè da esso dipende la vita delle persone.
 
Trotto@81 ha scritto:
La stessa cosa è avvenuta con il debito, contratto in lire ma ridenominato in euro.
Il link del corriere diceva che chi ci ha portato nel cambio fisso è fautore di un crimine contro l'umanità.
Il tasso di cambio fisso o variabile non sono chiacchiere, perchè da esso dipende la vita delle persone.

il tasso di cambio variabile non è nè un bene nè un male in se...
 
zero c. ha scritto:
il tasso di cambio variabile non è nè un bene nè un male in se...
Il tasso di cambio variabile serve a bilanciare il mercato, il tasso di cambio fisso avvantaggia chi è artificialmente messo in condizioni favorevoli. E finchè rimarrà tale non vi sarà una svolta.
Ci sono 40 miliardi di differenza tra i contributi versati e le pensioni pagate, presto o tardi si inizierà a tagliare anche quelle.
 
Trotto@81 ha scritto:
E per ricordare quanto si stava male con il tasso di cambio variabile.
http://archiviostorico.corriere.it/1996/febbraio/14/Bilancia_commerciale_1995_senza_precedenti_co_0_9602145403.shtml
in quegli anni non c'era la Cina forte di oggi, era ancora vivo il protezionismo europeo (quello che contingentava le importazioni...)

e la lira, non valeva comunque nulla.

Ce ne rendevamo conto solo al momento di acquistare prodotti venduti in dollari o in marchi.

Non o se nel 2014 col tasso variabile saremmo arrivati con le ossa intere, con le ossa completamente rotte o con un paio di bagni riparatori stile argentina.

il 95 era anche uno di quegli anni in cui stavamo scoprendo che i conti pubblici non erano poi così in ordine come si era fatto credere....

L'euro non è stato sicuramente un bene, ma oggi, con la liretta, son quasi sicuro che sarebbe stato peggio.
i cambi erano nell'ordine delle 2500 lire/1 marco e 3000£/1$
 
Trotto@81 ha scritto:
zero c. ha scritto:
il tasso di cambio variabile non è nè un bene nè un male in se...
Il tasso di cambio variabile serve a bilanciare il mercato, il tasso di cambio fisso avvantaggia chi è artificialmente messo in condizioni favorevoli. E finchè rimarrà tale non vi sarà una svolta.
Ci sono 40 miliardi di differenza tra i contributi versati e le pensioni pagate, presto o tardi si inizierà a tagliare anche quelle.

ODDIO non è il termometro che causa la febbre

la germania aveva bassi tassi bassa inflazione e buona competitività sia prima sia dopo l'introduzione dell'euro...
non dipende da quello

detto questo mancano BOT emessi dalla UE come prestatrice di ultima istanza manca l'unione bancaria, manca un governo politico della UE ed è mancata in toto la visione prospettica europeista alla colorni alla rossi e alla spinelli

certo che sfiga vuole che le sfide di questo ventennio abbiano trovato a risolverle politici del "calibro" del figlio del direttore di banca di milano e della figlia del pastore luterano...so in our case it might take a little while...
 
Vorrei sfatare il mito della moneta debole. La moneta forte ha ucciso il mercato interno, perchè ci conviene comprare i prodotti importati, mentre le nostre aziende chiudono perchè vedono crollare la domanda in modo verticale. Basta vedere la bilancia dei pagamenti nell'Euro, tornata in attivo solo da un anno perchè perchè a parità di export è crollato l'import a causa del crollo della domanda interna.
Venticinque anni fa la FIAT competeva con la VW, che si trovava anche in crisi.
La fine dell'Argentina, che aveva fissato il cambio con il dollaro, la stiamo facendo noi.
Comunque il cambio era di circa 800 Lire per 1 Marco, poi se lo trovo ti posto il grafico dei due cambi anno per anno prima dell'euro.
In ogni caso, la Germania ha sempre esportato più di noi, solo che prima la conseguenza di ciò era un apprezzamento della loro moneta, che rendeva i loro prodotti poco convenienti, e un deprezzamento della moneta dei Paesi che esportavano meno e che rendeva i prodotti più convenienti, riequilibrando il mercato. Oggi questo non è più possibile, ed a pagare ci sono un sacco di famiglie.
 
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