renexx ha scritto:
saturno_v ha scritto:
Jambana tu sei di "bocca" (e conoscenza automobilistica) molto buona quindi immagino avrai sghignazzato dalle risate quando hai letto che la Thema era "poco Lancia".....invece l'occhio fino ritrova richiami chiarissimi alla gloriosa Flaminia che era ispirata in parte proprio alle Chrysler Series 300 (quelle originali) degli anni 50......
Io invece che sono di bocca buona in senso contrario, avrei trovato più adeguati richiami a ciò che ha reso grande il marchio Lancia, ovvero quelle vetture eleganti ma sportive, come le Aurelia, la Fulvia coupè, visto che i richiami americaneggianti appartengono ad un'epoca passata, troppo passata per avere appeal e attinenza con il mercato europeo.
Perché, l'Aurelia e la Fulvia coupé non appartengono ad un'epoca trapassata?
Ecco, il tipo di richiami che vorresti in effetti vanno bene per chi è di "bocca buona" nel senso che si accontenta di richiami espliciti, semplici semplici da comprendere. Nella stessa 300 se ci sono dei richiami sono comunque decisamente trasfigurati.
Ma ciò che è più importante, è interpretare il passato non scopiazzando qualche elemento stilistico alla maniera di oggi, ma traendone ispirazione soprattutto dal punto di vista concettuale.
I richiami "americaneggianti" all'epoca della B24 erano richiami alla contemporeneità, e al futurismo di alcune soluzioni stilistiche tipiche delle auto americane, ispirate a loro volta al mondo aerospaziale, ad una concezione positiva del futuro che oggi l'uomo della strada ha completamente perso, indeciso tra la conteporeneità degli oggetti "tecnologici" elettronici che ci accompagnano ogni giorno e la presenza quasi irrinunciabile e rassicurante di copie più o meno trasfugurate di oggetti del passato, e l'altrettanto rassicurante presenza del cosiddetto "design evolutivo"; dove tutto cambia, niente cambia, per non disturbare/impaurire/stravolgere certezze estetiche e far fare troppe domande o percorsi di adattamento troppo difficili al consumatore, così rassicurato dalla eterna continuità dell'identità dei brand.
Se penso a un richiamo "americaneggiante" su una ipotetica ammiraglia Lancia progettata oggi per il prossimo futuro, non sarebbe certo una pinna o un'ogiva: magari sarebbe il dinamismo e l'imponenza, allo stesso tempo, di una Fisker Karma, l'innovatività di una Tesla e della Karma stessa, la grinta di una Corvette.
Lo stesso valore positivo avevano i richiami all'America sulle Lancia del dopoguerra.
E il design è design, non è mercato! Non si può fare design solo pensando al mercato...ovviamente i prodotti sono pensati PER il mercato, ma se il marketing si sostituisce completamente alle idee, i designers diventano dei semplici disegnatori al soldo di contabili, perdendo completamente il loro stato sia di progettisti che di creativi. Se solo il marketing e "ciò che va bene per un mercato" fosse importante nella concezione di un prodotto, il 90% dei maggiori capolavori del design automobilistico, soprattutto italiano, non sarebbe mai nato.