<img height="1" width="1" style="display:none" src="https://www.facebook.com/tr?id=1500520490268011&amp;ev=PageView&amp;noscript=1"> La vita di un operaio albanese vale meno di quella di un italiano | Il Forum di Quattroruote

La vita di un operaio albanese vale meno di quella di un italiano

http://www.repubblica.it/cronaca/2010/10/25/news/operaio_albanese-8403554/?ref=HREC1-3

Sai se l'avesse detto Calderoli?
 
in realtà, il contenuto della sentenza non riguarda il "valore della vita" del morto sul lavoro, ma il "valore del dolore" dei congiunti rimasti.
e neanche tanto il "valore del dolore", ma il "valore per loro del risarcimento"

arido, ma ha un senso.
 
belpietro ha scritto:
in realtà, il contenuto della sentenza non riguarda il "valore della vita" del morto sul lavoro, ma il "valore del dolore" dei congiunti rimasti.
e neanche tanto il "valore del dolore", ma il "valore per loro del risarcimento"

arido, ma ha un senso.

Anche se l'avesse detto Calderoli avrebbe avuto un senso....
 
a_gricolo ha scritto:
belpietro ha scritto:
in realtà, il contenuto della sentenza non riguarda il "valore della vita" del morto sul lavoro, ma il "valore del dolore" dei congiunti rimasti.
e neanche tanto il "valore del dolore", ma il "valore per loro del risarcimento"

arido, ma ha un senso.

Anche se l'avesse detto Calderoli avrebbe avuto un senso....

sì, ma sarebbero insorte le schiere
 
belpietro ha scritto:
a_gricolo ha scritto:
belpietro ha scritto:
in realtà, il contenuto della sentenza non riguarda il "valore della vita" del morto sul lavoro, ma il "valore del dolore" dei congiunti rimasti.
e neanche tanto il "valore del dolore", ma il "valore per loro del risarcimento"

arido, ma ha un senso.

Anche se l'avesse detto Calderoli avrebbe avuto un senso....

sì, ma sarebbero insorte le schiere

Che è esattamente ciò che intendevo dire....
 
il ragionamento mi sembra corretto visto che i beneficiari vivono in Albania
 
che discorsi... se mi prendete sotto con l'auto state tranquilli che il vostro massimale vi copre, ma provate a prendere sotto mr B o uno qualsiasi di quel calibro... poi vediamo se vale di più la mia vita o la loro...

Come dice belpi, un conto è il valore del risarcimento, un conto il valore della vita.
 
esatto, piaccia o no
( alla faccia della livella di Decurtisiana memoria )
i morti non sono risarcibili tutti per il valore intrinseco di essere umano in quanto persona, ma per la capacita' di produrre denaro....
nello specifico poi si e' aggiunta una variabile nuova,
l' operaio morto vale meno, non in quanto Albanese, ma pe il fatto che i suoi godranno del risarcimento in un paese dove i 32000 Euri valgono molto piu' di qua' :shock:
Ciao
 
migliazziblu ha scritto:
esatto, piaccia o no
( alla faccia della livella di Decurtisiana memoria )
i morti non sono risarcibili tutti per il valore intrinseco di essere umano in quanto persona, ma per la capacita' di produrre denaro....
nello specifico poi si e' aggiunta una variabile nuova,
l' operaio morto vale meno, non in quanto Albanese, ma pe il fatto che i suoi godranno del risarcimento in un paese dove i 32000 Euri valgono molto piu' di qua' :shock:
Ciao

Ribadisco: se l'avessero detto Calderoli o Borghezio i commenti sarebbero stati gli stessi (tipo, cercare una spiegazione, per quanto peregrina) o sarebbe scoppiato l'inferno indipendentemente da qualsiasi tentativo di capire il motivo?
 
Non esiste un valore "monetizzabile" della vita, esistono rimborsi. Il rimborso spettante agli eredi un pensionato 90enne è differente da quello che spetta a quelli di un quarantenne con figli a carico. Ciò detto, naturalmente il dolore può essere il medesimo.
 
esistono anche ciclisti investiti che debbono risarcire i pirati della strada
che si procurano i testimoni falsi.....

la giustizia di oggi fà skifoooooooooooooooooooo
 
Pedante12 ha scritto:
Non esiste un valore "monetizzabile" della vita, esistono rimborsi. Il rimborso spettante agli eredi un pensionato 90enne è differente da quello che spetta a quelli di un quarantenne con figli a carico. Ciò detto, naturalmente il dolore può essere il medesimo.

il dolore può essere anche molto di più per la perdita affettiva che per quella economica.
sono due discorsi distinti e due danni diversi, che in giudizio vengono quantificati separatamente (parlo dell'esempio di migliazzi sulla capacità di produrre ricchezza).

esempio: se muoio io i miei figli perdono un affetto E il mantenimento.
l'affetto è indipendente dalla mia capacità reddituale, il mantenimento non lo è.
se la mia morte è colpa di qualcuno, i due danni sono quantificati separatamente.
a volerla fare a fettine, il risarcimento del danno "patrimoniale" dipende da condizioni dell'ucciso cioè quanto avrei prodotto), quello non patrimoniale dipende dalle condizioni dei familiari superstiti

tutto muove dalla "monetizzazione" del danno non economico; che c'è semplicemente perché non c'è altro modo (da quando la costituzione in schiavitù del responsabile non è più praticata) per risarcire un danno di questo tipo

su quello, si innestano una serie di considerazioni.
tra le quali, per esempio, va considerato che il risarcimento è un modo per dare qualcosa che migliori le condizioni di vita del danneggiato di quel tanto da "riportare in equilibrio" le disgrazie della vita che ha subito
allora il miglioramento delle condizioni di vita, per ottenerlo nel cuore del Mato Grosso può essere idoneo un risarcimento inferiore, in termini monetari, a quanto costa in Italia.
allora però ci si deve anche chiedere se il risarcimento standard di un cittadino italiano possa essere idoneo, o debba essere rivisto, se il familiare superstite invece che a Bergamo abita a Tokio.

che poi la quantificazione fatta nel caso dell'articolo sia giusta o meno è un altro paio di maniche.
 
Per me è una emerita beep.
I risarcimenti vanno fatti in base al valore della vita (giusto, tragico ma giusto) e non in base a dove vive chi avrà quel risarcimento.
 
silverrain ha scritto:
Per me è una emerita beep.
I risarcimenti vanno fatti in base al valore della vita (giusto, tragico ma giusto) e non in base a dove vive chi avrà quel risarcimento.

Questo mi pare che lo si sia detto un po' tutti, ma siccome pare che i regolamenti vigenti siano ben diversi, che qualcuno che puo', si attivi a cambiarli.
Ciao
 
migliazziblu ha scritto:
silverrain ha scritto:
Per me è una emerita beep.
I risarcimenti vanno fatti in base al valore della vita (giusto, tragico ma giusto) e non in base a dove vive chi avrà quel risarcimento.

Questo mi pare che lo si sia detto un po' tutti, ma siccome pare che i regolamenti vigenti siano ben diversi, che qualcuno che puo', si attivi a cambiarli.
Ciao

non è vero che ci sia una regola che lo impone, e non è nemmeno tanto necessario cambiarla

certo che se uno deve digerire per forza tutto quello che passa la sua stampa di riferimento...
 

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