Sia chiaro che non sto invocando il proibizionismo.
Però trovo assurdo che pur di lucrare su certe cose lo stato non solo ricopra il ruolo dello "spacciatore" ma addirittura detenga il monopolio.
E tornando a questioni meramente economiche temo che ormai faccia talmente affidamento su quei soldi da non fare nulla per combattere quelle che sono delle vere e proprie dipendenze.
Che poi costano alla collettività molto più di quanto fanno guadagnare.
La differenza è quella che ti hanno scritto sopra, vietare queste cose significa esattamente proibizionismo Zinza, era proprio quello il senso, la liberalizzazione di tabacco e alcol ha risolto la gran parte dei traffici e dell'illegale (in quei campi), è qualcosa che la gente fa da anni e non credo si riesca a "girare la chiave".
Fosse per me regolamenterei e legalizzerei anche le droghe leggere controllandone la qualità, ho sentito storie di ragazzi far accaponare la pelle.
Idem per la prostituzione, probabilmente ancora più border line, ma per come la penso io un paese civile non può tollerare donne per strada e sfruttamento senza limiti né controlli, check sanitari e sicurezza assenti da ambo le parti; e tanto non è che stando "nel sottobosco" la prostituzione, maschile o femminile che sia, decresca o si esaurisca da sola, anzi.
Il problema di alcol, droghe, gioco d'azzardo e fumo è costituito dall'abuso e dalla dipendenza, tenere tutto regolato potrebbe essere il modo "meno peggiore" per trattare i temi.
Vietare tout court credo avrebbe l'effetto contrario, come sempre del resto...