<img height="1" width="1" style="display:none" src="https://www.facebook.com/tr?id=1500520490268011&amp;ev=PageView&amp;noscript=1"> La "Transizione": vantaggi, svantaggi, perplessità, criticità | Page 1972 | Il Forum di Quattroruote

La "Transizione": vantaggi, svantaggi, perplessità, criticità

verranno installati nuovi motori termici su auto che oggi offrono poca scelta?

  • si

    Votes: 10 28,6%
  • si torneranno le sportive o comunque quelle più pepate

    Votes: 3 8,6%
  • no dipende dalle case

    Votes: 7 20,0%
  • no il futuro è elettrico

    Votes: 14 40,0%
  • no i motori costano troppo e saranno sempre gli stessi

    Votes: 10 28,6%

  • Total voters
    35
Perdonami ma questo non è altro che il solito dilemma che si affronta quando si deve incentivare una nuova tecnologia : è nato prima l'uovo o la gallina ?
I servizi sono limitati perchè gli operatori dicono che la richiesta è bassa, gli utenti non la adottano perchè i servizi sono pochi, ma... questi sono I dati forniti dal GSE e RSE.
I punti di ricarica installati ad uso pubblico sul territorio superano quota 73.000 (+8.656 nel 2025) e questi numeri pongono l’Italia al livello dei Paesi leader come Francia, Germania e UK.
La Lombardia resta la prima Regione per punti di ricarica davanti a Piemonte, Lazio e Veneto, mentre Napoli è la città con più punti di ricarica in rapporto alla superficie, davanti a Milano e Torino.
La rete italiana si attesta davanti a Francia, Germania e Regno Unito nel rapporto tra punti di ricarica e veicoli elettrici immatricolati e primeggia anche nel rapporto tra punti di ricarica e lunghezza della rete stradale
Nel dettaglio : a dicembre 2025 i dati rilevano la presenza di 73.047 punti di ricarica installati sul territorio nazionale, di cui 8.656 posati nel corso dell’anno e 2.775 installati solo nell’ultimo trimestre 2025. Insieme alle colonnine totali cresce la quota delle installazioni ad alta e altissima potenza: il 62% dei punti di ricarica messi a terra nel 2025 è di tipo veloce e ultraveloce, a fronte del 47% di share registrato nel 2024.
Passi avanti anche per l’infrastrutturazione della rete autostradale, nonostante i gravi ritardi nella predisposizione e pubblicazione dei bandi di gara da parte di diversi concessionari autostradali, che si sono riflessi nel mancato raggiungimento dei target previsti dal Regolamento europeo AFIR (centrati al 90%). Da qui, il rischio dell’apertura di una procedura d’infrazione ai danni dell’Italia.
Sulle autostrade risultano installati 1.374 punti di ricarica (di cui il 62% con potenza superiore ai 150 kW), rispetto ai 1.087 registrati a fine 2024. Considerando anche i punti di ricarica entro 3 km dalle uscite autostradali, il totale sale a quota 4.170 punti.
Guardando alla distribuzione per macroaree al Nord si concentra il 59% dei punti di ricarica a uso pubblico complessivi, al Centro il 19% e al Sud il 22%.
La Lombardia si conferma la prima Regione per punti di ricarica (15.836), davanti a Piemonte (6.981), Lazio (6.975), Veneto (6.700), Emilia-Romagna (5.927) e Campania (4.969).
Tra le città, Roma è quella che conta più punti di ricarica installati (3.973), davanti a Milano (3.375) e Napoli (2.277), rispettivamente in seconda e terza posizione. La classifica cambia però se consideriamo il numero di punti di ricarica per km² di superficie, con Napoli sul gradino più alto del podio (19,5 punti ogni km²), davanti a Milano (18,6 punti ogni km²) e Torino (poco meno di 9,3 punti ogni km²).
I punti di ricarica essendo geolocalizzati permettono di stilare un altro tipo di classifica : nel 95,6% del territorio nazionale è presente almeno un punto di ricarica in un raggio di 10 km, e nel 71,4% del territorio è presente almeno un punto di ricarica in un raggio di 5 km.
Solo due anni fa questi valori si attestavano rispettivamente all’86% e al 67,1%.
Avvicinandosi alle aree urbanizzate e alle arterie stradali la densità di punti di ricarica cresce naturalmente in maniera esponenziale, superando di slancio anche i 2.000 punti nel raggio di 10 km nei pressi delle grandi città.
“La notevole espansione della rete testimonia ancora una volta l’impegno degli operatori del settore, costretti a muoversi in un contesto a dir poco sfidante, l’anomalo ritardo dell’Italia nell’adozione dei veicoli elettrici, con una quota di mercato pari a un terzo della media Ue, e le difficoltà di carattere normativo, regolatorio e autorizzativo, che complicano ulteriormente il lavoro a chi si sta assumendo il rischio di dotare il Paese di un’infrastruttura strategica, con investimenti che risultano difficilmente sostenibili , considerando i tassi di utilizzo attuali dell’infrastruttura”.
Ecco il confronto tra l'Italia e gli altri paesi europei :
Con 1 punto di ricarica a uso pubblico ogni 6 auto elettriche immatricolate, l’infrastruttura italiana si conferma davanti a quelle di Francia (1 punto ogni 8,3 auto elettriche), Germania (1 punto ogni 10,7 auto elettriche) e Regno Unito (1 punto ogni 16,6 auto elettriche), conservando il primato anche se si considerano solo i punti di ricarica veloci in corrente continua: Italia (1 punto DC ogni 25,7 auto elettriche), Francia (1 punto DC ogni 38,7 auto elettriche), Germania (1 punto ogni 42,7 auto elettriche) e Regno Unito (1 punto ogni 80,1 auto elettriche).
L'Italia al pari anche per quanto riguarda il numero di punti di ricarica rispetto alla lunghezza totale della rete stradale, con una media di 1 punto di ricarica ogni 4 km di strade, al pari di Germania e Regno Unito, davanti alla Francia (1 punto ogni 6 km).
I numeri smentiscono ancora una volta la narrazione di un’Italia arretrata sotto il profilo dell’infrastruttura al servizio della mobilità elettrica
Nonostante la situazione Italiana dell'infrastruttura di ricarica dimostri di essere al passo degli altri paesi europei sono ancore 5 i punti che ne ostacolano la piena edozione :
- Riduzione dei costi di approvvigionamento energetico in capo agli operatori della ricarica, allineandoli agli altri grandi Paesi europei, per garantire prezzi finali al pubblico più competitivi.
- Interventi normativi e regolatori per semplificare le fasi di connessione delle infrastrutture e per dare piena applicazione alle normative europee in tema di decarbonizzazione del settore trasporti, dando immediata applicazione a quanto previsto dalla direttiva sulle energie rinnovabili (RED III).
- Copertura totale delle reti autostradali, per assicurare la completa infrastrutturazione delle arterie del Paese per la mobilità delle persone e il trasporto merci lungo tutto il territorio nazionale.
- Concessioni di suolo più lunghe, per garantire rientro e stabilità degli investimenti.
- Governance e pianificazione infrastrutturale centralizzate attraverso strumenti di monitoraggio e programmazione su cui far convergere i dati e gli scenari di tutti gli stakeholder.

Considerazione personale :
Possiamo anche attaccarci al fatto che in Italia gli stipendi sono quelli dell'avvento del messia ma... girando per molte case e da quello che vedo in strada, auto nuove private, tutta questa miseria non la vedo. Probabilmente vivrò in una "bolla di benestanti" ma ripeto, i conti non mi tornano.
Evidentemente tutte queste colonnine ancora non bastano.
E in Italia abbiamo anche il problema che molte non sono funzionanti o manomesse.
Avere molte colonnine poi non risolve il problema di base della scomodità di ricarica con cui chi ha una BEV impara a conviverci sino a sembrargli naturale. Un grosso vantaggio lo si avrebbe in caso di crisi globale con blocco delle petroliere. Ad inizio settimana qui da me erano più i benzinai chiusi che quelli aperti, poi per fortuna già martedì è ripresa la disponibilità ma con prezzi alti.

Può essere che vivi in una bolla di benestanti, non voglio fare una critica nei tuoi confronti o puntarti il dito addosso, ma tu per semplificare il rgionamento parti dal presuposto che per la maggioranza degli italiani acquistare anche solo una Pandina nuova vuol dire far grossi sacrifici e intaccare risparmi di 4 o 5 anni. Auto peraltro, che coi suoi limiti, è di gran lunga più flessibile nell'utilizzo di una suo omologa T03 o altra piccola bev.
Lo ripeto da sempre, per chi ha una discreta disponibilità economica, il passaggio ad un'auto BEV non è drastico anzi in alcuni casi benefico, spece se l'auto la usa come nlt, invece per gli altri sarebbe un problema perché va ad intaccare in modo più o meno importatante (ad oggi, ma non mi aspetto rivoluzioni da qui a 10 anni) il modo di vivere l'automobile.
 
Questi sono i dati ufficiali:
"Batteria e Autonomia: La batteria è stata potenziata a 74,4 kWh, garantendo un aumento dell'autonomia e una ricarica rapida fino a 150 kW, capace di portare la batteria dal 10 all'80% in 30 minuti."
Si adesso in DC può fare fino a 150 kw.
In AC è più limitata come normale che sia.
Ma non ho idea sulla versione base di che sistema e prestazioni abbia.

Per esempio la Bz4X nella versione base è scarsa.
 
Se non ricordo male può caricare a 11 kw.
Dietro tua domanda ho provato velocemente a cercare più info oltre quelle della memoria e trovo informazioni contrastanti tra mercati e allestimenti perciò non so bene in Italia che sistema abbia ora.
Se è stato implementato rispetto alle precedenti versioni ed è in linea con le migliori del mercato va benissimo. A me Subaru piace :)
Caratteristiche versione base Italia :
- 4x4 con X-Mode Control che permette di avere il doppio del controllo su ogni ruota rispetto ad una omologa Subaru 4x4 meccanica.
- Grip Control : programmi dedicati per ogni tipo di situazione meteorologica
- e-Subaru Gloval Platform permette una batteria integrata con il risultato di ottenere baricentro basso e rigidità torsionale aumentata rispetto agli altri modelli del gruppo
- Batteria raffreddata/riscaldata a liquido per manette a temperatura costante le celle
- 0-100 in 6,9 sec. ( per paragone ID.4 in 6,7 )
- Potenza massima di ricarica DC 150 kw ma con gli aggiornamenti OTA e lo sviluppo di evoluti BMS può essere aumentata, La mia ID.4 prima dell’aggiornamento aveva 135 kw ora è accreditata per 175. Ma quello merita un discorso a parte.
- 11 kw in AC come tutte ma che a casa non cambia nulla perchè dipende dal contatore.
- Guida One Pedal ( disinseribile )
- Subaru Charging Network : circuito internazionale a cui tutte si appoggiano ma ognuno gli da il proprio nome che dà accesso a qualsiasi colonnina su suolo Europeo tramite App Subaru o carte RFID.
- Controllo totale a distanza dell’auto e delle funzioni : riscaldamento/raffreddamento, ricarica, ecc.ecc
- Route Planner Subaru dedicato settabile a seconda delle esigenze.

Questa è in definitiva l’obsolescenza di serie della Solterra Subaru di segmento D… a 42 mila euro…
Già solo per la trazione integrale di quel livello ne vale il biglietto…
Fosse uscita prima un pensierino c’è l’avrei sicuramente fatto…
 
Può essere che vivi in una bolla di benestanti, non voglio fare una critica nei tuoi confronti o puntarti il dito addosso, ma tu per semplificare il rgionamento parti dal presuposto che per la maggioranza degli italiani acquistare anche solo una Pandina nuova vuol dire far grossi sacrifici e intaccare risparmi di 4 o 5 anni. Auto peraltro, che coi suoi limiti, è di gran lunga più flessibile nell'utilizzo di una suo omologa T03 o altra piccola bev.
Il mio ragionamento perte dal fatto che su 1,5 milioni di auto nuove vendute all’anno il 35% sono segmento C e D
Ev tutte Italia 2025 quota 6%, capisci che i numeri non tornano.
 
Ma Subaru offre solo versioni integrali sulle elettriche e se la Solterra parte da 42 come fa a l’altra a costare 44?
Ad oggi i prezzi della Uncharted e della Solterra MY 2026 ancora non ci sono.
Presumo che non saranno molto diversi dai rispettivi cloni Toyota CHr+ e BZ4

La CHr+ e la Uncharted avranno anche una versione economica a due ruote motrici.
Quella di Toyota è già in vendita. Immagino che quella di Subaru costerà più o meno la stessa cifra... che NON è la cifra della 4x4 ;-)

Ma, ripeto, non fossilizziamoci su un/a modello/marca...

Io sto viaggiando bene con un'auto di dimensioni, spazi, comfort di segmento C.
Allo stesso prezzo dovrei prendere una BEV di segmento B?

Per quale motivo?
No risparmio, quasi sicura una svalutazione più alta o una difficile rivendibilità a causa dell'obsolescenza tecnologica, più ansia di ricarica in viaggio... IMHO sono questi i motivi per cui continuo ad andare a benzina ;-)
 
Ad oggi i prezzi della Uncharted e della Solterra MY 2026 ancora non ci sono.
Presumo che non saranno molto diversi dai rispettivi cloni Toyota CHr+ e BZ4

La CHr+ e la Uncharted avranno anche una versione economica a due ruote motrici.
Quella di Toyota è già in vendita. Immagino che quella di Subaru costerà più o meno la stessa cifra... che NON è la cifra della 4x4 ;-)

Ma, ripeto, non fossilizziamoci su un/a modello/marca...

Io sto viaggiando bene con un'auto di dimensioni, spazi, comfort di segmento C.
Allo stesso prezzo dovrei prendere una BEV di segmento B?

Per quale motivo?
No risparmio, quasi sicura una svalutazione più alta o una difficile rivendibilità a causa dell'obsolescenza tecnologica, più ansia di ricarica in viaggio... IMHO sono questi i motivi per cui continuo ad andare a benzina ;-)

I segmenti sono semplici classificazioni, se con un Segmento B hai gli stessi ritorni di un C cosa ti cambia? Forse il problema sta nel fatto che le classificazioni non sono più adatte per analizzare una vettura ai giorni nostri
 
I segmenti sono semplici classificazioni, se con un Segmento B hai gli stessi ritorni di un C cosa ti cambia? Forse il problema sta nel fatto che le classificazioni non sono più adatte per analizzare una vettura ai giorni nostri
Posso essere d'accordo se consideriamo la sola spaziosita', pero' se consideriamo anche le finiture e le scelte tecniche nella maggior parte dei casi tra un segmento B ed un C c'è una gran differenza, ovviamente anche di prezzo.
 
Posso essere d'accordo se consideriamo la sola spaziosita', pero' se consideriamo anche le finiture e le scelte tecniche nella maggior parte dei casi tra un segmento B ed un C c'è una gran differenza, ovviamente anche di prezzo.
Nelle elettriche poco e a volte nulla, ad esempio tra la ID.3 da 77 kWh segmento C e la ID.4 da 77 kWh segmento D a parte la carrozzeria e gli interni il resto è pressoché identico.
Nelle elettriche il focus non è il motore ma la batteria.
 
La ID.4 è classificata come C-SUV, in d c'è la ID.7
Come dice giustamente @ALGEPA la classificazione delle elettriche non dipende più dalle misure esterne ma dall’ abitabilità spazio di carico, il passo, e le prestazioni.
E l’ID.4 pur rimanendo per 2 cm. nel segmento C Suv offre caratteristiche a volte superiori a qualche D Suv, quindi viene considerato di segmento D.
 
Posso essere d'accordo se consideriamo la sola spaziosita', pero' se consideriamo anche le finiture e le scelte tecniche nella maggior parte dei casi tra un segmento B ed un C c'è una gran differenza, ovviamente anche di prezzo.

Però personalmente, ma potrei aver sempre sbagliato, il segmento di per sé non determina le rifiniture e le scelte tecniche, potrei avere una vettura del segmento B che è superiore ad una generalista del segmento C
 
Back
Alto