almeno vedendo dalle immagini di quel servizio e sentendo le interviste mi sembra una reazione meno di pancia , ma ovviamente la mia percezione è limitata a quel servizio giornalistico e a quello che ha fatto vedere.
Beh, il servizio è l'unica fonte su cui possiamo discutere. Io comunque penso che alla base di un dialogo ci sia innanzitutto la volontà comune di parlarsi e predisporsi a comprendersi, e converrai con me che tra "noi" e "loro" questa volontà sia solo da una parte. E qui si torna al punto focale: l'integrazione può essere offerta (secondo me ribadisco
può, non
deve), ma il rispetto delle regole va imposto con la massima fermezza e senza deroghe. Spalancare le porte a chiunque rinunciando a parte delle proprie radici culturali per accontentare gli "ospiti" è un errore madornale, e la Svezia ne è la prova.
Se ti riferisci a quello che accade in quel quartiere credo che sia alla stregua di quello che accade in alcuni quartieri di alcune città nostrane abbandonate al degrado e alla legge di pochi malavitosi.
C'è una differenza sostanziale tra quel quartiere (non lo definisco come vorrei perchè temo non sia consentito) e i quartieri degradati delle nostre città: a Stoccolma non succede nulla di illegale, non c'è spaccio di droga o furti e rapine. C'è qualcosa di peggio: è una sacca di medioevo dove la gente non impara neanche a parlare lo svedese e dove predicatori fanatici "insegnano" a ragazzine di cinque anni che se non mettono il velo andranno all'inferno. Cose come questa, secondo me, andrebbero stroncate con tutta la fermezza possibile, invece in nome di un modello di multiculturalismo, palesemente fallimentare, crescono.
Un altra cosa interessante è stata detta ieri sera, non sono sicuro se da Rampini: gli immigrati italiani in America a fine '800 - inizio '900 erano guardati con la stessa simpatia con cui si guarda uno scarafaggio in salotto, grazie a voci - peraltro perfettamente fondate - sulla cultura mafiosa da cui molti di loro provenivano, e hanno subito ogni forma di razzismo e discriminazione. Oggi il sindaco di New York è italiano, come pure il governatore dello stato..... Se col passare del tempo gli italoamericani si sono integrati alla perfezione è proprio perchè sono stati loro stessi a rinnegare la cultura mafiosa e intraprendere un percorso di integrazione, pur mantenendo - aggiungo io - solide radici culturali. Secondo te, gli immigrati di matrice islamica anche "moderata", ammesso che esistano, stanno facendo lo stesso?