Credo che la guerra MAI sia stata un concetto astratto, avendo fatto sempre parte integrante delle vicende umane.
A dire il vero, credo si debba andare indietro davvero di parecchie generazioni per trovare (forse) ad esempio qualche nostro antenato dell'europa occidentale che sia riuscito, come tutti quelli di noi che oggi hanno un'età inferiore ai 55, ad arrivare a tale traguardo senza aver dovuto assaporare in prima persona i piaceri di una guerra.
Oggi, grazie ai molti mezzi di "informazione" che abbiamo a disposizione, dovremmo essere molto più informati rispetto ai nostri avi, dovremmo sapere molto più e molto meglio di loro come stanno effettivamente le cose.
Dovremmo, ma non so quanto ciò sia effettivamente vero, anche perché le notizie oggi sono prima di tutto una merce che si vende o che fa vendere (spazi pubblicitari, ad esempio, anche sui blog...) e inoltre, particolare non secondario, sono una merce che si rivela tanto più vendibile quanto più è pruriginosa o, molto meglio, inquietante e spaventevole.
Non a caso è molto facile trovare in giro previsioni di ogni tipo, da quelle di un segno a quelle di segno diametralmente opposto; tutte, ovviamente, fondate su "dati" ben precisi, di volta in volta presentati come oggettivi e inoppugnabili dalle rispettive fonti.
A fare da piacevole complemento c'è la constatazione di quanto poco valga (o sembri valere) il nostro personale pensiero e comportamento ai fini dei "grandi avvenimenti". Forse l'approccio più sensato consiste nel cercare di vivere al meglio la nostra (comunque) piccola vita, comportandoci correttamente con il prossimo e cercando, per quanto è possibile, di NON buttare a nostra volta benzina su quei fuochi che potrebbero incenerirci (e che forse ci inceneriranno in ogni caso).