E da chi è composto lo Stato? Da cittadini votanti.....jaccos ha scritto:Uno stato non è un normale cittadino sottoposto a delle leggi. Se qui in italia chi non paga rischia poco o niente è colpa del legislatore più di tutti.Kren ha scritto:Per come la vedo io no. E' solo l'entità del debito che è diversa. Ma l'insolvenza è tale e quale.jaccos ha scritto:Vero, ma l'ambito è totalmente diverso e nemmeno paragonabile...Kren ha scritto:Certo. Mi riferivo alla decisione presa dall'Islanda. A me non sembra questa grande rivoluzione. In Italia ci sono migliaia di persone che giornalmente decidono di non pagare i propri creditori. E spesso la fanno franca.jaccos ha scritto:E' così che funziona da che mondo è mondo... se vuoi avere un guadagno alto devi rischiare molto... se sei un buon pagatore avrai interessi più bassi, viceversa pagherai tassi sempre più alti...Kren ha scritto:Soluzione (apparentemente) poco scandinava e molto partenopea....jaccos ha scritto:Non sono d'accordo, nel senso che il rischio più grande è il loro, se un giorno avranno bisogno di soldi la pagheranno carissima.Botto88 ha scritto:jaccos ha scritto:Eh appunto, la loro è stata una scelta rischiosa, si sono sputtanati la reputazione. Ma credi, che la situazione precedente faceva comodo anche a chi i soldi glieli dava, finchè è durata....
Però se permetti, come hanno detto altri, è facile fare scelte rischiose con i soldi degli altri. Per fortuna che sono un isolotto praticamente ininfluente, altrimenti le avremmo pagate anche noi le loro scelte rischiose.
Oltre a ciò, il prestito prevede SEMPRE il rischio di insolvenza del debitore. Che se ne facciano una ragione i creditori, fa parte del gioco, chi non risica non rosica.
Chi ha dato ha dato chi ha avuto ha avuto.........
Le ragioni dei creditori sono sempre infime al cospetto di chi non paga.
Hanno fatto i bagordi per anni godendosi una ricchezza basata sulla carta. Quando la carta è bruciata hanno deciso che non era colpa loro..... troppo facile
Nel caso di uno stato non ci sono tutele, è pura fiducia nell'istituzione.