<img height="1" width="1" style="display:none" src="https://www.facebook.com/tr?id=1500520490268011&amp;ev=PageView&amp;noscript=1"> la Croazia entra nell'Ue: «Ottima opportunità per il Nordest» | Page 3 | Il Forum di Quattroruote

la Croazia entra nell'Ue: «Ottima opportunità per il Nordest»

DareAvere(exTDI89) ha scritto:
Se l'unico parametro rilevante ai fini delle decisioni di impresa fosse il costo(poniamo il costo per unità di lavoro) l'Italia sarebbe un deserto, e da parecchi anni. Fondamentali però sono anche altri parametri, tipo la produttività per unità di lavoro, le conoscenze specifiche, le capacità acquisite. Dubito che un croato qualsiasi possa essere produttivo ed avere le stesse capacità/conoscenze specifiche di un soggetto che è nato, si è formato ed ha lavorato in una delle zone più produttive d'Europa da decenni(il nord-est d'Italia in questo caso).

Sì, ma anche no. Nel caso del nordest buona parte del sistema produttivo non è costituito da grandi installazioni (acciaierie, petrolchimica ecc...), ma da piccoli stabilimenti altamente meccanizzati che possono essere trasferiti in blocco nel giro di una settimana, basta trovare un capannone dimensionalmente compatibile. La manodopera già adesso è abbastanza di livello medio-basso e spesso formata da "diversamente autoctoni". Per cui, sempre secondo me, offrire a imprenditori stanchi di essere spennati la possibilità di traslocare a poche centinaia di chilometri in un ambiente meno vessatorio e più remunerativo, senza alcuna barriera doganale in mezzo, ripeto, sempre secondo me, come "opportunità per il nord est" mi sembra un po' debole.
 
Mauro 65 ha scritto:
nafnlaus ha scritto:
Mauro 65 ha scritto:
nafnlaus ha scritto:
http://archiviostorico.corriere.it/2005/dicembre/03/Vietato_comprare_case_Croazia_contro_co_9_051203097.shtml
http://www.festademocratica.it/doc/67025/croazia-fine-divieto-le-case-agli-italiani.htm
Non è quello il problema.
Non era "vietato" prima, non è "facile" ora.
(Anzi, ora che è "permesso" è meno semplice di prima che era "vietato")
Secondo te non è un problema avere relazioni diplomatiche "tese" e "complicate".
Ho imparato qualcosa.
Caro,
non sono entrato nel merito delle due citazioni. In un caso trattasi di una velina di un soggetto politico che eredita delle pesanti responsabilità sulla "questione orientale" (non inferiori a quelle della parte opposta) e che, similmente all'articolo del quotidiano, ignora (malizia o ignoranza pura?) che nemmeno "loro" (tutta l'ex Jugoslavia) a meno di uno speciale permesso prefettizio (concessi raramente e dopo lunghe attese). L'unica cosa che gli si può appuntare è che il vincolo agli acquisti venne rimosso da noi prima che da loro. La "colpa" della differente epoca di rimozione del vincolo fu di un cittadino tedesco che ricorse alla comunità euroea (il vincolo riguardava tutti gli stranieri per non incorrere in altre problematiche).

Sul discorso delle case, ripetro che per noi era di fatto più semplice acquistarle in vigenza di divieto che non ora, in regime liberalizzato.

Tra l'altro, en passant, gli articoli sono piuttosto vecchiotti (uno non più recente del 2008 l'altro addirittura del 2005). Non hanno fatto in tempo a registrare le pessime figure realizzate da alcune nostre rampanti società immobiliari (dei fallimenti colossali con notevoli strascichi legali)

Cosa c'entra la data degli articoli rispetto alla tua risposta. La questione posta riguardava il fatto che non vi fossero stati prima del tempo recente approcci industriali-economici-d'investimento con la Croazia. Per spiegare le motivazioni ho citato due articoli che focalizzavano il punto sui rapporti problematici tra i due stati. La localizzazione temporale, rispetto al mio ragionamento serviva anche a spiegare quali fossero i rapporti sino al momento di sblocco delle vendite. Questo è quanto. Ogni altra interpretazione non attinente al mio intervento.
 
seatibizatdi ha scritto:
Mauro attualmente nessun laureato con un livello di istruzione elevato e con titoli interessanti verrebbe a perdere tempo in Italia, quindi io penso che i soli che arriveranno saranno i soliti visti e rivisti che già arrivano da altri opinabili posti in cerca di fortuna in It e che di certo non portano nessun contributo utile al paese già distrutto a livello di cultura e conoscenza.
Avanza l'irrazionalità, l'ignoranza e la ricerca di denaro facile che non c'è.
Mi riferisco a giovani diplomati che vengono a farsi la laurea da noi, in quanto economicamente più sopportabiile che non in altri contesti
 
nafnlaus ha scritto:
Cosa c'entra la data degli articoli rispetto alla tua risposta. La questione posta riguardava il fatto che non vi fossero stati prima del tempo recente approcci industriali-economici-d'investimento con la Croazia. Per spiegare le motivazioni ho citato due articoli che focalizzavano il punto sui rapporti problematici tra i due stati. La localizzazione temporale, rispetto al mio ragionamento serviva anche a spiegare quali fossero i rapporti sino al momento di sblocco delle vendite. Questo è quanto. Ogni altra interpretazione non attinente al mio intervento.
Se ci atteniamo al contesto che tu dici posso dirti serenamente dire che entrambi gli articoli riportano molte baggianate e che non è affatto vero che non vi fossero stati prima del tempo recente approcci industriali-economici-d'investimento con la Croazia.
Le iniziative c'erano già alla fine degli anni '90, ed importanti, solo che in alcuni casi sono state gestite da (illustri) avventurieri italiani che non hanno certo contribuito al nostro buon nome (per fortuna altri industriali molto seri hanno seminato bene). Eventi molto noti, ma bipartisanamente taciuti. (il "Non hanno fatto in tempo a registrare le pessime figure ... " era molto ironico, purtoppo mi sono dimenticato questa :XD: )
 
DareAvere(exTDI89) ha scritto:
Dubito che un croato qualsiasi possa essere produttivo ed avere le stesse capacità/conoscenze specifiche di un soggetto che è nato, si è formato ed ha lavorato in una delle zone più produttive d'Europa da decenni(il nord-est d'Italia in questo caso).
Considera che sono centinaia di migliaia gli occupati extracomunitari nelle imprese nordestine e che, nel caso specifico, vi è una forte storia di emigrazione in Germania con successivi rientri.

In realtà in Croazia dalla fine degli anni 90 operano molte imprese italiane che, senza troppo clamore, vi hanno trasferito parti significative delle loro produzioni manifatturiere: abbigliamento e tessili, arredi, elettromeccanica ed elettronica, carpenteria e processi galvanici, elettrodomestici, apparecchi e materiali biomedicali, prefabbricati ed infissi, macchine agricole, impiantistica termoiidraulica, bruciatori e caldaie, e tanto altro ancora. Quindi non necessariamente produzioni a basso valore aggiunto o a scarso contenuto tecnologico. Ovviamente non mancano assicurazioni e banche 8)

@ naflnalus: alla faccia delle relazioni diplomatiche "tese" e "complicate" :lol:
 
a_gricolo ha scritto:
Per cui, sempre secondo me, offrire a imprenditori stanchi di essere spennati la possibilità di traslocare a poche centinaia di chilometri in un ambiente meno vessatorio e più remunerativo, senza alcuna barriera doganale in mezzo, ripeto, sempre secondo me, come "opportunità per il nord est" mi sembra un po' debole.
Diciamo che prima la cosa era di fatto riservata ai grossi gruppi ben organizzati (che però, delocalizando, in ogni caso portavano via valore aggiunto diretto e indotto), oggi diventa più facile o meno complesso per una platea più ampia e di minori dimensioni unitarie.
Tuttavia, non è così semplice per il piccolino andare là, o meglio è diventato più semplice andarci, ma non necessariamente più facile starci.
 
Mauro 65 ha scritto:
seatibizatdi ha scritto:
Mauro attualmente nessun laureato con un livello di istruzione elevato e con titoli interessanti verrebbe a perdere tempo in Italia, quindi io penso che i soli che arriveranno saranno i soliti visti e rivisti che già arrivano da altri opinabili posti in cerca di fortuna in It e che di certo non portano nessun contributo utile al paese già distrutto a livello di cultura e conoscenza.
Avanza l'irrazionalità, l'ignoranza e la ricerca di denaro facile che non c'è.
Mi riferisco a giovani diplomati che vengono a farsi la laurea da noi, in quanto economicamente più sopportabiile che non in altri contesti

se ti occupano la Scala dei Giganti come la mettiamo? :D
 
Come gia' detto da chi mi ha preceduto , il nord est ha gia' delocalizzato quello delocalizzabile, resta quanche imprenditore "matto" ( in senso benevolo) e alcuni uffici periferici tanto per emettere la bollettazione di entrata merci e di ri-vendita...e metttere qualche marca "made in italy" sulle confezioni....
Per cui certi articoli solo al di fuori della realta'.... :D :D :D
 

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