<img height="1" width="1" style="display:none" src="https://www.facebook.com/tr?id=1500520490268011&amp;ev=PageView&amp;noscript=1"> La Batteria del Futuro: Ecologica, Sicura, dura fino a 28 mila anni | Page 2 | Il Forum di Quattroruote

La Batteria del Futuro: Ecologica, Sicura, dura fino a 28 mila anni

Se non erro , è tecnico radiologo.
Non sono tecnico radiologo, ma un fisico subnucleare riciclato per la Fisica Medica, ma non erogo prestazioni radiogene su pazienti, al massimo faccio dosimetria in vivo. Lavoro direttamente con le misure sui fasci o sorgenti e sui sistemi di elaborazione per piani per radioterapia.
 
Non sono tecnico radiologo, ma un fisico subnucleare riciclato per la Fisica Medica, ma non erogo prestazioni radiogene su pazienti, al massimo faccio dosimetria in vivo. Lavoro direttamente con le misure sui fasci o sorgenti e sui sistemi di elaborazione per piani per radioterapia.

Opss, infatti non ero sicuro.:emoji_pray:
 
Non riesco proprio a leggere. Penso sia come le batterie per satelliti o che montavano sui pacemaker, una piccola sorgente di Uranio o meglio Plutonio, crea attivita' (in prevalenza alfa) ad alto LET (alto rilascio di energia in brevissimi percorsi, onde avere una energia molto concentrata e che non irraggi all'esterno, sia il paziente che l'elettronica). L'energia fornita, spesso banalmente termica, veniva convertita (per esempio per semplice effetto Seeback da termocoppie) in energia elettrica. Altissima durata (di secoli). Non so se siano ancora usati per i satelliti ma di certo non sui pacemaker per la paura che terroristi li rubassero per costruire bombe a fissione. Se qualcuno ha un link piu' leggibile lo leggo volentieri.
 
trovato il modo di leggere, riporto:

3 Settembre 2020, ore 18:20
Quando si parla di batterie emergono molti dubbi sulla loro durabilità e sicurezza: ogni tanto ci sono casi di smartphone con batterie agli ioni di litio che esplodono e spesso si parla dei problemi con il loro riciclo, preoccupando utenti ma anche la comunità scientifica. Una startup americana però potrebbe aver trovato una soluzione...per “sempre”?

L’azienda NDB Inc. ha creato una batteria ai nano-diamanti (di cui il nome NDB, nano diamond battery) e completato anche due test ufficiali per provare il loro corretto funzionamento. L’innovazione del prodotto offerto da NDB consiste nella creazione di un rivestimento di nano-diamante realizzato a partire dal carbonio-12, il quale non è radioattivo, è altamente resistente e previene le perdite di radiazioni. Questo strato funge da protezione alla batteria creata a partire dalle scorie nucleari di carbonio-14 in grado di durare fino a 28.000 anni.

Ma la durata non è l’unico beneficio di questa batteria: essa non genera emissioni di carbonio durante il funzionamento, ha una potenza superiore rispetto alle batterie a litio ed è più economica di queste ultime grazie all’utilizzo del materiale nucleare di scarto. Altro beneficio è la parziale risoluzione del problema dello smaltimento dei rifiuti nucleari.

L’obiettivo finale di NDB è quello di utilizzare questa nuova tecnologia praticamente ovunque: nei piccoli borghi dove serve elettricità ma non ci sono le infrastrutture adeguate, in tutti i dispositivi elettronici (PC, smartphone, tablet, smartwatch, etc.) e anche in veicoli elettrici, aerei, treni e altro ancora. Il prototipo attualmente a disposizione dell’azienda necessita ancora di test, ma secondo NDB potrebbe divenire realtà ed essere venduto nei negozi in meno di due anni. Addirittura, la startup americana avrebbe già contattato i primi clienti che utilizzeranno una “versione beta” della batteria: tra questi ci sarebbero una compagnia “leader mondiale nel settore aerospaziale” e altre aziende del settore nucleare.

Tra le tante novità in arrivo sul mercato ci sono anche purificatori d’aria portatili come la mascherina PuriCare prodotta da LG, o un paio di occhiali dotati di AI che evitano di farti procrastinare.
 
Da quel poco che si capisco sono microdiodi di diamante C12 attivati dal passaggio di radiazione di decadimento del C14, sono radiazioni beta e gamma, che normalmente abbiamo come radioattivita' naturale nel nostro corpo e nella natura che ci circonda. Dipende sempre da quanta attivita' viene usata e quale rateo di esposizione emerge dal dispositivo, anche e sopratutto in funzione della distanza d'uso. Non so se prenderanno piede, casomai accadesse tanto lavoro in piu' per certificarne la radioprotezione. Boh, vedremo, forse preferirei quelle al Plutonio.
 
Non capisco per quale motivo scrivano che il c14 sia una scoria radioattiva. Viene prodotto naturalmente da una spallazione di un neutrone cosmico su un nucleo di azoto atmosferico...
 
Sì ma ho anche dei pregi.

Non lo avrei mai creduto!:eek::D:D:D
debile.gif
 

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