derblume ha scritto:
vi farebbe bene saperne qualcosa di storia:
ci sono quartieri in America chiamati Little Italy ...perché ? e non era bisogno di cambiare la loro religione, perché quella originale ne abbiamo sconfitto col arrivo di Colombo già 400 anni prima!!!!! la mafia italiana ha travolto per decenni di anni le città americane!!! ora dire che gli italiani sono solo brava gente mi fa un po? ridere. certo, anche tra di loro che arrivano da noi, ci sono persone che fanno dei casini, ma non toglie il fatto che la maggioranza è brava gente che ha voglia di farsi una vita tranquilla come una volta era per gli italiani.
con questo vi voglio solo fare capire che noi non siamo i buoni e loro sono questi cattivi...e se la politica lavorasse a dovere il problema proprio non ci sarebbe.
io ho vissuto per 13 anni a Genova Centro Storico in mezzo di tutta la immigrazione (immigrante anche io..) non ho mai avuto il minimo problema con loro quanto non lo ho avuto con gli italiani...anzi tanti amici da entrambi le parte. E se la situazione economica mi avesse permesso, avrei preferito di rimanere a Genova?non è stato cosi e mi sono spostato per trovare una situazione adeguata per me.
in Svizzera l'anno scorso la comunità immigrante più grande era quella italiana....ora Cosa devono dire i Svizzeri....non c'è Guerra in Italia, perché vengono a togliere lavoro a noi...senne tornano nel bel paese e se non senne vanno lo mettiamo al muro e lo spariamo!!!
i svizzeri anche oggi non Hanno scrupoli a vendere armi a paesi dove si sa benissimo che tali armi vengono impiegati per ammazzare la gente !!!! ma Hanno ultimamente cambiato la legge per facilitare queste vendite?che vergogna!!!!
e tanto la Austria che vi sembra tanto per il verso giusto....nostro famoso Haider col suo partito ha creato traverso delle truffe un debito incredibile al paese...ma la gente ora sembra che vuole fare uno presidente che viene giusto da questa razza di politici fascisti !!!
tutto questo avviene se uno pensa solo e unicamente al proprio benessere, e se non le frega niente se il vicino crepa di fame...ma poi le conseguenze alla fine non restano isolati...per tanti anni la nostra ignoranza ci andata alla grande...ora sembra i tempi cambiano.
Quello che serve è una politica con etica e coscienza e un popolo che insiste che loro fanno il loro lavoro a dovere. E serve una solidarietà profonda?invece di fare dei immigranti una merce per fare altri profitti ancora.
Sai cosa penso? Che tra sapere qualcosa di storia, e non saperne nulla sia meglio la seconda condizione. Le cose o si sanno pienamente, o non si sanno.
In che modo vorresti paragonare gli emigranti italiani a cavallo tra il XIX ed il XX secolo al flusso dei barconi? In che cosa starebbe il parallelo? Nel fatto che lasciavano la loro terra? E poi? Vuoi davvero paragonare chi scendeva dalle navi transoceaniche con la valigia legata con lo spago con coloro stipati nei barconi? Se mi dici che una lunga traversata transoceanica durante la quale ti deve comunque bastare quell'unico tozzo di pane che hai portato dal tuo paese resta comunque meno scomoda di un tentativo su un barcone durante il quale rischi la vita, posso essere d'accordo. Ma poi?
Poi chi era arrivato lì con la valigia con lo spago lavorava duramente. Non lo venivano a prendere con coperte e motovedette, nè organizzava cortei di protesta perchè non gli piaceva il cibo. E se ha fatto fortuna, è stato perchè è giunto in un Paese che aveva uno sviluppo esplosivo, dove ognuno poteva avere gli spazi di cui aveva bisogno. Lo chiamavano "sogno americano", e valeva per tutti, non solo per gli italiani. Fino alla fine degli anni Ottanta del secolo scorso gli americani accettavano tutti. Il "sogno americano" era tale anche per gli americani stessi i quali, quando si scocciavano del loro lavoro potevano prendersi un "anno sabbatico", e ricominciare, due anni dopo, con un lavoro totalmente nuovo. Senza alcun problema. Poi, non fu più così. Ma loro chiusero le frontiere. Loro si resero conto che, se non potevano sostenere gli oneri relativi ai propri cittadini, a maggior ragione non potevano per chi veniva da fuori. Il "sogno americano" o c'era per tutti, o per nessuno.
Qui invece c'è un "sogno italiano"; ma solo per chi viene da fuori. Per noi è un incubo.
Una persona a me molto cara esegue delle indagini sociali, legati alla concessione di determinati presidi per disabili. E' stata a casa di un ex camionista, ormai costretto sulla sedia a rotelle. Mentre era lì, la moglie è rientrata con dei pacchi della Caritas. Poco tempo prima, quando lui riusciva a muovere qualche passo, si era recato presso un ufficio del comune presso il quale concedevano dei sussidi. Era speranzoso, perchè prima di lui era uscito un "migrante", visibilmente soddisfatto.
"Non possiamo far nulla per lei" gli risposero
"Ma quello che entrato prima di me ha ottenuto! Ed io, fin quando ho potuto, ho lavorato duramente, e pagato le tasse! Guardate, ora, come sono ridotto..."
"Sì, ma le normative applicabili sono diverse. Non abbiamo nulla da darle." Ed aveva le lacrime agli occhi mentre lo raccontava. La moglie cercava di fare le pulizie in qualche casa. Quello che fanno gli immigrati regolari, ma che quelli di cui parliamo qui non hanno la benchè minima intenzione di fare. Perchè, vedi caro derblume, chi viene qui non è un immigrato. Non è come gli italiani che andavano negli States. Chi viene qui è un "rifugiato politico".
Sai, io sono molto interessato alle foto d'epoca. Non sono un collezionista; mi interessa proprio il documento storico. Visto che tu sai qualcosa di storia, non è che per caso ti ritroveresti qualche fotografia di rifugiato politico italiano dei primi del Novecento, con la valigia con lo spago? Perchè, sai, di foto di allora di emigranti ne ho tante, ma di rifugiati politici neanche una. Se ne hai anche una sola mi faresti un grande favore...
Riguardo alla mafia, quello è un problema regionale. Se si è spostato negli USA è perchè la maggior parte degli emigranti partivano da Sicilia, Calabria e Campania, non perchè fossero "italiani". Il fenomeno regionale di qui ha fatalmente migrato con la valigia e lo spago. Ma, visto che dobbiamo sapere qualcosa di storia, diciamola tutta su come andarono le cose. La mafia, quella propriamente detta, e cioè quella sicula, migrò negli USA durante il deprecato ventennio, per sfuggire alla furia persecutrice di Cesare Mori. Fu una sorta di investimento, di prestito, che l'America restituì alla Sicilia con gli interessi in occasione dell'occupazione americana. Vicenda descritta con dovizia di particolari nel "rapporto Scotten", che tu, che ti interessi di Storia, sicuramente avrai letto.
E, per favore, lascia stare la faccenda di Colombo e dei nativi d'America. Che nei confronti dei nativi d'America siano state fatte delle porcate immonde è chiaro a tutti. Ormai, è chiaro anche agli stessi americani che per decenni hanno sfornato film su piccoli manipoli di valorosi asserragliati in fortini assediati da crudeli Sioux e Cheyenne. E sappiamo tutti che in realtà chi ha commesso delle porcate immonde aveva radici europee. Erano spagnoli, inglesi e francesi. E allora? Dovrenmmo riscattarci in questo modo? Quanto avvenne allora in altro continente sarebbe una giustificazione per quello che avviene qui ed ora? Mi faresti un segnalato favore, allora? Spiegheresti tu al camionista paraplegico di cui sopra che la moglie va a prendere la pasta alla Caritas perchè tre secoli fa degli europei posero le basi per lo sterminio dei nativi d'America? Certo, se questo è il motivo, le popolazioni che si stanno muovendo adesso non starebbero manifestando una prontezza di riflessi proprio fulminea...però, già che ci sei, potresti spiegarlo anche a delle altre persone. Nella città nella quale vivo ogni giorno vi è un mercatino rionale, itinerante, composto da ambulanti. Che poi, tanto "ino" non è; sotto casa mia occupano un viale per circa 2000 metri quadri, il mercoledì. Così se il mercoledì non sono fuori per le sette non arrivo al lavoro; ma poichè mi muovo prima che loro siano in piena attività, sopravvivo. E, per fortuna, torno quando sono già andati via. Quando arrivo sotto casa trovo solo le transenne ed i cumuli di rifiuti organici, essenzialmente scarti di frutta e verdura, lasciati da loro. Ah, no, scusa. Trovo anche chi tra quegli scarti fruga, per portare a casa due carciofi appena decenti, o un cespo di insalata non ancora completamente marcito. Ma non ci ho mai visto un "povero migrante". Quindi mi scuserai, vero, se quando leggo il tuo "tutto questo avviene se uno pensa solo e unicamente al proprio benessere, e se non le frega niente se il vicino crepa di fame" è a loro che va il mio pensiero.
Ma tu, tutto questo lo sai bene, ne sono sicuro. Tanto bene che ti sei accorto che a Genova non si poteva stare. E sei andato in Austria.
Ma noi... noi non abbiamo dove andare.