lo "jus soli" in senso stretto è un retaggio del passato, di tempi in cui una persona tendeva a fermarsi tutta la vita dove era nato, e quelli che si trasferivano lo facevano in via definitiva, quindi si sarebbero stabilizzati i loro figli nati sul posto.
nello stato attuale, è una fetecchia, pure poco intelligente:
che senso avrebbe che un bambino nato in Italia di passaggio, da una famiglia trasferita subito in Germania, avesse diritto alla cittadinanza, e non lo avesse invece un bambino nato magari appena oltre la frontiera ma stabilito sin da piccolissimo e cresciuto in Italia?
invece di utilizzare slogan impropri, meglio si farebbe a discutere di come adattare le esigenze collettive e quelle individuali rispetto a una cittadinanza "per cultura" o "per scelta consapevole" (cioè permanenza, scuole, lavoro stabile, eccetera)