:evil: :evil:
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involt ha scritto:Ma non è follia. Anzi c'è una lucidità notevole in tutto questo.
Da un lato c'è l'ideologia, che costituisce il fondamento di una certa "base" partitica, politica.
Dall'altro vi sono coloro che hanno grandi e piccoli interessi in questo business.
Nel mezzo vi è la politica, che si avvantaggia degli uni e degli altri. Usando i primi come serbatoio elettorale, i secondi per delle pratiche clientelari che adesso devono necessariamente essere condotte in maniera discreta, quando non occulta.
Contrapposti, ci siamo noi; dove fra i "noi" è compreso anche il carabiniere dell'articolo.
E, torno a dire, chi non ha un'esperienza diretta di come vanno le cose può soltanto immaginarle; m la realtà supera di gran lunga l'immaginazione.
Molti di voi avranno visto (e non potrebbe essere altrimenti) certe trasmissioni televisive, apparentemente senza particolare significato. Ve ne sono state alcune i cui implicazioni e retroscena vanno ben oltre a quanto accaduto al carabiniere; ma questo non può dedursi semplicemente guardando la trasmissione, che anzi può generare sentimenti positivi. Ma non se ne ha un'idea...
arizona77 ha scritto:Gli e' andata pure bene
http://www.ilmattino.it/primopiano/esteri/charlie_hebdo_arabia_saudita_attentati_blogger_frustato_islam-799173.html
Ma non erano:
" Usi ad obbedir tacendo " :?:
involt ha scritto:arizona77 ha scritto:Gli e' andata pure bene
http://www.ilmattino.it/primopiano/esteri/charlie_hebdo_arabia_saudita_attentati_blogger_frustato_islam-799173.html
Ma non erano:
" Usi ad obbedir tacendo " :?:
Be' questo è ciò che accade in uno stato teocratico; da noi (ancora) non è così.
Forse più che "usi" erano "costretti" ma l'inevitabile contatto con il resto del mondo illude qualcuno di trovarsi in un posto diverso.
E comunque ci sono episodi nei quali si verifica che possa andare ancora peggio; è il caso del fabbro/ingegnere della Mauritania, condannato a morte. Quando è stata emessa la condanna vi è stato per le strade un carosello di auto che girva suonando il clackson; un segno di esultanza come quando vince la nazionale.
Non so come sia finita a quel povero ragazzo... :cry:
E' esattamente così. Nessuno ti obbliga a pensarla in un modo piuttosto che in un altro, ma il "come-dove-quando-se" esternarlo è soggetto a specifici vincoli e restrizioni. Idem per quanto riguarda la partecipazione "attiva" alla vita politica e a quella pubblica, compreso l'uso dei social media.arizona77 ha scritto:Non vorrei che per un dipendente delle Forze Armate ci fossero dei limiti, non tanto al libero pensiero ma al diritto di critica.
Pare nel libro ci fossero pure dei contenuti omofobi:
insomma, nonostante i continui insegnamenti di Razzi: " fatti li...."....
No, eh :?:
involt ha scritto:La libertà di pensiero continua ad esistere; se il pensiero lo tieni per te.
E' esternarlo che non puoi. Ma questo è così già da un po'; basta leggere, nei vari contratti collettivi di lavoro, le voci attinenti alle commissioni di disciplina. Che poi è, in pratica, ciò che è accaduto al carabiniere
PanDemonio ha scritto:E' esattamente così. Nessuno ti obbliga a pensarla in un modo piuttosto che in un altro, ma il "come-dove-quando-se" esternarlo è soggetto a specifici vincoli e restrizioni. Idem per quanto riguarda la partecipazione "attiva" alla vita politica e a quella pubblica, compreso l'uso dei social media.arizona77 ha scritto:Non vorrei che per un dipendente delle Forze Armate ci fossero dei limiti, non tanto al libero pensiero ma al diritto di critica.
Pare nel libro ci fossero pure dei contenuti omofobi:
insomma, nonostante i continui insegnamenti di Razzi: " fatti li...."....
No, eh :?:
Il tutto ampiamente giustificato dal ruolo istituzionale ricoperto e dal complesso dei diritti e doveri (e dalle conseguenti implicazioni sociali) che derivano dall'indossare la divisa.
Come la moglie del re, il militare/poliziotto non deve solo ESSERE probo, onesto, irreprensibile, apolitico, misurato e giusto, ma deve soprattutto SEMBRARLO, poiché anche il solo sospetto che qualcosa non quadri è già un danno enorme per l'organizzazione, per chi ne fa parte, per i valori che è chiamata a difendere e per i compiti che è deputata ad assolvere.
Nel caso in questione, se lo hanno punito per la partecipazione al convegno ("in veste di libero cittadino" non significa proprio nulla: non basta togliersi la divisa per smettere di essere un carabiniere o per ritenersi svincolati dai doveri attinenti al grado e all'incarico) evidentemente non aveva richiesto preventivamente l'autorizzazione a parteciparvi. E se in parte la punizione è anche relativa al contenuto dei post sui social è facile che i suddetti post non brillassero per moderazione e veridicità, e fossero quindi di nocumento se associati all'immagine della forza armata.
PanDemonio ha scritto:E' esattamente così. Nessuno ti obbliga a pensarla in un modo piuttosto che in un altro, ma il "come-dove-quando-se" esternarlo è soggetto a specifici vincoli e restrizioni. Idem per quanto riguarda la partecipazione "attiva" alla vita politica e a quella pubblica, compreso l'uso dei social media.arizona77 ha scritto:Non vorrei che per un dipendente delle Forze Armate ci fossero dei limiti, non tanto al libero pensiero ma al diritto di critica.
Pare nel libro ci fossero pure dei contenuti omofobi:
insomma, nonostante i continui insegnamenti di Razzi: " fatti li...."....
No, eh :?:
Il tutto ampiamente giustificato dal ruolo istituzionale ricoperto e dal complesso dei diritti e doveri (e dalle conseguenti implicazioni sociali) che derivano dall'indossare la divisa.
Come la moglie del re, il militare/poliziotto non deve solo ESSERE probo, onesto, irreprensibile, apolitico, misurato e giusto, ma deve soprattutto SEMBRARLO, poiché anche il solo sospetto che qualcosa non quadri è già un danno enorme per l'organizzazione, per chi ne fa parte, per i valori che è chiamata a difendere e per i compiti che è deputata ad assolvere.
Nel caso in questione, se lo hanno punito per la partecipazione al convegno ("in veste di libero cittadino" non significa proprio nulla: non basta togliersi la divisa per smettere di essere un carabiniere o per ritenersi svincolati dai doveri attinenti al grado e all'incarico) evidentemente non aveva richiesto preventivamente l'autorizzazione a parteciparvi. E se in parte la punizione è anche relativa al contenuto dei post sui social è facile che i suddetti post non brillassero per moderazione e veridicità, e fossero quindi di nocumento se associati all'immagine della forza armata.
C'è anche qui. E il maresciallo lo ha probabilmente superato di parecchio, buscandosi la punizione. Fine.bumper morgan ha scritto:Va beh..ma a tutto ci deve essere un limite
Non capisco a quale "parrocchia" tu ti riferisca, ma cmq imho no, qui la politica non c'entra.arizona77 ha scritto:D' altronde la parrocchia e' sempre quella...
PanDemonio ha scritto:C'è anche qui. E il maresciallo lo ha probabilmente superato di parecchio, buscandosi la punizione. Fine.bumper morgan ha scritto:Va beh..ma a tutto ci deve essere un limite
Non capisco a quale "parrocchia" tu ti riferisca, ma cmq imho no, qui la politica non c'entra.arizona77 ha scritto:D' altronde la parrocchia e' sempre quella...
Vincoli e prescrizioni prescindono dal colore politico, ma si riferiscono specificatamente a prese di posizione (qualunque esse siano) estremismi, eccessi, offese, incitamenti all'odio o a comportamenti comunque illegali, ecc...
Non si tratta di "non disturbare il manovratore", ma di mantenere le FdO/FFAA, iloro componenti e il loro operato "super partes" e al riparo da qualunque sospetto di parzialità, interesse privato, appartenenza ideologica e così via.
Gae1955 - 13 minuti fa
Carloantonio70 - 1 giorno fa
quicktake - 3 anni fa
Suby01 - 11 mesi fa